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Giuseppe Riccio

Giuseppe Riccio, 26 anni

Il 17 dicembre 2005, pressapoco le 19:00, un gruppo di 8 persone irrompe nella pizzeria "Donna Amalia" di Calata Capodichino, a Napoli, dove Giuseppe Riccio lavorava come pizzaiolo. Armati di spranghe di ferro e mazze da baseball, il branco entra con l'obiettivo di aggredire il proprietario del locale perché, la sera precedente, l'uomo si era rifiutato di servire quel gruppo di "amici". Quest'ultimi avevano ostruito l'ingresso della pizzeria con un'auto e due moto e pretendendo di essere serviti fuori il locale con un comportamento che infastidiva la restante clientela. Il titolare della pizzeria non solo si rifiutò di servirli ma li invitò ad andarsene e liberare il passaggio. Purtroppo, i componenti del gruppo erano affiliati al clan della zona e, offesi, tornarono in 8 per punire il locatore. I criminali non si limitarono a scatenare una rissa e danneggiare il locale ma estrassero le armi da fuoco. Iniziarono a sparare e Giuseppe si frappose tra loro e il suo datore di lavoro. Tre proiettili colpirono mortalmente il giovane Riccio che si riversò a terra esanime. 
 
Giuseppe lascia una giovane moglie e un bambino di 17 mesi.
 

Storico giuridico

  • Le indagini individuano tre pregiudicati come autori del raid: Pietro Girletti, Giovanni di Vaio e Ciro de Vincenzo.
  • 2017 - Nel processo di primo grado, i tre imputati vengono condannati all'ergastolo. La pena viene confermata anche in secondo grado.
  • La Corte di Cassazione riduce a la pena a 28 anni di reclusione con la motivazione della mancanza della premeditazione.

 

Il ricordo di Maria Ferrone, moglie di Giuseppe Riccio

"Poco dopo l'accaduto la notizia fu trasmessa in tutti i TG ma io non la vidi. Fu la mamma di Giuseppe a scoprirlo per prima e, dalla casa vicina, la sentii urlare di disperazione. Inizialmente pensai fosse accaduto qualcosa all'altro figlio, fratello di Giuseppe, poi lei disse il nome di mio marito. Un dolore indescrivibile! Quando ci fu detto cosa era accaduto ho provato tanta rabbia e ne provo ancora! Giuseppe aveva iniziato a lavorare da pochi giorni, tornava tardissimo la sera per soli 200€ a settimana. Una persona per bene non può morire così!"

"Poi iniziarono i processi. Non ne ho perso nemmeno uno. Ritrovarmi in quell'aula con i colpevoli che mi fissavano non mi ha intimorito. Li fissavo a mia volta. Non hanno mai avuto la decenza di chinare lo sguardo in segno di pentimento per aver ucciso un uomo che si è immolato per salvare la vita a un datore di lavoro che conosceva appena. Solo per questo la nostra famiglia può orgogliosamente camminare a testa alta!"

"Dopo qualche giorno dall'accaduto, fui contattata dalla Fondazione Polis e conobbi il mondo del Coordinamento e Libera. Inizialmente non riuscivo ad aprirmi, ritenevo che fosse tutto inutile, che le cose non potessero cambiate. Col tempo ne ho capito l'importanza. Così, piano piano, ho iniziato a essere più partecipe. Parlare ai ragazzi, trasmettergli i valori, raccontargli le nostre storie fa bene al cuore."

Nonostante quello che abbiamo subito ho cresciuto ed educato mio figlio con l'amore cosicché mai provasse odio e rancore contro chi gli ha privato del padre

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Giuseppe Riccio

  • 31 maggio 2013 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 17 dicembre 2014 - Messa in suffragio presso la Chiesa di S. Anna al Trivio, a Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 16 giugno 2015 - Intitolato il bene confiscato sito in in via Gabriele Manthonè 4 Napoli. La struttura è stata conferita alla Circolo Operatori Polizia di Stato e gli spazi sono stati adibiti come palestra e all'assistenza dei minori disagiati.
  • 17 aprile 2018 - La vicenda di Giuseppe è raccontata nella "Pillola NON INVANO" prodotto dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
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Pasquale "Lino" Romano

Pasquale "Lino" Romano, 30 anni

La sera del 15 ottobre 2012 Lino Romano, operaio, originario di Cardito (NA), fu brutalmente assassinato dalla camorra per uno scambio di persona. Quel giorno Lino andò a prendere la fidanzata Rosanna alla stazione di Napoli e la accompagnò a casa, a Marianella, quartiere di Napoli. Passò del tempo con lei e la sua famiglia, poi, passate le 21:00, scese di casa per andare a giocare una partita di calcetto con gli amici. In tutta tranquillità Pasquale uscì dal palazzo e si diresse verso la sua auto, ma, aperto lo sportello, venne colpito con 14 proiettili esplosi a distanza ravvicinata. Inutile i soccorsi, il ragazzo si accasciò esanime.

Pasquale Romano perse la vita da innocente per un atroce scambio di persona nella guerra tra i clan locali. L'obiettivo dell'agguato sarebbe dovuto essere Domenico Gargiulo, uomo vicino ai "Girati" in guerra con gli "Scissionisti" che quella sera cenava a casa della fidanzata proprio nello stesso palazzo di Rosanna. Gli assassini, appostati fuori lo stabile, attendevano un SMS come segnale di una 'specchiettista' che li avvisasse che quest'ultimo stesse uscendo. Invece, quando videro uscire un ragazzo fisicamente simile al loro bersaglio si accanirono su di lui senza né attendere il messaggio né accertarsene l'identità. 

Storico giuridico

  • 18 novembre 2013 - Durante la sentenza con rito abbreviato, il gup Francesco Cananzi emette le seguenti condanne:
    - Ergastolo per Salvatore Baldassarre ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio di Lino Romano;
    - 18 anni e 8 mesi per Giovanni Marino ritenuto l'autista del commando omicida;
    - 14 anni per Anna Altamura, la donna che ricopriva il ruolo di specchiettista alla quale è stata concessa l'attenuante della confessione spontanea e collaborazione;
    - 16 anni di reclusione a Carmine Annunziate e 14 anni per suo fratello Gaetano, figli di Altamura ritenuti complici. 
  • 11 febbraio 2014 - L'udienza alla V Corte di Assise presieduta dal giudice Adriana Pangia, il PM Enrica Parascandolo, viene chiesto la condanna all'ergastolo per Giuseppe Montanera, ritenuto il mandante, e Giovanni Vitale, come organizzatore dell'agguato.
  • 1 aprile 2014 -  La Corte emette la sentenza di condanna: ergastolo ed isolamento diurno per 18 mesi, interruzione della patria potestà, interdizione dai pubblici uffici e la condanna a risarcire il danno alle parti civili, a carico di Montanera e Vitale, rispettivamente mandante e organizzatore dell'omicidio di Lino Romano.
  • 22 aprile 2015 - la Corte d'Assise d'Appello di Napoli ha riduce le pene inflitte per tre dei condannati. Da 16 a 13 anni di reclusione per Carmine Annunziata, mentre, a Gaetano Annunziata e ad Anna Altamura da 13 a 12 anni di reclusione. Confermata, invece, la sentenza di primo grado a 18 anni ed 8 mesi per Giovanni Marino, autista del commando.

 

Il ricordo di Lucia Romano, sorella di Lino

"Quella sera per me è un ricordo indelebile. Ero a casa con i miei figli e una zia. Squillò il telefono. Mio padre mi mise al corrente sull'accaduto. Non potevo crederci. Corsi da loro. Ricordo ancora le parole di mia madre che guardandomi mi disse: «ora come farò senza Lino?» Quella stessa sera promisi a mio fratello che avrei fatto di tutto perché non venisse dimenticato e affinché ottenesse giustizia."

"Iniziò così il calvario delle udienze alle quali, spesso, presenziavo da sola. Mi spingeva il desiderio che quando 'loro' avrebbero incrociato i miei occhi, non solo si ricordassero di mio fratello ma che comprendessero che non gli avrei reso vita facile! Ricordo ancora la giornata della sentenza del rito abbreviato quando vennero condannati quasi tutti i colpevoli coinvolti. Aspettavo che uscissero dall'aula ma, nonostante il giudice li chiamasse da più di mezz'ora, loro non hanno avuto il coraggio di incontrarci. Questo mi ha dato la dimostrazione che 'queste persone', fuori dal loro contesto e senza un’arma, non sono niente e non sono nessuno!"

"Intanto, siamo entrati in contatto con le associazioni rivolte alle vittime innocenti. Con loro riesco a portare avanti la memoria di mio fratello Lino, anche se, per tutta la famiglia è ancora difficile raccontare e convivere con la sua assenza. Mi sostiene il ricordo del sorriso e della gentilezza che lo contraddistinguevano. Solo pensandoci trovo la forza per affrontare il dolore e portare la sua storia nelle scuole. Sono sicura che i ragazzi possano imparare da questi racconti e capire la realtà di questi contesti."

È più importante raggiungere un obiettivo per merito e con sacrificio anziché ottenerlo con arroganza, prevalendo sul prossimo o, addirittura, arrivando a stroncare la vita di qualcuno.

 

#Memoria: eventi e luoghi intitolati a Lino Romano

  • 18 ottobre 2012 - Pubblicazione della lettera scritta dai genitori di Pasquale al Ministro dell'Interno sul "Il Mattino".
  • 19 ottobre 2012 - Funerali solenni. Per l'occasione, il Sindaco di Cardito (NA).
  • 28 ottobre 2012Minuto di silenzio durante la partita di calcio Napoli-Chievo. A bordo campo viene aperto lo striscione del Coordinamento Campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità.
  • 30 ottobre 2012 - Fiaccolata commemorativa percorre per le strade di Cardito (NA).
  • 21 novembre 2012 - Piantumato un albero all'interno del Parco della memoria e dell'impegno civile, a Ottaviano (NA). Evento svoltosi durante la Festa dell'Albero promosso dall'Osservatorio Ambiente e Legalità del Parco Nazionale del Vesuvio.
  • 2013 - La storia di Lino Romano è racontata nel monologo di Roberto Saviano in una puntata di "Che tempo che fa'".
  • 9 maggio 2013 - Inaugurato e intitolato il centro giovanile del convento francescano 'S. Antonio' di Afragola (NA). Cerimonia avvenuta alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe e don Tonino Palmese.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Lino Romano è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 15 ottobre 2013 - La storia di Lino ha ispirato lo spettacolo teatrale"La guerra di tutti". Evento nato da un'idea di Francesco Amato, collega ed amico di Lino. L'evento è stato promosso per tre edizioni annuali.
  • 15 ottobre 2014 Giornata alla memoria iniziata con la deposizione dei fiori sulla lapide presso il cimitero comunale di Cardito. Segue un momento musicale presso Piazza Marianella in cui viene presentato il bando per le borse di studio "Lino uno di Noi". Evento organizzato da Fondazione Polis, Libera, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti.
  • 14 maggio 2015 - Intitolata l'area sportiva all'interno del Parco Taglia di Cardito (NA). 
  • Marzo 2016 - Momento commemorativo in conclusione della mostra "In viaggio con la Mehari" nella sede del "Teatro Area Nord". Evento promosso dall'assessorato ai Giovani del Comune di Napoli. 
  • 19 dicembre 2017 - Approvata la proposta di intitolazione del parco comunale di Marianella rinominato: "Parco Lino Romano".
  • 17 aprile 2018 - La storia di Lino Romano è raccontata nella raccolta video della mostra NON INVANO realizzata e promossa dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
  • 15 ottobre 2018 - Dedicata alla memoria il corso di formazione "Come cambia la narrazione dei fenomeni criminali. Deontologia e riflessioni degli ultimi 10 anni". Evento svoltosi presso l'Hotel Alabardieri di Napoli, promosso dall'Ordine dei Giornalisti della Campania e dalla Fondazione Polis.
  • 15 ottobre 2019 Giornata alla memoria con un convegno presso la Sala Consiliare di Palazzo Mastrilli, a Cardito (NA) seguita dalla deposizione di una corona di fiori sul sepolcro al cimitero comunale.
  • 11 settembre 2020 - Inaugurate una scultura e dei murales presso il parco Taglia di Cardito. Le opere sono state realizzate dagli alunni del Liceo Artistico di Cardito nate dal progetto triennale:"Piantiamo i semi della legalità".
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NAPOLI - Sono passati 35 anni dal barbaro omicidio di Giancarlo Siani. Dal 1985 suo fratello Paolo Siani non ha mai smesso di raccontare la storia di Giancarlo. Dalla sua morte ha intrapreso un percorso in cerca di verità, giustizia e di quel riscatto sociale che il giovane giornalista sognava raggiungere con le sue inchieste. Quest'anno, dal 19 al 23 settembre (dal giorno del compleanno a quello dell'assassinio) la cittadinanza, le associazioni e le Istituzioni hanno omaggiato il "giornalista-giornalista" al fianco della Fondazione a lui intitolata, la vittima innocente della camorra è stata vivificata con innumerevoli momenti d'incontro. A seguire tutti gli eventi in suo onore.

Conosci la storia di Giancarlo Siani? Ti consigliamo di approfondire alla pagina dedicata a lui!

35ª Giornata alla Memoria: "un giorno con Giancarlo Siani"

Il 23 settembre apre la giornata la consueta deposizione dei fiori presso le Rampe Siani, a Napoli, per poi ritrovarsi al Premio Siani presso il Cinema Modernissimo. Dopo i saluti Istituzionali viene consegnata alla famiglia di Giancarlo il "Tesserino bordeaux" alla memoria per giornalisti professionisti. Momento a cura dell'Ordine nazionale dei Giornalisti e dell'Ordine dei Giornalisti della Campania.

Nel pieno rispetto delle normative sanitarie, sono intervenuti diverse rappresentanze delle Autorità, della Stampa, della Magistratura, delle FF00 con la partecipazione di don Luigi Ciotti e del Presidente della Camera dei Deputati, On. Roberto Fico. Tra questi, ricordiamo le parole del magistrato D'Alterio, il quale, ha omaggiato i presenti con una copia del libro "La stampa addosso" da poco pubblicato. "Grazie alla pressione civica che ai tempi le associazioni, la famiglia Siani e la Stampa hanno fatto, noi operatori della giustizia siamo riusciti a non cedere mai fino a processare mandanti ed esecutori" dichiara l'uomo. 

Parole che trovano conferma e sostegno nell'affermazione del Sindaco De Magistris: "ogni anni Giancarlo riesce a seminare tanti semi ispirando le nuove generazioni di giornalisti, grazie ai quali, la Repubblica fa passi in avanti", così come nella riflessione del Procuratore Melillo: "la memoria di Giancarlo cresce perché lui aveva capito le due questioni meridionali: l'impatto socio-economico della criminalità e il suo modo di diffondere sfiducia verso la legge inculcando valori sbagliati". Concludono gli interventi la consegna delle targhe del 17° Premio Siani con il confronto tra i ragazzi di quattro scuole napoletane, in collegamento streaming, e i ringraziamenti di Paolo Siani a tutti coloro che hanno partecipato e hanno reso possibile l'incontro.

Gli appuntamenti riprendono alle ore 15:30, presso la sede della Fondazione Polis, con il convegno "Dalla carta stampata al web giornalisti sotto tiro – in Campania nasce l’Osservatorio" a cura dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Infine la 35ª Giornata trova la sua conclusione con una santa messa celebrata nella Chiesa dei Salesiani in via Morghen, al Vomero. 

Conosci la storia di Giancarlo Siani? Ti consigliamo di approfondire alla pagina dedicata a lui!

Buon compleanno Giancà.. IX edizione

Il 19 settembre 2020 Giancarlo avrebbe compiuto 61 anni. «Lo immaginiamo cresciuto, un uomo ed un giornalista ormai maturo, seduto alla sua scrivania a scrivere, a raccontare la realtà dei fatti». Così hanno promosso l'evento "Studenti Contro la Camorra" e "Radio Siani" che hanno organizzato una vera e propria festa di compleanno con tanto di torta. L'evento si è tenuto alle ore 16:30 davanti la sede della redazione "Il Mattino" nel Centro Direzionale di Napoli. Un modo per celebrare la vita di Giancarlo che, seppur breve, anno dopo anno riesce a inspirare tutti coloro che credono nella verità e nella legalità, perché: (cit) «Non muore mai chi si batte per la verità».

Non solo uno slogan. Gli organizzatori hanno invitato i partecipanti a partecipare al contest "Giancarlo scriverebbe di..." immedesimandosi e impegnandosi a essere giornalista-giornalista per un giorno. Ebbene, durante la manifestazione sono stati letti diversi articoli su temi di disagio e riscatto del territorio e sulle vittime innocenti della criminalità. I migliori tre di questi, sono stati pubblicati sull'edizione online de Il Mattino e su Radio Siani proprio il 23 settembre, giorno dell'anniversario dell'assassinio.

"Noi impegnati nel sociale facciamo il possibile per portare avanti la nostra missione: divulgare una buona condotta, piccoli gesti di civiltà quotidiana" dichiara Giuseppe Ruocco, presidente di Studenti Contro la Camorra. "Quello che facciamo non è minimamente paragonabile alle denunce di Giancarlo, ma, ricordarlo può inspirare altre persone a fare di più e questo ci dà la forza di non fermarci".

"Oltre i confini" e l'omaggio a Giancarlo Siani ad Assisi

Paolo Siani in collegamento streaming. (fonte foto assisinews.it))

Il 20 settembre, a partire dalle ore 15:00, Paolo e Ludovica Siani, fratello e nipote nonché vicepresidente della fondazione Giancarlo Siani, sono intervenuti in collegamento streaming alla terza giornata della manifestazione "oltre i confini" presso il Cortile di Francesco Assisi. Dal Convento, Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento e Beppe Giulietti, Presidente della FNSI, hanno intervistato la famiglia di Giancarlo parlando della figura, del coraggio e di ciò che ancora si tramanda del giovane giornalista. Un dibattito utile a scuotere le coscienze dei ragazzi, soprattutto quelli a rischio affinché comprendano che la scelta di affiliarsi nei clan camorristi, per quanto possa essere allettante, porta sempre o alla morte o al carcere

"So che ci sono tanti ragazzi come lui, ‘abusivi’, che scarpinano in territori difficili in cerca di notizie - dichiara Paolo Siani - Ragazzi che fanno uno dei lavori più belli, raccontare quello che succede nel mondo, per pochi euro, per avere la soddisfazione di raccontare e cambiare il mondo. Spesso infatti sono giornalisti per migliorare la società, e anche se non li vedete, esistono e meno male che esistono". 

Conosci la storia di Giancarlo Siani? Ti consigliamo di approfondire alla pagina dedicata a lui! 

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Giancarlo Siani

Giancarlo Siani, 26 anni

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani, giornalista del "Il Mattino", fu assassinato dalla camorra sotto casa, in via V.Romaniello, quartiere Arenella, a Napoli. Pressapoco le 20:50, Giancarlo fece ritorno e, ancora al volante della sua "Méhari" con capote in tela, venne colpito alla testa da 10 colpi di pistola sparati da almeno due sicari a bordo di una moto.

 giorno prima Giancarlo Siani aveva ultimato un volume-dossier dal titolo:"Torre Annunziata un anno dopo la strage" sugli affari camorristici dell'omonimo paese. Il documento, già composto in tipografia, non fu più ritrovato da quel giorno. A rafforzare la tesi che sia stato ammazzato per mettere a tacere le sue inchieste c'è la testimonianza di Amato Lamberti, ex-direttore dell'Osservatorio anticamorra, il quale dichiarò che, in quella giornata, ricevette una telefonata da Giancarlo che gli chiese un incontro per parlare di cose che «è meglio dire a voce». Non si è mai saputo di cosa si trattasse e se il ragazzo iniziasse a temere per la sua incolumità. Dovettero passare ben 11 anni tra indagini e processi giudiziari affinché si conoscessero le cause e i moventi che spinsero la malavita a togliere la vita a un giovane apprendista giornalista.

 

Storico giuridico

  • 15 aprile del 1997 - La seconda sezione della Corte d'Assise di Napoli condannò all'ergastolo:
    - Lorenzo Nuvoletta, suo fratello Angelo Nuvoletta e Luigi Baccante ritenuti i mandanti dell'omicidio.
    - Ciro Cappuccio e Armando Del Core individuati come esecutori materiali.
    In questa stessa condanna appare, tra i mandanti, anche il boss di Torre Annunziata: Valentino Gionta. Per quest'ultimo la Corte di Cassazione dispose il rinvio ad altra Corte di Assise di Appello.
  • 29 settembre del 2003 - Processo di appello per Valentino Gionta condannato all'ergastolo come mandante. L'uomo viene definitivamente scagionato dalla Corte di Cassazione per 'non aver commesso il fatto'.
  • Nel 2014 - Roberto Paolo, giornalista napoletano, edita un libro-inchiesta sollevando dubbi sui reali esecutori dell'omicidio e indicando altri nomi. Sulla base di queste rivelazioni, l'allora coordinatore della Direzione antimafia della Procura di Napoli, Giovanni Melillo, ha riaperto le indagini sull'omicidio Siani: il fascicolo è affidato ai sostituti procuratori Enrica ParascandoloHenry John Woodcock. (fonte wikipedia)

 

Il ricordo di Paolo Siani, fratello di Giancarlo

"Quella sera rientravo a casa dopo la fine del mio turno in ospedale. Fu così che scoprì la drammatica sorte di mio fratello. Fui la prima vettura, dopo quella della polizia, a giungere sul luogo del delitto. L'auto di Giancarlo era inconfondibile e lui lì, ancora alla guida. Lo vidi. Un dolore così cupo, forte, profondo, il vuoto assoluto."

"Solo dopo aver dato sfogo a quella disperazione iniziammo a capire cosa avesse potuto portare alla sua morte. Capimmo che di certo avesse a che fare con il suo lavoro, ne avemmo conferma anche dagli investigatori. Così, noi familiari e amici di Giancarlo iniziammo le nostre battaglie in cerca di giustizia. Un lungo periodo durato ben 11 anni prima di venirne a capo. Eravamo praticamente soli. In quel periodo non esistevano associazioni anti-camorra e il tema non veniva menzionato nemmeno dalla magistratura."

"Poi nacque l'associazione Libera. Con don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza fummo tra i primi ad aderivi. Da lì mi sentii parte di una comunità con la quale condividere quell'immenso dolore che è sempre presente con noi familiari. Il gruppo si ingrandii fino a decidere di fondare il Coordinamento campano dei familiari. Insieme abbiamo realizzato dei risultati importanti che hanno dato voce per la prima volta alle vittime innocenti della criminalità e ai loro familiari. Il nostro impegno fu così proficuo che mi fu offerta la presidenza e la gestione della Fondazione Polis della Regione Campania dal primo anno della sua istituzione. Da allora, siamo diventati i portavoce di una parte di storia del nostro paese che non viene raccontata."

È nostro compito divulgare la storia delle vittime innocenti. Il nostro racconto è unico e può toccare le coscienze dei ragazzi in un modo unico, diretto, semplice ma tale da fargli provare ribrezzo e odio verso il mondo della criminalità.

#Memoria: luoghi intitolati a Giancarlo Siani 

"Via Giancarlo Siani" a:

  • Qualiano (NA); Marano di Napoli; Villaricca (NA); Acerra (NA); Casalnuovo di Napoli; Parete (CE);
  • Piazza Giancarlo Siani, Tavernanova, Casalnuovo di Napoli;
  • Rampe Giancarlo Siani, Napoli;
  • Piazzale Giancarlo Siani a Vico Equense (NA). All'ingresso della piazza, antistante al Municipio, una stele che raffigura il volto di Giancarlo con la bocca "cancellata".

Istituti scolastici:

  • IISS Giancarlo Siani, Via Gaudiosi, Casalnuovo di Napoli;
  • Scuola Materna G.Siani, Via Giuseppe di Vittorio, Mugnano di Napoli;
  • Scuola Media Statale, via Giacomo Leopardi, Gragnano (NA);
  • IIS Giancarlo Siani di Napoli Succursale, Corso Chiaiano, Napoli;
  • Scuola Media Statale Giancarlo Siani, Via Giacomo Leopardi, Gragnano (NA);
  • Scuola primaria a Marano di Napoli;
  • 2° Circolo Didattico G.Siani, Via Monsignor Antonio Menna, Mugnano di Napoli;
  • Scuola primaria di Battipaglia (SA) che comprende L'IC "Fiorentini";
  • Liceo Scientifico Giancarlo Siani, Viale Europa, Aversa (NA).

Edifici, opere e presidi:

  • Centro Polifunzianale e del Teatro di San Giorgio a Cremano (NA);
  • Auditorium del Cinema comunale in Via IV Novembre, Marano di Napoli;
  • WebRadio Siani Network - Corso Resina, Ercolano (NA);
  • Atrio del PAN (Palazzo delle Arti di Napoli). In seguito ribattezzata "Sala della Memoria" in cui è custodita la Mehari di Giancarlo.
  • Biblioteca comunale in via nuova caravita a Cercola (NA);
  • Presidio Libera Roma XIII, piazza Agrippa 7h Ostia, Roma;
  • Aula Consiliare della Regione Campania;
  • Murales in via Vincenzo Romaniello. Un'opera lunga 38 metri realizzata dagli "Orticanoodles" proprio davanti all'abitazione di Giancarlo Siani;
  • Murale dell'artista Jorit Agoch raffigurante Giancarlo Siani e Peppino Impastato, a Giugliano in Campania;
  • Presidio Libera Pisa, Ex convento dei Cappuccini in Via dei Cappuccini 2/B, Pisa;
  • La nuova redazione de «Il Mattino» nella sede di Torre Francesco al Centro Direzionale di Napoli.

 

Eventi in ricordo di Giancarlo Siani

  • Dal 2015 al 2016 - "Il viaggio della legalità" con la Mehari che ha fatto un tour di Italia accompagnata in ogni provincia da mostre fotografiche, flash mob, convegni e manifestazioni.
  • 19 settembre 2015 Spettacolo teatrale: "Ladri di sogni" di Peppe Celentano e Vincenzo De Falco, al Teatro Diana.
  • 20 settembre 2015 - Incontro di pallavolo presso il Palavesuvio di Ponticelli (NA). Iniziativa “Un muro contro le mafie” promossa da: Anm, Coni, Fipav e Fipav Campania.
  • 21 settembre 2015 - Evento "Torre Annunziata non dimentica, Giancarlo Siani uno di noi" voluta dall'Amministrazione comunale locale.
  • 22 settembre 2015 - Convegno nazionale e corso di formazione a cura dell’Ordine dei giornalisti della Campania “Giancarlo Siani e il giornalismo di frontiera” presso l'università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli.
  • 23 settembre 2015 - Giornata alla memoria con la deposizione di fiori seguita dalla XII edizione del Premio Siani presso la Sala riunioni del Mattino. Continua con una messa in suffragio nella chiesa dei Salesiani al Vomero quart. di NA) celebrata da don Tonino Palmese e don Luigi Ciotti. LA giornata si conclude con l'evento d'intitolazione dell'Atrio del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) a Giancarlo Siani.
  • 23 settembre 2016 - Deposizione dei fiori presso le Rampe Siani, a Napoli, seguita dall'inaugurazione del murales in via Vincenzo Romaniello.
  • 15 settembre 2017 - VI Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in sincronia con Agisco, a Roma.
  • 22 e 23 settembre 2017 - Inaugurazione e intitolazione dell'Atrio del Pan con la proiezione di diversi filmografie seguita dal Premio Siani.
  • 19 settembre 2018 - VII Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 25 settembre 2018 - Manifestazione presso il club Mediterraneo, a Torre Annunziata (NA) organizzata dal'Associazione Libera e dai referenti politici locali.
  • 26 settembre 2018 - Tavola rotonda con dibattito su Giancarlo Siani presso la biblioteca a lui intitolata a Cercola (NA). Tra gli intervenuti: Samuele Ciambriello, garante campano per i detenuti, gli scrittori Pasquale Testa, Paolo Miggiano Alessandro Campaiola.
  • 19 settembre 2019 - VIII Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 23 settembre 2019 Giornata con Giancarlo partendo dalla mattina con la deposizione dei fiori alle Rampe Siani. Segue L'inaugurazione della "Sala della Memoria" presso il PAN con diversi interventi Istituzionali e la consegna dei 16° Premio Siani e la presentazione della nuova Fondazione "Giancarlo Siani".
  • 13 dicembre 2019 - Conferimento della Cittadinanza Onoraria  dalla città di Torre Annunziata (NA).
  • 19 settembre 2020 -  IX Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 23 settembre 2020 Giornata alla Memoria dalla mattina con la deposizione dei fiori alle Rampe Giancarlo Siani seguita dalla 17ª edizione del Premio Siani con un incontro presso il Cinema Modernissimo. Nel pomeriggio un convegno presso la Fondazione Polis. La giornata si conclude con una messa in suffragio presso la Chiesa dei Salesiani in via Morghen, a Napoli.

 

Bibliografia in cui è menzionata o raccontata la storia di Giancarlo Siani

Filmografia in cui è menzionata o raccontata la storia di Giancarlo Siani

 

La Fondazione "Giancarlo Siani"

Il 23 settembre 2019 nasce la Fondazione Giancarlo Siani ONLUS. Si tratta di una nuova voce che continuerà il lungo percorso tracciato con impegno, manifestazioni e battaglie in cerca di giustizia dall'"Associazione Giancarlo Siani" fondata un anno dopo l'agguato, nel 1986.

Nel 2004 viene istituito il "Premio Giancarlo Siani" riservato agli autori di testi giornalistici, ricerche o tesi di laurea che analizzino il fenomeno mafioso e le eventuali iniziative di contrasto. Inoltre, dal 2005 viene assegnata la "borsa di studio" agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che abbiano prodotto elaborati sulla figura di Giancarlo Siani. (fonte e riferimenti dal sito ndr)

La Fondazione si prefissa gli obiettivi di:
  • onorare la memoria e mantenere vivo il ricordo del giovane giornalista de “II Mattino” Giancarlo Siani, barbaramente ucciso a Napoli dalla camorra il 23 settembre 1985, mentre era un bordo della sua Mehari di colore verde, per le sue coraggiose inchieste giornalistiche;
  • onorare e tenere vivo il ricordo dei giornalisti uccisi dalle mafie;
  • sostenere i giornalisti minacciati dalle mafie per aver semplicemente svolto il proprio mestiere;
  • per difendere la libertà di stampa e di espressione in ogni sua forma;
  • onorare il ricordo di tutte le vittime innocenti della criminalità, perché il loro sacrificio non sia stato vano;
  • promuovere lo sviluppo nella società di una coscienza civile, di una cittadinanza attiva per il rifiuto di qualsiasi forma di violenza e sopraffazione, anche attraverso interventi precoci sull’infanzia, a partire dai primi mille giorni di vita, soprattutto in contesti di marginalità e di disagio sociale. (fonte Statuto della Fondazione)

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.fondazionegiancarlosiani.it

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Raffaele Iorio

Raffaele Iorio, 63 anni

Nella serata del 13 settembre 2000 Raffaele Iorio fu ferito gravemente in seguito al furto della "Jaguar" che un amico imprenditore gli aveva affidato. L'uomo, ormai in pensione, svolgeva saltuariamente il ruolo di chauffeur per pochi conoscenti. Quella sera, mentre transitava in via Gianturco, a Napoli, si fermò vicino ad una cabina telefonica. Tra Raffaele e la vettura c'erano appena 2 metri, così, trattandosi di una chiamata veloce, l'uomo di buonafede lasciò l'auto incustodita. Di lì a poco dei malviventi adocchiarono il bene di lusso e, uno di loro, favorito dalla portiera non chiusa a chiave, s'intrufolò nella Jaguar. Appena Raffaele si accorse di quanto stesse accadendo corse verso di loro. Si aggrappò con forza alla portiera dell'auto nel tentativo di impedirne il furto. L'uomo venne trascinato sull'asfalto per circa 700 metri per poi essere scaraventato contro un palo della luce. Fu soccorso e trasportato presso l'ospedale "Loreto Mare" di Napoli. Purtroppo, le ferite e i traumi subiti furono molteplici. Il 14 settembre 2000, dopo ore di agonia, Raffaele si spense.

Storico giuridico

  • Maggio 2007 - Il pm Gloria Sanseverino emette la condanna di 20 anni di reclusione per Salvatore Romano Massimo Incarnato, ritenuti i responsabili del rapina con aggravante di omicidio volontario.
    - Condannati in primo grado anche altri due imputati ritenuti coinvolti nella rapina.

Il ricordo di Salvatore Iorio, figlio di Raffaele

"Fu mio cognato, marito di mia sorella, a telefonarmi per mettermi al corrente dell'accaduto. Per non farmi spaventare mi disse semplicemente: «papà ha avuto un incidente, sta bene, vieni al Loreto Mare». Quel giorno ero a lavoro presso il Centro Direzionale di Napoli, quindi, non ci misi molto a raggiungerli. Ovviamente, mai avrei pensato che la dinamica fosse molto più complessa di un 'normale' incidente stradale".

"Pochi giorni dopo i funerali di mio padre venni contattato da Vincenzo Sequino, papà di Gigi Sequino. Mi fece semplicemente le condoglianze, ne rimasi molto sorpreso. Avevo seguito la storia di Gigi e Paolo ai TG e quel gesto mi commosse. Da quella telefonata iniziai a conoscere anche altri familiari delle vittime innocenti e il loro impegno sociale. Un mondo fatto di tante belle persone con sani principi, di associazioni, di attivismo civico. In cuor mio provai vergogna a non saperne nulla e soprattutto che il desiderio di riscatto sociale lo abbia sentito solo dopo aver vissuto sulla mia pelle un'esperienza del genere".

"Da allora il mio impegno nel sociale diventò più presente. Il rapporto con i familiari delle vittime innocenti della criminalità si fortificò fino a decidere di fondare il Coordinamento campano con l'obiettivo di sostenerci come una grande famiglia e sensibilizzare anche le persone esterne. In me c'è ancora quel senso di vergogna per aver atteso a diventare un cittadino attivo per la società ed è per questo che non esito a dirlo quando tocchiamo l'argomento dentro e fuori le scuole".

Sii partecipe, sii impegnato! Non aspettare che ti capiti un'esperienza brutta come la mia per commuoverti, per sensibilizzarti alla causa legalità o per diventare un cittadino attivo nel sociale. 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Raffaele Iorio

  • Marzo 2015 - La storia di Salvatore Iorio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani e Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
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Fabio De Pandi

Fabio De Pandi, 11 anni

Il 21 luglio 1991 Fabio De Pandi trascorse la domenica con la famiglia a casa di amici nel Rione Traiano, a Soccavo (quartiere di Napoli). Quando fu ora di rincasare era ormai sera inoltrata. Giunsero alla loro auto, mentre, poco lontano arrivò una "alfa 164" con tre persone a bordo che di lì a poco iniziarono a sparare. Alle spalle della vettura della famiglia De Pandi vi era una bancarella di sigarette di contrabbando verso cui erano rivolte le pallottole esplose. Questi ultimi si diedero alla fuga, mentre, un proiettile vagante colpì il piccolo Fabio trapassandogli il braccio e conficcandosi nel torace. Salendo velocemente in auto per darsi alla fuga, Fabio pronunciò le parole: «mamma, mi fa male il braccio». I genitori videro il sangue sulla camicia e capendone subito la gravita, iniziò la corsa verso l'ospedale. Purtroppo la pallottola aveva leso gli organi vitali interni, Fabio De Pandi si spense prima di poter ricevere soccorsi.
 
Fabio De Pandi è morto a soli 11 perché i clan camorristici erano, e sono, in conflitto sul dominio del business della droga. In seguito alle dichiarazioni del boss del Rione Traiano si saprà che quella sparatoria sarebbe dovuta essere solo una "avvertenza" e non un vero e proprio agguato verso i detentori della bancarella per una partita di droga non ancora pagata. Nello stesso giorno, fu assassinato anche Angelo Riccardo, 21 enne di San Cipriano d'Aversa (CE), vittima di uno scambio di persona.

Storico giuridico

  • A pochi giorni dall'accaduto, la polizia riconosce Amedeo Rey come l'uomo che sedeva di fianco all'autista. In seguito, i mandanti e il commando dell'agguato sono stati tutti condannati. Ad Amedeo Rey, appartenente al clan Puccinelli, è stata riconosciuta la responsabilità per l'omicidio di Fabio.
  • Nel 2003 viene confermata la pena all'ergastolo per Amedeo Rey riconosciuto responsabile della morte del piccolo Fabio De Pandi. L'11 dicembre 2015 l'assassino si è tolto la vita impiccandosi nel carcere di Parma.

 

Il ricordo di Gaetano De Pandi, padre di Fabio

"Quella sera ero con la mia famiglia. Passammo la domenica a casa di un mio caro amico d'infanzia, poi, fatta sera, lo salutammo per rincasare. Era quasi mezzanotte quando passò un'auto nella zona alberata, non ci badai, era molto distante da noi. Poi, spararono nella nostra direzione. Dietro di noi c'era una bancarella di sigarette di contrabbando e noi ci trovammo nel mezzo. Salimmo rapidamente sulla nostra auto. Fabio disse che gli faceva male il braccio, poi vedemmo il sangue. Solo dopo ci accorgemmo che il proiettile gli aveva trapassato il braccio entrando nel torace. Corremmo in ospedale. Durante il tragitto mi accorsi che mio figlio non si lamentava più. Intuì che fosse finito ma non lo accettai e continuai la corsa sperando che si potesse ancora salvare".

"Sono nato e cresciuto nei quartieri spagnoli, conoscevo certe dinamiche e come evitare di restare coinvolto nella guerra tra i clan che vi era in quel periodo. Proteggevo mio figlio rinunciando alle uscite, a passeggiate per il quartiere. Una premura che non è servita".

"In seguito, tramite il mio avvocato conobbi la Fondazione Polis, altri familiari come me e il mondo delle vittime innocenti della criminalità. Con loro iniziai a raccontare la storia di mio figlio nelle scuole anche se, questo episodio ha lasciato un solco profondo dentro di me. Da allora, non amo allontanarmi troppo da casa il ché mi impedisce di essere particolarmente presente a tutte le manifestazioni".

"Ricordo in particolare di quando, con una classe, sorrisi raccontando che l'assassino di mio figlio si fosse suicidato in carcere. Un ragazzino me lo fece notare pensando che ne fossi felice e mi chiese il perché. Fu allora che realizzai che il desiderio di vendetta cambia nel tempo".

All'inizio vorresti dare sfogo alla tua rabbia, poi, capisci che la miglior "vendetta" si chiama giustizia. Cosa che chi ha ucciso mio figlio non è riuscito a sopportare preferendo togliersi la vita.

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati a Fabio De Pandi

  • 9 aprile 2011 - intitolato il Premio della "Corrinapoli" riservato alle scuole. Un circuito podistico con partenza-arrivo a Piazze Plebiscito, Napoli.
  • N.R. - Dedicato un laboratorio dell'I.C. D'Aosta-Scura di Napoli.
  • 29 febbraio 2012 - La storia di Fabio è raccontata nello spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così", regia e drammaturgia di Emanuela Giordano.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 30 gennaio 2014 – Presentazione del Presidio Libera a Chiaia presso il PAN (Palazzo delle arti di Napoli) intitolato a Fabio De Pandi e Maurizio Estate.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a Fabio e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 8 giugno 2018 - Intitolata l'aula "Atelier creativo" dell'istituto "Baracca – Vittorio Emanuele II" ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Nella scuola che frequentava Fabio De Pandi ora vi è una targa sui cui è incisa la frase: «Piccolo Principe' senza più sogni».
  • 26 luglio 2018 - La storia di Fabio è menzionata nel libro: "La guerra di Dario. Vivere e morire a Napoli" di Paolo Miggiano. Argot Edizioni.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Fabio è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod e promosso dalla Fondazione Polis.
  • 22 luglio 2021 - Presentazione del libro: "Il piccolo principe" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod. Monografia estratta dal volume precedente: "la Sedia vuota".
  • 28 luglio 2021 - Affissione di una targa in via Nuova Pizzofalcone, a Napoli. Iniziativa promossa dal Comune di Napoli.
 
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Silvia Ruotolo

Silvia Ruotolo, 39 anni

L'11 giugno 1997, Silvia percorreva a piedi la salita Arenella, una strada stretta e molto trafficata dell'omonimo quartiere di Napoli. Per mano teneva suo figlio Francesco, di soli 5 anni, che era andato a prendere all'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive. Erano giunti sotto casa. Al balcone li guardava arrivare la figlia Alessandra, di 10 anni. Improvvisamente il traffico si bloccò. Due uomini scesero dalla loro auto e spararono oltre 40 colpi all'impazzata. Un proiettile vagante colpì mortalmente Silvia Ruotolo al volto. La donna cadde sotto gli occhi dei suoi figli. 

Con lei fu ferito al dorso Riccardo Valle, studente universitario di 19 anni.

Storico giuridico

  • Poco dopo l'agguato fu fermato Luigi Filippini, appartenente al clan Cimmino, obiettivo del raid in cui rimase ferito. Dopo ore di interrogatorio iniziò a collaborare e accusò Rosario Privato.
  • 24 luglio 1997 - Privato fu arrestato mentre si trovava in vacanza in Calabria. Quest'ultimo si pentì immediatamente iniziando a collaborare. A seguito alle dichiarazioni furono arrestati il boss del clan di Torretta, Giovanni Alfano, ed altri esponenti della camorra: Vincenzo Cacace, Mario Cerbone e Raffaele Rescigno.
  • 11 febbraio 2001 - La Quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta da Giustino Gatti, emise le seguenti condanne:
    - ergastolo per: Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace e Mario Cerbone;
    - 26 anni di reclusione per Rosario Privato, contro i 16 chiesti dalla Procura;
    - 20 anni di reclusione per Raffaele Rescigno, l'autista del commando.
  • Nel 2011 - La Terza sezione della Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Omero Ambrogi, condannò all'ergastolo Mario Cerbone, l’ultimo degli imputati per il quale il procedimento era ancora in corso, e confermò  le precedenti condanne, nonostante la Cassazione aveva annullato le sentenze emesse dai giudici di appello disponendo un nuovo processo.

 

Il ricordo di Francesco Clemente, figlio di Silvia

"Tornavo a casa con mamma dall’ultimo giorno di asilo. Eravamo mano nella mano e, arrivati sotto casa, si sentono dei forti rumori. Pensavamo fosse un brusco tamponamento invece erano 40 colpi sparati all’impazzata. Un colpo trafisse lo zigomo di mia mamma ammazzandola. Avevo solo 5 anni e da allora l'intera famiglia visse sotto scorta fino alla conclusione del processo che arrivò, finalmente, nel 2001. Venne fatta giustizia e i responsabili furono condannati all’ergastolo. Nel 2011 vennero confermate le condanne e ci venne riconosciuto un cospicuo risarcimento dallo Stato. Con quei fondi decidemmo di creare una realtà per riqualificare Napoli. Nacque così la fondazione “Silvia Ruotolo ONLUS – Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce".

#Memoria: Luoghi intitolati a Silvia Ruotolo

  • 1 giugno 2009 - Intitolato un bene confiscato in lombardia
  • 13 maggio 2011- Inaugurato il Presidio Libera di Padova "Silvia Ruotolo".
  • 25 settembre 2012 - Intitolata la Salita Arenella, denominata Salita Silvia Ruotolo. Approvato all'unanimità dal Consiglio comunale, presentato dal consigliere Carmine Attanasio.
  • 9 aprile 2014 - Il Comune di Sesto Fiorentino (FI) conferisce la cittadinanza onoraria alla famiglia di Silvia Ruotolo, Lorenzo Clemente, Alessandra e Francesco. "Per il loro impegno nella lotta contro la criminalità organizzata".
  • 8 luglio 2014 - Intitolato l'Istituto per l'infanzia "Amedeo Maiuri" nel quartiere Arenella, Napoli.
  • 30 maggio 2015 - Intitolato la spazio polivalente dell'Istituto comprensivo "Portella della Ginestra", a Vittoria (RG). L'evento è l'atto conclusivo del concorso "Chiamami ancora Amore. Un altro mondo è possibile" nel quale ad ogni scuola partecipante viene chiesto di intitolare un luogo a una donna vittima innocente delle mafie. La cerimonia è stata introdotta dal Dirigente Scolastico Angela Maria Riolo al quale hanno portato i saluti il Vice Sindaco di Vittoria e il Presidente della Commissione Scuola del Consiglio Comunale. Sono intervenuti tra gli altri, ,Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani al Comune di Napoli e figlia della Ruotolo, Don Beniamino Sacco, il Vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, Piero Gurrieri.
  • 29 novembre 2015 - Intitolazione dei giardini in Piazza Medaglie D'Oro dati in affidamento alla Fondazione a lei intitolata.
  • 4 novembre 2016 - intitolazione del periodico "Informare". La targa è stata svelata dal maresciallo dei carabinieri che arrestò il suo assassino. Nel corso della cerimonia il direttore del giornale, Fabio Corsaro, ha scoperto un’opera del maestro Nicola Badia, dedicata a tutte le vittime di mafia. Presenti anche il sindaco del Comune di Casandrino e consiglieri comunali del Comune di Castel Volturno.
  • 11 marzo 2018 - Intitolato il piazzale Coop in corso Laghi 84, Comune di Avigliana (TO).
  • 4 marzo 2019 - Intitolata una traversa di via Leopardi, a Muraggio (TA). In occasione della "Giornata internazionale delle donne", l'Amm.ne comunale ha voluto intitolare 18 traverse ad alcune donne speciali tra cui le vittime di mafie.
  • 18 marzo 2019 - Intitolata un aula presso l' I.C. Carafa-Salvemini, a Napoli.
  • 11 giugno 2019 - Intitolazione del bene confiscato sede del Rainbow Center Napoli.
  • 29 luglio 2019 - Musica contro le mafie realizza una canzone a Silvia, una ninna nanna tratta dai ricordi di Francesco.
  • 24 ottobre 2019 - Inaugurato il Centro Polifunzionale in frazione Tuoro, a Caserta. Lo spazio è gestito da "Generazione Libera" di don Rosario Laudato, referente di Libera contro le mafie – Presidio di Caserta e Noi Voci di Donne guidata dalla dott.ssa Pina Farina, responsabile della pubblica istruzione di Libera contro le mafie del Presidio di Caserta.
  • Maggio 2020 - La storia di Silvia Ruotolo è raccontata nel libro: "Al posto giusto al momento giusto" a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Rogiosi Editore. 

Eventi in memoria di Silvia Ruotolo

  • 11 giugno 2012 - Dalle 9.30 la presentazione delle mostre fotografiche "Vive, nella memoria" di Serena Faraldo e "Il mio sguardo libero" di Fiorenza Stefani. A seguire il ricordoè affidato alle parole di don Luigi Ciotti. Tra i vari momenti della giornata, un picnic a base di prodotti di Coldiretti, Libera Terra e Nuova Cucina Organizzata, rigorosamente provenienti dai terreni confiscati ai clan, una passeggiata antiracket con il Prefetto di Napoli Andrea De Martino accompagnato dal presidente della Municipalità 5 Mario Coppeto, la degustazione dei "Sapori No Pizzo".
  • 11 giugno 2013 - Giornata dedicata al "Noi e alla corresponsabilità". Durante la giornata sono stati presentati i progetti di scuole e associazioni e il Presidio Libera Vomero/Arenella. Nel pomeriggio, una messa nella Chiesa dell'Immacolata al Vomero, celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2014 - Commemorazione con una messa celebrata da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
  • 11 giugno 2015 - Giornata alla memoria dal titolo "Verità illumina la giustizia". La mattinata ha visto la deposizione dei fiori presso la lapide a Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi musicali. Nel pomeriggio un messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2016 - Come ogni anno, i saluti istituzionali presso i Giardini Silvia Ruotolo di Piazza Medaglie d'oro. Successivamente viene inaugurata la Fontanella della legalità, resa possibile grazie alla collaborazione con Abc Napoli. Un'iniziativa a cui hanno collaborato non solo la Fondazione Silvia Ruotolo e Comune di Napoli, Ufficio Scolastico Regionale, Libera, Coordinamento Familiari Vittime Innocenti e Fondazione Polis, ma anche le scuole Silvia Ruotolo e Piscicelli, insieme al cantautore Roberto Ormanni e al Coro I Sancarlini.
  • 10 e 11 giugno 2017 - "20 anni di memoria e impegno
    - Sabato 10 - Deposizione dei fiori in Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi artistici delle scuole del territorio. Presentato "Caffè Silvia" riualificato da un bene confiscato.
    - Domenica 11 - La mattina ci si è ritrovati presso i giardini Silvia Ruotolo, con un torneo di basket e un aperitivo con i prodotti di "Libera Terra". Nel pomeriggio una messa celebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese. In serata un concerto con la collaborazione del rapper Lucariello.
  • 11 giugno 2018 - L'intera mattinata è stata dedicata ai contributi musicali realizzati dalle scuole territoriali.celebrata da Don Luigi Ciotti, Don Tonino Palmese e Padre Lello.
  • 10 e 11 giugno 2019 - Due giornate dal titolo "Give a Voice":
    - Lunedì 10 - Primo Memorial di tennis presso il Circolo Tennis Petrarca. Nel pomeriggio, alle ore 19.00 c/o la libreria “Io ci sto” ci sarà la presentazione del fumetto “Silvia Ruotolo – tutto ciò che libera tutto ciò che unisce”, edito da BeccoGiallo, insieme all'autore Giacomo Traini.
    - Martedì 11 - Una maratona di spettacoli, interventi e contributi di scuole, istituzioni e associazioni in piazza Medaglie d’Oro per l’intera mattinata. Nel pomeriggio, una Messa in suffragio concelebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese.
  • 13 giugno 2019 - "Passeggiata dell'Impegno e della Memoria". Nel Comune di Avigliana e stata organizzato un percorso di circa 1 ora in cui le diverse tappe sono i luoghi cittadini intitolati alle vittime innocenti delle mafie. Evento promosso dal Presidio Libera di Bassa Val Susa intitolato prorpio a Silvia.
  • 11 giugno 2020 - Deposizione dei fiori presso la lapide in Piazza Medaglie D'oro seguita, nel pomeriggio, da una messa presso la parrocchia della Beata Vergine Immacolata celebrata da don Tonino Palmese.
  • 28 gennaio 2021 - Intitolazione della Scuola Primaria di Basilicanova, fraz. di Montechiarugolo (PR). Con delibera del Comune n° 22 del 13.01.2020. 
  • 30 aprile 2021 - Intitolazione di una strada nel Comune di Muraggio (TA). 

 

La Fondazione Silvia Ruotolo Onlus "tutto ciò che libera tutto ciò che unisce"

La Fondazione nasce dalla volontà dei figli di Silvia Ruotolo, Francesco e Alessandra e del marito, Lorenzo Clemente di destinare parte del risarcimento economico ottenuto dal Fondo di Solidarietà per le vittime di reato di tipo mafioso (legge 512 del 1999) in virtù della costituzione di parte civile nel processo penale, ad un impegno concreto contro la cultura criminale che ha ucciso Silvia.

La ONLUS persegue esclusivamente scopi di solidarietà, sviluppo culturale ed integrazione sociale quali:

  • Istruzione per contrastare la devianza della sub-cultura mafiosa e delle altre forme di illegalità e il rischio di emarginazione sociale dei giovani con iniziative, attività, pubblicazioni e percorsi didattici rivolti, a scuole carcerarie, a centri di giustizia minorile e servizi sociali connessi, con alunni di scuole di ogni ordine e grado.
  • Sviluppo di una cultura antimafia promuovendo analisi e ricerche per diffondere la conoscenza dei fenomeni mafiosi, criminali e di devianza dalla legalità, in tutte le loro manifestazioni e le azioni di contrasto sviluppate dallo Stato e dalla società.
  • Tutela dei diritti civili anche attraverso la promozione della conoscenza della Costituzione Italiana e di una cultura giuridica di base. A tal fine la Fondazione si impegnerà, in particolare, a favorire iniziative nel mondo della giustizia, della scuola e in ogni altro ambito sensibile a tali tematiche, dirette a favorire la crescita del confronto sociale, civile e culturale e a colmare situazioni di devianza e di emarginazione sociale.

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.fondazionesilviaruotolo.it


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Fondazione Silvia Ruotolo Onlus

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Ciro Colonna

Ciro Colonna, 19 anni

Il 7 giugno 2016, Ciro Colonna giocava a bigliardino con gli amici del quartiere presso il circolo ricreativo del lotto O, a Ponticelli. Nello stesso circoletto, vi era anche il capoclan della banda dei "barbutos", in fuga nella Napoli Est in seguito alla liberazione per scadenza dei termini di custodia cautelare. Passate le 16:00, giunse un gruppo di sicari della camorra con l'intenzione di uccidere quest'ultimo. Partiti gli spari, i ragazzi iniziarono a scappare. Per il caos, a Ciro caddero gli occhiali. Il ragazzo si abbassò per recuperarli e continuare la fuga ma, il suo gesto, lo rese bersaglio dei killer intenzionati a non lasciare testimoni dell'agguato. Fu colpito in petto, vicino al cuore, da uno degli assalitori.

Agonizzante, il ragazzo uscì dal locale tentando di mettersi al riparo, ma la ferita fu tale che si accasciò dopo pochi passi. Riconosciuto da alcuni giovani del posto, venne trasportato, in auto, all'Ospedale “La Betania” di Ponticelli. Purtroppo il giovane perse molto sangue vanificando i soccorsi. Prima di sera, a soli 19 anni, Ciro Colonna morì

 

Storico giuridico

  • Marzo 2018 - Il GIP di Napoli, su richiesta della D.D.A., emette 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere per mandanti ed esecutori del raid identificati nelle indagini dei militari del Reparto Operativo di Napoli, coordinati dal PM antimafia Antonella Fratello. I destinatari delle misure sono tutti legati ai gruppi Rinaldi, Minichini, De Luca Bossa e accusati di omicidio aggravato da finalità mafiose e detenzione di armi da guerra.
  • Maggio 2019 - Il PM Antonella Fratello richiede la condanna all'ergastolo per tutti gli imputati con le seguenti accuse:
    - Mandante - il boss Ciro Rinaldi;
    - Esecutori materiali - Michele Minichini e Antonio Rivieccio;
    - Concorso di reato - Giulio Ceglie, Anna De Luca Bossa, Vincenza Maione, Cira Cepollaro e Luisa De Stefano.
    Tutte gli imputati hanno ammesso la propria responsabilità favorendo il processo con il rito abbreviato.
  • Settembre 2019 - Il gup di Napoli, Luana Romano, conferma la condanna all'ergastolo per tutti e 8 gli imputati.

 

Il ricordo di Mary Colonna, sorella di Ciro

"Quel pomeriggio ero a casa con mia madre che mi apprestavo a fare la doccia approfittando che poco prima,  verso le 16:00, Ciro era sceso di casa. Passata poco più di mezz'ora bussarono al citofono. Era una nostra vicina, mamma di una mia cara amica delle elementari. Salì e senza troppe esitazioni, ancora sulla porta, disse a mia madre che avevano portato Ciro in ospedale perché era stato sparato. Mamma venne in bagno ad avvertirmi e scese con l'amica. Corsero sul luogo dell'accaduto preso d'assalto da una gran folla. Lì gli dissero che Ciro era stato portato all'Ospedale La «Betania». Accadde tutto così velocemente. Il tempo di rivestirmi e già mamma e l'amica non c'erano più, così chiesi a un mio vicino di accompagnarmi in ospedale da loro. Attendemmo fino alla sera, vanamente, purtroppo Ciro non c'era più".

"Intanto ci arrivavano notizie di cosa fosse accaduto. Mentre eravamo in sala d'attesa, avevamo ipotizzato di tutto. Qualsiasi cosa tranne che fosse stato sparato intenzionalmente. Ancora oggi mi sembra tutto così assurdo, estraneo alla nostra vita. Ci sono giorni dove realizzo che Ciro è vittima di camorra, ed altri dove non riesco a credere che sia vero e che sia capitato a noi una cosa del genere. Anche perché quando vieni sparato vieni subito etichettato come delinquente. Per fortuna mio fratello era conosciuto nel quartiere e, per quanto fu doloroso sentire e leggere cose del genere sul suo conto, le testimonianze non tardarono a difendere il suo buon nome".

"Repentinamente, in quei giorni di trambusto, venni a conoscenza dell'Associazione Libera. Alessio Viscardi, all'epoca redattore presso una nota testata giornalistica, conosceva bene mio fratello e avvertì Pasquale Leone, referente di Libera Ponticelli. Con loro ho mosso i primi passi e conosciuto altri familiari delle vittime innocenti. Parlare ai ragazzi nelle scuole, o del quartiere, mi aiuta a dare un senso a questa morte. Ho capito quanto sia importante portare speranza attraverso la storia di mio fratello. Far conoscere una Napoli diversa e migliore dove non si decide di impugnare un'arma per affrontare le difficoltà".

A Ciro è stato tolto un futuro ma, ognuno di noi ha ancora la possibilità di scegliere il proprio destino: praticando lo studio che aumenta le proprie opportunità, o praticando la violenza di cui conosciamo il finale.

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati per ricordare Ciro Colonna

  • 14 giugno 2016 - Fiaccolata cittadina nel quartiere di Ciro Colonna. Parteciparono più di 500 persone.
  • 9 luglio 2016 - Attivismo dei cittadini del quartiere hanno ripristinato l'area verde e il campetto, al Lotto O, grazie a fondi e donazioni materiali ricevuti in seguito ad un annuncio dei promotori, le associazioni locali: "Un Popolo in Cammino", "TerradiConfine" e il Presidio Libera di Ponticelli.
  • 14 marzo 2017 - Inaugurazione dell'area giochi con campetto Ciro Colonna in via Decio Mure, Lotto O a Ponticelli. Presenti il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e diversi assessorati. L'area è stata consegnata alla cittadina locale a cui è affidata la manutenzione.
  • 7 giugno 2017 - I Giornata alla memoria in cui avviene la riqualificazione dell'area giochi. Promossa da: Fondazione Polis della Regione Campania, #unpopoloincammino, Libera, il Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e dalla comunità parrocchiale di S. Francesco e Santa Chiara. Segue la celebrazione della messa in suffragio.
  • 28 settembre 2018 - Eretto un monumento presso l'area giochi "Ciro Colonna": una colonna grezza come simbolo di una vita spezzata troppo presto. La cerimonia di svelatura è stata anticipata dall'attività di riqualificazione dell'area giochi con piantumazione di fiori.
  • 6 e 7 giugno 2019 - III Giornata alla Memoria con:
    - Riqualificazione dell'area giochi e del campetto Ciro Colonna;
    - Torneo di calcio;
    Messa eucaristica presso la parrocchia di S Francesco e S Chiara;
    - Concerto, in serata, con i giovani artisti del territorio.
  • 19 giugno 2019 - Intitolato il Centro Educativo Polifunzionale Ciro Colonna in via Curzio Malaparte, Ponticelli. Il 12 luglio viene consegnato all'Associazione "Maestri di Strada" a cui va la gestione. Il centro accoglie anche l'Associazione "TerradiConfine".
  • 4 agosto 2019 - IV Memorial Ciro Colonna. Una partita di calcetto presso il Camping Poseidon
  • 6 e 7 giugno 2020 - IV Giornata alla Memoria con:
    - Il 6 ore 10:00 - Riqualificazione dell'area giochi Ciro Colonna;
    - Ore 18:00 - Messa in suffragio presso la Chiesa di S.Francesco e S.Chiara;
    - Segue la deposizione di una corono da fiori presso la lapide in memoria di Ciro adiacente la chiesa;
    - Il 7 - Pubblicazione di un video alla memoria realizzato dai Presidi di Libera Ponticelli e Napoli-centro storico.
  • 12 dicembre 2020 - Intitolazione del Presidio Libera di Macerata.

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Ciro Colonna Vive

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Giuseppe Salvia

Giuseppe Salvia, 38 anni

Il 14 aprile del 1981 Giuseppe Salvia fu ucciso in un agguato sulla tangenziale di Napoli, avvenuto all'altezza dello svincolo Arenella.

Giuseppe Salvia nacque a Capri nel 1943 per poi trasferirsi a Napoli a soli 13 anni per frequentare il convitto Bianchi dove terminò gli studi classici. Conseguì l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato e, superato il concorso, il suo primo incarico (1973) fu' quello di vicedirettore del carcere di Poggioreale.

Nel 1980 si scontrò direttamente con Raffaele Cutolo. Quest'ultimo, determinò la sua condanna a seguito di una perquisizione fatta personalmente dal vicedirettore al boss camorristico, al rientro da un'udienza, in quanto gli agenti penitenziari, temendo ripercussioni, cedettero al rifiuto di Cutolo di essere perquisito. Erano gli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata reclutava manovalanza all'interno del carcere stesso. Giuseppe Salvia lo sapeva e nonostante ciò non volle concedere privilegi. Il boss, trattato come tutti gli altri carcerati, reagì tentando di schiaffeggiarlo.

Storico giuridico

  • 30 gennaio 1986 - inizia il processo davanti alla prima sezione della Corte di Assise. Secondo l’accusa i mandanti sono Raffaele Cutolo e sua sorella Rosetta (all’epoca latitante); Roberto Cutolo, figlio del boss, Mario Iafulli, Carmine Argentato, mentre Mario Incarnato e Salvatore Imperatrice sono indicati come gli esecutori dell’imboscata sulla Tangenziale.
  • 23 febbraio 1987 - Durante l'udienza, Incarnato ricostruisce la dinamica dell’agguato stabilendone ruoli e responsabilità.
  • 6 marzo 1987 -  Il pm Claudio Rodà, con la sua requisitoria, rende ancora più chiare le ragioni che hanno portato alla morte il giovane vicedirettore del carcere.
  • 16 marzo del 1987 - Dopo una riunione di consiglio di cinque ore, i giudici emettono le seguenti pene:
    - Ergastolo per Raffaele e Rosetta Cutolo, riconosciuti colpevoli di essere i mandanti dell’omicidio Salvia, e per Carmine Argentato e Mario Iafulli come componenti del commando d'assalto.
    - 24 anni di reclusione a Mario Incarnato per aver collaborato con la giustizia.
    - 14 anni per Roberto Cutolo.
  • In seguito, per i giudici di secondo grado la ricostruzione del pentito Incarnato non è tutta la verità. Confermano a Raffaele Cutolo l’ergastolo ma assolvono per insufficienza di prove: Rosetta Cutolo, Roberto Cutolo e Carmine Argentato. Inutile il processo per Mario Iafulli, il quale, venne ammazzato il 21 marzo del 1987 mentre era in libertà vigilata.
  • Dicembre del 1988 - La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, conferma l’ergastolo a Raffaele Cutolo e scagiona per sempre gli altri imputati. Anche per la Suprema Corte, quindi, Rosetta Cutolo non ha mai ordinato di uccidere Salvia, e Roberto Cutolo e Carmine Argentato non hanno mai preso parte all’omicidio.

 

Il ricordo di Claudio Salvia, figlio di Giuseppe

"All'epoca ero un bambino, avevo solo 3 anni e mio fratello Antonino 5. Non capivamo e non sapevamo nulla di quanto fosse accaduto e questo fu merito di nostra madre che seppe proteggerci da quei momenti di forte tensione. Ovviamente chiedevamo di papà. Mamma non ci ha mai nascosto che fosse morto ma ebbe la delicatezza di dircelo a piccole pillole rapportate alla maturità dell'età del momento. La verità su chi fosse mio padre, ovvero il suo ruolo presso il carcere e il motivo del perché fu ucciso, arrivò piano piano dopo i 10 anni."

"I primi anni furono complicati tra le sentenze e il contesto storico in cui vivevamo. La mentalità camorristica, l'omertà, era molto forte e presente. Nonostante tutto, il ruolo della famiglia, da ambo i lati, fu determinante affinché crescessimo senza il timore di ritorsioni. Dalla nonna agli zii, non venivamo mai lasciati soli. Sapere tutta la verità mi rese orgoglioso di mio padre. Anche se in un modo barbaro, la sua morte fu per me il più grande insegnamento che un genitore potesse dare al proprio figlio: pagare con la vita la realizzazione di un ideale!"

"Oramai più adulti, e con il sostegno di tante persone che ci erano vicine, volevamo trasformare in qualcosa di buono quanto ci fosse capitato. Così con la compartecipazione di tante realtà associative che trattano la tematica della legalità e la sensibilità delle Istituzioni, noi familiari abbiamo iniziato a portare la nostra testimonianza nelle scuole. Inoltre, a seguito dell'intitolazione della scuola a Capri, decidemmo di fondare una associazione in memoria di papà con la quale, solo con le nostre risorse, consegniamo dei premi agli alunni che si sono contraddistinti per meriti morali. A loro dico sempre:.."

Avremmo potuto farci invadere dall'odio, invece, noi abbiamo fatto di quella sciagura un insegnamento, per noi e per gli altri, che ci guidi verso una strada di giustizia.

#Memoria: eventi, menzioni e intitolazioni a Giuseppe Salvia

  • Aprile 2010 - Intitolazione della scuola elementare e materna di Tiberio, a Capri, approvato all'unanimità dal Consiglio comunale caprese. "Affinché il sacrificio della sua vita, immolata per la difesa dei valori umani, sia di esempio per le nuove generazioni".
  • 2011 - Inaugurazione della scuola con la svelatura di una targa commemorativa apposta sulla facciata della scuola elementare di Tiberio. Evento promosso dall'amministrazione comunale dell'isola in occasione del trentennale.
  • 15 settembre 1984 - Giuseppe Salvia è stato insignito della medaglia d'oro al merito della redenzione sociale dal Ministero di Grazia e Giustizia.
  • 1985 - 1° Torneo di calcio "SALBAT" in memoria di Giuseppe Salvia. 
  • 1987 - Conferita la medaglia d'oro al valore civile dall'amministrazione di Capri (NA).
  • 28 ottobre 2010 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "101 storie di camorra che non ti hanno mai raccontato" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • 29 gennaio 2012Targa alla memoria conferita dalla comunità del "BIANCHI".
  • 2013 - L'associazione "Giuseppe Salvia" consegna borse di studio agli alunni dell'istituto comprensivo "Ippolito Nievo" di Capri perché distintisi "nel rispetto delle regole, nella solidarietà e nell'altruismo".
  • 22 giugno 2013 - Intitolazione del carcere di Poggioreale di Napoli.
  • Settembre 2013 - Intitolazione Sala conferenze del Centro Diurno Time Out, a Somma Vesuviana (NA). Iniziativa promossa dall'Associazione Pioppo Onlus che aderisce alla Federazione Internazionale Città Sociale di Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe p menzionata nel libro: "Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 5 novembre 2015 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "Napoli Criminale" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • Maggio 2016 - Inaugurazione di una scultura di ferro all'interno della scuola Tiberio. L'opera è stata realizzata e donata dallo scultore avellinese Alfonso Cavaiuolo. L'inaugurazione ha previsto una cerimonia ufficiale alla presenza delle istituzioni locali e dei familiari di Salvia.
  • 11 dicembre 2016 - 27° Natale del Budo, Galà internazionale Arti Marziali in memoria delle vittime innocenti della criminalità. Evento promosso dalla ACSI
  • 4 ottobre 2019 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "I grandi delitti che hanno cambiato la storia d'Italia" di Bruno de Stefano. Edizione Newton Compton Editori.
  • 11 dicembre 2019 - Attestato alla Memoria conferito durante il Premio Nazionale per l'Impegno Civile "Marcello Torre".
  • 8 aprile 2021 - La storia di Giuseppe Salvia è romanzata nel libro:"La vendetta del boss. L'omicidio di Giuseppe Salvia" di Antonio Mattone. Guida Editori.
  • 13 aprile 2021 - In occasione del 40° anniversario, evento commemorativo presso il carcere di Poggioreale a lui intitolato. 

 

L'associazione "Giuseppe Salvia. Il coraggio della legalità"

L’Associazione nasce nel 2010 per trasmettere il testamento morale lasciato da Giuseppe Salvia.
Obiettivo generale è quello di rispondere all'esigenza di solidarietà sociale che si concretizza nella diffusione della cultura della legalità, nel recare sostegno alle persone vittime della criminalità organizzata ed ai loro familiari superstiti ed alle persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari.

Tutte le attività dell’Associazione sono realizzate esclusivamente mediante autofinanziamento della famiglia Salvia, senza alcun utilizzo di sovvenzioni pubbliche o di altri soggetti terzi.

Attività:

Iniziative socio-culturali per approfondire, informare e denunciare il fenomeno della criminalità organizzata nazionale. Questi eventi sono promossi sia per essere da stimolo, nei confronti delle istituzioni nazionali di lotta e prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata, sia favorire la cultura della legalità mediante corsi e attività di formazione su tutti gli argomenti affini.

Realizzazione di progetti, iniziative e programmi volti al recupero dei minori a rischio o all'assistenza di familiari vittime delle criminalità.

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Giuseppe Salvia...un brav'uomo diventato Eroe

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Annalisa Durante

Annalisa Durante, 14 anni

Il 27 marzo del 2004, Annalisa era in compagnia di un'amica e una cugina proprio sotto casa, nei pressi del portone, quando Salvatore Giuliano, uno degli ultimi rampolli del clan di Forcella, passò di lì e decise di intrattenersi con loro. Proprio quella sera, un commando ingaggiato dal clan rivale decise di agire per uccidere il ragazzo. Così, quattro uomini a bordo di due scooter sopraggiunsero a Forcella, in Via Vicaria Vecchia N° 22, iniziando un conflitto a fuoco. Il giovane dei Giuliano, avvisato dal fratello, riuscì a non farsi prendere di sorpresa e rispose al fuoco. Uno dei suoi proiettili colpì Annalisa Durante alla nuca. La ragazza cadde a terra nello shock dei presenti e del quartiere che la soccorse.

La giovane fu dapprima trasportata all'ospedale "Ascalesi" e, per mancanza di attrezzatura per questo tipo di assistenza, successivamente portata al "Loreto Mare". Purtroppo, Annalisa Durante perse moltissimo sangue e, ormai in coma irreversibile, venne accertato il decesso. I genitori autorizzarono l'espianto degli organi.

 

Storico giuridico

  • In breve tempo, Salvatore Giuliano viene arrestato, con un blitz interforze, presso l'appartamento di un parente a Pomigliano d'Arco. In seguito, l'autopsia e gli esami balistici confermano che il proiettile che ha ucciso Annalisa è stato esploso proprio da Salvatore, il quale fin dall'inizio negava di essere armato e di aver sparato.
  • Il 31 marzo 2006 - La corte d'Assise condanna in primo grado a 24 anni di reclusione.
  • Nel maggio del 2007 - la Corte d'Assise d'Appello riduce la pena a 18 anni.
  • Nel 2008 - La Cassazione stabilisce una pena detentiva di 20 anni

 

#Memoria: menzioni e intitolazioni ad Annalisa Durante

  • Settembre 2004 - Inaugurazione dell'Asilo Nido Annalisa Durante in via Vecchia Vicaria (Forcella).
  • Giugno 2005 - Inaugurazione della Biblioteca a porte aperte (attuale sede dell'associazione).
  • Dicembre 2005 - Pubblicazione del libro: "Il diario di Annalisa" a cura di Matilde Andolfo e Mario Fabbroni. Tullio Pironti Editore.
  • Nel 2006 - Menzione nel libro: "Gomorra" di Roberto Saviano.
  • Nel 2007 - Menzione nel libro: "Forcella tra inclusione ed esclusione sociale" di Luigi Merola (All'epoca dei fatti, prete di Forcella impegnato nella lotta alla camorra), edizione: Alfredo Guida Editore..
  • Giugno 2012 - Inaugurazione e intitolazione del Presidio di Libera Marcianise.
  • Marzo 2015 - La storia di Salvatore Iorio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani e Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato ad Annalisa e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 24 novembre 2016 - Menzione nel libro: "La camorra dalla A alla Z" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori
  • 31 maggio 2017 - Intitolazione di due vie ad Annalisa Durante e Lea Garofalo nel Comune di Peschiera.
  • 27 marzo 2018 - Piantumazione di un ulivo presso l'I.C. Sauro Pascoli di Secondigliano (NA).
  • 6 aprile 2018 -  Inaugurazione e intitolazione della biblioteca dell'Istituto Superiore Marie Curie di Ponticelli (NA).
  • 9 febbraio 2018 - nasce la "baby song Annalisa Durante".
  • 8 marzo 2019 - Intitolazione della Sala c/o ex Scuola "Collodi", a Buttigliera Alta (TO).
  • 13 maggio 2019 - L' Associazione Marilianum ha conferito il Premio Legalità all'Associazione Annalisa Durante per l'impegno nella promozione della musica, dell'arte e della cultura come strumenti educativi per la legalità.
  • 5 maggio 2020 -  La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Assenti. Senza giustificazione" di Rosario Esposito La Rossa. Edizione Einaudi Ragazzi. Made in Scampia
  • Maggio 2020 - La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Al posto giusto al momento giusto" a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Rogiosi Editore. 

Eventi in ricordo di Annalisa Durante

  • 19 febbraio 2018 - "Un libro per Annalisa", festa di compleanno presso la biblioteca con letture di poesie e la raccolta di libri come regalo di compleanno.
  • 6 giugno 2018 - "Sfilata per Annalisa Durante" all'interno del progetto "giugnogiovani". Promossa dalle Municipalità 2 e 4, con la collaborazione dell'Istituto Superiore Guglielmo Marconi di Giugliano.
  • 19 febbraio 2019 - "Un libro per Annalisa", raccolta di libri come regalo di compleanno. Organizzato dall'associazione "studenti contro la camorra".
  • 16 ottobre 2019 - "Dalle ali spezzate di Annalisa Durante al diritto alla felicità". Tappa della "Meridiana Dell'incontro".
  • 25 gennaio 2020 - Cerimonia di premiazione del Concorso letterario nazionale: "EquiLibri in nome di Annalisa Durante" 2019, svoltasi a Cava dei Tirreni. 
  • 19 febbraio 2020 - I edizione del Premio Nazionale Annalisa Durante. La mattina, si è tenuto la prima parte dell'evento con un incontro presso la Biblioteca dal titolo: "INCONTRO SULLA MEMORIA. Annalisa Ieri, Annalisa Durante”. All'evento è avvenuta anche la premiazione del contesto foto-poetico "la cultura salva le anime" indetto dalle associazioni "studenti contro la camorra e la cooperativa sociale "Se.Po.Fa."
  • 5 settembre 2020 - Il volto di Annalisa è tra le installazioni artistiche realizzate sugli scogli frangiflutti ad Acciaroli (SA). L'opera è stata realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico "Formiggini" di Sassuolo in occasione del 10° anniversario di Angelo Vassallo, il sindaco "pescatore" vittima delle mafie. 

"Associazione Annalisa Durante" 

L’Associazione Annalisa Durante si è costituita nel 2005 ed è senza scopo di lucro. Su iniziativa di cittadini ed enti impegnati per la legalità nacque al fine di mantenere viva la memoria di Annalisa e di promuovere, in suo nome, iniziative culturali e sociali per un riscatto morale e civile che da Forcella potesse propagarsi all'intera città di Napoli, ed oltre! 

La giovane età di Annalisa invita, in particolare, a parlare al mondo dei più piccoli, proponendo loro modelli di educazione sociale e di cittadinanza attiva, che passano attraverso il gioco, la lettura e gli interessi che caratterizzavano la vita stessa di Annalisa Durante.

Le Principali attività:

La Biblioteca a porte aperte attivata nello Spazio Comunale di piazza Forcella, lo Spazio Bambini riaperto dopo la prima esperienza della Ludoteca Annalisa Durante ed il progettoZONA NTL, destinato ad attivare a Forcella un circuito virtuoso, culturale ed economico su “Napoli”, “Turismo” e “Legalità”,  rappresentano i principali ambiti di intervento in cui opera l’Associazione. Inoltre, la Biblioteca Annalisa Durante è parte attiva del Patto locale per la lettura denominato Reading Forcella, partecipato da oltre 40 enti tra istituzioni, scuole, biblioteche, musei, editori, librerie, fondazioni, associazioni e pediatri operanti nel centro storico di Napoli, nonché membro fondatore della Rete Forcella, Patto di Comunità costituito tra enti ed associazioni del territorio per coinvolgere le famiglie in percorsi educativi e di cittadinanza attiva, finalizzati alla costruzione di una comunità educante e responsabile.Le attività dell’Associazione si fondano esclusivamente sul volontariato e sui contributi di sostenitori.

Scopri di più! Visita il sito:
Associazione Annalisa Durante

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@AnnalisaDurante 

 

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