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NAPOLI - Sono passati 35 anni dal barbaro omicidio di Giancarlo Siani. Dal 1985 suo fratello Paolo Siani non ha mai smesso di raccontare la storia di Giancarlo. Dalla sua morte ha intrapreso un percorso in cerca di verità, giustizia e di quel riscatto sociale che il giovane giornalista sognava raggiungere con le sue inchieste. Quest'anno, dal 19 al 23 settembre (dal giorno del compleanno a quello dell'assassinio) la cittadinanza, le associazioni e le Istituzioni hanno omaggiato il "giornalista-giornalista" al fianco della Fondazione a lui intitolata, la vittima innocente della camorra è stata vivificata con innumerevoli momenti d'incontro. A seguire tutti gli eventi in suo onore.

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35ª Giornata alla Memoria: "un giorno con Giancarlo Siani"

Il 23 settembre apre la giornata la consueta deposizione dei fiori presso le Rampe Siani, a Napoli, per poi ritrovarsi al Premio Siani presso il Cinema Modernissimo. Dopo i saluti Istituzionali viene consegnata alla famiglia di Giancarlo il "Tesserino bordeaux" alla memoria per giornalisti professionisti. Momento a cura dell'Ordine nazionale dei Giornalisti e dell'Ordine dei Giornalisti della Campania.

Nel pieno rispetto delle normative sanitarie, sono intervenuti diverse rappresentanze delle Autorità, della Stampa, della Magistratura, delle FF00 con la partecipazione di don Luigi Ciotti e del Presidente della Camera dei Deputati, On. Roberto Fico. Tra questi, ricordiamo le parole del magistrato D'Alterio, il quale, ha omaggiato i presenti con una copia del libro "La stampa addosso" da poco pubblicato. "Grazie alla pressione civica che ai tempi le associazioni, la famiglia Siani e la Stampa hanno fatto, noi operatori della giustizia siamo riusciti a non cedere mai fino a processare mandanti ed esecutori" dichiara l'uomo. 

Parole che trovano conferma e sostegno nell'affermazione del Sindaco De Magistris: "ogni anni Giancarlo riesce a seminare tanti semi ispirando le nuove generazioni di giornalisti, grazie ai quali, la Repubblica fa passi in avanti", così come nella riflessione del Procuratore Melillo: "la memoria di Giancarlo cresce perché lui aveva capito le due questioni meridionali: l'impatto socio-economico della criminalità e il suo modo di diffondere sfiducia verso la legge inculcando valori sbagliati". Concludono gli interventi la consegna delle targhe del 17° Premio Siani con il confronto tra i ragazzi di quattro scuole napoletane, in collegamento streaming, e i ringraziamenti di Paolo Siani a tutti coloro che hanno partecipato e hanno reso possibile l'incontro.

Gli appuntamenti riprendono alle ore 15:30, presso la sede della Fondazione Polis, con il convegno "Dalla carta stampata al web giornalisti sotto tiro – in Campania nasce l’Osservatorio" a cura dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Infine la 35ª Giornata trova la sua conclusione con una santa messa celebrata nella Chiesa dei Salesiani in via Morghen, al Vomero. 

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Buon compleanno Giancà.. IX edizione

Il 19 settembre 2020 Giancarlo avrebbe compiuto 61 anni. «Lo immaginiamo cresciuto, un uomo ed un giornalista ormai maturo, seduto alla sua scrivania a scrivere, a raccontare la realtà dei fatti». Così hanno promosso l'evento "Studenti Contro la Camorra" e "Radio Siani" che hanno organizzato una vera e propria festa di compleanno con tanto di torta. L'evento si è tenuto alle ore 16:30 davanti la sede della redazione "Il Mattino" nel Centro Direzionale di Napoli. Un modo per celebrare la vita di Giancarlo che, seppur breve, anno dopo anno riesce a inspirare tutti coloro che credono nella verità e nella legalità, perché: (cit) «Non muore mai chi si batte per la verità».

Non solo uno slogan. Gli organizzatori hanno invitato i partecipanti a partecipare al contest "Giancarlo scriverebbe di..." immedesimandosi e impegnandosi a essere giornalista-giornalista per un giorno. Ebbene, durante la manifestazione sono stati letti diversi articoli su temi di disagio e riscatto del territorio e sulle vittime innocenti della criminalità. I migliori tre di questi, sono stati pubblicati sull'edizione online de Il Mattino e su Radio Siani proprio il 23 settembre, giorno dell'anniversario dell'assassinio.

"Noi impegnati nel sociale facciamo il possibile per portare avanti la nostra missione: divulgare una buona condotta, piccoli gesti di civiltà quotidiana" dichiara Giuseppe Ruocco, presidente di Studenti Contro la Camorra. "Quello che facciamo non è minimamente paragonabile alle denunce di Giancarlo, ma, ricordarlo può inspirare altre persone a fare di più e questo ci dà la forza di non fermarci".

"Oltre i confini" e l'omaggio a Giancarlo Siani ad Assisi

Paolo Siani in collegamento streaming. (fonte foto assisinews.it))

Il 20 settembre, a partire dalle ore 15:00, Paolo e Ludovica Siani, fratello e nipote nonché vicepresidente della fondazione Giancarlo Siani, sono intervenuti in collegamento streaming alla terza giornata della manifestazione "oltre i confini" presso il Cortile di Francesco Assisi. Dal Convento, Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento e Beppe Giulietti, Presidente della FNSI, hanno intervistato la famiglia di Giancarlo parlando della figura, del coraggio e di ciò che ancora si tramanda del giovane giornalista. Un dibattito utile a scuotere le coscienze dei ragazzi, soprattutto quelli a rischio affinché comprendano che la scelta di affiliarsi nei clan camorristi, per quanto possa essere allettante, porta sempre o alla morte o al carcere

"So che ci sono tanti ragazzi come lui, ‘abusivi’, che scarpinano in territori difficili in cerca di notizie - dichiara Paolo Siani - Ragazzi che fanno uno dei lavori più belli, raccontare quello che succede nel mondo, per pochi euro, per avere la soddisfazione di raccontare e cambiare il mondo. Spesso infatti sono giornalisti per migliorare la società, e anche se non li vedete, esistono e meno male che esistono". 

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18 febbraio 2020, ROMA - Le vittime delle mafie, e i loro familiari, possono ottenere giustizia quando gli vengono riconosciuti i diritti che gli spettano e guai a definirli semplicemente "benefici". Per incalzare la richiesta, centinaia di familiari delle vittime della criminalità sono giunti da tutta italia per protestare pacificamente davanti al Parlamento. Non sono serviti slogan, a parlare erano i nomi, foto, maglie delle tante vittime le quali ben il 75% non ha ancora avuto giustizia.

diritti vivi familiari

A Montecitorio, le parole di don Luigi Ciotti, Presidente di "Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie", sono più che esplicite: «Mentre alla Camera si vota la fiducia al Mille proroghe frutto di faticosi compromessi, noi siamo qui in piazza in silenzio ad esprimere la nostra sfiducia. Non dobbiamo mai dimenticare le cose positive di questi anni, vogliamo continuare a dare fiducia alla politica seria. Però dobbiamo alzare la voce quando qualcuno sceglie il silenzio. Non possiamo stare zitti e inermi. La mafia più pericolosa è la mafia delle parole, è immobilismo, la burocrazia, il promettere e non fare. Non una protesta sterile. Non è elemosina ma diritti. Le vittime non sono un marchio da usare quando fa comodo». 

diritti vivi
Don Luigi Ciotti e i familiari delle vittime innocenti, accolti dal Presidente della Camera, Roberto Fico

Inoltre, una delegazione dei familiari con don Ciotti sono stati accolti dal Presidente della Camera, Roberto Fico. «Le Istituzioni hanno il dovere di ascoltare, mantenere alta l'attenzione e lavorare in modo sinergico al loro fianco, dando risposte concrete» dichiara il leader politico. La promessa è di istituire un tavolo di lavoro per affrontare i temi avanzati dal movimento. «Abbiamo speranza - annuncia soddisfatto il portavoce dei familiari - Tocca a noi essere più vivi. Facciamo parlare quelle foto. Sono il grido del nome dei vostri cari».

Diritti per le vittime di mafie, l'Appello di Libera

diritti vivi locandinaLibera promuove, fin dalla sua nascita, molteplici attività che tutelino le vittime delle mafie. In questi 25 anni in cui l'associazione ha supportato i familiari, ci si è resi conto, dai racconti degli stessi, che spesso la dignità delle vittime veniva calpestata dalla complessità delle normative e dalle tempistiche giudiziarie. È arrivato il momento di porvi maggiore attenzione. Ecco le richieste citate nel manifesto: 

  • Che sia riconosciuto lo status di Vittima di mafia anche alle persone che hanno perso la vita a causa di eventi delittuosi di stampo mafioso in data antecedente al 1 gennaio 1961 e per le quali ricorrano i presupposti per il riconoscimento medesimo;
  • Che l'equiparazione delle vittime del dovere e delle mafie alle vittime del terrorismo, al fine di evitare ulteriori disparità tra le vittime in base alla tipologia dell’evento delittuoso;
  • Che riguardo all'estraneità della vittima e dei suoi familiari fino al 4 grado, così come previsto dalle norme, sia effettuata una valutazione caso per caso, relativamente alle frequentazioni del superstite e dei familiari della vittima e non sul grado di parentela;
  • Che in materia di prescrizioni e decadenze, previste anche da una recente circolare del Ministero dell’Interno, sia fatta un’attenta ed urgente riflessione per evitare interpretazioni ingiustamente restrittive;
  • Un riordino ragionato di tutte le norme che disciplinino i diritti (benefici) previsti a favore delle vittime delle mafie, al fine di rendere effettiva la fruizione che rispetto ad alcuni punti fondamentali resta molto spesso solo sulla carta; così come chiediamo che i tempi della valutazione delle singole istanze non si dilatino a dismisura;
  • Che l’attenzione alla vittima venga posta al centro della riflessione del legislatore, al fine di rendere operative anche in Italia le direttive europee in materia di tutela della vittima e dei suoi familiari, ad essa equiparati, in particolare rispetto alla stessa posizione dei familiari delle vittime nel processo, visibilmente limitata rispetto a quella del reo, data anche la natura reocentrica del nostro sistema processuale penale;
  • Promuoviamo un sostegno alle vittime dei reati intenzionali violenti, cosiddetta criminalità comune, al fine di non lasciare sola nessuna persona resa vittima da gravi episodi di violenza.
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