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11.07.2020 - OTTAVIANO (NA) - In occasione del 72° compleanno di Domenico Beneventano, medico e Consigliere di Ottaviano ucciso barbaramente dalla camorra nel 1980, la Fondazione Mimmo Beneventano ha riunito presso le sale del Palazzo Mediceo le testimonianze di chi combatte quotidianamente contro le ingiustizie subite dalle mafie. Un convegno realizzato per celebrare il sacrificio e la memoria di un uomo la cui vita continua attraverso le sue ideologie.

Per approfondire, leggi la storia di Domenico "Mimmo" Beneventano. 

Buon compleanno Mimmo Beneventano. L'evento:

Alle ore 10:30, presso la sala dedicata a Gaetano Montanino, vittima innocente della camorra, è iniziato il convegno nel pieno rispetto delle normative di sicurezza sanitaria anti-covid-19. Molte le rappresentanze presenti, le Istituzioni con una rappresentanza delle forze dell'ordine, i referenti dell'Associazione Libera e del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità con al seguito i familiari delle vittime innocenti. Modera la giornalista Amalia De Simone

Prende la parola Luca Capasso, Sindaco di Ottaviano, per i consueti saluti istituzionali:"le mafie non sono sconfitte ed è per questo che sono da elogiare le iniziative nelle scuole, come quelle fatte egregiamente dalla Fondazione Mimmo Beneventano, che insegnano ai nostri figli la legalità". Parole importanti alle quali si aggancia Rosalba Beneventano sorella di Domenico e Presidente della Fondazione a lui intitolata. "Oggi Mimmo avrebbe compiuto 72 anni", introduce la donna ricordando il fratello. Un medico buono, generoso e con una forte etica umana. Come Consigliere comunale lottò con coraggio denunciando le figure politiche corrotte e colluse con la camorra locale. "Festeggiare così è un modo per concretizzare la memoria e l'impegno. Oggi le mafie sembrano invisibili nonostante influenzino ancora l'economia territoriale. Sembra non sia più una priorità per le politiche locali". Dopo le sue parole, e i ringraziamenti per le tante persone presenti, l'evento continua con gli interventi di:

  • Avv. Ciro Sesto, Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Nola. L'uomo, originario di Ottaviano, nel ricordare il riscatto cittadino avvenuto in seguito al "sacrificio" di Beneventano, lancia il suo messaggio: «Noi abbiamo bisogno di eroi, simboli, che ci ispirino nella battaglia contro le mafie e Mimmo Beneventano è uno di questi!»
  • Avv. Rosario Scognamiglio, Presidente dell'Associazione per L'educazione Civica Continua;
  • Prof.ssa Anna Fornaro, Dirigente scolastico dell' I.C. Mimmo Beneventano di Ottaviano;
  • Dott.ssa Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania;
  • Avv. Leandro Limoccia, Presidente del Collegamento Campano contro le camorre per la legalità e la non violenza "G. Franciosi" ONLUS;

Per approfondire, leggi la storia di Domenico "Mimmo" Beneventano. 

Testimoni di giustizia, sull'orma di Beneventano, una vita di denunce e rinunce

La seconda parte degli interventi vede un percorso introspettivo nelle dinamiche politiche-imprenditoriali. Quasi sembra di poter sentire rivivere le angosce del medico ottavianese lasciato solo dallo Stato nella sua lotta alla corruzione. Sono le testimonianze di imprenditori meridionali che hanno avuto il coraggio di denunciare e di non fuggire come prevede il programma di protezione testimoni. Le loro storie, avvenute in luoghi e periodi diversi, sono accomunate dal dolore della rinuncia perché: "lo Stato non è preparato a sostenere gli imprenditori onesti", dice uno di loro. 

L'avvocato Scognamiglio li introduce chiamandoli campioni. Persone che, spinte dal loro forte senso civico, hanno devoluto le loro vite al riscatto della condizione legislativa a favore di chi decide di denunciare. Hanno condiviso la loro esperienza e i loro successi: 

  • On. Piera Aiello, Componente della commissione di Giustizia e della commissione parlamentare antimafia;
  • Pino Masciari, imprenditore calabrese;
  • Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano. 

"Ciò di cui ha bisogno un testimone di giustizia è che vengano tutelati i suoi diritti mentre viene accompagnato nell'iter burocratico - dichiara Aiello - invece, le leggi attuali sono tali che ai testimoni viene tolto tutto, dalla libertà di parola all'identità. Nelle scuole dico sempre: «denunciare è un dovere morale e civile ma sappiate che le istituzioni non vi tutelano»". Ancora più dure sono le parole di Masciari che, ricordando la legge 101 della Costituzione italiana, incita i presenti: "Che prezzo dobbiamo pagare per essere cittadini onesti? Non ci sarebbe bisogno di persone che facciano commemorazione delle vittime di mafie se i cittadini unitamente si ribellassero ad esse. Lo Stato siamo noi, svegliamoci!".

Un impegno che si rinnoverà a partire da settembre quando i testimoni di giustizia faranno un tour d'Italia per far sentire le loro voci, le storie, la testimonianza dell'italiano onesto

Il convegno si è concluso con un rinfresco presso la sala "Domenico Beneventano" per poi ridarsi appuntamento nel pomeriggio, a partire dalle 16:00, presso il Centro di Educazione alla Sostenibilità del PNV. 

Per approfondire, leggi la storia di Domenico "Mimmo" Beneventano. 

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Pasquale Cappuccio

Pasquale Cappuccio, 44 anni

Pasquale Cappuccio, avvocato e Consigliere comunale di Ottaviano (NA), venne ucciso il 13 settembre 1978 in un agguato camorristico in auto con sua moglie, Maria Grazia Iannitti. La coppia rientrava a casa, a Posillipo (NA), dopo una serata trascorsa presso il circolo "Scudieri" di Ottaviano. Poco dopo le 22:00, lasciarono il paese a bordo della loro "Honda" quando si videro inseguire da una "128" con tre uomini a bordo. Appena la via fu libera, attraversando un tratto deserto e poco illuminato, quest'ultima li raggiunse mettendo in atto il raid. Pasquale fu raggiunto da molteplici colpi al volto e al petto mentre, e per fortuna, la donna se la cavò con alcune ferite.

Il barbaro omicidio fu subito collegato alle molteplici denunce che il Consigliere fece per bloccare la collusione della politica locale con la malavita. In particolare, Pasquale si oppose a rilasciare permessi che concedessero appalti e speculazioni edilizie in quello che all'epoca era il cuore del business criminale di Raffaele Cutolo. Ispirato dalla battaglia di Pasquale Cappuccio, con il quale condivideva il forte senso civico, appena due anni dopo, il 7 novembre 1980 venne ucciso anche il Consigliere Domenico Beneventano.

Storico giuridico

  • 31 ottobre 1988 - Processati in primo grado:
    - Salvatore La Marca, Sindaco di Ottaviano ritenuto il mandante che, in seguito alle accuse, si è reso latitante dall'83;
    Luigi La Marca, suo parente e socio nel settore degli appalti;
    Pasquale Cutolo, fratello del boss, ritenuto partecipe all'agguato.
  • 1989 - I Giudici della Corte d'Assise assolvono tutti gli imputati per insufficienza di prove. 

 

Il ricordo di Lorena Cappuccio, figlia di Pasquale

"Quella sera io e mia sorella eravamo da nostra nonna materna che aspettavamo mamma e papà che tornassero a prenderci per andare a casa. Per quanto fossimo piccole, io 6 anni e lei 8, percepimmo che era successo qualcosa di grave. Sentivamo l'agitazione in casa che abbinata al non ritorno dei nostri genitori ci fece intuire che gli fosse capitato qualcosa. Purtroppo, in quella confusione, i nostri familiari non ebbero il tempo materiale di darci spiegazioni. La famiglia si divise tra chi andò da mia madre al pronto soccorso e chi in ospedale da mio padre. Così, il giorno seguente, l'unico posto 'sicuro' in cui lasciarci era proprio la scuola. Fu lì che scoprì di aver perso papà quando la maestra disse ai miei compagni di classe di porgermi le condoglianze. Poi, in seguito, ci venne raccontato cosa fosse accaduto".

"Negli anni nostra madre fu brava a tenerci al riparo dalla confusione mediatica che si creò e, pian piano, crescendo ci vennero dette le cose in maniera più matura. Infondo, una bambina che ne può sapere di cosa sia la camorra, soprattutto in un periodo in cui neanche se ne parlava. Con il tempo abbiamo conosciuto papà attraverso i racconti di amici e parenti. Purtroppo, in così poco tempo, erano altrettanto pochi i momenti vissuti insieme che posso ricordare. Infatti, più che i racconti su Pasquale Cappuccio come 'avvocato' adoro sentire quegli aneddoti che lo descrivono come uomo, marito, amico, ed è bello scoprire le cose che abbiamo in comune".

"Crescendo, un po' per curiosità, un po' la voglia di imparare nuove competenze, ho intrapreso gli studi diventando un avvocato penalista. Razionalmente non me lo so spiegare come sia iniziato perché l'ho percepita come un avvenimento del tutto naturale. D'altronde, questa vita mi è capitata, ma sono orgogliosamente arrivata dove sono passo dopo passo, senza la spinta che avrei potuto ricevere dalla storia della mia famiglia. Non perché me ne vergognassi o altro ma, senza dichiarare apertamente chi fossi, ho voluto guadagnarmi il mio posto nel mondo in linea con i valori e gli ideali etici tramandati da mio padre. Ovviamente momenti difficili non sono mancati".

"In questi anni ho sempre preso parte con piacere a momenti in ricordo di mio padre anche quando emotivamente avrei preferito restare nel mio intimo. Mi faccio forza pensando che: «se io per prima non sono disposta ad impegnarmi e fare memoria di mio padre, come posso pensare che lo facciano gli altri?» Giorno dopo giorno mi sostiene nell'andare avanti credere che bisogna accettare che nella vita ci possono capitare sia cose positive sia negative. Bisogna rispettare questi momenti e, quando possibile, condividerli o lasciarli andare. Solo recuperando dentro di te i veri motivi che ti hanno spinto ad agire puoi ritrovare la forza per continuare il tuo percorso o di migliorare il confronto con il prossimo".

Ascolta i tuoi interlocutori. Solo ascoltandoli puoi capire che avendo avuto esperienze diverse hanno un modo diverso di interpretare la vita. A volte le puoi aiutare, tante altre volte, puoi imparare da loro.

#Memoria: eventi, menzioni e intitolazioni in ricordo di Pasquale Cappuccio

  • 13 settembre 1998 - Intitolazione di una lapide con targa in Piazza Municipio, a Ottaviano (NA). Sulla targa l'incisione: "difensore degli umili e degli oppressi"
  • 2003 - Intitolata una strada di Ottaviano.
  • 2010 - Inaugurata l'Associazione forense "Pasquale Cappuccio".
  • 26 agosto 2010 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro: "Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 8 febbraio 2011 - Pasquale Cappuccio riceve il Premio "Altre memorie" consegnando, ai familiari, il "totem della pace". Evento organizzato dalla Fondazione "Mediterraneo" in occasione della Giornata Nazionale della Memoria.
  • 13 settembre 2011 - Manifestazione commemorativa presso il Circolo d’unione “Scudieri” in piazza Municipio, a Ottaviano (NA). Evento organizzato dall'Associazione forense "Pasquale Cappuccio". 
  • 29 febbraio 2012 – La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nello spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così", regia e drammaturgia di Emanuela Giordano.
  • 2 maggio 2013 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro"Italia giallo e nera" di Sabrina Ramacci. Edito da Newton Compton.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • Novembre 2013 - Giornata alla Memoria di Pasquale Cappuccio e Domenico Beneventano. Evento organizzato dal Comune di Ottaviano per commemorare ed omaggiare il sacrificio dei due Consiglieri comunali uccisi dalla camorra.
  • 13 settembre 2014 - Intitolazione dell'Aula Consiliare del Comune di Ottaviano.
  • Marzo 2015 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro: "Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 13 settembre 2015 - Cerimonia commemorativa con deposizione di una corona di fiori dinanzi la lapide in Piazza Municipio, a Ottaviano (NA). Evento promosso dall'Istituzione locale.
  • 18 dicembre 2019 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro:"Tributo di toga. Le vittime nell'avvocatura 1948-2018" a cura dell'ordine degli avvocati di Roma. H.E.-Herald Editore.
  • 13 settembre 2020 Messa in suffragio seguita dalla deposizione di fiori presso la lapide intitolata a Ottaviano (NA).

 

L'Associazione forense "Pasquale Cappuccio"

Nel 2010 nasce l'associazione allo scopo di migliorare l'attività professionale di avvocatura sul territorio, per una migliore operatività e funzionalità dei presidi giudiziari mandamentali e circondariali. Non ha scopo di lucro né assistenziale e non si sostituisce agli altri Ordinamenti ma ha lo scopo di tutelare nelle sedi competenti la figura del tecnico del diritto, incentivando l'aggiornamento culturale e professionale, interagendo con il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Nola nell'attività culturale e professionale nel Circondario. Per partecipare all'Associazione non è richiesta alcuna condizione agli associati se non essere avvocati o praticanti. Gli associati, però, dovranno riconoscere le decisioni prese dagli organi dell'Associazione

L'Associazione ha sede presso i locali dell'Ufficio del Giudice di Pace, in viale Elena, Ottaviano. La vita dell'Associazione è regolata dai patti contenuti nello Statuto ed è gestita dall’Assemblea degli iscritti che elegge i membri del Consiglio Direttivo nel cui seno vengono eletti: Presidente, Segretario, Tesoriere e Delegato al Consiglio dell'Ordine di Nola. (fonte Statuto sul sito ndr.)

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.avvocatiottaviano.it


 

 

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Domenico "Mimmo" Beneventano

Domenico "Mimmo" Beneventano, 32 anni

All'alba del 7 novembre 1980 Domenico Beneventano fu assassinato dai sicari di Cutolo sotto casa mentre saliva in auto per recarsi al lavoro. Mimmo, chirurgo presso l'ospedale di San Gennaro di Napoli, visse ad Ottaviano dove svolgeva l'attività di medico di base  e di Consigliere comunale. Il suo impegno politico lo condusse presto a confrontarsi con i progetti di cementificazione speculativa e sversamento illegale di rifiuti, ovvero, le principali attività economiche del crimine organizzato in quell'area della Campania. Sensibile alle tematiche ambientali e con un forte senso civico, Mimmo si oppose apertamente alla Nuova Camorra Organizzata di Cutolo cercando di impedire che le mafie, con l'aiuto della politica e dell'economia locale, danneggiassero il territorio, in particolar modo quello che, ad oggi, è il Parco Nazionale del Vesuvio.

Due anni prima, il 13 settembre 1978, sempre ad Ottaviano, i sicari della NCO avevano già ucciso per motivi analoghi l'avvocato e dirigente socialista Pasquale Cappuccio

Storico giuridico

  • Per il delitto furono condannati all'ergastolo:
    - Raffaele Cutolo, ritenuto il mandante;
    - Angelo Auricchio, Antonio Fontana e i fratelli Raffaele e Luigi Polito quali esecutori materiali. 
    Tutti gli imputati vennero in seguito prosciolti dalle accuse.

Il ricordo di Rosalba Beneventano, sorella di Domenico

"Erano circa le sette del mattino quando fui svegliata dalle urla strazianti di mia madre. Quando capii che provenivano dalla strada, uscii e vidi il corpo di mio fratello riverso a terra. Gli vidi fare un gesto come a indicare la cravatta, corsi a slacciargliela. Ero convintissima che fosse ancora vivo ma, quando gli fui vicina, capii che mio fratello si era spento. Prima di allora, noi familiari non avevamo capito in che clima vivessimo. Invece mio fratello si, lui era pienamente consapevole dei rischi a cui si era esposto e fu davvero bravissimo a non farci sentire la tensione in cui viveva".

"Episodi come questi ti segnano a vita. Mia madre non si è mai più ripresa da quello shock. A volte, vorrei rimproverarlo di non essersi fermato, chiedergli di non arrivare a sacrificare la propria vita, ma so bene che se anche lo avessi fatto, mio fratello non mi avrebbe dato ascolto. Difatti, aveva già ricevuto intimidazioni ma scelse comunque di perseverare. Avrebbe potuto rinunciare alla battaglia politica e continuare a fare del bene come medico, ma Mimmo Beneventano era il tipo di uomo che non si arrende".

"All'epoca non esistevano le associazioni e mi rincuora sapere che il sacrificio di Mimmo, come quello di tanti altri prodigati per la giustizia, sia stato di sprono alla fondazione di tante realtà sociali territoriali. Amo definire mio fratello «il primo ambientalista» in fondo è anche grazie a lui se la camorra non ha reso il Vesuvio e il monte Somma una montagna di rifiuti".

 

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Domenico Beneventano

  • 1987 - Pubblicazione della raccolta di poesie scritte da Mimmo con il titolo: "Rabbia e Destino"*
  • 1989 - Nasce il Circolo Legambiente "M.Beneventano" a Ottaviano. L'ente ha sede proprio nel Palazzo Mediceo, ex dimora di Cutolo.
  • 1999 - Intitolazione del Circolo didattico, oggi I.C., a Ottaviano (NA)
  • 26 agosto 2010 - La storia di Mimmo è raccontata nel libro:"Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 2010 - Delibera per intitolare la strada in cui fu barbaramente ucciso ad Ottaviano (NA).
  • N.R. - Intitolata una strada e l'aula Consiliare del Comune di Sasso di Castalda (PZ).
  • Marzo 2015 - La storia di Mimmo è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • N.R. - Intitolazione della scuola elementare I.C.S. Mimmo Beneventano appartenente al plesso scolastico "Lucci" di Ottaviano.
  • Novembre 2016 - Quarta ristampa del libro:"Rabbia e Destino"*. Rilegatura RCEMultimedia.
  • 11 luglio 2018 - Intitolazione della Sala del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Vesuvio con sede presso il Palazzo Mediceo a Ottaviano (NA).
*Il libro "Rabbia e Destino" è acquistabile su richiesta inviando una e-mail alla Fondazione Mimmo Beneventano
devolvendo una quota pari a € 10 (€ 15 se sono previste spese di spedizione)

Eventi in ricordo di Domenico Beneventano

  • Dal 2007 - in occasione dell'anniversario della scomparsa di Mimmo, viene consegnato un riconoscimento dedicato a giornalisti e amministratori del pubblico ufficio che si sono distinti per: la lotta all'illegalità; nel contrastare le mafie di ogni tipo; nella promozione della giustizia sociale. in collaborazione con Libera Basilicata e il Comune di Sasso di Castalda (PZ), città d'origine di Mimmo.

  • 7 novembre 2013 - Marcia partita da via Pentelete fino a via M. Beneventano, luoghi dove trovarono la morte i due consiglieri comunali vittime innocenti della camorra (rif. Pasquale Cappuccio). Presenti i confaloni istituzionali
  • 22 marzo 2014 - La storia di Domenico è raccontata nel monologo intitolato:"Tentata memoria. Orazione di rito civile Beneventano" dell'attore e regista Eduardo Ammendola. La presentazione è avvenuta presso il Centro la Pira di Pomigliano d'Arco (NA) e promossa dalla Fondazione Mimmo Beneventano.
  • 7 novembre 2014 - Consegna delle borse di studio seguita da un omaggio commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 4 novembre 2017 - Messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese, seguita da un incontro/dibattito presso il Palazzo Mediceo, a Ottaviano (NA), concluso con una visita guidata nel bene confiscato.
  • 7 novembre 2017 - Consegna delle borse di studio "Mimmo Beneventano" consegnate ai vincitori tra gli IC di Ottaviano. Nel pomeriggio, un raduno di persone sul luogo del delitto ha letto le poesie di Mimmo e dei vincitori.
  • 7 novembre 2018 - Incontro celebrativo presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano con un incontro dove sono state lette più poesie del "medico buono". In serata, il consueto momento commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 7 novembre 2019 - Manifestazione celebrativa presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano (NA). Segue, nel pomeriggio, la cerimonia di consegna delle borse di studio "Mimmo Beneventano" agli studenti degli IC territoriali. In serata, un momento commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 11 luglio 2020 - Incontro/dibattito in occasione del compleanno di Mimmo Beneventano presso il bene confiscato Palazzo Mediceo con le testimonianze di imprenditori che si sono ribellati al racket.
  • 6 novembre 2020 - Dibattito in webinair organizzato dalla Fondazione Mimmo Beneventano, Radio Siani, Legambiente.

 

Fondazione Mimmo Beneventano

La Fondazione nasce nel 2012 affinché gli ideali di Mimmo Beneventano non morissero con lui. Ambiente e giustizia sono le linee guida dei percorsi associativi. La difesa e la tutela dell’ambiente trovano la massima espressione nella manifestazione del 21 novembre (ex Festa degli Alberi). In un terreno confiscato alla camorra a Ottaviano, da trent’anni, viene piantato un albero, intitolato a una vittima innocente della criminalità. “Io amo definire mio fratello come il primo ambientalista” dice Rosalba. Mimmo fu il primo a impegnarsi per salvaguardare l’attuale Parco Nazionale del Vesuvio dal malaffare della camorra.

Ogni anno la Fondazione assegna due Premi "Mimmo Beneventano":

Dal 2007 in occasione dell'anniversario della scomparsa di Mimmo, viene consegnato un riconoscimento dedicato a giornalisti e amministratori del pubblico ufficio che si sono distinti per: la lotta all'illegalità; nel contrastare le mafie di ogni tipo; nella promozione della giustizia sociale. in collaborazione con Libera Basilicata e il Comune di Sasso di Castalda (PZ), città d'origine di Mimmo.

Dal 2013, in occasione del memoriale celebrato a Ottaviano, vengono consegnate le borse di studio agli alunni degli I.C. di Ottaviano che premia chi, aldilà dei risultati scolastici, si è distinto per la sua sensibilità verso il sociale e la cultura. “Vedere come dei bambini di 7 anni lavorano su queste tematiche è davvero importante e molto incoraggiante” cit. Rosalba B.

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.mimmobeneventano.it

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