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Silvia Ruotolo

Silvia Ruotolo, 39 anni

L'11 giugno 1997, Silvia percorreva a piedi la salita Arenella, una strada stretta e molto trafficata, dell'omonimo quartire a Napoli. Per mano teneva suo figlio Francesco, di soli 5 anni, che era andato a prendere all'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive. Erano giunti sotto casa. Al balcone li guardava arrivare la figlia Alessandra, di 10 anni. Improvvisamente il traffico si bloccò. Due uomini scesero dalla loro auto e spararono oltre 40 colpi all'impazzata. Un proiettile vagante colpì mortalmente Silvia Ruotolo al volto. La donna cadde sotto gli occhi dei suoi figli. Con lei fu ferito al dorso Riccardo Valle, studente universitario di 19 anni.

Storico giuridico

  • Poco dopo l'agguato fu fermato Luigi Filippini, appartenente al clan Cimmino, obiettivo del raid in cui rimase ferito. Dopo ore di interrogatorio iniziò a collaborare e accusò Rosario Privato.
  • 24 luglio 1997 - Privato fu arrestato mentre si trovava in vacanza in Calabria. Quest'ultimo si pentì immediatamente iniziando a collaborare. A seguito alle dichiarazioni furono arrestati il boss del clan di Torretta, Giovanni Alfano, ed altri esponenti della camorra: Vincenzo Cacace, Mario Cerbone e Raffaele Rescigno.
  • 11 febbraio 2001 - La Quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta da Giustino Gatti, emise le seguenti condanne:
    - ergastolo per: Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace e Mario Cerbone;
    - 26 anni di reclusione per Rosario Privato, contro i 16 chiesti dalla Procura;
    - 20 anni di reclusione per Raffaele Rescigno, l'autista del commando.
  • Nel 2011 - La Terza sezione della Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Omero Ambrogi, condannò all'ergastolo Mario Cerbone, l’ultimo degli imputati per il quale il procedimento era ancora in corso, e confermò  le precedenti condanne, nonostante la Cassazione aveva annullato le sentenze emesse dai giudici di appello disponendo un nuovo processo.

 

Il ricordo di Francesco Clemente, figlio di Silvia

"Tornavo a casa con mamma dall’ultimo giorno di asilo. Eravamo mano nella mano e, arrivati sotto casa, si sentono dei forti rumori. Pensavamo fosse un brusco tamponamento invece erano 40 colpi sparati all’impazzata. Un colpo trafisse lo zigomo di mia mamma ammazzandola. Avevo solo 5 anni e da allora l'intera famiglia visse sotto scorta fino alla conclusione del processo che arrivò, finalmente, nel 2001. Venne fatta giustizia e i responsabili furono condannati all’ergastolo. Nel 2011 vennero confermate le condanne e ci venne riconosciuto un cospicuo risarcimento dallo Stato. Con quei fondi decidemmo di creare una realtà per riqualificare Napoli. Nacque così la fondazione “Silvia Ruotolo ONLUS – Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce".

#Memoria: Luoghi intitolati a Silvia Ruotolo

  • 1 giugno 2009 - Intitolato un bene confiscato in lombardia
  • 13 maggio 2011- Inaugurato il Presidio Libera di Padova "Silvia Ruotolo".
  • 25 settembre 2012 - Intitolata la Salita Arenella, denominata Salita Silvia Ruotolo. Approvato all'unanimità dal Consiglio comunale, presentato dal consigliere Carmine Attanasio.
  • 9 aprile 2014 - Il Comune di Sesto Fiorentino (FI) conferisce la cittadinanza onoraria alla famiglia di Silvia Ruotolo, Lorenzo Clemente, Alessandra e Francesco. "Per il loro impegno nella lotta contro la criminalità organizzata".
  • 8 luglio 2014 - Intitolato l'Istituto per l'infanzia "Amedeo Maiuri" nel quartiere Arenella, Napoli.
  • 30 maggio 2015 - Intitolato la spazio polivalente dell'Istituto comprensivo "Portella della Ginestra", a Vittoria (RG). L'evento è l'atto conclusivo del concorso "Chiamami ancora Amore. Un altro mondo è possibile" nel quale ad ogni scuola partecipante viene chiesto di intitolare un luogo a una donna vittima innocente delle mafie. La cerimonia è stata introdotta dal Dirigente Scolastico Angela Maria Riolo al quale hanno portato i saluti il Vice Sindaco di Vittoria e il Presidente della Commissione Scuola del Consiglio Comunale. Sono intervenuti tra gli altri, ,Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani al Comune di Napoli e figlia della Ruotolo, Don Beniamino Sacco, il Vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, Piero Gurrieri.
  • 29 novembre 2015 - Intitolazione dei giardini in Piazza Medaglie D'Oro dati in affidamento alla Fondazione a lei intitolata.
  • 4 novembre 2016 - intitolazione del periodico "Informare". La targa è stata svelata dal maresciallo dei carabinieri che arrestò il suo assassino. Nel corso della cerimonia il direttore del giornale, Fabio Corsaro, ha scoperto un’opera del maestro Nicola Badia, dedicata a tutte le vittime di mafia. Presenti anche il sindaco del Comune di Casandrino e consiglieri comunali del Comune di Castel Volturno.
  • 11 marzo 2018 - Intitolato il piazzale Coop in corso Laghi 84, Comune di Avigliana (TO).
  • 4 marzo 2019 - Intitolata una traversa di via Leopardi, a Muraggio (TA). In occasione della "Giornata internazionale delle donne", l'Amm.ne comunale ha voluto intitolare 18 traverse ad alcune donne speciali tra cui le vittime di mafie.
  • 18 marzo 2019 - Intitolata un aula presso l' I.C. Carafa-Salvemini, a Napoli.
  • 11 giugno 2019 - Intitolazione del bene confiscato sede del Rainbow Center Napoli.
  • 29 luglio 2019 - Musica contro le mafie realizza una canzone a Silvia, una ninna nanna tratta dai ricordi di Francesco.
  • 24 ottobre 2019 - Inaugurato il Centro Polifunzionale in frazione Tuoro, a Caserta. Lo spazio è gestito da "Generazione Libera" di don Rosario Laudato, referente di Libera contro le mafie – Presidio di Caserta e Noi Voci di Donne guidata dalla dott.ssa Pina Farina, responsabile della pubblica istruzione di Libera contro le mafie del Presidio di Caserta.

Eventi in memoria di Silvia Ruotolo

  • 11 giugno 2012 - Dalle 9.30 la presentazione delle mostre fotografiche "Vive, nella memoria" di Serena Faraldo e "Il mio sguardo libero" di Fiorenza Stefani. A seguire il ricordoè affidato alle parole di don Luigi Ciotti. Tra i vari momenti della giornata, un picnic a base di prodotti di Coldiretti, Libera Terra e Nuova Cucina Organizzata, rigorosamente provenienti dai terreni confiscati ai clan, una passeggiata antiracket con il Prefetto di Napoli Andrea De Martino accompagnato dal presidente della Municipalità 5 Mario Coppeto, la degustazione dei "Sapori No Pizzo".
  • 11 giugno 2013 - Giornata dedicata al "Noi e alla corresponsabilità". Durante la giornata sono stati presentati i progetti di scuole e associazioni e il Presidio Libera Vomero/Arenella. Nel pomeriggio, una messa nella Chiesa dell'Immacolata al Vomero, celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2014 - Commemorazione con una messa celebrata da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
  • 11 giugno 2015 - Giornata alla memoria dal titolo "Verità illumina la giustizia". La mattinata ha visto la deposizione dei fiori presso la lapide a Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi musicali. Nel pomeriggio un messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2016 - Come ogni anno, i saluti istituzionali presso i Giardini Silvia Ruotolo di Piazza Medaglie d'oro. Successivamente viene inaugurata la Fontanella della legalità, resa possibile grazie alla collaborazione con Abc Napoli. Un'iniziativa a cui hanno collaborato non solo la Fondazione Silvia Ruotolo e Comune di Napoli, Ufficio Scolastico Regionale, Libera, Coordinamento Familiari Vittime Innocenti e Fondazione Polis, ma anche le scuole Silvia Ruotolo e Piscicelli, insieme al cantautore Roberto Ormanni e al Coro I Sancarlini.
  • 10 e 11 giugno 2017 - "20 anni di memoria e impegno
    - Sabato 10 - Deposizione dei fiori in Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi artistici delle scuole del territorio. Presentato "Caffè Silvia" riualificato da un bene confiscato.
    - Domenica 11 - La mattina ci si è ritrovati presso i giardini Silvia Ruotolo, con un torneo di basket e un aperitivo con i prodotti di "Libera Terra". Nel pomeriggio una messa celebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese. In serata un concerto con la collaborazione del rapper Lucariello.
  • 11 giugno 2018 - L'intera mattinata è stata dedicata ai contributi musicali realizzati dalle scuole territoriali.celebrata da Don Luigi Ciotti, Don Tonino Palmese e Padre Lello.
  • 10 e 11 giugno 2019 - Due giornate dal titolo "Give a Voice":
    - Lunedì 10 - Primo Memorial di tennis presso il Circolo Tennis Petrarca. Nel pomeriggio, alle ore 19.00 c/o la libreria “Io ci sto” ci sarà la presentazione del fumetto “Silvia Ruotolo – tutto ciò che libera tutto ciò che unisce”, edito da BeccoGiallo, insieme all'autore Giacomo Traini.
    - Martedì 11 - Una maratona di spettacoli, interventi e contributi di scuole, istituzioni e associazioni in piazza Medaglie d’Oro per l’intera mattinata. Nel pomeriggio, una Messa in suffragio concelebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese.
  • 13 giugno 2019 - "Passeggiata dell'Impegno e della Memoria". Nel Comune di Avigliana e stata organizzato un percorso di circa 1 ora in cui le diverse tappe sono i luoghi cittadini intitolati alle vittime innocenti delle mafie. Evento promosso dal Presidio Libera di Bassa Val Susa intitolato prorpio a Silvia.
  • 11 giugno 2020 - Deposizione dei fiori presso la lapide in Piazza Medaglie D'oro seguita, nel pomeriggio, da una messa presso la parrocchia della Beata Vergine Immacolata celebrata da don Tonino Palmese.

 

La Fondazione Silvia Ruotolo Onlus "tutto ciò che libera tutto ciò che unisce"

La Fondazione nasce dalla volontà dei figli di Silvia Ruotolo, Francesco e Alessandra e del marito, Lorenzo Clemente di destinare parte del risarcimento economico ottenuto dal Fondo di Solidarietà per le vittime di reato di tipo mafioso (legge 512 del 1999) in virtù della costituzione di parte civile nel processo penale, ad un impegno concreto contro la cultura criminale che ha ucciso Silvia.

La ONLUS persegue esclusivamente scopi di solidarietà, sviluppo culturale ed integrazione sociale quali:

  • Istruzione per contrastare la devianza della sub-cultura mafiosa e delle altre forme di illegalità e il rischio di emarginazione sociale dei giovani con iniziative, attività, pubblicazioni e percorsi didattici rivolti, a scuole carcerarie, a centri di giustizia minorile e servizi sociali connessi, con alunni di scuole di ogni ordine e grado.
  • Sviluppo di una cultura antimafia promuovendo analisi e ricerche per diffondere la conoscenza dei fenomeni mafiosi, criminali e di devianza dalla legalità, in tutte le loro manifestazioni e le azioni di contrasto sviluppate dallo Stato e dalla società.
  • Tutela dei diritti civili anche attraverso la promozione della conoscenza della Costituzione Italiana e di una cultura giuridica di base. A tal fine la Fondazione si impegnerà, in particolare, a favorire iniziative nel mondo della giustizia, della scuola e in ogni altro ambito sensibile a tali tematiche, dirette a favorire la crescita del confronto sociale, civile e culturale e a colmare situazioni di devianza e di emarginazione sociale.

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.fondazionesilviaruotolo.it


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Fondazione Silvia Ruotolo Onlus

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Giuseppe Salvia

Giuseppe Salvia, 38 anni

Giuseppe Salvia nacque a Capri nel 1943 per poi trasferirsi a Napoli a soli 13 anni per frequentare il convitto Bianchi dove terminò gli studi classici. Conseguì l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato e, superato il concorso, il suo primo incarico (1973) fu' quello di vicedirettore del carcere di Poggioreale.

Nel 1980 si scontrò direttamente con Raffaele Cutolo. Quest'ultimo, determinò la sua condanna a seguito di una perquisizione fatta personalmente dal vicedirettore al boss camorristico, al rientro da un'udienza, in quanto gli agenti penitenziari, temendo ripercussioni, cedettero al rifiuto di Cutolo di essere perquisito. Erano gli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata reclutava manovalanza all'interno del carcere stesso. Giuseppe Salvia lo sapeva e nonostante ciò non volle concedere privilegi. Il boss, trattato come tutti gli altri carcerati, reagì tentando di schiaffeggiarlo.

Il 14 aprile del 1981 Giuseppe Salvia fu ucciso in un agguato sulla tangenziale di Napoli, avvenuto all'altezza dello svincolo Arenella.

Storico giuridico

  • 30 gennaio 1986 - inizia il processo davanti alla prima sezione della Corte di Assise. Secondo l’accusa i mandanti sono Raffaele Cutolo e sua sorella Rosetta (all’epoca latitante); Roberto Cutolo, figlio del boss, Mario Iafulli, Carmine Argentato, mentre Mario Incarnato e Salvatore Imperatrice sono indicati come gli esecutori dell’imboscata sulla Tangenziale.
  • 23 febbraio 1987 - Durante l'udienza, Incarnato ricostruisce la dinamica dell’agguato stabilendone ruoli e responsabilità.
  • 6 marzo 1987 -  Il pm Claudio Rodà, con la sua requisitoria, rende ancora più chiare le ragioni che hanno portato alla morte il giovane vicedirettore del carcere.
  • 16 marzo del 1987 - Dopo una riunione di consiglio di cinque ore, i giudici emettono le seguenti pene:
    - Ergastolo per Raffaele e Rosetta Cutolo, riconosciuti colpevoli di essere i mandanti dell’omicidio Salvia, e per Carmine Argentato e Mario Iafulli come componenti del commando d'assalto.
    - 24 anni di reclusione a Mario Incarnato per aver collaborato con la giustizia.
    - 14 anni per Roberto Cutolo.
  • In seguito, per i giudici di secondo grado la ricostruzione del pentito Incarnato non è tutta la verità. Confermano a Raffaele Cutolo l’ergastolo ma assolvono per insufficienza di prove: Rosetta Cutolo, Roberto Cutolo e Carmine Argentato. Inutile il processo per Mario Iafulli, il quale, venne ammazzato il 21 marzo del 1987 mentre era in libertà vigilata.
  • Dicembre del 1988 - La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, conferma l’ergastolo a Raffaele Cutolo e scagiona per sempre gli altri imputati. Anche per la Suprema Corte, quindi, Rosetta Cutolo non ha mai ordinato di uccidere Salvia, e Roberto Cutolo e Carmine Argentato non hanno mai preso parte all’omicidio.

 

Il ricordo di Claudio Salvia, figlio di Giuseppe

"All'epoca ero un bambino, avevo solo 3 anni e mio fratello Antonino 5. Non capivamo e non sapevamo nulla di quento fosse accaduto e questo fu' merito di nostra madre che seppe proteggerci da quei momenti di forte tensione. Ovviamente chiedevamo di papà. Mamma non ci ha mai nascosto che fosse morto ma, ebbe la delicatezza di dircelo a piccole pillole rapportate alla maturità dell'età del momento. La verità su chi fosse mio padre, ovvero il suo ruolo presso il carcere e il motivo del perché fu' ucciso, arrivò piano piano dopo i 10 anni."

"I primi anni furono complicati tra le sentenze e il contesto storico in cui vivevamo dove la mentalità camorristica era molto forte e presente. Nonostante tutto, il ruolo della famiglia, da ambo i lati, fu' determinante affinché crescessimo senza il timore di ritorsioni. Dalla nonna agli zii non venivamo mai lasciati soli. Sapere tutta la verità, mi rese orgoglioso di mio padre. Anche se in un modo barbaro, la sua morte fu' per me il suo più grande insegnamento che un genitore potesse dare al proprio figlio: pagare con la vita la realizzazione di un ideale!"

"Oramai più adulti e il sostegno di tante persone che ci erano vicine, volevamo trasformare in qualcosa di buono quanto ci fosse capitato. Così con la compartecipazione di tante realtà associative che trattano la tematica della legalità e la sensibilità delle Istituzioni, noi familiari abbiamo iniziato a portare la nostra testimonianza nelle scuole. Inoltre, a seguito dell'intitolazione della scuola a Capri, decidemmo di fondare una associazione in memoria di papà con la quale, solo con le nosre risorse, abbiamo consegnato dei premi agli alunni che si sono contraddistinti per meriti morali. A loro dico sempre:.."

Avremmo potuto farci invadere dall'odio, invece, noi abbiamo fatto di quella sciagura un insegnamento, per noi e per gli altri, che ci guidi verso una strada di giustizia.

#Memoria: eventi & intitolazioni a Giuseppe Salvia

  • Aprile 2010 - Intitolazione della scuola elementare e materna di Tiberio, a Capri, approvato all'unanimità dal Consiglio comunale caprese. "Affinché il sacrificio della sua vita, immolata per la difesa dei valori umani, sia di esempio per le nuove generazioni".
  • 2011 - Inaugurazione della scuola con la svelatura di una targa commemorativa apposta sulla facciata della scuola elementare di Tiberio. Evento promosso dall'amministrazione comunale dell'isola in occasione del trentennale.
  • 15 settembre 1984 - Giuseppe Salvia è stato insignito della medaglia d'oro al merito della redenzione sociale dal Ministero di Grazia e Giustizia.
  • 1985 - 1° Torneo di calcio "SALBAT" in memoria di Giuseppe Salvia. 
  • 1987 - Conferita la medaglia d'oro al valore civile dall'amministrazione di Capri (NA).
  • 28 ottobre 2010 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "101 storie di camorra che non ti hanno mai raccontato" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • 29 gennaio 2012Targa alla memoria conferita dalla comunità del "BIANCHI".
  • 2013 - L'associazione "Giuseppe Salvia" consegna borse di studio agli alunni dell'istituto comprensivo "Ippolito Nievo" di Capri perché distintisi "nel rispetto delle regole, nella solidarietà e nell'altruismo".
  • 22 giugno 2013 - Intitolazione del carcere di Poggioreale di Napoli.
  • Settembre 2013 - Intitolazione Sala conferenze del Centro Diurno Time Out, a Somma Vesuviana (NA). Iniziativa promossa dall'Associazione Pioppo Onlus che aderisce alla Federazione Internazionale Città Sociale di Napoli.
  • 5 novembre 2015 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "Napoli Criminale" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • Maggio 2016 - Inaugurazione di una scultura di ferro all'interno della scuola Tiberio. L'opera è stata realizzata e donata dallo scultore avellinese Alfonso Cavaiuolo. L'inaugurazione ha previsto una cerimonia ufficiale alla presenza delle istituzioni locali e dei familiari di Salvia.
  • 11 dicembre 2016 - 27° Natale del Budo, Galà internazionale Arti Marziali in memoria delle vittime innocenti della criminalità. Evento promosso dalla ACSI
  • 4 ottobre 2019 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "I grandi delitti che hanno cambiato la storia d'Italia" di Bruno de Stefano. Edizione Newton Compton Editori.
  • 11 dicembre 2019 - Attestato alla Memoria conferito dutrante il Premio Nazionale per l'Impegno Civile "Marcello Torre"

L'associazione "Giuseppe Salvia. Il coraggio della legalità"

L’Associazione nasce nel 2010 per trasmettere il testamento morale lasciato da Giuseppe Salvia.
Obiettivo generale è quello di rispondere all'esigenza di solidarietà sociale che si concretizza nella diffusione della cultura della legalità, nel recare sostegno alle persone vittime della criminalità organizzata ed ai loro familiari superstiti ed alle persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari.

Tutte le attività dell’Associazione sono realizzate esclusivamente mediante autofinanziamento della famiglia Salvia, senza alcun utilizzo di sovvenzioni pubbliche o di altri soggetti terzi.

Attività:

Iniziative socio-culturali per approfondire, informare e denunciare il fenomeno della criminalità organizzata nazionale. Questi eventi sono promossi sia per essere da stimolo, nei confronti delle istituzioni nazionali di lotta e prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata, sia favorire la cultura della legalità mediante corsi e attività di formazione su tutti gli argomenti affini.

Realizzazione di progetti, iniziative e programmi volti al recupero dei minori a rischio o all'assistenza di familiari vittime delle criminalità.

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Giuseppe Salvia...un brav'uomo diventato Eroe

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Annalisa Durante

Annalisa Durante, 14 anni

Il 27 marzo del 2004, Annalisa si accompagnava con un'amica e una cugina sotto il portone di casa quando, Salvatore Giuliano, uno degli ultimi rampolli del clan di Forcella, passò di lì e decise di intrattenersi con loro. Proprio quella sera, un commando ingaggiato dal clan rivale decise di agire per uccidere il ragazzo. Così, quattro uomini a bordo di due scooter sopraggiunsero a Forcella, in Via Vicaria Vecchia N° 22, iniziando un conflitto a fuoco. Il giovane dei Giuliano, avvisato dal fratello, riuscì ad evitarli e rispose al fuoco. Uno dei suoi proiettili colpì Annalisa Durante alla nuca. La ragazza cadde a terra nello shock dei presenti e del quartiere che la soccorse.

La giovane fu' dapprima trasportata all'ospedale "Ascalesi" e, per mancanza di attrezzatura per questo tipo di assistenza, successivamente portata al "Loreto Mare". Purtroppo, Annalisa Durante perse moltissimo sangue e, ormai in coma irreversibile, venne accertato il decesso. I genitori autorizzarono l'espianto degli organi.

Il ricordo di un familiare di Annalisa Durante

(in attesa di un'intervista al padre o la sorella)

Storico giuridico

  • In breve tempo, Salvatore Giuliano viene arrestato, con un blitz interforze, presso l'appartamento di un parente a Pomigliano d'Arco. In seguito, l'autopsia e i controlli sulla pistola di Giuliano confermano che il proiettile che ha ucciso Annalisa è stato esploso proprio dal camorrista che fin dall'inizio negava di essere armato e aver sparato colpendo Annalisa.
  • Il 31 marzo 2006 - La corte d'Assise condanna in primo grado a 24 anni di reclusione.
  • Nel maggio del 2007 - la Corte d'Assise d'Appello riduce la pena a 18 anni.
  • Nel 2008 - La Cassazione stabilisce una pena detentiva di 20 anni

#Memoria: menzioni e intitolazioni ad Annalisa Durante

  • Settembre 2004 - Inaugurazione dell'Asilo Nido Annalisa Durante in via Vecchia Vicaria (Forcella).
  • Giugno 2005 - Inaugurazione della Biblioteca a porte aperte (attuale sede dell'associazione).
  • Dicembre 2005 - Pubblicazione del libro: "Il diario di Annalisa" a cura di Matilde Andolfo e Mario Fabbroni. Tullio Pironti Editore.
  • Nel 2006 - Menzione nel libro: "Gomorra" di Roberto Saviano.
  • Nel 2007 - Menzione nel libro: "Forcella tra inclusione ed esclusione sociale" di Luigi Merola (All'epoca dei fatti, prete di Forcella impegnato nella lotta alla camorra), edizione: Alfredo Guida Editore..
  • Giugno 2012 - Inaugurazione e intitolazione del Presidio di Libera Marcianise
  • 24 novembre 2016 - Menzione nel libro: "La camorra dalla A alla Z" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori
  • 31 maggio 2017 - Intitolazione di due vie ad Annalisa Durante e Lea Garofalo nel Comune di Peschiera.
  • 27 marzo 2018 - Piantumazione di un ulivo presso l'I.C. Sauro Pascoli di Secondigliano (NA).
  • 6 aprile 2018 -  Inaugurazione e intitolazione della biblioteca dell'Istituto Superiore Marie Curie di Ponticelli (NA).
  • 9 febbraio 2018 - nasce la "baby song Annalisa Durante".
  • 8 marzo 2019 - Intitolazione della Sala c/o ex Scuola "Collodi", a Buttigliera Alta (TO).
  • 13 maggio 2019 - L' Associazione Marilianum ha conferito il Premio Legalità all'Associazione Annalisa Durante per l'impegno nella promozione della musica, dell'arte e della cultura come strumenti educativi per la legalità.

Eventi in ricordo di Annalisa Durante

  • 19 febbraio 2018 - "Un libro per Annalisa", festa di compleanno presso la biblioteca con letture di poesie e la raccolta di libri come regalo di compleanno.
  • 6 giugno 2018 - "Sfilata per Annalisa Durante" all'interno del progetto "giugnogiovani". Promossa dalle Municipalità 2 e 4, con la collaborazione dell'Istituto Superiore Guglielmo Marconi di Giugliano.
  • 19 febbraio 2019 - "Un libro per Annalisa", raccolta di libri come regalo di compleanno. Organizzato dall'associazione "studenti contro la camorra".
  • 16 ottobre 2019 - "Dalle ali spezzate di Annalisa Durante al diritto alla felicità". Tappa della "Meridiana Dell'incontro".
  • 25 gennaio 2020 - Cerimonia di premiazione del Concorso letterario nazionale: "EquiLibri in nome di Annalisa Durante" 2019, svoltasi a Cava dei Tirreni. 
  • 19 febbraio 2020 - I edizione del Premio Nazionale Annalisa Durante. La mattina, si è tenuto la prima parte dell'evento con un incontro presso la Biblioteca dal titolo: "INCONTRO SULLA MEMORIA. Annalisa Ieri, Annalisa Durante”.
    All'evento è avvenuta anche la premiazione del contesto foto-poetico "la cultura salva le anime" indetto dalle associazioni "studenti contro la camorra e la cooperativa sociale "Se.Po.Fa."

"Associazione Annalisa Durante" 

L’Associazione Annalisa Durante si è costituita nel 2005 ed è senza scopo di lucro. Su iniziativa di cittadini ed enti impegnati per la legalità nacque al fine di mantenere viva la memoria di Annalisa e di promuovere, in suo nome, iniziative culturali e sociali per un riscatto morale e civile che da Forcella potesse propagarsi all'intera città di Napoli, ed oltre! 

La giovane età di Annalisa invita, in particolare, a parlare al mondo dei più piccoli, proponendo loro modelli di educazione sociale e di cittadinanza attiva, che passano attraverso il gioco, la lettura e gli interessi che caratterizzavano la vita stessa di Annalisa Durante.

Le Principali attività:

La Biblioteca a porte aperte attivata nello Spazio Comunale di piazza Forcella, lo Spazio Bambini riaperto dopo la prima esperienza della Ludoteca Annalisa Durante ed il progettoZONA NTL, destinato ad attivare a Forcella un circuito virtuoso, culturale ed economico su “Napoli”, “Turismo” e “Legalità”,  rappresentano i principali ambiti di intervento in cui opera l’Associazione. Inoltre, la Biblioteca Annalisa Durante è parte attiva del Patto locale per la lettura denominato Reading Forcella, partecipato da oltre 40 enti tra istituzioni, scuole, biblioteche, musei, editori, librerie, fondazioni, associazioni e pediatri operanti nel centro storico di Napoli, nonché membro fondatore della Rete Forcella, Patto di Comunità costituito tra enti ed associazioni del territorio per coinvolgere le famiglie in percorsi educativi e di cittadinanza attiva, finalizzati alla costruzione di una comunità educante e responsabile.Le attività dell’Associazione si fondano esclusivamente sul volontariato e sui contributi di sostenitori.

Scopri di più! Visita il sito:
Associazione Annalisa Durante

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@AnnalisaDurante 

 

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Mercoledì 29 gennaio, presso il centro sportivo Kodokan di Napoli si è svolto il 12° memorial Giuseppe Veropalumbo. L'Associazione Giuseppe Veropalumbo, la FAI antiracket e la Polizia Municipale si sono sfidati in un triangolare di calcio per ricordare il valore della giustizia e della memoria di Giuseppe Veropalumbo e di tutte le vittime innocenti della criminalità.

Prima del calcio di inizio, prende la parola Samuele Ciambriello, garante dei detenuti per la Regione Campania. "Speriamo di avere a breve giustizia e verità affinché si possa sanare questa cicatrice. Ringrazio Carmela e gli altri familiari per il contributo che portano nelle carceri nel raccontare le loro storie. In quei luoghi si parla di un progetto di uguaglianza, di opportunità che va aldilà della giustizia riparatoria".

Intervenuti all'evento anche:

  • Ciro Borriello, assessore allo sport comune di Napoli;
  • Ciro Esposito, comandante della polizia municipale;
  • Gianfranco Wurzburger, presidente dell'associazione "Assogioca";
  • Forcella Antonio Raio, presidente associazione commercianti;
  • Ivo Poggiani, presidente della terza Municipalità;
  • Antonio d'Amore, referente provinciale di Libera;
  • Gino Monteleone del coordinamento Lotta per il lavoro.


Presenti anche una rappresentanza dell'ASD Sanità United, del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti e della FAI anti-racket, oltre alla partecipazione di una classe della scuola media "Ammaturo – Cacciottoli" di Napoli. Insieme, uniti per gioire della vittoria, simbolica, della squadra della Polizia Municipale, seguita dalle premiazioni e dai ringraziamenti conclusivi di Carmela: "grazie a tutti coloro i quali hanno reso possibile lo svolgersi di questa manifestazione. Gli sponsor, le associazioni, le persone. Ma un ringraziamento speciale ai padroni di casa di Kodokan sport per esserci stati vicini".

31 dicembre 2007, il ricordo di Carmela

"Verso le 23:00 ero in cucina con mia suocera a preparare il caffè. All'improvviso sentimmo il caos. All'inizio pensammo fossero i bambini che ballavano nella stanza di fianco, poi riconoscemmo che stavano spostando sedie e tavoli con forza accompagnate dalle urla di tutti". In cucina entrò la sorella di Carmela con Ludovica in braccio che agitatamente dice alle due donne di non andare dall'altra parte della casa. Il suo volto di terrore è seguito dalle grida degli altri ospiti preoccupandole. Poi si videro arrivare i fratelli delle donne con Giuseppe sottobraccio e stenderlo nel salone principale. "Alla vista di mio marito, mi gettai su di lui per soccorrerlo pensando a un malore. Il suo maglione era sporco di sangue. Accorsero tutti, anche i vicini di casa ma nessuno, nonostante il sangue, aveva capito cosa fosse successo".

La corsa verso l'ospedale di Boscotrecase era monitorata telefonicamente tra chi era rimasto a casa con Carmela e chi aveva seguito Giuseppe. Poi la rivelazione, al telefono una zia esclama: "ma allora l'hanno sparato!". Come una doccia fredda Carmela realizza la notizia. Dal racconto dei familiari: Giuseppe si alzò di colpo mettendosi una mano sul petto per poi accasciarsi sul tavolo. Nel caos dei primi botti, della musica, della confusione, nessuno aveva riconosciuto gli spari. "Così iniziammo a cercare indizi nella stanza dove avevamo cenato per capire di più e, solo allora, ci rendemmo conto che il vetro del balcone aveva un foro". L'infisso a doppio vetro non si crepò quando il proiettile lo attraversò. Un dettaglio che passò inosservato a tutti. Erano circa le 3:00 quando arrivò la notizia definitiva: Giuseppe non ce l'ha fatta.

12 anni di Memoria alla ricerca della giustizia

"Perché hanno ammazzato Giuseppe? Quale colpa ha per meritare questa morte? Cosa abbiamo sbagliato?" Più passa il tempo e più domande si aggiungono. Riflessioni che, fondamentalmente, non hanno una risposta razionale che giustifichi tutto questo. Al contempo la continua ricerca di verità e il desiderio di giustizia hanno dato a Carmela la forza di combattere in tutti questi anni. Le indagini, che più volte sono state chiuse e riaperte, ad oggi cercano di rispondere a queste domande. Inoltre, nonostante la dinamica sia ben chiara grazie alle dichiarazioni dei pentiti, per lo Stato, Giuseppe Veropalumbo ancora non viene riconosciuto come vittima innocente di camorra!. Il 31 dicembre, tre rampolli del clan Gionta decidono di sparare contro il palazzo "infame" perché, grazie alle telecamere piazzate su di esso, si riuscì ad arrestare esponenti del clan, tra cui il padre di uno dei tre.

"Da sola, da dodici anni cerco di far ricordare Peppe, di non far dimenticare la sua morte innocente e sto portando la sua storia anche nelle carceri della Campania. Ai detenuti dico che da un errore si può ripartire, rimediare. Poi c'è la mia battaglia principale: far riconoscere Peppe come vittima innocente di camorra, quale è. Per farlo, è in corso un procedimento contro il ministero dell’Interno che, invece di tutelare i familiari di vittime innocenti, li costringe ad estenuanti cause. Praticamente stanno processando me, mia figlia e mio marito, anziché tutelarci". 

 

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Luigi Sica

Luigi Sica, 16 anni.

Il 16 gennaio 2007 in via Santa Teresa degli Scalzi, nel quartiere Sanità a Napoli, Luigi viene ucciso a coltellate da un suo coetaneo che si vendica così di un’offesa subita, aiutato da un giovane complice.
Poche battute tra due gruppetti di amici con la passione del calcio trasformano la baruffa in tragedia. Luigi viene colpito da tre coltellate mortali.

Processati e condannati i responsabili dell’omicidio.

Per chi ha inferto il colpo mortale il tribunale per i Minorenni di Napoli nel 2007 stabilisce una pena di 15 anni di reclusione, pena ridotta a 14 anni dalla Corte di Appello, sezione Minori nel 2008.
Il complice sarà condannato a 10 anni di carcere, pena ridotta a nove anni e 6 mesi di reclusione dalla Corte di appello.

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Maurizio Estate

Maurizio Estate, 23 anni

Il 17 maggio 1993 Maurizio Estate, 23enne di Napoli, lavorava nell'autolavaggio di famiglia in via Vetreria, a Chiaia. Nella quotidianità della giornata lavorativa, due malviventi tentarono una rapina ai danni di un cliente che attendeva la fine del lavaggio dell'auto. Accortosi di quanto stesse accadendo il padre di Maurizio allarmò tutti iniziando a urlare. Seguì l'intervento del giovane ragazzo che prese le difese del cliente e inseguì gli assalitori sventando la rapina.

Sfuggiti e costretti alla ritirata, i rapinatori decisero di ritornare per vendicarsi per il mancato furto. Così, circa mezz'ora dopo, si presentarono nuovamente. Il più giovane dei due scese dal motociclo e iniziò a sparare a raffica. Un proiettile colpì Maurizio al petto. Inutile la corsa all'ospedale, il giovane morì tra le braccia del genitore.

Storico giuridico

  • Dopo una notte di latitanza, Luigi Ragosta, all'epoca 17enne, si costituisce per l'omicidio del giovane Maurizio Estate
  • Maggio 1994 - Ragosta viene condannato a 21 anni di reclusione.

 

Il ricordo di Davide Estate, nipote di Maurizio

"Nei minuti successivi all'accaduto, mio nonno iniziò a telefonare i vari familiari per avvisare che stavano portando Maurizio in ospedale. Non riuscendo a reperire mio padre a lavoro, telefonò me. All'epoca avevo 13 anni ed ero a casa con mio fratello di 8 anni. Provai a mantenere la calma per non fargli capire nulla, non volevo spaventarlo, sapevo di quanto fosse legato a Maurizio. Anche io lo ero, con lui avevo appena 10 anni di differenza e per me è sempre stato un fratello maggiore oltre che mio zio. Ovviamente la verità non tardò ad arrivare. Bastò accendere la televisione. Tutti i TG ne parlavano, non servì chiedere alla mia famiglia per sapere della sorte toccata a mio zio".

"Nei giorni a seguire cercavo di capire cosa fosse successo. Perché Maurizio, che fino a pochi giorni prima era semplicemente un meccanico, potesse essere ucciso dalla criminalità. Compresi che: esisteva una realtà violenta, che questa era organizzata, che agiva in determinati modi, che poteva uccidere anche le persone per bene. Sentivo dire dalla gente il solito «ma chi gliel'ha fatto fare» e frasi simili. Ci ho messo un po' per capire che in realtà, intervenire per difendere il prossimo è l'unica cosa ovvia da fare e che, se fosse considerata la normalità Maurizio non avrebbe agito da solo e, forse, adesso non sarebbe morto".

"Passarono anni. All'inizio dell'età universitaria sentivo una certa insoddisfazione in casa e chiesi a mio padre di spiegarmi i loro malumori. Il motivo era legato principalmente ai ritardi burocratici dell'amministrazione comunale per intitolare il luogo dell'omicidio allo zio. L'evento sarebbe dovuto avvenire anni addietro (come da delibera) ma, passati gli anni 2000, ancora non era avvenuto. Da quel giorno iniziai a far sentire la nostra voce spinto dal desiderio che mio zio Maurizio Estate non venisse dimenticato. Un percorso decisamente lungo finalmente realizzato nel 2018. Durante questo percorso sono stati realizzati tanti altri traguardi, tra cui: la nascita di realtà associative, luoghi alla memoria, collaborazioni con altre associazioni locali e di un instancabile impegno sociale promuovendo la legalità e portando la storia di Maurizio Estate ovunque possa essere da esempio".

Il gesto eroico del singolo è importante ma per vincere le mafie è altrettanto importante che ognuno di noi faccia squadra intervenendo difronte all'ingiustizia

#Memoria: Eventi e intitolazioni in nome di Maurizio Estate

  • 11 novembre 1993 – Conferimento alla memoria con la Medaglia d'Oro al Valor Civile, dal Presidente Scalfaro, con la motivazione:
    «Nonostante la giovane età ed incurante della propria incolumità, riusciva a sventare una rapina ai danni di un imprenditore, ma veniva poi barbaramente assassinato, per vendetta, da uno dei malviventi. Splendido esempio di umana solidarietà ed elette virtù civiche, spinte sino all'estremo sacrificio».
  • 2005 - Intitolazione di Piazza Maurizio Estate nel quartiere Scampia (NA)
  • 1 gennaio 2011 - La storia di Maurizio Estate è raccontata nel libro: "La giusta parte; testimoni e storie dell'antimafia" edito Caracò. 
  • 30 gennaio 2014 - Presentazione del Presidio Libera di Chiaia "Fabio De Pandi" e "Maurizio Estate" presso il PAN (Palazzo delle Arti di Napoli.
  • 10 aprile 2014 - Inaugurata l'Associazione Antiracket Vomero Arenella Maurizio Estate.
  • 17 giugno 2014 - Intitolata l'aula Consiliare dell'Auditorium di Scampia.
  • Novembre 2014 - Inaugurata "la Casa della Cultura" a Pianura. Ognuna delle 15 sale della struttura è intitolata ad una vittima innocente tra cui Maurizio Estate.
  • 15 gennaio 2018 - Intitolazione Largo "Maurizio Estate", ex Largo Vetriera del quartiere Chiaia, a Napoli.
  • 20 maggio 2019 - Istituito il Premio "Maurizio Estate" su iniziativa della 1 Municipalità e della famiglia Estate. Ogni anno viene premiato il miglior elaborato sui temi della legalità sviluppato tra gli studenti delle scuole di Chiaia.

L'Associazione FAI Maurizio Estate Vomero-Arenella

In aprile del 2014, in seguito alla conoscenza con Tano Grasso, viene inaugurata l'associazione Antiracket "Maurizio Estate", di cui Presidente Davide Estate. Diventa così, il punto di riferimento per il quartiere Vomero-Arenella. 

Lo scopo principale è quello di non lasciare da solo l'imprenditore che denuncia.
Al fine del suo raggiungimento, i soci si prodigano a:
- tutelare chi ha denunciato;
- invitare anche altri operatori commerciali a fare lo stesso;
- accompagnare le vittime di estorsione in tutte le fasi del processo. In tal senso, fornendo: assistenza legale e psicologica gratuita, costituendosi parte civile nei processi;
- promuovere e monitorare il progetto "Consumo Critico" [PAGO CHI NON PAGA IL PIZZO]
- diffondere la cultura della legalità nelle scuole, organizzando eventi, collaborando con altre associazioni territoriali.

Vuoi Saperne di più? Visita il sito:
www.antiracket.info

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