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Federico Del Prete

Federico Del Prete, 44 anni

Federico Del Prete venne ucciso il 18 febbraio 2002 nel suo ufficio in un agguato camorristico a Casal di Principe. Il movente dell'omicidio è strettamente collegato al ruolo di Del Prete come rappresentante provinciale e presidente nazionale del Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti. In quanto tale, aveva denunciato gli abusi e le irregolarità amministrative riscontrate nelle fiere settimanali fino a spingersi a far luce sulle estorsioni di cui erano sistematicamente vittime i venditori ambulanti. In particolare, sulla vendita con metodo mafioso delle buste di plastica nei mercati rionali. Da quella denuncia, ne scaturì l'arresto di Mattia Sorrentino, vigile urbano di Mondragone, per il reato di estorsione. Federico Del Prete fu' assassinato per impedirgli di testimoniare al processo, della seconda sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, fissata per il giorno seguente.

Storico giuridico

  • Nel 2009 - Il pentito di camorra Antonio Corvino, reo confesso dell'omicidio di Del Prete, viene condannato a 14 anni di reclusione. Nella sua deposizione, dichiara di aver coperto il ruolo di autista e accusa il cugino, Romolo Corvino, di essere come esecutore materiale.
  • Nei confronti di quest'ultimo non è stata emessa sentenza di condanna per un complicato meccanismo giuridico.
  • Ancora ignote le responsabilità dei mandanti. 

Il racconto di Gennaro Del Prete, figlio di Federico

"All'epoca avevo 22 anni ed ero in servizio a Bari come militare. Ricevetti una telefonata il 19 mattina da mia nonna che mi disse esplicitamente:«corri a casa, hanno ucciso tuo padre». Prima di allora non potevo dire di conoscerlo bene. I miei genitori divorziarono quando ero piccolo e solo negli ultimi anni decisi di mettere da parte il passato e instaurare un rapporto con lui. Sapevo della sua attività da sindacalista ma, vivendo prettamente in Puglia, lo vedevo di rado e non sapevo dei rischi a cui era esposto. Sentire che fosse stato ucciso dalla camorra fu un duro colpo. Pensi che, anche se cresci in un territorio dove sai che c'è e quali siano le dinamiche criminali, basti rimanerne estraneo per non esserne coinvolto".

"Nel 2007 la seconda ferita. Io e mio fratello, figli del primo matrimonio, venimmo esclusi dai benefici dovuti ai familiari delle vittime innocenti in quanto ritenuti -non fiscalmente a carico-. Mi sentii ancora una volta strappare il diritto di essere figlio di mio padre. Così decisi di ribellarmi portando la mia denuncia anche sulle reti mediatiche fino a incatenarmi al cancello di una caserma come forma di protesta. Diversi mesi dopo, il decreto venne modificato con l'attuale integrazione. Finalmente fui riconosciuto come il figlio di Federico Del Prete".

"Intanto, venni avvicinato dai referenti dell'associazione Libera, i quali, iniziarono ad includermi negli incontri scolastici. Nel raccontare la storia di mio padre sentivo ricostruire il mio legame con lui e imparavo a conoscerlo sempre di più. Mi iscrissi all'Università. I miei studi vertevano sempre sui temi sociali con un focus sulla criminalità organizzata. Un percorso di vita che mi ha aiutato a costruire la mia identità fino a ricoprire l'attuale ruolo di Funzionario di Serivzio Sociale presso il Ministero della Giustizia".

"In questi anni ho guardato negli occhi tanti ragazzi che hanno commesso atti illeciti anche gravi. Ho capito che anche loro, come me, avevano la rabbia nel cuore per le difficoltà della vita. La differenza tra noi era solo il come abbiamo utilizzato quella rabbia. Mentre io l'ho trasformata in impegno per riscattarmi e creare nuove opportunità, loro l'hanno espressa sotto forma di violenza. Lavoro con loro per costruire un mondo nuovo".

La legalità non è da intendersi come un atto di straordinarietà, bensì bisogna ritenerla come la normalità. Tutti noi possiamo costruire una società sana semplicemente compiendo quotidianamente gesti di normalità.

#Memoria: riconoscimenti e intitolazioni a Federico Del Prete

  • 17 marzo 2009, Casal di Principe (CE) - Medaglia d'Oro al Valor Civile «Per aver combattuto battaglie di legalità da sindacalista per gli operatori del settore del commercio ambulante e per aver efficacemente collaborato con le forze di polizia, veniva barbaramente assassinato in un vile agguato camorristico. Altissimo esempio di impegno civile e di rigore morale, spinti fino all'estremo sacrificio».
  • 30 giugno 2009 - Inaugurazione del Presidio Libera Mondragone (CE) "Federico Del Prete".
  • Ottobre 2009 - Inaugurazione dell'Area mercato Federico Del Prete su un terreno confiscato a Santa Maria la Fossa.
  • NP data - Intitolato il Presidio Libera Frattamaggiore (NA)"Federico Del Prete"
  • Gennaio 2012 - Pubblicazione del libro:"A testa alta. Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra", di Paolo Miggiano grazie al contributo di Gennaro del Prete, figlio del sindacalista.
  • 2012 - il libro ha ottenuto la "menzione speciale" da parte della giuria del "Premio Giancarlo Siani".
  • 2014 - il libro si aggiudica il "Premio Tulliola".
  • febbraio 2014 - Intitolazione Piazza Federico Del Prete a Casal di Principe. La piazza è proprio di fronte l'ufficio dove fu ucciso il sindacalista.
  • 18 febbraio 2016 - Intitolazione de Largo Federico Del Prete a Casal di Principe. Iniziativa promossa, oltre dal Comune, anche da: Federazione Antiracket Italiana,  il Comitato don Peppe Diana, Libera Caserta, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti e il consorzio Agrorinasce.
  • NP data - Intitolazione della strada Via Federico Del Prete a Frattamaggiore, nei pressi della caserma dei carabinieri. 
  • NP data - Intitolazione della strada Via Federico Del Prete ad Orta di Atella, nei pressi del cimitero.

Eventi dedicati a Federico Del Prete

  • 18 febbraio 2012 - In mattinata, l'incontro con le scuole: “Mafie, corruzione e lavoro: dieci anni dopo l’omicidio di Federico Del Prete”, presso la sede del Presidio di Libera Mondragone;
    Nel pomeriggio, Convegno: “Lavoro: giustizia e dignità. Un percorso di emancipazione dalla camorra”, presso la chiesa di San Nicola.
  • 21 febbraio 2014 - Momento di riflessione e presentazione del libro "A testa alta" nella sede del Teatro per la legalità, a Casal di Principe.
  • Febbraio 2015 - In occasione del 13° anniversario dell'uccisione, giornata di riflessione presso la Tenda di Abramo, a Caserta, organizzata da Agrorinasce e dal Forum del Terzo Settore della Provincia di Caserta.
  • 19 febbraio 2019 - Presso la sede di "Sottoterra Movimento Antimafie" gli studenti dell'ISIS "Gaetano Filangieri", nell'ambito del progetto Scuola e Volontariato del CSV Napoli, hanno realizzato buste ecosolidali utilizzate poi per una raccolta alimentare sul territorio da donare a persone in difficoltà segnalate dalla Caritas. 
  • 21 marzo 2019 - Corso per docenti presso la sala del Comprensivo Cimarosa di Aversa, promosso da Libera Scuola insieme al Comitato don Peppe Diana con il patrocinio dell’Università Suor Orsola Benincasa.
  • 19 febbraio 2020 - Convegno: “Legalità e tutela delle vittime. Il ricordo di Federico Del Prete” presso la Sala delle Conferenze al Palazzo Theodori Bianchelli – Camera dei Deputati. Durante l'evento è stata presentata la nuova associazione Memoriae e la borsa di studio/lavoro per i minori in area penale.

L'impegno sociale di Gennaro Del Prete:

Fin da subito l'impegno di Gennaro è stato encomiabile. Tra la tante attività svolte in collaborazione, ricordiamo le principali da lui fondate:

Il 29 ottobre 2011, Gennaro Del Prete riceve il premio nazionale "Paolo Borsellino 2011" per la categoria: "Impegno sociale e civile".

Nel 2012 incarica di scrivere il libro "A testa alta - Federico Del Prete una storia di Resistenza alla Camorra". Di Paolo Miggiano con il contributo di Gennaro Del Prete, edizione Di Girolamo.

Nel 2013, fonda l'associazione di promozione sociale: "Un Mondo Nuovo Federico Del Prete". Con la medesima edita la canzone "Non Mollare" insieme al gruppo Rap "i riscatto Crew"

Il 24 aprile 2015 nasce la Cooperativa Ventuno. Una start-up che propone prodotti ecologici e compostabili, dai bioshopper ai prodotti per l’agricoltura a quelli usa e getta per la ristorazione. Ispirata dal sacrificio di Federico Del Prete, è stata ideata da Gennaro Del Prete e Massimiliano Noviello, figlio di Domenico Noviello

Il 20 dicembre 2019, con la poesia "Febbraio", Gennaro vince il 1° premio della sezione "Poesie in vernacolo" alla XXII Edizione del: “Concorso Internazionale Artistico - Letterario Antonio de Curtis: (Totò), Principe, Maschera, Poeta” organizzata dall'Associazione Amici di Totò … a prescindere! Onlus

Il 2 febbraio 2020 nasce l'Associazione Memoriae con la quale promuovere la memoria delle vittime innocenti della criminalità e abilitare percorsi di reinserimento dei minori in area penitenziaria.

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8 febbraio 2020, Casal di Principe - Le porte dello stadio "Angelo Scalzone" si sono aperte per accogliere la manifestazione sportiva "Fai gol per la memoria". Una partita di calcio per ricordare Antonio Petito, vittima innocente della camorra casalese. Una rappresentanza dei familiari delle vittime innocenti della Campania e gli impiegati comunali di Casal di Principe, si sono sfidati per ricordare il ragazzo di 20 anni strappato alla vita dalla mano criminale. Presenti all'evento, per stringersi al dolore della famiglia Petito, le Istituzioni, le associazioni e una rappresentanza scolastica.

locandina Antonio Petito

Dopo i consueti saluti Istituzionali, Mario Petito, papà di Antonio, dà il calcio di inizio. L’iniziativa è stata promossa dalla stretta interazione e collaborazione di: Fondazione Polis, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti, Comitato don Peppe Diana, Federazione Antiracket, Libera contro le mafie, Comune di Casal di Principe. Nell'intervallo tra i due tempi della partita, in un'area verde dello stadio, è stato piantato un albero di Leccio intitolato al giovane Antonio Petito. "È un albero le cui radici affondano in profondità rendendo l'albero stabile e forte, proprio come la memoria per Antonio" afferma Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe, durante la piantumazione. La partita si conclude 7 - 5 per la squadra di casa. Presenti all'evento anche:

  • Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana. "Ricordiamo Antonio Petito, ragazzo di vent'anni ucciso in maniera atroce. In campo ci sono i familiari delle vittime che hanno deciso che il loro dolore va raccontato e vissuto in mezzo alla gente, per costruire qualcosa di diverso in queste terre".
  • Luigi Frunzio, Procuratore della Repubblica aggiunto del Tribunale di Napoli. "Queste iniziative servono a tenere viva la memoria su fatti drammatici. La criminalità è sempre più ridotta in un angolo ma, purtroppo, lo spazio per i criminali c’è sempre. Occorre uno sviluppo civile e sociale di questi territori per prosciugare il terreno di coltura della criminalità".
  • Carmen del Core, Presidentessa del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti. "Oggi combattiamo tutti per poter fare un unico gol, quella della memoria di Antonio Petito perché la memoria non si cancella. Dobbiamo partire dalle tragedie che hanno segnato le nostre vite per fare memoria, che è anche la forza e la capacità di coniugare il passato con il futuro".

8 febbraio 2002, il ricordo di Mario Petito, papà di Antonio

Antonio era l'ultimo di sette figli e possedeva un’officina meccanica. "Gli avevo comprato un’auto nuova che teneva sempre pulita come uno specchio. Quel giorno con i tergicristalli stava pulendo delle macchie sui vetri". Uno spruzzo d’acqua colpì un ragazzo di 13 anni che iniziò ad inveire contro Antonio. A poco servirono le giustificazioni del giovane Petito che cercò di difendersi a suo modo dalle offese. Purtroppo, quel ragazzino era il figlio del boss Bidognetti che, sentitosi oltraggiato per il gesto fatto in pubblico, minacciò Antonio «Per stasera sarai morto». Verso sera, arrivarono tre killer a bordo di un’Audi A6. Furono inviati dalla mamma del ragazzino per “difendere l’onore del clan”. Antonio Petito fu ucciso con ben 12 colpi, "una morte assurda!". 

Ad oggi, dopo oltre dieci anni e dopo l’archiviazione dell’indagine, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, hanno chiarito il movente dell’omicidio anche grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia. Per l’omicidio sono state emesse ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre esecutori materiali.

Leggi la Storia di:  Antonio Petito

 Guarda la gallery dell'evento: "fai gol per la Memoria" - memorial Antonio Petito 2020

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Don Peppe Diana

Don Peppe Diana, 36 anni

Alle 7.30 del 19 marzo del 1994, don Peppe Diana venne assassinato con quattro proiettili, nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari, a Casal di Principe, mentre si preparava a celebrare la Santa Messa. Assassinato dalla camorra per il suo impegno civile nel voler liberare la sua terra dal dominio camorristico che costringeva i casalesi a vivere in un'ambiente di perenne tensioni.

Dal 1989, anno in cui divenne il parroco della parrocchia di San Nicola di Bari, accoglieva le giovani leve per mostrargli un percorso migliore e, soprattutto, denunciando le infiltrazioni criminali negli enti comunali.La forma di denuncia più eclatante fu' la lettera «Per amore del mio popolo», diffuso a Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana. Un manifesto dell'impegno contro il sistema criminale che riscosse molti consensi e portò alla decisione, da parte del clan locale, di ammazzarlo prima che crescesse.

Storico giuridico

  • 27 marzo 2003, la sentenza della Corte di Assise d’Appello di Napoli che confermava la condanna all'ergastolo per gli imputati Piacenti e Santoro.
  • 11 dicembre 2003, i carabinieri del reparto operativo di Caserta arrestano Maurizio Clemente, editore occulto del Corriere di Caserta, testata giornalistica sulla quale venivano pubblicati gli articoli che infamavano don Peppe Diana affermando scandali sessuali, camorristici e corruzione che ne giustificassero l'omicidio.
  • 4 marzo 2004, la Corte di Cassazione condanna all'ergastolo Mario Santoro e Francesco Piacenti come coautori dell'omicidio, e riconosce come autore materiale il boss Giuseppe Quadrano, divenuto collaboratore di giustizia, condannandolo a 14 anni di reclusione; decisiva, per le indagini, la testimonianza di Augusto Di Meo, fotografo, amico di Don Diana, che si trovava in chiesa la mattina dell'omicidio. 

Il ricordo di Marisa Diana, sorella di don Peppe

"Erano da poco passate le 8 del mattino quando ci bussarono sotto casa dicendoci «Peppe si è fatto male». Ho pensato di tutto, ma mai che fosse stato sparato. Quando arrivai da lui e capì la gravità di quello che era successo, sentii come la morte nel cuore. Il mio primo pensiero fu' di correre da mia madre. Quando arrivai da lei già aveva saputo la notizia. Le sue grida, il suo invocare il nome di mio fratello, è un momento che non dimenticherò mai".

"Vidi Peppe la sera prima, ero a casa con mia madre che mi accudiva. Avevo partorito da 20 giorni e mio fratello mi era venuto a trovare. Ci eravamo dati appuntamento per il giorno dopo, a casa sua, per festeggiare il suo onomastico. Noi tutti eravamo ben consapevoli che, all'epoca, il nostro paese aveva uno stampo camorristico e che quello che diceva Peppe durante le sue omelie era troppo controcorrente. Eppure, il fatto che lui non facesse nomi, che si prendeva cura dei giovani del territorio, non mi faceva temere il peggio".

"Fu' uno shock per tutti! Il giorno dopo il suo assassinio, gli amici di Peppe e le associazioni del territorio si riunirono e fondarono il -comitato don Peppe Diana- affinché tutto quello che mio fratello aveva creato, gli ideali, il sogno di liberare Casale dalla camorra, non si perdesse e la sua morte non fosse vanificata. I primi anni sono stati durissimi. La stampa ha provato a massacrare la memoria di mio fratello infamandolo in ogni modo ma, nonostante tutto, siamo riusciti a far vincere la verità".

"Intanto, il comitato cresceva e raccoglieva consensi, con loro i miei genitori affrontavano il dolore, in particolare, mio padre non perdeva un solo evento. Poi, quando la sua salute peggiorò impedendogli di partecipare assiduamente, sentii in me quella forza di farmi avanti".

Avevo capito che tutti potevano parlare di don Peppe Diana, ma solo un familiare poteva trasmettere quelle emozioni che possono risvegliare la coscienza collettiva

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a don Peppe Diana

  • 26 marzo 1994 - Papa Giovanni Paolo II, durante l'Angelus, ricorda la lotta contro la criminalità ed il sacrificio di don Peppe e invita tutti i fedeli a pregare affinché la sua morte non sia vana.
  • 2004 - aula consiliare del Comune di Orta di Atella (CE)
  • 23 novembre 2005 - Inaugurazione di "Casa don Diana" a Casale, bene confiscato alla famiglia Coppola (CE)
  • 19 marzo 2009 - La "giornata della memoria e dell’impegno" marcia a Casal di principe
  • 2010 -  intitolazione dell'Istituto di Istruzione Superiore di Morcone (BN)
  • 6 marzo 2013 - festa di intitolazione dell'istituto comprensivo «Don Peppe Diana» a Portici (NA)
  • 13 luglio 2013 - aula consiliare del Comune di Casal di Principe (CE)
  • settembre 2013 - intitolazione largo di viale Borsellino, Caserta.
  • 22 dicembre 2013 - inaugurato lo "Sportello informativo e di segretariato sociale per gli immigrati don Peppe Diana" a Casal di Principe (CE)
  • 7 marzo 2014 - Intitolazione della biblioteca ISISS di Santa Maria A Vico (CE)
  • 17 marzo 2014 - presentazione, in anteprima alla Camera, della fiction "Per Amore del mio Popolo"
  • 8 novembre 2014 - inaugurazione della "Scuola di Legalità" a Termoli (CB)
  • gennaio 2015 - appello a Papa Francesco affinché don Peppe Diana sia annoverato tra i martiri della giustizia, lasciato dall'ex magistrato Michele Del Gaudio
  • 11 aprile 2015 - intitolazione della Villa Comunale di Piazza Sparavigna a Atripalda (AV)
  • 12 marzo 2016 - cerimonia di intitolazione del 4° circolo didattico a Giugliano in Campania (NA)
  • 21 marzo 2016 - intitolazione dell'Istituto Comprensivo a Casal di Principe (CE)
  • 18 maggio 2018 - intitolazione del 2° circolo didattico "Don Peppe Diana" a Acerra (NA)
  • 24 ottobre 2019 - inaugurazione Presidio scolastico di Libera Liceo Guacci «Don Peppe Diana» , Benevento
  • 15 dicembre 2019 -  intitolazione del bosco di cerri del Real Sito di Carditello (NA)

Eventi in memoria di don Peppe Diana

  • 2013 - Dedicata la 23° tappa del festival dell'Impegno civile. Nell'occasione viene consegnata la laurea in Teologia biblica riconosciuta "post mortem" dalla facoltà teologica dell'Italia meridionale.
  • 2014 - La Diocesi di Aversa ha avviato una ricostruzione della vita per sostenere la proposta di beatificazione.
  • 6 marzo 2014 - Marcia con circa 6mila persone, tra cui 5mila scout, hanno sfilato per le strade di Casal di Principe 
  • 19 marzo 2014 - Giornata alla commemorazione a Casal di Principe.
  • Da aprile a ottobre 2015 - Mostra d'arte "La luce che vince l'ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe" organizzata nella casa che fu di Don Peppe Diana. Esposti otto capolavori della Galleria Nazionale degli Uffizi, nell'ambito del progetto R_Rinascita, nella quale hanno svolto il ruolo di guide d'eccezione ragazzi e ragazze di Casal di Principe, quali ambasciatori della Rinascita.
  • 19 marzo 2016 - Inaugurazione della mostra #Noninvano presso "Casa don Diana", con Dol Luigi Ciotti. Promosso dalla Fondazione Polis della Regione Campania, dedicata alle vittime innocenti della criminalità.
  • 21 novembre - presentazione di "FUMETTI ANTIMAFIE – Tre eroi del nostro tempo: Giovanni Falcone, Peppino Impastato, don Peppe Diana" presso il Teatro Politeama di Poggibonsi (SI),  promosso dalla Provincia di Siena, con il contributo della Fondazione del Monte dei Paschi, Napoli COMICON e il Comune di Poggibonsi, nell’ambito del festival "Leggere è Volare"
  • 19 marzo 2020 - alle 7:30 messa eucaristica (in streaming) seguita dalla "Marcia Social 19-21 MARZO VENTI VENTI". 
    Una raccolta di foto, video, performance artistiche, che ricordino don Peppe Diana.
    (Evento organizzato per far fronte alla quarantena per l'emergenza Covid-19)

Tutti i libri su don Peppe Diana:

L'Associazione: "Comitato Don Peppe Diana" 

logo comitato don Peppe Diana

L'APS "Comitato don Peppe Diana" è nata ufficialmente il 25 aprile 2006, come frutto di un percorso di diversi anni, che ha coinvolto persone e organizzazioni unite dal desiderio di non dimenticare il martirio di un sacerdote morto per amore del suo popolo. Il comitato don Peppe Diana fu costituito nel 2003 da sette organizzazioni attive nel sociale, le quali decisero che il messaggio, l'impegno e il sacrificio di don Giuseppe Diana non dovessero essere dimenticati.

Principali attività: 

Casa Don Diana: Centro polivalente per la promozione sociale dedicato a giovani e adulti. È meta, durante tutto l’anno, di gruppi scout, parrocchiali, di turisti responsabili ma anche di cittadini di passaggio, studenti di ogni ordine e grado.

Dal 2007 - Festival dell’Impegno Civile “Le Terre di Don Diana”, promosso dal Comitato Don Peppe Diana e dal coordinamento provinciale di LIBERA Caserta. È la prima manifestazione italiana ad essere realizzata sui beni confiscati alla criminalità organizzata e sui beni comuni riportati in luce grazie all'impegno e al lavoro di associazioni, cooperative e reti che fanno dell’impegno civile la loro azione quotidiana. Il Festival sostiene lo sviluppo di nuove realtà, interessate a proporre e realizzare singoli eventi culturali, sempre ad ingresso gratuito, all'interno dei beni confiscati territoriali, da inserire nel programma complessivo dell’iniziativa.

Progetto FU.C.I.NA. : Il progetto prevede la realizzazione di un FabLab territoriale come incubatore di innovazione sociale nel bene confiscato alla camorra "Casa Don Diana". Gli studenti costituiscono delle mini-imprese sociali a scopo formativo e ne curano la gestione, dalla ideazione al lancio sul territorio su quattro aree tematiche: alimentazione sana, casa intelligente, comunicazione sociale per l’inclusione e i beni comuni, energia pulita. Il percorso sostiene lo sviluppo di un set di competenze sociali, tecniche e trasversali, fondamentali per tutti i giovani, indipendentemente dai loro interessi lavorativi futuri. 

scopri di più! Visita il sito: APS Comitato Don Peppe Diana

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Antonio Petito

Antonio Petito, 20 anni - 8 febbraio 2002

Nel tardo pomeriggio del 8 febbraio del 2002, Antonio Petito venne ammazzato a Casal di Principe per vendetta diretta.

Antonio era l'ultimo di sette figli e possedeva un’officina meccanica. "Gli avevo comprato un’auto nuova che teneva sempre pulita come uno specchio. Quel giorno con i tergicristalli stava pulendo delle macchie sui vetri". Uno spruzzo d’acqua colpì un ragazzo di 13 anni che iniziò ad inveire contro Antonio. A poco servirono le giustificazioni del giovane Petito che cercò di difendersi a suo modo dalle offese. Purtroppo, quel ragazzino era il figlio del boss Bidognetti che, sentitosi oltraggiato per il gesto fatto in pubblico, minacciò Antonio lasciandolo con un: «Per stasera sarai morto». Verso sera, arrivarono tre killer a bordo di un’Audi A6. Furono inviati dalla mamma del ragazzino per "difendere l’onore del clan". Antonio Petito fu ucciso con ben 12 colpi, "una morte assurda!". 

Storico Giuridico

  • Le indagini furono presto archiviate
  • Dopo oltre dieci anni, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, hanno chiarito il movente dell’omicidio anche grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia.
  • Per l’omicidio sono state emesse ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre esecutori materiali.

#Memoria: eventi & intitolazioni per Antonio Petito

  • 8 febbraio 2020: "Fai gol per la Memoria" - partita di calcio presso lo stadio "Angelo Scalzone" di Casal di Principe. con intitolazione di un albero di Leccio

 

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