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NAPOLI - Sono passati 35 anni dal barbaro omicidio di Giancarlo Siani. Dal 1985 suo fratello Paolo Siani non ha mai smesso di raccontare la storia di Giancarlo. Dalla sua morte ha intrapreso un percorso in cerca di verità, giustizia e di quel riscatto sociale che il giovane giornalista sognava raggiungere con le sue inchieste. Quest'anno, dal 19 al 23 settembre (dal giorno del compleanno a quello dell'assassinio) la cittadinanza, le associazioni e le Istituzioni hanno omaggiato il "giornalista-giornalista" al fianco della Fondazione a lui intitolata, la vittima innocente della camorra è stata vivificata con innumerevoli momenti d'incontro. A seguire tutti gli eventi in suo onore.

Conosci la storia di Giancarlo Siani? Ti consigliamo di approfondire alla pagina dedicata a lui!

35ª Giornata alla Memoria: "un giorno con Giancarlo Siani"

Il 23 settembre apre la giornata la consueta deposizione dei fiori presso le Rampe Siani, a Napoli, per poi ritrovarsi al Premio Siani presso il Cinema Modernissimo. Dopo i saluti Istituzionali viene consegnata alla famiglia di Giancarlo il "Tesserino bordeaux" alla memoria per giornalisti professionisti. Momento a cura dell'Ordine nazionale dei Giornalisti e dell'Ordine dei Giornalisti della Campania.

Nel pieno rispetto delle normative sanitarie, sono intervenuti diverse rappresentanze delle Autorità, della Stampa, della Magistratura, delle FF00 con la partecipazione di don Luigi Ciotti e del Presidente della Camera dei Deputati, On. Roberto Fico. Tra questi, ricordiamo le parole del magistrato D'Alterio, il quale, ha omaggiato i presenti con una copia del libro "La stampa addosso" da poco pubblicato. "Grazie alla pressione civica che ai tempi le associazioni, la famiglia Siani e la Stampa hanno fatto, noi operatori della giustizia siamo riusciti a non cedere mai fino a processare mandanti ed esecutori" dichiara l'uomo. 

Parole che trovano conferma e sostegno nell'affermazione del Sindaco De Magistris: "ogni anni Giancarlo riesce a seminare tanti semi ispirando le nuove generazioni di giornalisti, grazie ai quali, la Repubblica fa passi in avanti", così come nella riflessione del Procuratore Melillo: "la memoria di Giancarlo cresce perché lui aveva capito le due questioni meridionali: l'impatto socio-economico della criminalità e il suo modo di diffondere sfiducia verso la legge inculcando valori sbagliati". Concludono gli interventi la consegna delle targhe del 17° Premio Siani con il confronto tra i ragazzi di quattro scuole napoletane, in collegamento streaming, e i ringraziamenti di Paolo Siani a tutti coloro che hanno partecipato e hanno reso possibile l'incontro.

Gli appuntamenti riprendono alle ore 15:30, presso la sede della Fondazione Polis, con il convegno "Dalla carta stampata al web giornalisti sotto tiro – in Campania nasce l’Osservatorio" a cura dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Infine la 35ª Giornata trova la sua conclusione con una santa messa celebrata nella Chiesa dei Salesiani in via Morghen, al Vomero. 

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Buon compleanno Giancà.. IX edizione

Il 19 settembre 2020 Giancarlo avrebbe compiuto 61 anni. «Lo immaginiamo cresciuto, un uomo ed un giornalista ormai maturo, seduto alla sua scrivania a scrivere, a raccontare la realtà dei fatti». Così hanno promosso l'evento "Studenti Contro la Camorra" e "Radio Siani" che hanno organizzato una vera e propria festa di compleanno con tanto di torta. L'evento si è tenuto alle ore 16:30 davanti la sede della redazione "Il Mattino" nel Centro Direzionale di Napoli. Un modo per celebrare la vita di Giancarlo che, seppur breve, anno dopo anno riesce a inspirare tutti coloro che credono nella verità e nella legalità, perché: (cit) «Non muore mai chi si batte per la verità».

Non solo uno slogan. Gli organizzatori hanno invitato i partecipanti a partecipare al contest "Giancarlo scriverebbe di..." immedesimandosi e impegnandosi a essere giornalista-giornalista per un giorno. Ebbene, durante la manifestazione sono stati letti diversi articoli su temi di disagio e riscatto del territorio e sulle vittime innocenti della criminalità. I migliori tre di questi, sono stati pubblicati sull'edizione online de Il Mattino e su Radio Siani proprio il 23 settembre, giorno dell'anniversario dell'assassinio.

"Noi impegnati nel sociale facciamo il possibile per portare avanti la nostra missione: divulgare una buona condotta, piccoli gesti di civiltà quotidiana" dichiara Giuseppe Ruocco, presidente di Studenti Contro la Camorra. "Quello che facciamo non è minimamente paragonabile alle denunce di Giancarlo, ma, ricordarlo può inspirare altre persone a fare di più e questo ci dà la forza di non fermarci".

"Oltre i confini" e l'omaggio a Giancarlo Siani ad Assisi

Paolo Siani in collegamento streaming. (fonte foto assisinews.it))

Il 20 settembre, a partire dalle ore 15:00, Paolo e Ludovica Siani, fratello e nipote nonché vicepresidente della fondazione Giancarlo Siani, sono intervenuti in collegamento streaming alla terza giornata della manifestazione "oltre i confini" presso il Cortile di Francesco Assisi. Dal Convento, Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento e Beppe Giulietti, Presidente della FNSI, hanno intervistato la famiglia di Giancarlo parlando della figura, del coraggio e di ciò che ancora si tramanda del giovane giornalista. Un dibattito utile a scuotere le coscienze dei ragazzi, soprattutto quelli a rischio affinché comprendano che la scelta di affiliarsi nei clan camorristi, per quanto possa essere allettante, porta sempre o alla morte o al carcere

"So che ci sono tanti ragazzi come lui, ‘abusivi’, che scarpinano in territori difficili in cerca di notizie - dichiara Paolo Siani - Ragazzi che fanno uno dei lavori più belli, raccontare quello che succede nel mondo, per pochi euro, per avere la soddisfazione di raccontare e cambiare il mondo. Spesso infatti sono giornalisti per migliorare la società, e anche se non li vedete, esistono e meno male che esistono". 

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Giancarlo Siani

Giancarlo Siani, 26 anni

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani, giornalista del "Il Mattino", fu assassinato dalla camorra sotto casa, in via V.Romaniello, quartiere Arenella, a Napoli. Pressapoco le 20:50, Giancarlo fece ritorno e, ancora al volante della sua "Méhari" con capote in tela, venne colpito alla testa da 10 colpi di pistola sparati da almeno due sicari a bordo di una moto.

 giorno prima Giancarlo Siani aveva ultimato un volume-dossier dal titolo:"Torre Annunziata un anno dopo la strage" sugli affari camorristici dell'omonimo paese. Il documento, già composto in tipografia, non fu più ritrovato da quel giorno. A rafforzare la tesi che sia stato ammazzato per mettere a tacere le sue inchieste c'è la testimonianza di Amato Lamberti, ex-direttore dell'Osservatorio anticamorra, il quale dichiarò che, in quella giornata, ricevette una telefonata da Giancarlo che gli chiese un incontro per parlare di cose che «è meglio dire a voce». Non si è mai saputo di cosa si trattasse e se il ragazzo iniziasse a temere per la sua incolumità. Dovettero passare ben 11 anni tra indagini e processi giudiziari affinché si conoscessero le cause e i moventi che spinsero la malavita a togliere la vita a un giovane apprendista giornalista.

 

Storico giuridico

  • 15 aprile del 1997 - La seconda sezione della Corte d'Assise di Napoli condannò all'ergastolo:
    - Lorenzo Nuvoletta, suo fratello Angelo Nuvoletta e Luigi Baccante ritenuti i mandanti dell'omicidio.
    - Ciro Cappuccio e Armando Del Core individuati come esecutori materiali.
    In questa stessa condanna appare, tra i mandanti, anche il boss di Torre Annunziata: Valentino Gionta. Per quest'ultimo la Corte di Cassazione dispose il rinvio ad altra Corte di Assise di Appello.
  • 29 settembre del 2003 - Processo di appello per Valentino Gionta condannato all'ergastolo come mandante. L'uomo viene definitivamente scagionato dalla Corte di Cassazione per 'non aver commesso il fatto'.
  • Nel 2014 - Roberto Paolo, giornalista napoletano, edita un libro-inchiesta sollevando dubbi sui reali esecutori dell'omicidio e indicando altri nomi. Sulla base di queste rivelazioni, l'allora coordinatore della Direzione antimafia della Procura di Napoli, Giovanni Melillo, ha riaperto le indagini sull'omicidio Siani: il fascicolo è affidato ai sostituti procuratori Enrica ParascandoloHenry John Woodcock. (fonte wikipedia)

 

Il ricordo di Paolo Siani, fratello di Giancarlo

"Quella sera rientravo a casa dopo la fine del mio turno in ospedale. Fu così che scoprì la drammatica sorte di mio fratello. Fui la prima vettura, dopo quella della polizia, a giungere sul luogo del delitto. L'auto di Giancarlo era inconfondibile e lui lì, ancora alla guida. Lo vidi. Un dolore così cupo, forte, profondo, il vuoto assoluto."

"Solo dopo aver dato sfogo a quella disperazione iniziammo a capire cosa avesse potuto portare alla sua morte. Capimmo che di certo avesse a che fare con il suo lavoro, ne avemmo conferma anche dagli investigatori. Così, noi familiari e amici di Giancarlo iniziammo le nostre battaglie in cerca di giustizia. Un lungo periodo durato ben 11 anni prima di venirne a capo. Eravamo praticamente soli. In quel periodo non esistevano associazioni anti-camorra e il tema non veniva menzionato nemmeno dalla magistratura."

"Poi nacque l'associazione Libera. Con don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza fummo tra i primi ad aderivi. Da lì mi sentii parte di una comunità con la quale condividere quell'immenso dolore che è sempre presente con noi familiari. Il gruppo si ingrandii fino a decidere di fondare il Coordinamento campano dei familiari. Insieme abbiamo realizzato dei risultati importanti che hanno dato voce per la prima volta alle vittime innocenti della criminalità e ai loro familiari. Il nostro impegno fu così proficuo che mi fu offerta la presidenza e la gestione della Fondazione Polis della Regione Campania dal primo anno della sua istituzione. Da allora, siamo diventati i portavoce di una parte di storia del nostro paese che non viene raccontata."

È nostro compito divulgare la storia delle vittime innocenti. Il nostro racconto è unico e può toccare le coscienze dei ragazzi in un modo unico, diretto, semplice ma tale da fargli provare ribrezzo e odio verso il mondo della criminalità.

#Memoria: luoghi intitolati a Giancarlo Siani 

"Via Giancarlo Siani" a:

  • Qualiano (NA); Marano di Napoli; Villaricca (NA); Acerra (NA); Casalnuovo di Napoli; Parete (CE);
  • Piazza Giancarlo Siani, Tavernanova, Casalnuovo di Napoli;
  • Rampe Giancarlo Siani, Napoli;
  • Piazzale Giancarlo Siani a Vico Equense (NA). All'ingresso della piazza, antistante al Municipio, una stele che raffigura il volto di Giancarlo con la bocca "cancellata".

Istituti scolastici:

  • IISS Giancarlo Siani, Via Gaudiosi, Casalnuovo di Napoli;
  • Scuola Materna G.Siani, Via Giuseppe di Vittorio, Mugnano di Napoli;
  • Scuola Media Statale, via Giacomo Leopardi, Gragnano (NA);
  • IIS Giancarlo Siani di Napoli Succursale, Corso Chiaiano, Napoli;
  • Scuola Media Statale Giancarlo Siani, Via Giacomo Leopardi, Gragnano (NA);
  • Scuola primaria a Marano di Napoli;
  • 2° Circolo Didattico G.Siani, Via Monsignor Antonio Menna, Mugnano di Napoli;
  • Scuola primaria di Battipaglia (SA) che comprende L'IC "Fiorentini";
  • Liceo Scientifico Giancarlo Siani, Viale Europa, Aversa (NA).

Edifici, opere e presidi:

  • Centro Polifunzianale e del Teatro di San Giorgio a Cremano (NA);
  • Auditorium del Cinema comunale in Via IV Novembre, Marano di Napoli;
  • WebRadio Siani Network - Corso Resina, Ercolano (NA);
  • Atrio del PAN (Palazzo delle Arti di Napoli). In seguito ribattezzata "Sala della Memoria" in cui è custodita la Mehari di Giancarlo.
  • Biblioteca comunale in via nuova caravita a Cercola (NA);
  • Presidio Libera Roma XIII, piazza Agrippa 7h Ostia, Roma;
  • Aula Consiliare della Regione Campania;
  • Murales in via Vincenzo Romaniello. Un'opera lunga 38 metri realizzata dagli "Orticanoodles" proprio davanti all'abitazione di Giancarlo Siani;
  • Murale dell'artista Jorit Agoch raffigurante Giancarlo Siani e Peppino Impastato, a Giugliano in Campania;
  • Presidio Libera Pisa, Ex convento dei Cappuccini in Via dei Cappuccini 2/B, Pisa;
  • La nuova redazione de «Il Mattino» nella sede di Torre Francesco al Centro Direzionale di Napoli.

 

Eventi in ricordo di Giancarlo Siani

  • Dal 2015 al 2016 - "Il viaggio della legalità" con la Mehari che ha fatto un tour di Italia accompagnata in ogni provincia da mostre fotografiche, flash mob, convegni e manifestazioni.
  • 19 settembre 2015 Spettacolo teatrale: "Ladri di sogni" di Peppe Celentano e Vincenzo De Falco, al Teatro Diana.
  • 20 settembre 2015 - Incontro di pallavolo presso il Palavesuvio di Ponticelli (NA). Iniziativa “Un muro contro le mafie” promossa da: Anm, Coni, Fipav e Fipav Campania.
  • 21 settembre 2015 - Evento "Torre Annunziata non dimentica, Giancarlo Siani uno di noi" voluta dall'Amministrazione comunale locale.
  • 22 settembre 2015 - Convegno nazionale e corso di formazione a cura dell’Ordine dei giornalisti della Campania “Giancarlo Siani e il giornalismo di frontiera” presso l'università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli.
  • 23 settembre 2015 - Giornata alla memoria con la deposizione di fiori seguita dalla XII edizione del Premio Siani presso la Sala riunioni del Mattino. Continua con una messa in suffragio nella chiesa dei Salesiani al Vomero quart. di NA) celebrata da don Tonino Palmese e don Luigi Ciotti. LA giornata si conclude con l'evento d'intitolazione dell'Atrio del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) a Giancarlo Siani.
  • 23 settembre 2016 - Deposizione dei fiori presso le Rampe Siani, a Napoli, seguita dall'inaugurazione del murales in via Vincenzo Romaniello.
  • 15 settembre 2017 - VI Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in sincronia con Agisco, a Roma.
  • 22 e 23 settembre 2017 - Inaugurazione e intitolazione dell'Atrio del Pan con la proiezione di diversi filmografie seguita dal Premio Siani.
  • 19 settembre 2018 - VII Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 25 settembre 2018 - Manifestazione presso il club Mediterraneo, a Torre Annunziata (NA) organizzata dal'Associazione Libera e dai referenti politici locali.
  • 26 settembre 2018 - Tavola rotonda con dibattito su Giancarlo Siani presso la biblioteca a lui intitolata a Cercola (NA). Tra gli intervenuti: Samuele Ciambriello, garante campano per i detenuti, gli scrittori Pasquale Testa, Paolo Miggiano Alessandro Campaiola.
  • 19 settembre 2019 - VIII Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 23 settembre 2019 Giornata con Giancarlo partendo dalla mattina con la deposizione dei fiori alle Rampe Siani. Segue L'inaugurazione della "Sala della Memoria" presso il PAN con diversi interventi Istituzionali e la consegna dei 16° Premio Siani e la presentazione della nuova Fondazione "Giancarlo Siani".
  • 13 dicembre 2019 - Conferimento della Cittadinanza Onoraria  dalla città di Torre Annunziata (NA).
  • 19 settembre 2020 -  IX Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 23 settembre 2020 Giornata alla Memoria dalla mattina con la deposizione dei fiori alle Rampe Giancarlo Siani seguita dalla 17ª edizione del Premio Siani con un incontro presso il Cinema Modernissimo. Nel pomeriggio un convegno presso la Fondazione Polis. La giornata si conclude con una messa in suffragio presso la Chiesa dei Salesiani in via Morghen, a Napoli.

 

Bibliografia in cui è menzionata o raccontata la storia di Giancarlo Siani

Filmografia in cui è menzionata o raccontata la storia di Giancarlo Siani

 

La Fondazione "Giancarlo Siani"

Il 23 settembre 2019 nasce la Fondazione Giancarlo Siani ONLUS. Si tratta di una nuova voce che continuerà il lungo percorso tracciato con impegno, manifestazioni e battaglie in cerca di giustizia dall'"Associazione Giancarlo Siani" fondata un anno dopo l'agguato, nel 1986.

Nel 2004 viene istituito il "Premio Giancarlo Siani" riservato agli autori di testi giornalistici, ricerche o tesi di laurea che analizzino il fenomeno mafioso e le eventuali iniziative di contrasto. Inoltre, dal 2005 viene assegnata la "borsa di studio" agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che abbiano prodotto elaborati sulla figura di Giancarlo Siani. (fonte e riferimenti dal sito ndr)

La Fondazione si prefissa gli obiettivi di:
  • onorare la memoria e mantenere vivo il ricordo del giovane giornalista de “II Mattino” Giancarlo Siani, barbaramente ucciso a Napoli dalla camorra il 23 settembre 1985, mentre era un bordo della sua Mehari di colore verde, per le sue coraggiose inchieste giornalistiche;
  • onorare e tenere vivo il ricordo dei giornalisti uccisi dalle mafie;
  • sostenere i giornalisti minacciati dalle mafie per aver semplicemente svolto il proprio mestiere;
  • per difendere la libertà di stampa e di espressione in ogni sua forma;
  • onorare il ricordo di tutte le vittime innocenti della criminalità, perché il loro sacrificio non sia stato vano;
  • promuovere lo sviluppo nella società di una coscienza civile, di una cittadinanza attiva per il rifiuto di qualsiasi forma di violenza e sopraffazione, anche attraverso interventi precoci sull’infanzia, a partire dai primi mille giorni di vita, soprattutto in contesti di marginalità e di disagio sociale. (fonte Statuto della Fondazione)

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.fondazionegiancarlosiani.it

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Raffaele Iorio

Raffaele Iorio, 63 anni

Nella serata del 13 settembre 2000 Raffaele Iorio fu ferito gravemente in seguito al furto della "Jaguar" che un amico imprenditore gli aveva affidato. L'uomo, ormai in pensione, svolgeva saltuariamente il ruolo di chauffeur per pochi conoscenti. Quella sera, mentre transitava in via Gianturco, a Napoli, si fermò vicino ad una cabina telefonica. Tra Raffaele e la vettura c'erano appena 2 metri, così, trattandosi di una chiamata veloce, l'uomo di buonafede lasciò l'auto incustodita. Di lì a poco dei malviventi adocchiarono il bene di lusso e, uno di loro, favorito dalla portiera non chiusa a chiave, s'intrufolò nella Jaguar. Appena Raffaele si accorse di quanto stesse accadendo corse verso di loro. Si aggrappò con forza alla portiera dell'auto nel tentativo di impedirne il furto. L'uomo venne trascinato sull'asfalto per circa 700 metri per poi essere scaraventato contro un palo della luce. Fu soccorso e trasportato presso l'ospedale "Loreto Mare" di Napoli. Purtroppo, le ferite e i traumi subiti furono molteplici. Il 14 settembre 2000, dopo ore di agonia, Raffaele si spense.

Storico giuridico

  • Maggio 2007 - Il pm Gloria Sanseverino emette la condanna di 20 anni di reclusione per Salvatore Romano Massimo Incarnato, ritenuti i responsabili del rapina con aggravante di omicidio volontario.
    - Condannati in primo grado anche altri due imputati ritenuti coinvolti nella rapina.

Il ricordo di Salvatore Iorio, figlio di Raffaele

"Fu mio cognato, marito di mia sorella, a telefonarmi per mettermi al corrente dell'accaduto. Per non farmi spaventare mi disse semplicemente: «papà ha avuto un incidente, sta bene, vieni al Loreto Mare». Quel giorno ero a lavoro presso il Centro Direzionale di Napoli, quindi, non ci misi molto a raggiungerli. Ovviamente, mai avrei pensato che la dinamica fosse molto più complessa di un 'normale' incidente stradale".

"Pochi giorni dopo i funerali di mio padre venni contattato da Vincenzo Sequino, papà di Gigi Sequino. Mi fece semplicemente le condoglianze, ne rimasi molto sorpreso. Avevo seguito la storia di Gigi e Paolo ai TG e quel gesto mi commosse. Da quella telefonata iniziai a conoscere anche altri familiari delle vittime innocenti e il loro impegno sociale. Un mondo fatto di tante belle persone con sani principi, di associazioni, di attivismo civico. In cuor mio provai vergogna a non saperne nulla e soprattutto che il desiderio di riscatto sociale lo abbia sentito solo dopo aver vissuto sulla mia pelle un'esperienza del genere".

"Da allora il mio impegno nel sociale diventò più presente. Il rapporto con i familiari delle vittime innocenti della criminalità si fortificò fino a decidere di fondare il Coordinamento campano con l'obiettivo di sostenerci come una grande famiglia e sensibilizzare anche le persone esterne. In me c'è ancora quel senso di vergogna per aver atteso a diventare un cittadino attivo per la società ed è per questo che non esito a dirlo quando tocchiamo l'argomento dentro e fuori le scuole".

Sii partecipe, sii impegnato! Non aspettare che ti capiti un'esperienza brutta come la mia per commuoverti, per sensibilizzarti alla causa legalità o per diventare un cittadino attivo nel sociale. 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Raffaele Iorio

  • Marzo 2015 - La storia di Salvatore Iorio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani e Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
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Fabio De Pandi

Fabio De Pandi, 11 anni

Il 21 luglio 1991 Fabio De Pandi trascorse la domenica con la famiglia a casa di amici nel Rione Traiano, a Soccavo (quartiere di Napoli). Quando fu ora di rincasare era ormai sera inoltrata. Giunsero alla loro auto, mentre, poco lontano arrivò una "alfa 164" con tre persone a bordo che di lì a poco iniziarono a sparare. Alle spalle della vettura della famiglia De Pandi vi era una bancarella di sigarette di contrabbando verso cui erano rivolte le pallottole esplose. Questi ultimi si diedero alla fuga, mentre, un proiettile vagante colpì il piccolo Fabio trapassandogli il braccio e conficcandosi nel torace. Salendo velocemente in auto per darsi alla fuga, Fabio pronunciò le parole: «mamma, mi fa male il braccio». I genitori videro il sangue sulla camicia e capendone subito la gravita, iniziò la corsa verso l'ospedale. Purtroppo la pallottola aveva leso gli organi vitali interni, Fabio De Pandi si spense prima di poter ricevere soccorsi.
 
Fabio De Pandi è morto a soli 11 perché i clan camorristici erano, e sono, in conflitto sul dominio del business della droga. In seguito alle dichiarazioni del boss del Rione Traiano si saprà che quella sparatoria sarebbe dovuta essere solo una "avvertenza" e non un vero e proprio agguato verso i detentori della bancarella per una partita di droga non ancora pagata. Nello stesso giorno, fu assassinato anche Angelo Riccardo, 21 enne di San Cipriano d'Aversa (CE), vittima di uno scambio di persona.

Storico giuridico

  • A pochi giorni dall'accaduto, la polizia riconosce Amedeo Rey come l'uomo che sedeva di fianco all'autista. In seguito, i mandanti e il commando dell'agguato sono stati tutti condannati. Ad Amedeo Rey, appartenente al clan Puccinelli, è stata riconosciuta la responsabilità per l'omicidio di Fabio.
  • Nel 2003 viene confermata la pena all'ergastolo per Amedeo Rey riconosciuto responsabile della morte del piccolo Fabio De Pandi. L'11 dicembre 2015 l'assassino si è tolto la vita impiccandosi nel carcere di Parma.

 

Il ricordo di Gaetano De Pandi, padre di Fabio

"Quella sera ero con la mia famiglia. Passammo la domenica a casa di un mio caro amico d'infanzia, poi, fatta sera, lo salutammo per rincasare. Era quasi mezzanotte quando passò un'auto nella zona alberata, non ci badai, era molto distante da noi. Poi, spararono nella nostra direzione. Dietro di noi c'era una bancarella di sigarette di contrabbando e noi ci trovammo nel mezzo. Salimmo rapidamente sulla nostra auto. Fabio disse che gli faceva male il braccio, poi vedemmo il sangue. Solo dopo ci accorgemmo che il proiettile gli aveva trapassato il braccio entrando nel torace. Corremmo in ospedale. Durante il tragitto mi accorsi che mio figlio non si lamentava più. Intuì che fosse finito ma non lo accettai e continuai la corsa sperando che si potesse ancora salvare".

"Sono nato e cresciuto nei quartieri spagnoli, conoscevo certe dinamiche e come evitare di restare coinvolto nella guerra tra i clan che vi era in quel periodo. Proteggevo mio figlio rinunciando alle uscite, a passeggiate per il quartiere. Una premura che non è servita".

"In seguito, tramite il mio avvocato conobbi la Fondazione Polis, altri familiari come me e il mondo delle vittime innocenti della criminalità. Con loro iniziai a raccontare la storia di mio figlio nelle scuole anche se, questo episodio ha lasciato un solco profondo dentro di me. Da allora, non amo allontanarmi troppo da casa il ché mi impedisce di essere particolarmente presente a tutte le manifestazioni".

"Ricordo in particolare di quando, con una classe, sorrisi raccontando che l'assassino di mio figlio si fosse suicidato in carcere. Un ragazzino me lo fece notare pensando che ne fossi felice e mi chiese il perché. Fu allora che realizzai che il desiderio di vendetta cambia nel tempo".

All'inizio vorresti dare sfogo alla tua rabbia, poi, capisci che la miglior "vendetta" si chiama giustizia. Cosa che chi ha ucciso mio figlio non è riuscito a sopportare preferendo togliersi la vita.

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati a Fabio De Pandi

  • 9 aprile 2011 - intitolato il Premio della "Corrinapoli" riservato alle scuole. Un circuito podistico con partenza-arrivo a Piazze Plebiscito, Napoli.
  • N.R. - Dedicato un laboratorio dell'I.C. D'Aosta-Scura di Napoli.
  • 29 febbraio 2012 - La storia di Fabio è raccontata nello spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così", regia e drammaturgia di Emanuela Giordano.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 30 gennaio 2014 – Presentazione del Presidio Libera a Chiaia presso il PAN (Palazzo delle arti di Napoli) intitolato a Fabio De Pandi e Maurizio Estate.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a Fabio e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 8 giugno 2018 - Intitolata l'aula "Atelier creativo" dell'istituto "Baracca – Vittorio Emanuele II" ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Nella scuola che frequentava Fabio De Pandi ora vi è una targa sui cui è incisa la frase: «Piccolo Principe' senza più sogni».
  • 26 luglio 2018 - La storia di Fabio è menzionata nel libro: "La guerra di Dario. Vivere e morire a Napoli" di Paolo Miggiano. Argot Edizioni.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Fabio è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod e promosso dalla Fondazione Polis.
 
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Silvia Ruotolo

Silvia Ruotolo, 39 anni

L'11 giugno 1997, Silvia percorreva a piedi la salita Arenella, una strada stretta e molto trafficata, dell'omonimo quartire a Napoli. Per mano teneva suo figlio Francesco, di soli 5 anni, che era andato a prendere all'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive. Erano giunti sotto casa. Al balcone li guardava arrivare la figlia Alessandra, di 10 anni. Improvvisamente il traffico si bloccò. Due uomini scesero dalla loro auto e spararono oltre 40 colpi all'impazzata. Un proiettile vagante colpì mortalmente Silvia Ruotolo al volto. La donna cadde sotto gli occhi dei suoi figli. Con lei fu ferito al dorso Riccardo Valle, studente universitario di 19 anni.

Storico giuridico

  • Poco dopo l'agguato fu fermato Luigi Filippini, appartenente al clan Cimmino, obiettivo del raid in cui rimase ferito. Dopo ore di interrogatorio iniziò a collaborare e accusò Rosario Privato.
  • 24 luglio 1997 - Privato fu arrestato mentre si trovava in vacanza in Calabria. Quest'ultimo si pentì immediatamente iniziando a collaborare. A seguito alle dichiarazioni furono arrestati il boss del clan di Torretta, Giovanni Alfano, ed altri esponenti della camorra: Vincenzo Cacace, Mario Cerbone e Raffaele Rescigno.
  • 11 febbraio 2001 - La Quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta da Giustino Gatti, emise le seguenti condanne:
    - ergastolo per: Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace e Mario Cerbone;
    - 26 anni di reclusione per Rosario Privato, contro i 16 chiesti dalla Procura;
    - 20 anni di reclusione per Raffaele Rescigno, l'autista del commando.
  • Nel 2011 - La Terza sezione della Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Omero Ambrogi, condannò all'ergastolo Mario Cerbone, l’ultimo degli imputati per il quale il procedimento era ancora in corso, e confermò  le precedenti condanne, nonostante la Cassazione aveva annullato le sentenze emesse dai giudici di appello disponendo un nuovo processo.

 

Il ricordo di Francesco Clemente, figlio di Silvia

"Tornavo a casa con mamma dall’ultimo giorno di asilo. Eravamo mano nella mano e, arrivati sotto casa, si sentono dei forti rumori. Pensavamo fosse un brusco tamponamento invece erano 40 colpi sparati all’impazzata. Un colpo trafisse lo zigomo di mia mamma ammazzandola. Avevo solo 5 anni e da allora l'intera famiglia visse sotto scorta fino alla conclusione del processo che arrivò, finalmente, nel 2001. Venne fatta giustizia e i responsabili furono condannati all’ergastolo. Nel 2011 vennero confermate le condanne e ci venne riconosciuto un cospicuo risarcimento dallo Stato. Con quei fondi decidemmo di creare una realtà per riqualificare Napoli. Nacque così la fondazione “Silvia Ruotolo ONLUS – Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce".

#Memoria: Luoghi intitolati a Silvia Ruotolo

  • 1 giugno 2009 - Intitolato un bene confiscato in lombardia
  • 13 maggio 2011- Inaugurato il Presidio Libera di Padova "Silvia Ruotolo".
  • 25 settembre 2012 - Intitolata la Salita Arenella, denominata Salita Silvia Ruotolo. Approvato all'unanimità dal Consiglio comunale, presentato dal consigliere Carmine Attanasio.
  • 9 aprile 2014 - Il Comune di Sesto Fiorentino (FI) conferisce la cittadinanza onoraria alla famiglia di Silvia Ruotolo, Lorenzo Clemente, Alessandra e Francesco. "Per il loro impegno nella lotta contro la criminalità organizzata".
  • 8 luglio 2014 - Intitolato l'Istituto per l'infanzia "Amedeo Maiuri" nel quartiere Arenella, Napoli.
  • 30 maggio 2015 - Intitolato la spazio polivalente dell'Istituto comprensivo "Portella della Ginestra", a Vittoria (RG). L'evento è l'atto conclusivo del concorso "Chiamami ancora Amore. Un altro mondo è possibile" nel quale ad ogni scuola partecipante viene chiesto di intitolare un luogo a una donna vittima innocente delle mafie. La cerimonia è stata introdotta dal Dirigente Scolastico Angela Maria Riolo al quale hanno portato i saluti il Vice Sindaco di Vittoria e il Presidente della Commissione Scuola del Consiglio Comunale. Sono intervenuti tra gli altri, ,Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani al Comune di Napoli e figlia della Ruotolo, Don Beniamino Sacco, il Vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, Piero Gurrieri.
  • 29 novembre 2015 - Intitolazione dei giardini in Piazza Medaglie D'Oro dati in affidamento alla Fondazione a lei intitolata.
  • 4 novembre 2016 - intitolazione del periodico "Informare". La targa è stata svelata dal maresciallo dei carabinieri che arrestò il suo assassino. Nel corso della cerimonia il direttore del giornale, Fabio Corsaro, ha scoperto un’opera del maestro Nicola Badia, dedicata a tutte le vittime di mafia. Presenti anche il sindaco del Comune di Casandrino e consiglieri comunali del Comune di Castel Volturno.
  • 11 marzo 2018 - Intitolato il piazzale Coop in corso Laghi 84, Comune di Avigliana (TO).
  • 4 marzo 2019 - Intitolata una traversa di via Leopardi, a Muraggio (TA). In occasione della "Giornata internazionale delle donne", l'Amm.ne comunale ha voluto intitolare 18 traverse ad alcune donne speciali tra cui le vittime di mafie.
  • 18 marzo 2019 - Intitolata un aula presso l' I.C. Carafa-Salvemini, a Napoli.
  • 11 giugno 2019 - Intitolazione del bene confiscato sede del Rainbow Center Napoli.
  • 29 luglio 2019 - Musica contro le mafie realizza una canzone a Silvia, una ninna nanna tratta dai ricordi di Francesco.
  • 24 ottobre 2019 - Inaugurato il Centro Polifunzionale in frazione Tuoro, a Caserta. Lo spazio è gestito da "Generazione Libera" di don Rosario Laudato, referente di Libera contro le mafie – Presidio di Caserta e Noi Voci di Donne guidata dalla dott.ssa Pina Farina, responsabile della pubblica istruzione di Libera contro le mafie del Presidio di Caserta.
  • Maggio 2020 - La storia di Silvia Ruotolo è raccontata nel libro: "Al posto giusto al momento giusto" a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Rogiosi Editore. 

Eventi in memoria di Silvia Ruotolo

  • 11 giugno 2012 - Dalle 9.30 la presentazione delle mostre fotografiche "Vive, nella memoria" di Serena Faraldo e "Il mio sguardo libero" di Fiorenza Stefani. A seguire il ricordoè affidato alle parole di don Luigi Ciotti. Tra i vari momenti della giornata, un picnic a base di prodotti di Coldiretti, Libera Terra e Nuova Cucina Organizzata, rigorosamente provenienti dai terreni confiscati ai clan, una passeggiata antiracket con il Prefetto di Napoli Andrea De Martino accompagnato dal presidente della Municipalità 5 Mario Coppeto, la degustazione dei "Sapori No Pizzo".
  • 11 giugno 2013 - Giornata dedicata al "Noi e alla corresponsabilità". Durante la giornata sono stati presentati i progetti di scuole e associazioni e il Presidio Libera Vomero/Arenella. Nel pomeriggio, una messa nella Chiesa dell'Immacolata al Vomero, celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2014 - Commemorazione con una messa celebrata da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
  • 11 giugno 2015 - Giornata alla memoria dal titolo "Verità illumina la giustizia". La mattinata ha visto la deposizione dei fiori presso la lapide a Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi musicali. Nel pomeriggio un messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2016 - Come ogni anno, i saluti istituzionali presso i Giardini Silvia Ruotolo di Piazza Medaglie d'oro. Successivamente viene inaugurata la Fontanella della legalità, resa possibile grazie alla collaborazione con Abc Napoli. Un'iniziativa a cui hanno collaborato non solo la Fondazione Silvia Ruotolo e Comune di Napoli, Ufficio Scolastico Regionale, Libera, Coordinamento Familiari Vittime Innocenti e Fondazione Polis, ma anche le scuole Silvia Ruotolo e Piscicelli, insieme al cantautore Roberto Ormanni e al Coro I Sancarlini.
  • 10 e 11 giugno 2017 - "20 anni di memoria e impegno
    - Sabato 10 - Deposizione dei fiori in Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi artistici delle scuole del territorio. Presentato "Caffè Silvia" riualificato da un bene confiscato.
    - Domenica 11 - La mattina ci si è ritrovati presso i giardini Silvia Ruotolo, con un torneo di basket e un aperitivo con i prodotti di "Libera Terra". Nel pomeriggio una messa celebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese. In serata un concerto con la collaborazione del rapper Lucariello.
  • 11 giugno 2018 - L'intera mattinata è stata dedicata ai contributi musicali realizzati dalle scuole territoriali.celebrata da Don Luigi Ciotti, Don Tonino Palmese e Padre Lello.
  • 10 e 11 giugno 2019 - Due giornate dal titolo "Give a Voice":
    - Lunedì 10 - Primo Memorial di tennis presso il Circolo Tennis Petrarca. Nel pomeriggio, alle ore 19.00 c/o la libreria “Io ci sto” ci sarà la presentazione del fumetto “Silvia Ruotolo – tutto ciò che libera tutto ciò che unisce”, edito da BeccoGiallo, insieme all'autore Giacomo Traini.
    - Martedì 11 - Una maratona di spettacoli, interventi e contributi di scuole, istituzioni e associazioni in piazza Medaglie d’Oro per l’intera mattinata. Nel pomeriggio, una Messa in suffragio concelebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese.
  • 13 giugno 2019 - "Passeggiata dell'Impegno e della Memoria". Nel Comune di Avigliana e stata organizzato un percorso di circa 1 ora in cui le diverse tappe sono i luoghi cittadini intitolati alle vittime innocenti delle mafie. Evento promosso dal Presidio Libera di Bassa Val Susa intitolato prorpio a Silvia.
  • 11 giugno 2020 - Deposizione dei fiori presso la lapide in Piazza Medaglie D'oro seguita, nel pomeriggio, da una messa presso la parrocchia della Beata Vergine Immacolata celebrata da don Tonino Palmese.

 

La Fondazione Silvia Ruotolo Onlus "tutto ciò che libera tutto ciò che unisce"

La Fondazione nasce dalla volontà dei figli di Silvia Ruotolo, Francesco e Alessandra e del marito, Lorenzo Clemente di destinare parte del risarcimento economico ottenuto dal Fondo di Solidarietà per le vittime di reato di tipo mafioso (legge 512 del 1999) in virtù della costituzione di parte civile nel processo penale, ad un impegno concreto contro la cultura criminale che ha ucciso Silvia.

La ONLUS persegue esclusivamente scopi di solidarietà, sviluppo culturale ed integrazione sociale quali:

  • Istruzione per contrastare la devianza della sub-cultura mafiosa e delle altre forme di illegalità e il rischio di emarginazione sociale dei giovani con iniziative, attività, pubblicazioni e percorsi didattici rivolti, a scuole carcerarie, a centri di giustizia minorile e servizi sociali connessi, con alunni di scuole di ogni ordine e grado.
  • Sviluppo di una cultura antimafia promuovendo analisi e ricerche per diffondere la conoscenza dei fenomeni mafiosi, criminali e di devianza dalla legalità, in tutte le loro manifestazioni e le azioni di contrasto sviluppate dallo Stato e dalla società.
  • Tutela dei diritti civili anche attraverso la promozione della conoscenza della Costituzione Italiana e di una cultura giuridica di base. A tal fine la Fondazione si impegnerà, in particolare, a favorire iniziative nel mondo della giustizia, della scuola e in ogni altro ambito sensibile a tali tematiche, dirette a favorire la crescita del confronto sociale, civile e culturale e a colmare situazioni di devianza e di emarginazione sociale.

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.fondazionesilviaruotolo.it


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Fondazione Silvia Ruotolo Onlus

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Giuseppe Salvia

Giuseppe Salvia, 38 anni

Giuseppe Salvia nacque a Capri nel 1943 per poi trasferirsi a Napoli a soli 13 anni per frequentare il convitto Bianchi dove terminò gli studi classici. Conseguì l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato e, superato il concorso, il suo primo incarico (1973) fu' quello di vicedirettore del carcere di Poggioreale.

Nel 1980 si scontrò direttamente con Raffaele Cutolo. Quest'ultimo, determinò la sua condanna a seguito di una perquisizione fatta personalmente dal vicedirettore al boss camorristico, al rientro da un'udienza, in quanto gli agenti penitenziari, temendo ripercussioni, cedettero al rifiuto di Cutolo di essere perquisito. Erano gli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata reclutava manovalanza all'interno del carcere stesso. Giuseppe Salvia lo sapeva e nonostante ciò non volle concedere privilegi. Il boss, trattato come tutti gli altri carcerati, reagì tentando di schiaffeggiarlo.

Il 14 aprile del 1981 Giuseppe Salvia fu ucciso in un agguato sulla tangenziale di Napoli, avvenuto all'altezza dello svincolo Arenella.

Storico giuridico

  • 30 gennaio 1986 - inizia il processo davanti alla prima sezione della Corte di Assise. Secondo l’accusa i mandanti sono Raffaele Cutolo e sua sorella Rosetta (all’epoca latitante); Roberto Cutolo, figlio del boss, Mario Iafulli, Carmine Argentato, mentre Mario Incarnato e Salvatore Imperatrice sono indicati come gli esecutori dell’imboscata sulla Tangenziale.
  • 23 febbraio 1987 - Durante l'udienza, Incarnato ricostruisce la dinamica dell’agguato stabilendone ruoli e responsabilità.
  • 6 marzo 1987 -  Il pm Claudio Rodà, con la sua requisitoria, rende ancora più chiare le ragioni che hanno portato alla morte il giovane vicedirettore del carcere.
  • 16 marzo del 1987 - Dopo una riunione di consiglio di cinque ore, i giudici emettono le seguenti pene:
    - Ergastolo per Raffaele e Rosetta Cutolo, riconosciuti colpevoli di essere i mandanti dell’omicidio Salvia, e per Carmine Argentato e Mario Iafulli come componenti del commando d'assalto.
    - 24 anni di reclusione a Mario Incarnato per aver collaborato con la giustizia.
    - 14 anni per Roberto Cutolo.
  • In seguito, per i giudici di secondo grado la ricostruzione del pentito Incarnato non è tutta la verità. Confermano a Raffaele Cutolo l’ergastolo ma assolvono per insufficienza di prove: Rosetta Cutolo, Roberto Cutolo e Carmine Argentato. Inutile il processo per Mario Iafulli, il quale, venne ammazzato il 21 marzo del 1987 mentre era in libertà vigilata.
  • Dicembre del 1988 - La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, conferma l’ergastolo a Raffaele Cutolo e scagiona per sempre gli altri imputati. Anche per la Suprema Corte, quindi, Rosetta Cutolo non ha mai ordinato di uccidere Salvia, e Roberto Cutolo e Carmine Argentato non hanno mai preso parte all’omicidio.

 

Il ricordo di Claudio Salvia, figlio di Giuseppe

"All'epoca ero un bambino, avevo solo 3 anni e mio fratello Antonino 5. Non capivamo e non sapevamo nulla di quento fosse accaduto e questo fu' merito di nostra madre che seppe proteggerci da quei momenti di forte tensione. Ovviamente chiedevamo di papà. Mamma non ci ha mai nascosto che fosse morto ma, ebbe la delicatezza di dircelo a piccole pillole rapportate alla maturità dell'età del momento. La verità su chi fosse mio padre, ovvero il suo ruolo presso il carcere e il motivo del perché fu' ucciso, arrivò piano piano dopo i 10 anni."

"I primi anni furono complicati tra le sentenze e il contesto storico in cui vivevamo dove la mentalità camorristica era molto forte e presente. Nonostante tutto, il ruolo della famiglia, da ambo i lati, fu' determinante affinché crescessimo senza il timore di ritorsioni. Dalla nonna agli zii non venivamo mai lasciati soli. Sapere tutta la verità, mi rese orgoglioso di mio padre. Anche se in un modo barbaro, la sua morte fu' per me il suo più grande insegnamento che un genitore potesse dare al proprio figlio: pagare con la vita la realizzazione di un ideale!"

"Oramai più adulti e il sostegno di tante persone che ci erano vicine, volevamo trasformare in qualcosa di buono quanto ci fosse capitato. Così con la compartecipazione di tante realtà associative che trattano la tematica della legalità e la sensibilità delle Istituzioni, noi familiari abbiamo iniziato a portare la nostra testimonianza nelle scuole. Inoltre, a seguito dell'intitolazione della scuola a Capri, decidemmo di fondare una associazione in memoria di papà con la quale, solo con le nosre risorse, abbiamo consegnato dei premi agli alunni che si sono contraddistinti per meriti morali. A loro dico sempre:.."

Avremmo potuto farci invadere dall'odio, invece, noi abbiamo fatto di quella sciagura un insegnamento, per noi e per gli altri, che ci guidi verso una strada di giustizia.

#Memoria: eventi & intitolazioni a Giuseppe Salvia

  • Aprile 2010 - Intitolazione della scuola elementare e materna di Tiberio, a Capri, approvato all'unanimità dal Consiglio comunale caprese. "Affinché il sacrificio della sua vita, immolata per la difesa dei valori umani, sia di esempio per le nuove generazioni".
  • 2011 - Inaugurazione della scuola con la svelatura di una targa commemorativa apposta sulla facciata della scuola elementare di Tiberio. Evento promosso dall'amministrazione comunale dell'isola in occasione del trentennale.
  • 15 settembre 1984 - Giuseppe Salvia è stato insignito della medaglia d'oro al merito della redenzione sociale dal Ministero di Grazia e Giustizia.
  • 1985 - 1° Torneo di calcio "SALBAT" in memoria di Giuseppe Salvia. 
  • 1987 - Conferita la medaglia d'oro al valore civile dall'amministrazione di Capri (NA).
  • 28 ottobre 2010 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "101 storie di camorra che non ti hanno mai raccontato" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • 29 gennaio 2012Targa alla memoria conferita dalla comunità del "BIANCHI".
  • 2013 - L'associazione "Giuseppe Salvia" consegna borse di studio agli alunni dell'istituto comprensivo "Ippolito Nievo" di Capri perché distintisi "nel rispetto delle regole, nella solidarietà e nell'altruismo".
  • 22 giugno 2013 - Intitolazione del carcere di Poggioreale di Napoli.
  • Settembre 2013 - Intitolazione Sala conferenze del Centro Diurno Time Out, a Somma Vesuviana (NA). Iniziativa promossa dall'Associazione Pioppo Onlus che aderisce alla Federazione Internazionale Città Sociale di Napoli.
  • 5 novembre 2015 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "Napoli Criminale" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • Maggio 2016 - Inaugurazione di una scultura di ferro all'interno della scuola Tiberio. L'opera è stata realizzata e donata dallo scultore avellinese Alfonso Cavaiuolo. L'inaugurazione ha previsto una cerimonia ufficiale alla presenza delle istituzioni locali e dei familiari di Salvia.
  • 11 dicembre 2016 - 27° Natale del Budo, Galà internazionale Arti Marziali in memoria delle vittime innocenti della criminalità. Evento promosso dalla ACSI
  • 4 ottobre 2019 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "I grandi delitti che hanno cambiato la storia d'Italia" di Bruno de Stefano. Edizione Newton Compton Editori.
  • 11 dicembre 2019 - Attestato alla Memoria conferito dutrante il Premio Nazionale per l'Impegno Civile "Marcello Torre"

L'associazione "Giuseppe Salvia. Il coraggio della legalità"

L’Associazione nasce nel 2010 per trasmettere il testamento morale lasciato da Giuseppe Salvia.
Obiettivo generale è quello di rispondere all'esigenza di solidarietà sociale che si concretizza nella diffusione della cultura della legalità, nel recare sostegno alle persone vittime della criminalità organizzata ed ai loro familiari superstiti ed alle persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari.

Tutte le attività dell’Associazione sono realizzate esclusivamente mediante autofinanziamento della famiglia Salvia, senza alcun utilizzo di sovvenzioni pubbliche o di altri soggetti terzi.

Attività:

Iniziative socio-culturali per approfondire, informare e denunciare il fenomeno della criminalità organizzata nazionale. Questi eventi sono promossi sia per essere da stimolo, nei confronti delle istituzioni nazionali di lotta e prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata, sia favorire la cultura della legalità mediante corsi e attività di formazione su tutti gli argomenti affini.

Realizzazione di progetti, iniziative e programmi volti al recupero dei minori a rischio o all'assistenza di familiari vittime delle criminalità.

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Giuseppe Salvia...un brav'uomo diventato Eroe

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Annalisa Durante

Annalisa Durante, 14 anni

Il 27 marzo del 2004, Annalisa era in compagnia di un'amica e una cugina proprio sotto casa, nei pressi del portone, quando Salvatore Giuliano, uno degli ultimi rampolli del clan di Forcella, passò di lì e decise di intrattenersi con loro. Proprio quella sera, un commando ingaggiato dal clan rivale decise di agire per uccidere il ragazzo. Così, quattro uomini a bordo di due scooter sopraggiunsero a Forcella, in Via Vicaria Vecchia N° 22, iniziando un conflitto a fuoco. Il giovane dei Giuliano, avvisato dal fratello, riuscì a non farsi prendere di sorpresa e rispose al fuoco. Uno dei suoi proiettili colpì Annalisa Durante alla nuca. La ragazza cadde a terra nello shock dei presenti e del quartiere che la soccorse.

La giovane fu dapprima trasportata all'ospedale "Ascalesi" e, per mancanza di attrezzatura per questo tipo di assistenza, successivamente portata al "Loreto Mare". Purtroppo, Annalisa Durante perse moltissimo sangue e, ormai in coma irreversibile, venne accertato il decesso. I genitori autorizzarono l'espianto degli organi.

 

Storico giuridico

  • In breve tempo, Salvatore Giuliano viene arrestato, con un blitz interforze, presso l'appartamento di un parente a Pomigliano d'Arco. In seguito, l'autopsia e gli esami balistici confermano che il proiettile che ha ucciso Annalisa è stato esploso proprio da Salvatore, il quale fin dall'inizio negava di essere armato e di aver sparato.
  • Il 31 marzo 2006 - La corte d'Assise condanna in primo grado a 24 anni di reclusione.
  • Nel maggio del 2007 - la Corte d'Assise d'Appello riduce la pena a 18 anni.
  • Nel 2008 - La Cassazione stabilisce una pena detentiva di 20 anni

 

#Memoria: menzioni e intitolazioni ad Annalisa Durante

  • Settembre 2004 - Inaugurazione dell'Asilo Nido Annalisa Durante in via Vecchia Vicaria (Forcella).
  • Giugno 2005 - Inaugurazione della Biblioteca a porte aperte (attuale sede dell'associazione).
  • Dicembre 2005 - Pubblicazione del libro: "Il diario di Annalisa" a cura di Matilde Andolfo e Mario Fabbroni. Tullio Pironti Editore.
  • Nel 2006 - Menzione nel libro: "Gomorra" di Roberto Saviano.
  • Nel 2007 - Menzione nel libro: "Forcella tra inclusione ed esclusione sociale" di Luigi Merola (All'epoca dei fatti, prete di Forcella impegnato nella lotta alla camorra), edizione: Alfredo Guida Editore..
  • Giugno 2012 - Inaugurazione e intitolazione del Presidio di Libera Marcianise.
  • Marzo 2015 - La storia di Salvatore Iorio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani e Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato ad Annalisa e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 24 novembre 2016 - Menzione nel libro: "La camorra dalla A alla Z" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori
  • 31 maggio 2017 - Intitolazione di due vie ad Annalisa Durante e Lea Garofalo nel Comune di Peschiera.
  • 27 marzo 2018 - Piantumazione di un ulivo presso l'I.C. Sauro Pascoli di Secondigliano (NA).
  • 6 aprile 2018 -  Inaugurazione e intitolazione della biblioteca dell'Istituto Superiore Marie Curie di Ponticelli (NA).
  • 9 febbraio 2018 - nasce la "baby song Annalisa Durante".
  • 8 marzo 2019 - Intitolazione della Sala c/o ex Scuola "Collodi", a Buttigliera Alta (TO).
  • 13 maggio 2019 - L' Associazione Marilianum ha conferito il Premio Legalità all'Associazione Annalisa Durante per l'impegno nella promozione della musica, dell'arte e della cultura come strumenti educativi per la legalità.
  • 5 maggio 2020 -  La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Assenti. Senza giustificazione" di Rosario Esposito La Rossa. Edizione Einaudi Ragazzi. Made in Scampia
  • Maggio 2020 - La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Al posto giusto al momento giusto" a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Rogiosi Editore. 

Eventi in ricordo di Annalisa Durante

  • 19 febbraio 2018 - "Un libro per Annalisa", festa di compleanno presso la biblioteca con letture di poesie e la raccolta di libri come regalo di compleanno.
  • 6 giugno 2018 - "Sfilata per Annalisa Durante" all'interno del progetto "giugnogiovani". Promossa dalle Municipalità 2 e 4, con la collaborazione dell'Istituto Superiore Guglielmo Marconi di Giugliano.
  • 19 febbraio 2019 - "Un libro per Annalisa", raccolta di libri come regalo di compleanno. Organizzato dall'associazione "studenti contro la camorra".
  • 16 ottobre 2019 - "Dalle ali spezzate di Annalisa Durante al diritto alla felicità". Tappa della "Meridiana Dell'incontro".
  • 25 gennaio 2020 - Cerimonia di premiazione del Concorso letterario nazionale: "EquiLibri in nome di Annalisa Durante" 2019, svoltasi a Cava dei Tirreni. 
  • 19 febbraio 2020 - I edizione del Premio Nazionale Annalisa Durante. La mattina, si è tenuto la prima parte dell'evento con un incontro presso la Biblioteca dal titolo: "INCONTRO SULLA MEMORIA. Annalisa Ieri, Annalisa Durante”. All'evento è avvenuta anche la premiazione del contesto foto-poetico "la cultura salva le anime" indetto dalle associazioni "studenti contro la camorra e la cooperativa sociale "Se.Po.Fa."
  • 5 settembre 2020 - Il volto di Annalisa è tra le installazioni artistiche realizzate sugli scogli frangiflutti ad Acciaroli (SA). L'opera è stata realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico "Formiggini" di Sassuolo in occasione del 10° anniversario di Angelo Vassallo, il sindaco "pescatore" vittima delle mafie. 

"Associazione Annalisa Durante" 

L’Associazione Annalisa Durante si è costituita nel 2005 ed è senza scopo di lucro. Su iniziativa di cittadini ed enti impegnati per la legalità nacque al fine di mantenere viva la memoria di Annalisa e di promuovere, in suo nome, iniziative culturali e sociali per un riscatto morale e civile che da Forcella potesse propagarsi all'intera città di Napoli, ed oltre! 

La giovane età di Annalisa invita, in particolare, a parlare al mondo dei più piccoli, proponendo loro modelli di educazione sociale e di cittadinanza attiva, che passano attraverso il gioco, la lettura e gli interessi che caratterizzavano la vita stessa di Annalisa Durante.

Le Principali attività:

La Biblioteca a porte aperte attivata nello Spazio Comunale di piazza Forcella, lo Spazio Bambini riaperto dopo la prima esperienza della Ludoteca Annalisa Durante ed il progettoZONA NTL, destinato ad attivare a Forcella un circuito virtuoso, culturale ed economico su “Napoli”, “Turismo” e “Legalità”,  rappresentano i principali ambiti di intervento in cui opera l’Associazione. Inoltre, la Biblioteca Annalisa Durante è parte attiva del Patto locale per la lettura denominato Reading Forcella, partecipato da oltre 40 enti tra istituzioni, scuole, biblioteche, musei, editori, librerie, fondazioni, associazioni e pediatri operanti nel centro storico di Napoli, nonché membro fondatore della Rete Forcella, Patto di Comunità costituito tra enti ed associazioni del territorio per coinvolgere le famiglie in percorsi educativi e di cittadinanza attiva, finalizzati alla costruzione di una comunità educante e responsabile.Le attività dell’Associazione si fondano esclusivamente sul volontariato e sui contributi di sostenitori.

Scopri di più! Visita il sito:
Associazione Annalisa Durante

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@AnnalisaDurante 

 

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Mercoledì 29 gennaio, presso il centro sportivo Kodokan di Napoli si è svolto il 12° memorial Giuseppe Veropalumbo. L'Associazione Giuseppe Veropalumbo, la FAI antiracket e la Polizia Municipale si sono sfidati in un triangolare di calcio per ricordare il valore della giustizia e della memoria di Giuseppe Veropalumbo e di tutte le vittime innocenti della criminalità.

Prima del calcio di inizio, prende la parola Samuele Ciambriello, garante dei detenuti per la Regione Campania. "Speriamo di avere a breve giustizia e verità affinché si possa sanare questa cicatrice. Ringrazio Carmela e gli altri familiari per il contributo che portano nelle carceri nel raccontare le loro storie. In quei luoghi si parla di un progetto di uguaglianza, di opportunità che va aldilà della giustizia riparatoria".

Intervenuti all'evento anche:

  • Ciro Borriello, assessore allo sport comune di Napoli;
  • Ciro Esposito, comandante della polizia municipale;
  • Gianfranco Wurzburger, presidente dell'associazione "Assogioca";
  • Forcella Antonio Raio, presidente associazione commercianti;
  • Ivo Poggiani, presidente della terza Municipalità;
  • Antonio d'Amore, referente provinciale di Libera;
  • Gino Monteleone del coordinamento Lotta per il lavoro.


Presenti anche una rappresentanza dell'ASD Sanità United, del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti e della FAI anti-racket, oltre alla partecipazione di una classe della scuola media "Ammaturo – Cacciottoli" di Napoli. Insieme, uniti per gioire della vittoria, simbolica, della squadra della Polizia Municipale, seguita dalle premiazioni e dai ringraziamenti conclusivi di Carmela: "grazie a tutti coloro i quali hanno reso possibile lo svolgersi di questa manifestazione. Gli sponsor, le associazioni, le persone. Ma un ringraziamento speciale ai padroni di casa di Kodokan sport per esserci stati vicini".

31 dicembre 2007, il ricordo di Carmela

"Verso le 23:00 ero in cucina con mia suocera a preparare il caffè. All'improvviso sentimmo il caos. All'inizio pensammo fossero i bambini che ballavano nella stanza di fianco, poi riconoscemmo che stavano spostando sedie e tavoli con forza accompagnate dalle urla di tutti". In cucina entrò la sorella di Carmela con Ludovica in braccio che agitatamente dice alle due donne di non andare dall'altra parte della casa. Il suo volto di terrore è seguito dalle grida degli altri ospiti preoccupandole. Poi si videro arrivare i fratelli delle donne con Giuseppe sottobraccio e stenderlo nel salone principale. "Alla vista di mio marito, mi gettai su di lui per soccorrerlo pensando a un malore. Il suo maglione era sporco di sangue. Accorsero tutti, anche i vicini di casa ma nessuno, nonostante il sangue, aveva capito cosa fosse successo".

La corsa verso l'ospedale di Boscotrecase era monitorata telefonicamente tra chi era rimasto a casa con Carmela e chi aveva seguito Giuseppe. Poi la rivelazione, al telefono una zia esclama: "ma allora l'hanno sparato!". Come una doccia fredda Carmela realizza la notizia. Dal racconto dei familiari: Giuseppe si alzò di colpo mettendosi una mano sul petto per poi accasciarsi sul tavolo. Nel caos dei primi botti, della musica, della confusione, nessuno aveva riconosciuto gli spari. "Così iniziammo a cercare indizi nella stanza dove avevamo cenato per capire di più e, solo allora, ci rendemmo conto che il vetro del balcone aveva un foro". L'infisso a doppio vetro non si crepò quando il proiettile lo attraversò. Un dettaglio che passò inosservato a tutti. Erano circa le 3:00 quando arrivò la notizia definitiva: Giuseppe non ce l'ha fatta.

12 anni di Memoria alla ricerca della giustizia

"Perché hanno ammazzato Giuseppe? Quale colpa ha per meritare questa morte? Cosa abbiamo sbagliato?" Più passa il tempo e più domande si aggiungono. Riflessioni che, fondamentalmente, non hanno una risposta razionale che giustifichi tutto questo. Al contempo la continua ricerca di verità e il desiderio di giustizia hanno dato a Carmela la forza di combattere in tutti questi anni. Le indagini, che più volte sono state chiuse e riaperte, ad oggi cercano di rispondere a queste domande. Inoltre, nonostante la dinamica sia ben chiara grazie alle dichiarazioni dei pentiti, per lo Stato, Giuseppe Veropalumbo ancora non viene riconosciuto come vittima innocente di camorra!. Il 31 dicembre, tre rampolli del clan Gionta decidono di sparare contro il palazzo "infame" perché, grazie alle telecamere piazzate su di esso, si riuscì ad arrestare esponenti del clan, tra cui il padre di uno dei tre.

"Da sola, da dodici anni cerco di far ricordare Peppe, di non far dimenticare la sua morte innocente e sto portando la sua storia anche nelle carceri della Campania. Ai detenuti dico che da un errore si può ripartire, rimediare. Poi c'è la mia battaglia principale: far riconoscere Peppe come vittima innocente di camorra, quale è. Per farlo, è in corso un procedimento contro il ministero dell’Interno che, invece di tutelare i familiari di vittime innocenti, li costringe ad estenuanti cause. Praticamente stanno processando me, mia figlia e mio marito, anziché tutelarci". 

 

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Luigi Sica

Luigi Sica, 16 anni.

Il 16 gennaio 2007 in via Santa Teresa degli Scalzi, nel quartiere Sanità a Napoli, Luigi viene ucciso a coltellate da un suo coetaneo che si vendica così di un’offesa subita, aiutato da un giovane complice.
Poche battute tra due gruppetti di amici con la passione del calcio trasformano la baruffa in tragedia. Luigi viene colpito da tre coltellate mortali.

Processati e condannati i responsabili dell’omicidio.

Per chi ha inferto il colpo mortale il tribunale per i Minorenni di Napoli nel 2007 stabilisce una pena di 15 anni di reclusione, pena ridotta a 14 anni dalla Corte di Appello, sezione Minori nel 2008.
Il complice sarà condannato a 10 anni di carcere, pena ridotta a nove anni e 6 mesi di reclusione dalla Corte di appello.

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Gaetano Montanino

Gaetano Montanino, 45 anni

Gaetano Montanino fu una guardia giurata particolare che lavorava presso l'istituto "La Vigilante". La sera del 04 agosto 2009 procedeva la sua consueta ronda con un collega, Fabio De Rosa, nei pressi di piazza Mercato, a Napoli. Durante la perlustrazione delle attività commerciali della zona, si fermano davanti ad un negozio di giocattoli in piazza. Erano all'incirca le 2:00 di notte. All'improvviso giunsero 4 ragazzi su due ciclomotori, volti coperti e armi in pugno. Uno dei due scooter si avvicinò alla volante e il passeggero puntò l'arma verso le guardie intimandogli di consegnargli le pistole d'ordinanza. Montanino non cedette alle pressioni dei rapinatori consapevole che, in seguito, le loro armi sarebbero state usate per commettere ulteriori reati. Iniziò un conflitto a fuoco. Gaetano venne colpito da 7 proiettili al torace che gli furono fatali, mentre, i 6 colpi che ferirono De Rosa non raggiunsero parti vitali. 

Nel conflitto a fuoco rimase ferito anche uno dei due rapinatori ma, il complice riuscì a riporlo in sella per portarlo in ospedale. Intanto, De Rosa chiamò i soccorsi tramite la radio di servizio. A breve giunsero l'ambulanza e le auto della polizia. Purtroppo, Gaetano Montanino fu rinvenuto esanime al suo posto di guida mentre Fabio De Rosa fu trasportato all'ospedale "Loreto Mare" dove, contemporaneamente, veniva soccorso anche Davide Cella, il rapinatore ferito.

In seguito, dalle indagini si scoprì che: il proprietario della compagnia di vigilanza era affiliato ad un clan rivale a quello del quartiere Forcella di Napoli. Emerse che le due guardie giurate furono assalite appositamente per dare un messaggio intimidatorio a quest'ultimo. Di conseguenza, la "rapina" fu solo una copertura

Sorico giuridico

  • La notte dell'agguato, grazie alla testimonianza della guardia giurata Fabio De Rosa, Davide Cella fu subito arrestato stesso in ospedale. Il ragazzo decise di confessare fin da subito cosicché la Squadra Mobile poté ricostruire la dinamica e fermare anche Salvatore Panepinto. Decisive anche le dichiarazioni del pentito Vincenzo De Feo, 3° complice, che permise di stabilire ruoli e responsabilità di ognuno e inchiodare tutti e 4 gli imputati, di cui l'ultimo era minorenne all'epoca dei fatti. 
  • Dalla Sentenza della quarta Sezione Penale del Tribunale di Napoli e dalla Sentenza della Corte di Assise di Appello si stabilisce che: l'uccisione di Montanino integra agevolmente il reato associativo ex art.416 bis del codice penale, in quanto si inserisce in un contesto più ampio di attività svolte nell'interesse della criminalità  organizzata di stampo camorristico.
  • Aprile del 2012 - La sentenza di Secondo Grado condanna D.Cella e S.Panepinto a 20 anni di reclusione.

 

Il ricordo di 

#Memoria: Eventi e intitolazioni in ricordo di Gaetano Montanino

  • 9 giugno 2012 - Memorial calcistico. Una partita di calcio tra: magistrati, rappresentanti della DIA, del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli, della Procura della Repubblica, familiari delle vittime innocenti della criminalità, collaboratori di Libera e Radio Siani. L'evento è stato organizzato da Libera sport e dal coordinamento di Libera Napoli presso lo stadio comunale di Ercolano.
  • 13 marzo 2013 - Gaetano Montanino è riconosciuto "vittima del dovere" con decreto del Capo di Polizia n. 599/c/3/GG/34.
  • 26 aprile 2013 - Piantato "l'Albero Gaetano Montanino" e inaugurata una pietra commemorativa in Piazza Mercato a Napoli. Su quest'ultima è incisa la frase: "Fedele servitore dello Stato, ucciso da mani criminali. La sua umanità vive nella memoria di chi crede nella giustizia". Evento promosso dalla Fondazione Pol.i.s, dalla II Municipalità, dall'associazione Libera, dal Coordinamento Campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e dall'associazione Gioventù Cattolica.
  • 23 aprile 2014 - Inaugurata, la nuova targa in via nuova Marina.
  • Settembre 2014 - Gaetano Montanino è menzionato nello spettacolo:"Mater Camorra e i suoi figli" realizzato dall'accademia Vesuviana del teatro di Gianni Sallustro, in scena presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano, bene confiscato alla camorra. Nel cast di attori presente anche Veronica Montanino, figlia di Gaetano. 
  • 16 luglio 2015 - Intitolato il bene confiscato "100 moggi" a Pignataro Maggiore (CE) nell'ambito del festival dell'Impegno Civile.
  • 29 aprile 2016 - "Marcia della Legalità e della Pace" in memoria di Gaetano Montanino presso Piazza Guglielmo Pepe a Napoli. Evento promosso da: Comune di Napoli, Fondazione Polis, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, Libera e dall'Associazione Gioventù Cattolica. Seguita con una santa messa celebrata da Don Tonino Palmese presso il Santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore a Napoli.
  • 2016 - Intitolato il Presidio Libera di Ischia (NA).
  • aprile 2017 - Giornata alla Memoria: una marcia partita dal raduno in piazza Guglielmo Pepe, con la deposizione dei fiori sulla targa a lui dedicata ai Giardini in via Marina, e proseguita lungo tutto il quartiere "Mercato" giungendo nel chiostro di Sant'Eligio Maggiore dove si è esibito il coro giovanile del San Carlo.
  • 14 dicembre 2017 - Intitolata una stanza del bene confiscato a Torre Annunziata (NA), in via V.Veneto. L'appartamento è affidato all'Associazione Giuseppe Veropalumbo, vittima innocente della camorra.
  • 4 novembre 2018 - Conferita la medaglia d'oro al merito civile, su decreto del Presidente della Repubblica. "Sacrificando la vita ai più nobili ideali di coraggio e alto senso del dovere".
  • 17 marzo 2019 - Intitolata la sala cerimonia del Palazzo Mediceo di Ottaviano (NA), via Salita San Michele.
  • 3 agosto 2019 Giornata alla Memoria con una serie di appuntamenti:
    - 9:30, deposizione dei fiori presso la lapide a via nuova Marina;
    - 10:30, un incontro con i giovani presso lo spazio comunale Pazzia Forcella, intitolato ad Annalisa Durante;
    - 16:30, un incontro presso la sede "Asso.gio.ca" a Piazza Mercato
    - 18:30, una messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese presso la Basilica del Carmine Maggiore. 

L'impegno sociale di Luciana Di Mauro

  • 2015 - Attestato alla memoria al "Premio Marcello Torre", Pagani (SA).
  • 2017 - Attestato per l'impegno quotidiano al "Premio Pasquale Campanello", Atripalda (AV).
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