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Presentazione de:"Il Sindaco Gentile". Marcello Torre raccontato in un libro

Scritto da Ciro Iacone

23.11.2020 - WEBINAR - Connessi singolarmente dalle proprie abitazioni, relatori e partecipanti ricordano il 40° anniversario del terremoto in Irpinia. Commemorandone la data non si può evitare il riferimento a Marcello Torre a cui è dedicato l'evento, proprio perché fu uno dei politici etici che ostacolò la camorra nel loro intento di speculare sui fondi destinati per il ripristino dei danni sismici. La Fondazione Polis, con l'assistenza tecnica di Radio Siani, promuove il libro:"Il Sindaco Gentile" di Marcello Ravveduto, edito Melatempo nel 2015. Una memoria storica che, narrando dell'avvocato di Pagani divenuto Sindaco, unisce: cataclisma, politica ed ecomafie. L'evento è stato trasmesso sulle pagine social degli organizzatori. Conosci la storia di Marcello Torre? Approfondisci alla pagina dedicata lui.

Marcello Torre: il Sindaco Gentile, l'evento:

Alle 10:45 si avvia la diretta streaming ricordando il terremoto che avvenne precisamente 40 anni fa. La prima riflessione verte a come, anche negli eventi drammatici, la camorra scorge opportunità di guadagni. Questo è il filo conduttore che lega il terremoto dell'Iripinia, Marcello Torre e le ecomafie. Un terremoto la cui frattura tutt'oggi non è stata risanata. Aldilà dei danni recati dal cataclisma, l'evento ebbe un impatto socio-economico sul territorio regionale. Infatti, fu il principale intervento in cui Marcello Torre, Sindaco di Pagani da pochi mesi, s'impegnò per contrapporsi alla camorra nelle speculazioni edilizie e nell'appropriazione delle risorse economiche e materiali elargite per il ripristino del territorio. Impegno che ne determinò l'uccisione l'11 dicembre successivo, così come di altri suoi colleghi che, nello stesso periodo, persero la vita in nome della giustizia sociale.

Sono trascorsi quarantanni, eppure, si notano similitudini con eventi attualissimi. Dall'esperienza su quanto avvenuto dopo il terremoto, i relatori invocano la "buona politica" attraverso l'esempio del Sindaco Gentile. Un faro che guidi le amministrazioni politiche sulla gestione delle risorse economiche sovvenzionate per la crisi pandemica dei giorni nostri.

Modera gli interventi, Enrico Tedesco, Segretario Generale della Fondazione Pol.is. che introduce la giornata:«Il titolo del libro è fortemente voluto non solo per l'attributo legato alla persona ma anche, e soprattutto, alla buona politica fatta dalle persone buone. Unico grande argine alle mafie e alla disgregazione sociale». 

Sono intervenuti:

  • Mario Morcone, Assessore alla sicurezza, alla legalità e all'immigrazione della Regione Campania;
  • Marcello Ravveduto, autore del libro;
  • Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre;
  • don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Pol.i.s della Regione Campania 

«Avverto qualche arretratezza rispetto ai riscatti sociali avvenuti negli anni precedenti - dichiara Morcone - Bisogna porvi maggiore attenzione a queste tematiche affinché non vi siano nuove opportunità per il malaffare». Un impegno che onori il sacrificio di Marcello Torre e di tutte le vittime innocenti delle mafie che, come lui: "ci hanno insegnato la via dell'onesta politica e del riscatto dei territori scevro da ogni interesse personale"

Hai perso l'evento? Puoi rivederlo qui

 

Il Sindaco Gentile, il libro che racconta Marcello Torre

Il libro "Il Sindaco Gentile" racconta le vicende di Marcello Torre non solo come la vittima innocente delle mafie ma anche come: uomo, marito, padre, avvocato, giornalista e poi sindaco. È proprio nel ruolo di Sindaco che esce fuori tutta la personalità e i valori dell'uomo. Un percorso storico tra infiltrazioni politiche, camorra, speculazioni edilizie, appalti per i rifiuti sanitari. Un uomo onesto catapultato in affari dal forte impatto socio-economico politico-criminale. Interessi generati dalla conseguente esigenza sismica. «Torre non è mai stata una persona che agisse senza concretezza o alla ricerca di un'utopia» precisa l'autore. Un lavoro che svolse nel "silenzio dell'abbandono" istituzionale aggravato dal focus mediatico sulle vicende della malavita locale. A queste si aggiunse la diffamazione contro Marcello solo perché era associato alla democrazia cristiana e avvocato penalista. Elementi che alimentavano pregiudizi e sospetti su legami criminali che girano negli ambienti. Un escursus tra i ricordi, vicende politiche, impegni sociali e familiari alle quali si unisce Annamaria Torre, figlia di Marcello. «Non dimenticherò mai le lotte intraprese per rendere giustizia a nostro padre».

«Non abbiamo avuto una vita facile - continua la donna - oggi mio padre viene definito “Eroe”, un appellativo che m'infastidisce perché lui era semplicemente un uomo giusto». Per lei è inutile cimentarsi in tante parole, spesso retorica, bensì la famiglia Torre preferisce una memoria basata sull'attuazione delle "buone pratiche". Approva e condivide questa filosofia anche don Tonino Palmese, Presidente Fondazione Polis. «Abbiamo bisogno della rivisitazione storica e non solo di una commovente biografia dei "buoni". Diventiamo committenti della storia che ci racconta non solo cosa è accaduto ma anche il perché e cosa possiamo imparare per evitare che si ripeti»

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La Lettera di Marcello Torre

Nella commozione dei relatori, conclude gli interventi la lettura della "lettera testamento" che Marcello Torre lasciò alla sua famiglia quando intuì i rischi che correva. [fonte: sito Associazione Marcello Torre]

Carissimi,
ho intrapreso una battaglia politica assai difficile.
Temo per la mia via.
Conoscete i valori della mia precedente esperienza politica.
Torno nella lotta soltanto per un nuovo progetto di vita a Pagani.
Non ho alcun interesse personale.
Sogno una Pagani civile e libera.
Ponete a disposizione degli inquirenti tutto il mio studio.
Non ho niente da nascondere.
Siate sempre degni del mio sacrificio e del mio impegno civile.
Rispettatevi ed amatevi. Non debbo dirvi altro.
Conoscete i miei desideri per il vostro avvenire.

Quanti mi hanno esposto al sacrificio siano sempre vicini alla mia famiglia.
Vi abbraccio forte al cuore un pensiero ai miei fratelli, alle zie e a tutti i miei cari
Marcello 
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