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25.11.2020 WEBINAIR - Pochi giorni fa Simonetta Lamberti avrebbe compiuto 50 anni. Con una diretta zoom gli studenti l'I.C."Balzico" di Cava de' Tirreni (SA) hanno incontrato la mamma Angela Procaccini. Omaggi artistici che, insieme alle diverse testimonianze, rinnovano la memoria della prima bambina uccisa dalla camorra in una ricorrenza così importante, ovvero, la "Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne". Conosci la storia di Simonetta Lamberti? Approfondisci alla pagina dedicata a lei

Buon compleanno Simonetta Lamberti: la diretta dell'I.C."Balzico"

"Compiere 50 anni non piace a nessuna donna ma avrebbe avuto il diritto di compierli!" È l'apertura ironica della Dirigente scolastica, Ermelinda Rocciolo, che ricorda Simonetta come una coetanea con la quale ha condiviso momenti di gioco. In un mondo in cui vige la cultura della violenza, fare memoria della vittima innocente della camorra deve essere un monito per l'educazione alla legalità. "Noi siamo uomini. Viviamo nel sociale e non dobbiamo disumanizzarci. Non permettiamo agli altri di privarci dei nostri diritti né avvaliamoci l'arroganza di toglierli al prossimo". Un messaggio forte e importante che fa riferimento non solo alle vittime innocenti delle mafie ma rivolto anche a tutte le donne che hanno subito una qualche forma di violenza. 

Coordinati dalla prof.ssa Emiliana Senatore, ref. Bullismo e Cyber-bullismo dell'Istituto, gli alunni hanno arricchito l'evento contribuendo con molteplici elaborati. "Yesterday", suonata e cantata da M.R. della 3I, apre lo spettacolo digitale in cui si sono susseguiti: video, dediche musicali e testimonianze di chi ha conosciuto la Piccola Lamberti. Pagine di diario, poesie, ballate, parole lette dagli studenti che si sono immedesimati nella giovane Simonetta prestandole la voce.

Un crescendo di emozioni che hanno oltrepassato il freddo monitor creando una connessione spazio-tempo che dal 1982 ritorna al 2020 attraverso un simbolico regalo di compleanno: un'onda del mare a forma di S. "Un'onda libera, perpetua, continua, che non si stanca - dice la scultrice Rita Cafaro - proprio come la memoria di Simonetta". L'omaggio raggiunge il suo apice aprendo un cassetto celato nell'opera. Al suo interno una "ballerina rosa" come quella che la ragazzina indossava e che fu ritrovata sul luogo dell'agguato. Ad essa si associa una scarpa rossa, simbolo della violenza sulle donne. "Credo che ritrovarmi qui sia stato un ciclo per restituire le emozioni che mi sconvolsero quel giorno con l'intera città" dichiara l'artista che condivide il suo ricordo. All'epoca era una alunna del liceo artistico che, diretta verso la biblioteca di Cava per un'inaugurazione, passò per la strada poco dopo l'attentato. "Pensai a un incidente stradale. Solo quando giunsi alla biblioteca ci fu spiegato che l'evento era stato annullato e il perché. Quell'atrocità non la dimenticherò mai!"

50 volte 11 anni, le testimonianze di chi l'ha conosciuta

Paola Landi racconta i ricordi della madre, insegnante di Simonetta:
"All'epoca avevo 20 anni quando mia madre elogiava Simonetta per le sue prestazioni scolastiche. Fu così colpita dalla vicenda, cambiò totalmente il suo modo di vedere le cose. Iniziò a partecipare ad ogni evento in memoria della sua alunna. Penso che la vita sia come un'altalena che oscilla tra le cose belle e quelle brutte. Ritengo che l'aver dato un senso ad una cosa così violenta sia un miracolo di cui sono capaci solo le donne che riescono a perdonare".

Olimpia Niglio, compagna di banco di Simonetta dall'asilo al primo anno alla scuola "Balzico":
"Partecipare oggi è un'opportunità particolare. Eravamo 3 amiche, un tandem in cui condividevamo tutto. Eravamo sempre in prima linea dando il massimo a scuola come nei giochi. La mancanza di Simonetta si è sentita ma abbiamo continuato a dare il meglio anche per lei. Crescendo, tutto questo ha avuto un senso solo perché abbiamo voluto darglielo". 

Angela Procaccini, mamma di Simonetta Lamberti:
"Per tanti anni non ho parlato di mia figlia. Ho taciuto e sofferto in silenzio. Poi ho capito che dovevo reagire alla catastrofe che ha colpito la nostra famiglia. Non nascondo più nulla perché se può aiutare qualcun altro è giusto e doveroso raccontare. Un percorso di rinascita in cui aiutare il prossimo, in particolare i più giovani, ha aiutato me a sopravvivere, a superare un dolore che nessuna lingua al mondo osa descrive con un vocabolo. Come poter definire un genitore che perde il figlio? Mi ha guidato l'amore per mia figlia".

Dopo i ringraziamenti e i saluti degli organizzatori, l'evento si conclude con la poesia "Il mio angelo" scritta e letta proprio dalla Sig.ra Angela. In due ore tanti messaggi e contenuti che demandano le nostre coscienze a riflettere. Più incisivo di tutti quello sul perdono

Vivere odiando, a chi può far bene? Di certo non a noi!
[Angela Procaccini]

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23.11.2020 - WEBINAR - Connessi singolarmente dalle proprie abitazioni, relatori e partecipanti ricordano il 40° anniversario del terremoto in Irpinia. Commemorandone la data non si può evitare il riferimento a Marcello Torre a cui è dedicato l'evento, proprio perché fu uno dei politici etici che ostacolò la camorra nel loro intento di speculare sui fondi destinati per il ripristino dei danni sismici. La Fondazione Polis, con l'assistenza tecnica di Radio Siani, promuove il libro:"Il Sindaco Gentile" di Marcello Ravveduto, edito Melatempo nel 2015. Una memoria storica che, narrando dell'avvocato di Pagani divenuto Sindaco, unisce: cataclisma, politica ed ecomafie. L'evento è stato trasmesso sulle pagine social degli organizzatori. Conosci la storia di Marcello Torre? Approfondisci alla pagina dedicata lui.

Marcello Torre: il Sindaco Gentile, l'evento:

Alle 10:45 si avvia la diretta streaming ricordando il terremoto che avvenne precisamente 40 anni fa. La prima riflessione verte a come, anche negli eventi drammatici, la camorra scorge opportunità di guadagni. Questo è il filo conduttore che lega il terremoto dell'Iripinia, Marcello Torre e le ecomafie. Un terremoto la cui frattura tutt'oggi non è stata risanata. Aldilà dei danni recati dal cataclisma, l'evento ebbe un impatto socio-economico sul territorio regionale. Infatti, fu il principale intervento in cui Marcello Torre, Sindaco di Pagani da pochi mesi, s'impegnò per contrapporsi alla camorra nelle speculazioni edilizie e nell'appropriazione delle risorse economiche e materiali elargite per il ripristino del territorio. Impegno che ne determinò l'uccisione l'11 dicembre successivo, così come di altri suoi colleghi che, nello stesso periodo, persero la vita in nome della giustizia sociale.

Sono trascorsi quarantanni, eppure, si notano similitudini con eventi attualissimi. Dall'esperienza su quanto avvenuto dopo il terremoto, i relatori invocano la "buona politica" attraverso l'esempio del Sindaco Gentile. Un faro che guidi le amministrazioni politiche sulla gestione delle risorse economiche sovvenzionate per la crisi pandemica dei giorni nostri.

Modera gli interventi, Enrico Tedesco, Segretario Generale della Fondazione Pol.is. che introduce la giornata:«Il titolo del libro è fortemente voluto non solo per l'attributo legato alla persona ma anche, e soprattutto, alla buona politica fatta dalle persone buone. Unico grande argine alle mafie e alla disgregazione sociale». 

Sono intervenuti:

  • Mario Morcone, Assessore alla sicurezza, alla legalità e all'immigrazione della Regione Campania;
  • Marcello Ravveduto, autore del libro;
  • Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre;
  • don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Pol.i.s della Regione Campania 

«Avverto qualche arretratezza rispetto ai riscatti sociali avvenuti negli anni precedenti - dichiara Morcone - Bisogna porvi maggiore attenzione a queste tematiche affinché non vi siano nuove opportunità per il malaffare». Un impegno che onori il sacrificio di Marcello Torre e di tutte le vittime innocenti delle mafie che, come lui: "ci hanno insegnato la via dell'onesta politica e del riscatto dei territori scevro da ogni interesse personale"

Hai perso l'evento? Puoi rivederlo qui

 

Il Sindaco Gentile, il libro che racconta Marcello Torre

Il libro "Il Sindaco Gentile" racconta le vicende di Marcello Torre non solo come la vittima innocente delle mafie ma anche come: uomo, marito, padre, avvocato, giornalista e poi sindaco. È proprio nel ruolo di Sindaco che esce fuori tutta la personalità e i valori dell'uomo. Un percorso storico tra infiltrazioni politiche, camorra, speculazioni edilizie, appalti per i rifiuti sanitari. Un uomo onesto catapultato in affari dal forte impatto socio-economico politico-criminale. Interessi generati dalla conseguente esigenza sismica. «Torre non è mai stata una persona che agisse senza concretezza o alla ricerca di un'utopia» precisa l'autore. Un lavoro che svolse nel "silenzio dell'abbandono" istituzionale aggravato dal focus mediatico sulle vicende della malavita locale. A queste si aggiunse la diffamazione contro Marcello solo perché era associato alla democrazia cristiana e avvocato penalista. Elementi che alimentavano pregiudizi e sospetti su legami criminali che girano negli ambienti. Un escursus tra i ricordi, vicende politiche, impegni sociali e familiari alle quali si unisce Annamaria Torre, figlia di Marcello. «Non dimenticherò mai le lotte intraprese per rendere giustizia a nostro padre».

«Non abbiamo avuto una vita facile - continua la donna - oggi mio padre viene definito “Eroe”, un appellativo che m'infastidisce perché lui era semplicemente un uomo giusto». Per lei è inutile cimentarsi in tante parole, spesso retorica, bensì la famiglia Torre preferisce una memoria basata sull'attuazione delle "buone pratiche". Approva e condivide questa filosofia anche don Tonino Palmese, Presidente Fondazione Polis. «Abbiamo bisogno della rivisitazione storica e non solo di una commovente biografia dei "buoni". Diventiamo committenti della storia che ci racconta non solo cosa è accaduto ma anche il perché e cosa possiamo imparare per evitare che si ripeti»

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La Lettera di Marcello Torre

Nella commozione dei relatori, conclude gli interventi la lettura della "lettera testamento" che Marcello Torre lasciò alla sua famiglia quando intuì i rischi che correva. [fonte: sito Associazione Marcello Torre]

Carissimi,
ho intrapreso una battaglia politica assai difficile.
Temo per la mia via.
Conoscete i valori della mia precedente esperienza politica.
Torno nella lotta soltanto per un nuovo progetto di vita a Pagani.
Non ho alcun interesse personale.
Sogno una Pagani civile e libera.
Ponete a disposizione degli inquirenti tutto il mio studio.
Non ho niente da nascondere.
Siate sempre degni del mio sacrificio e del mio impegno civile.
Rispettatevi ed amatevi. Non debbo dirvi altro.
Conoscete i miei desideri per il vostro avvenire.

Quanti mi hanno esposto al sacrificio siano sempre vicini alla mia famiglia.
Vi abbraccio forte al cuore un pensiero ai miei fratelli, alle zie e a tutti i miei cari
Marcello 
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06.11.2020 - In occasione del 40° anniversario della barbara uccisione di Mimmo Beneventano, avvenuta il 7 novembre 1980, nel pieno rispetto del DPCM sulla prevenzione della pandemia, il consueto appuntamento è stato celebrato in diretta streaming. Diversi i referenti intervenuti nel webinar dimostrando quanto l'esempio del medico e consigliere comunale di Ottaviano venga seguito non solo dalla classe politica a cui apparteneva. Dalle 10:30 l'evento è stato trasmesso sulle pagine social delle associazioni che l'hanno promossa grazie al supporto e alla guida tecnica di "Radio Siani - webradio della legalità".

Leggi anche: Buon compleanno Mimmo Beneventano. Ottaviano incontra chi ha seguito il suo esempio

La Buona Politica: l'esempio di Mimmo Beneventano

La diretta inizia con la poesia "Io Urlo" letta da Cristina, un'alunna dell'IC Beneventano. Il titolo di questo webinar è l'eredità lasciataci dall'impegno civile e politico del Consigliere comunale di Ottaviano che ostacolò la camorra a scapito della propria vita. A mantenere viva la sua memoria sono le testimonianze di chi l'ha conosciuto ma, e soprattutto, di tutte le esperienze di vita nate in seguito al sacrificio dell'uomo."La memoria di Mimmo ci porta a capire quello che viviamo oggi e non solo una parte di storia del nostro paese" dichiara don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Polis della Regione Campania. Modera gli interventi, Antonio D'Amore, Ref. provinciale di Libera, dando voce ai tanti ospiti, tra cui:

  • Luca Capasso, Sindaco di Ottaviano (NA);
  • Rocchino Nardo, Sindaco di Sasso di Castalda (PZ); 
    I portavoce delle Istituzioni hanno ricordato non solo come il barbaro omicidio abbia avuto un impatto sociale sul territorio, ma anche dell'insegnamento di Mimmo per una politica fatta da chi "ci mette la faccia" al fine del raggiungimento di una società utile a tutti.
  • Stefano Domati, Direttore del Parco Nazionale del Vesuvio; "Non abbassiamo la guardia nonostante abbiamo vinto la battaglia contro l'abusivismo edilizio. Il nostro impegno è promuovere il ripristino delle aree danneggiate dagli incendi, strumento dell'intimidazione criminale".
  • Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia;
  • Anna Fornari. Direttrice del'I.C. Mimmo Beneventano di Ottaviano:"il ruolo della scuola è d'interpretare le esigenze dei giovani dando loro gli strumenti formativi risolutivi. La stessa educazione civica dovrebbe essere alla base della formazione dell'alunno per diventare un cittadino cooperativo per migliorare la società".
  • Daniela Marconi, Ref. Libera Memoria;
  • Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente;
  • don Luigi Ciotti, Presidente di Libera; (con un video omaggio)

Quest'ultimi interventi portano la riflessione su quanto fosse lunga la visione di Mimmo sui disastri ambientali provocati dalla camorra. In tempi non sospetti dove la sensibilità ambientale era rara, e inesistenti le associazioni, gli ideali e la volontà si è tramandata anche oltre la morte. Ed è straordinario se si pensa che proprio nelle terre dove il suo impegno fu più presente, sono nati dei parchi nazionali.

Commossi i ringraziamenti e saluti di Rosalba Beneventano, sorella di Mimmo nonché Presidente della Fondazione a lui intitolata. "La memoria delle vittime innocenti delle mafie non si cancella. Questi momenti da un lato rinnovano il dolore che abbiamo vissuto ma dall'altro sono un'occasione per ricaricarci di un nuovo vigore per continuare in questo percorso iniziato da Mimmo Beneventano".

Per approfondire, leggi la storia di Domenico "Mimmo" Beneventano.

"Io Urlo" la poesia che ispira le opere in memoria di Mimmo Beneventano

Io lotto e mi ribello.
Mi sono votato ad un suicidio sociale.
Non nella droga, come molti,
troverò il rimedio per un
mondo più giusto. Non parlo
per me, son cosi poca cosa.
Grido per coloro che non
han più voce perché l’han
persa urlando e piangendo
o per quelli che han dimenticato di averla.
Urlo e mi strazio perché
nemmeno l’eco io sento.
Chiedo forse l’impossibile e
la grandezza di questo ideale
spegne a poco a poco
tutto il mio vigore.
Nessuno lasci il suo posto
per ascoltare il mio canto del cigno:
a nessuno voglio sottrarre tempo.
Fate solo un cenno con gli occhi:
mi sentirò più forte
e non soltanto illuso.

                     Mimmo Beneventano

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