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21.07.21 NAPOLI - Nel 30° anniversario dell'uccisione di Fabio De Pandi, vittima innocente della camorra a soli 11 anni, la Fondazione Polis presenta la monografia "Il Piccolo Principe". Un estratto dal precedente volume "La sedia Vuota" di Raffaele Sardo, ed. IOD. L'evento è stato ospitato nella sala della sede della Fondazione e diretta in via streaming sui canali social grazie alla collaborazione e all'assistenza tecnica della cooperativa "Radio Siani, la radio della legalità".

30 anni senza Fabio De Pandi

L'evento in memoria di Fabio De Pandi si apre con una prima lettura della monografia della giovane vittima. Ascoltare quelle parole è come sentirsi raccontare l'esperienza vissuta direttamente dalle voci di Gaetano e Rosaria, genitori di Fabio. Ai primi applausi, prende la parola Enrico Tedesco, Segretario Generale della Fondazione Polis. Un introduzione che verte sull'importanza dell'operatività sull'infanzia affinché una corretta educazione possa salvare il futuro dei giovani i cui destini sembrerebbero segnati dal sol fatto di essere nati in famiglie e contesti che favoriscono la camorra.

«Sono passati 30 anni, eppure, posso assicurarvi che il tempo non ha affievolito il nostro dolore. La mancanza di Fabio si sente forte ancora ogg. L'intervento di Gaetano De Pandi mette in chiaro fin da subito quanto una famiglia per bene possa essere stravolta dalla mano criminale anche quando si è estranei a quel mondo. Poche parole, le giuste per esprimere i ringraziamenti ai presenti sempre attenti nel fare memoria delle vittime innocenti e per condividere la speranza che, quanto accaduto alla sua famiglia, non avvenga anche ad altre.

Alla commossa testimonianza del genitore segue don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Polis. «La camorra uccide l'infanzia! A volte letteralmente stroncando giovani vite ma il più delle volte, coinvolgendoli e armandoli costringendoli a comportarsi come adulti camorristi». Una dura riflessione quella di don Tonino. Di fatti, il racconto della cronaca spesso dimentica che la camorra è un sistema e non una serie di episodi ad opera di singole "mele marce". Mai come in questo periodo è importante porre l'attenzione sui più giovani. Raccontare la storia di Fabio e di tutti i bambini vittime innocenti è un modo per farlo affinché la memoria non sia solo un abbraccio al dolore dei familiari ma un processo di riqualificazione sociale.

Conosci la storia di Fabio De Pandi? Approfondisci alla pagina dedicata a lui

 

Gli interventi degli ospiti al trentennale:

Molti gli ospiti che si sono susseguiti durante la giornata. Il filo conduttore è la necessità di tenere alta l'attenzione ai giovani del nostro territorio da sempre fascia più suggestionabile e facilmente reclutata negli ambiti del malaffare. Moderati da Enrico Tedesco, sono intervenuti:

  • Franco Roberti, Europarlamentare già procuratore antimafia e antiterrorismo. «Fare memoria è una lotta per non dimenticare le cose scomode ma che hanno, anche nel lungo tempo, qualcosa da insegnare». Una frase che si arricchisce col ricordo dell'uomo che, nel 1991, fu il PM nelle indagini sull'agguato che coinvolse il piccolo Fabio.
  • Giuseppe Scialla, Garante per l'infanzia e l'adolescenza per la Regione Campania. «i bambini hanno diritto a poter vivere un progetto di felicità». Una linea guida che per il garante, deve spronare un costante impegno a non sottovalutare l'alto tasso di povertà educativa del nostro territorio. Non riguarda solo la dispersione scolastica ma anche alla difficoltà di poter realizzare iniziative sportive, artistiche e simili, troppo spesso delegate alle singole iniziative della curia o di associazioni. D'altronde i dati parlano chiaro. A Napoli oltre 2000 bambini sono vittime di abbandoni, abusi e maltrattamenti. Un numero significativo per sottovalutare il fenomeno.
  • Mario Morcone, Ass, alla sicurezza, legalità e immigrazione della Regione Campania. «L'obiettivo è quello di risvegliare le coscienze per un impegno civile della società». Una giusta riflessione sulla pretesa che la camorra sia un problema solo delle Istituzioni. Questa mentalità è uno dei tanti modi per delegare la responsabilità di ciò che accade nella nostra società. Quanto sarebbe diverso se ognuno di noi, ponendoci anche la minima attenzione, contribuisse alla riqualificazione del territorio?

Conclude gli interventi della giornata Raffaele Sardo, autore del libro. Il suo modo di raccontare le storie dalla parte delle vittime è lo sforzo narrativo che in pochi fanno. Nei tribunali e nei media divampano sempre le versioni dei carnefici e di una fredda cronaca giornalistica. Una versione che tende a mitizzare la criminalità e ad alimentare stereotipi e paure. «Raccontare la storia dal punto di vista dei familiari è il modo migliore per sensibilizzare le persone». Questo è l'impegno di Sardo: narrare la storia dall'angolo dei familiari delle vittime innocenti, dando voce, con estrema delicatezza, a quel dolore senza fine di "sopravvissuti" che per i media non fanno notizia.

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Genovese Pagliuca

Genovese Pagliuca, 24 anni

La sera del 19 gennaio 1995 Genovese Pagliuca venne ucciso in via Roma (incrocio via Campanello),a Teverola (CE), a colpi di pistola e fucile dagli esponenti del clan dei casalesi che aveva affrontato per difendere la fidanzata.

Le disavventure di Genovese e Marianna iniziarono nell'estate del '93. La ragazza faceva la parrucchiera a domicilio e proprio tramite il suo lavoro conobbe Angela Barra, amante del boss Bidognetti. La donna, seppur madre di 5 figli, si invaghì della ragazza e con l'attenuante di chiamare Marianna per la professione riuscì a conquistare la fiducia della giovane ragazza. Diventarono amiche al punto che quando a settembre Marianna ebbe un litigio con la famiglia e decise di andarsene di casa, chiese ospitalità alla nuova amica in attesa di trovare un nuovo alloggio. Inizialmente tutto sembrava normale ma ben presto, però, quell'ospitalità divenne per Angela il pretesto per fare delle avances esplicite che ad ogni rifiuto della giovane divennero sempre più insistenti e violente. Allontanato dalla gelosia della donna, Genovese continuava a cercare un contatto con la fidanzata finché, a dicembre, Angela decise di sequestrare la giovane portandola in un'altra abitazione aiutata dal fratello e da un altro amico. 
 
Per circa un mese Marianna venne imbottita di sedativi e abusata da Angela e dai due complici finché, una mattina del gennaio '94, la ragazza riuscì a fuggire. Tornò a casa dove raccontò tutto al fidanzato e alla famiglia. I due giovani decisero di tenere nascosta la vicenda temendo il disonore e la vendetta della camorra. Pensarono che l'unico modo per venirne fuori fosse allontanare la ragazza da Teverola mentre il fidanzato sarebbe rimasto in paese per non destare sospetti. Da quel momento iniziarono le aggressioni e le minacce ai danni del giovane Pagliuca. Nonostante tutto, Genovese non cedette alle intimidazioni sempre intenzionato a difendere Carla senza rivelare dove alloggiava. Gli scontri continuarono quasi un anno finché ricevette la condanna definitiva da Angela: il giorno che avrebbe aperto la macelleria lui sarebbe morto. Mancavano pochi aggiusti e si avvicinava il giorno all'inaugurazione quando la vita di Genovese fu stroncata dalla camorra. Mentre si intratteneva con gli amici in piazzetta, a Teverola, fu avvicinato per l'ennesima volta dai suoi persecutori ma, questa volta, anziché arrivare alle mani estrassero le armi e inveirono al volto del ragazzo esplodendo diversi colpi di pistola e lupara. Il corpo di Genovese fu ritrovato in auto a pochi metri dalla gelateria di proprietà dei Barra.

Solo quando Marianna apprese la notizia di Genovese decise di rompere il muro dell'omertà confessando tutto alle forze dell'ordine.

Storico giuridico

  • Dalle confessioni della ragazza vengono arrestati: Angela Barra, suo fratello Carmine e il secondo complice, Luigi De Vito.
  • 2009 - La corte d'Appello emette le sentenze di condanna all'ergastolo per Aniello Bidognetti, figlio del capoclan, e Giuseppe Setola, ritenuti gli esecutori materiali dell'omicidio di Genovese Pagliuca.
  • Il Ministero dell'Interno non ha riconosciuto lo status di vittima innocente della criminalità al giovane ragazzo.
    - 2018 - Genovese Pagliuca viene definito "vittima innocente della criminalità organizzata" riconoscendo il vitalizio ai genitori.
    - Marzo 2018 - il Viminale, rappresentato dall'avvocato dello Stato Giuseppe Di Sirio, ricorre avverso tale sentenza, sostenendo che l'omicidio di Pagliuca è maturato dall' "atteggiamento provocatorio" di  Pagliuca nei confronti di Angela Barra, revocando lo status e il vitalizio per le vittime innocenti di criminalità organizzata.

 

Il ricordo di Giovanna Pagliuca, sorella di Genovese

"Quel giorno Genovese trascorse tutta la giornata dai nostri zii coi quali era molto legato e sempre ben voluto per poi venire a casa nel tardo pomeriggio. Trascorremmo dei bei momenti. Mio fratello era particolarmente giocherellone al punto da farmi delle manifestazioni d'affetto che non erano nel suo solito. Dopo un po' ci salutò, disse:«vado a fare un giro in piazzetta e quando torno ceniamo». Nel frattempo decidemmo di andare a fare gli auguri a un amico di famiglia che abitava vicino. Per tutto il tempo provavo una strana agitazione in me finché sentimmo degli spari. Io e mia sorella incrociammo gli sguardi e sentimmo il desiderio di tornare a casa. Come uscimmo dal portone del palazzo vi trovai mio cugino in auto che ci disse: «Genovese ha avuto un incidente». Rappezzava delle scuse insensate e insisteva di voler portare con sé mio padre. Appena se ne andarono, in breve, iniziarono a squillare i telefoni. Ogni parente ci chiedeva cosa fosse successo ma noi non sapevamo cosa rispondere finché, finalmente, uno di loro ci disse: «ma come niente? Dicono che Genovese è stato sparato». Ero combattuta tra il voler andare a vedere cosa fosse accaduto e dare sostegno a mia mamma e mia sorella. Dopo un po' papà fece ritorno, in lacrime, con il volto tra le mani, accompagnato da un carabiniere che esitava ad alzare lo sguardo. Non so quante volte gli avrò chiesto di mio fratello. Poi la conferma: «Genovese non c'è più»."

"Solo quando scoprimmo le vicende che aveva vissuto mio fratello con la fidanzata iniziai a collegare tanti fatti accaduti in precedenza. Come quando, già dal periodo pre-natalizio, incontravo sempre gli stessi quattro uomini fuori dal negozio o fuori casa. Misi a fuoco che era un pedinamento solo dopo quando associai le loro 'battutine' alla morte di mio fratello. Genovese invece lo sapeva. Ricordo che quando il 18 arrivarono i rivestimenti della macelleria, mia cugina, con la quale si era confidato, iniziò a piangere e ripeteva «adesso qualcosa succede». Tante volte lo vidi tornare a casa preoccupato, a volte con segni di scontro e, anche se i suoi silenzi e i 'niente' che ci dava come risposta non erano convincenti, mai avrei pensato che rischiava la vita."

"Ancora oggi mi sembra tutto così assurdo. Assurdo che mio fratello sia stato ucciso per un dispetto, una gelosia insana. Assurdo che gli amici che sapevano tutto non abbiano fatto nulla all'epoca e ancor di meno oggi per ricordarlo. Assurdo che il Governo non lo ritenga una vittima innocente della camorra e tanto altro ancora. La mia forza è alimentata dal desiderio di rendere a Genovese tutto il bene che ha fatto nella sua breve vita. Un affetto che nel momento in cui è venuto a mancare ha tolto la gioia dai volti dei miei genitori che si sono chiusi nel loro dolore. Il riscatto sociale è iniziato dopo tanto tempo quando Alessandra Tommasini, responsabile della memoria per il coordinamento provinciale casertano di Libera, mi fece visita nel mio vecchio negozio di abbigliamento presentandomi Valerio Taglione, del Comitato Don Diana. Grazie ai loro insegnamenti, al sostegno e aiuto di ogni genere, ho capito come far sì che Genovese non venga dimenticato."

Studiando e credendo nei principi morali i ragazzi potranno realizzare ogni loro obiettivo senza cedere all'inganno dei soldi facili.

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Genovese Pagliuca

  • 19 gennaio 2014 Fiaccolata vicino alla lapide in villetta, a Teverola (CE). L'evento è promosso dal Comitato Don Peppe Diana, da Libera Caserta e dal Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità.
  • Marzo 2015 - La storia di Genovese è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 28 giugno 2015 - Dedicata la 9ª tappa del Festival della Memoria e dell'Impegno presso il bene confiscato in via II Dietro Corte, a Teverola (CE). Dopo l'incontro un corteo ha raggiunto la piazzetta intitolata a Genovese Pagliuca dove è stato depositato un marmo di Carrara che verrà scolpito sul posto dall'artista Lazzaro Crispino.
    - 16 gennaio 2016 - inaugurazione del megalite su cui è scolpito il volto di Genovese e la frase "una morte che profuma di vita".
  • 20 ottobre 2017 - Intitolazione del Presidio Libera del Comprensorio del Cuoio e della Calzatura, a San Romano (PI), in Via Tosco Romagnola Est 116.
  • 19 gennaio 2018 - In mattinata una manifestazione presso la sala consiliare del Comune di Teverola (CE), al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’ex magistrato Carlo Alemi, il giornalista Rai, Geo Nocchetti.
    - In serata, una fiaccolata ha percorso Teverola (CE) da via Cavour fino al monumento in via Rome per un momento commemorativo.
  • 19 gennaio 2019 - Manifestazione in memoria presso la sala consiliare del Comune di Teverola (CE) e seguita da una fiaccolata che ha raggiunto il monumento dedicato in via Roma, per un momento di raccolta.
  • 19 gennaio 2020 - Messa in suffragio seguita da un momento alla memoria presso il monumento in via Roma a Teverola (CE).
  • 19 gennaio 2021 - Social Mob "#unacanzonedivascopergenovese": postando un video musicale di Vasco con l'hastag e una dedica. NEl pomeriggio è stato piantumato un albero di ulivo nell'area verde in via Roma, a Teverola (CE), nei pressi del cippo marmoreo.
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Adriano Della Corte

Adriano Della Corte, 18 anni

Il 15 luglio 1984, Adriano Della Corte, dopo il pranzo domenicale, si dirigeva a Castel Volturno (CE) per una passeggiata al mare con gli amici. Lungo il tragitto, in località "Lago Piatto", una "Lancia Prisma" affiancò la loro auto e, un uomo iniziò a sparare contro Adriano posto alla guida. Il ragazzo venne colpito mortalmente al volto mentre, gli amici rimasero feriti. 

Adriano Della Corte, come gli amici, era uno studente incensurato. L'unica ipotesi è che la nuova "Fiat Punto" nera, comprata da qualche mese grazie ad una vincita al Totocalcio, fosse lo stesso modello e colore del nipote del boss Bardellino, il quale fu ucciso tempo dopo sempre in un agguato. Questa ipotesi fu sollevata dagli stessi familiari di Adriano, in quanto, a distanza di qualche settimana dall'omicidio, il padre ricevette una telefonata anonima in cui gli si ordinava di "lasciar perdere" perché la morte del figlio "era stato un errore".

Storico giuridico

  • Negli anni '90 la magistratura ha archiviato le indagini per mancanza di prove e di dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
  • 1993 - Carmine Schiavone inizia a collaborare con la giustizia accennando anche all'omicidio di Della Corte, riconducendolo allo scambio di persona e fornendo nomi sui presunti responsabili. Nonostante le dichiarazioni del pentito, le indagini non sono mai state riaperte.

 

 

 

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Giuseppe Veropalumbo

Giuseppe Veropalumbo, 30 anni

Il 31 dicembre 2007, in casa di Carmela e Giuseppe Veropalumbo, nella zona storica di Torre Annunziata (NA), si radunò tutta la famiglia. Finita la cena, i familiari s'intrattenevano con i giochi natalizi aspettando i festeggiamenti della mezzanotte. Tra chi sparecchiava e chi giocava a carte, Giuseppe da bravo papà continuava a prendersi cura della figlia Ludovica. Pressapoco le 23:00 un proiettile entrò in casa conficcandosi nel costato dell'uomo. Dal racconto dei presenti: Giuseppe si alzò di colpo mettendosi una mano sul petto per poi accasciarsi sul tavolo. L'infisso a doppio vetro non si crepò quando il proiettile lo attraversò. Un dettaglio che passò inosservato a tutti e, nel caos dei primi botti, della musica, della confusione, nessuno aveva riconosciuto gli spari. I soccorsi furono praticamente inutili. Il proiettile deviò sulla quinta costola colpendo la vena aorta. Giuseppe spirò prima di arrivare all'ospedale di Boscotrecase (NA).

Fin da subito Giuseppe venne ritenuto un'altra sfortunata vittima dell'usanza criminale di sparare con le pistole la notte di San Silvestro, infatti, furono ritrovati oltre 300 bossoli in tutta la zona. Nel 2007 ci fu una faida tra i due clan predominanti in città. Si spacciava alla luce del sole e, spesso, le sentinelle o gli stessi pusher erano bersagli facili. "Un'abitudine" che, a parere dei familiari, non ha richiamato la giusta attenzione sulle indagini. Solo dopo 13 anni nuovi reperti balistici portarono a ipotesi valide sulla dinamica dei fatti: Sul palazzo in cui abitavano i Veropalumbo furono installate delle telecamere che permisero l'arresto di diversi spacciatori territoriali. Ragion per cui, l'edificio fu il bersaglio di una sorte di pseudo-vendetta delle giovani leve contro "'o palazz infame". Ulteriore ipotesi è che l'omicidio sia stato preterintenzionale contro Giuseppe Veropalumbo il quale avrebbe consegnato le chiavi del terrazzo alla polizia per far installare le suddette apparecchiature.

Storico giuridico

  • 23 gennaio 2013 - Il Procuratore Marmo, nonostante annoveri l'episodio come fatto di camorra, archivia le indagini per mancanza di imputati.
  • 2014 - Le dichiarazioni di due collaboratori aprono nuovi scenari di indagini.
  • Settembre 2016 - Il gip A.Fiorentino, riapre le indagini includendo l'omicidio Veropalumbo sulle dichiarazioni del pentito M.Palumbo, ritenuto il "killer" del clan Gionta. Le prove raccolte non portano a nessun imputato in quanto non ritenute attendibili.
  • Gennaio 2018 - La Polizia di Stato riapre il fascicolo delle indagini grazie a nuove perizie ed esami balistici della scientifica e l'utilizzo delle nuove tecnologie.
  • Aprile 2019 - Dalle indagini si giunge a tre nomi, all'epoca minorenni, tutti appartenenti al clan Gionta, uno dei quali il nipote del boss. 
  • Ottobre 2020 - La Procura richiede l'archiviazione del caso per prove insufficienti all'incriminazione degli imputati.

 

Il ricordo di Carmela Sermino, moglie di Giuseppe

"Mentre ero in cucina con mia suocera a fare il caffè e mettere un po' d'ordine sentimmo il caos. All'inizio pensammo fossero i bambini che ballavano nella stanza adiacente. Subito dopo riconoscemmo che sedie e tavoli venivano spostati con forza accompagnate dalle urla di tutti. Poi entrò in cucina mia sorella con Ludovica in braccio che agitatamente ci ordinò di non andare dall'altra parte della casa. Ricordo Il suo volto di terrore e dietro la porta le grida degli altri. La preoccupazione aumentò finché vidi arrivare i miei fratelli con Giuseppe sottobraccio e stenderlo nel salone principale. Alla vista di mio marito mi gettai su di lui per soccorrerlo pensando a un malore. Il suo maglione era sporco di sangue. Accorsero tutti, anche i vicini di casa ma nessuno nonostante il sangue aveva capito cosa fosse successo. Mentre alcuni corsero in ospedale, io rimasi a casa con mia figlia ed altri familiari che provavano a tranquillizzarmi. Poi la rivelazione, al telefono una zia esclamò: «ma allora l'hanno sparato!». Fu una doccia fredda. Iniziammo a cercare indizi nella stanza dove avevamo cenato per capirne di più e, solo allora, ci rendemmo conto che il vetro del balcone aveva un foro. Non mi restava che attendere e sperare. Solo verso le 3:00 mio fratello Salvatore si fece coraggio e mi telefonò per dirmi che Giuseppe era già morto."

"In paese tutti lo conoscevano. Era ben voluto anche dai colleghi di altre officine per la sua professionalità e soprattutto per la disponibilità nell'aiutare il prossimo. Infatti, i due appuntati che vennero a casa per i controlli, gli dedicarono davvero poco tempo. Gli bastò vedere una foto della vittima. Anche loro conoscevano Giuseppe, che persona era, non c'era bisogno di una perquisizione. Cresciuto tra l'officina meccanica e il campo di calcio dei Salesiani nessuno voleva che morisse. Eppure, il giorno dopo sembrava che fosse tornata la pace nel quartiere. Non un corteo, una fiaccolata, un gesto di vicinanza per la nostra famiglia. Ironia della sorte: Nel 2006 trascorremmo il cenone dal mia madre e una signora nel palazzo venne colpita alle gambe da proiettili vaganti durante i festeggiamenti. Così, Giuseppe propose che quell'anno sarebbe stato più sicuro festeggiarlo a casa nostra. Disse: «cosa vuoi che ci possa succedere al nono piano?»"

"«Perché hanno ammazzato Giuseppe? Quale colpa ha per meritare questa morte? Cosa abbiamo sbagliato?» Continuavo a ripetermi tutti i giorni. Riflessioni che non trovavano risposte ma che in compenso alimentavano il mio desiderio di giustizia. Nel 2008 entrai in contatto coi membri del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità. Con loro mi sono sentita rincuorata, mi hanno dato speranza, ascoltando le loro storie non mi sono sentita sola. Passo dopo passo diventai parte integrante e attiva del gruppo. L’attivismo sociale è diventato una vera filosofia di vita. Infatti, sono impegnata anche in altre realtà come: Libera contro le mafie, Un popolo in cammino e in tante altre associazioni. Ho sempre pensato che quello che realmente 'ci ammazza' è l'indifferenza della gente. Inizia dalle piccole cose come gettare la carta a terra fino al rinunciare ai propri diritti lasciando che i delinquenti spaccino in pieno giorno. Questa irresponsabilità conduce a delegare agli altre le scelte non sentendosi parte del territorio."

Siate Rivoluzionari! La società è sana quando ognuno di noi si sente realmente parte del territorio, ritrovando se stesso nella società.

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Giuseppe Veropalumbo

  • 31 maggio 2013 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro:"Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • N.R. - Intitolazione de Largo Giuseppe Veropalumbo nei pressi del casello autostradale (A3) Torre Annunziata Sud.
    - 29 luglio 2014 - Giornata di riqualificazione delle aiuole nella rotatoria organizzata dall'Associazione "Torresi nel mondo".
    - 19 agosto 2015 - Giornata di riqualificazione delle aiuole nella rotatoria organizzata dall'Associazione "Torresi nel mondo".
  • N.R. - Dedicata una statua a "tutte le vittime innocenti di Torre Annunziata" istallata a piazza S.Alfonso.
  • 20 maggio 2014 - La storia di Giuseppe è raccontata nel libro:"Tra due giorni è già Natale" a cura di Tonino Scala. Il quaderno Edizioni.
  • 9 dicembre 2014 - Intitolato il Presidio Libera di Acerra (NA). La presentazione è avvenuta presso il liceo "Alfonso Maria de' Liguori".
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 2015 - Carmela Sermino viene nominata Presidente dell'Osservatorio sulla legalità dal Comune di Torre Annunziata.
  • Maggio 2015
  • 1 settembre 2016 - Consegnata la casa, bene confiscato alla camorra, a Torre Annunziata (NA). L'appartamento è divenuto la sede ufficiale dell'Associazione "Giuseppe Veropalumbo".
  • 16 dicembre 2017 - Nasce l'Associazione "Giuseppe Veropalumbo".

Eventi in ricordo di Giuseppe Veropalumbo

  • 20 dicembre 2008 - 1° Memorial Veropalumbo con un torneo di calcio presso lo stadio Giraud di Torre Annunziata (NA). Oltre 200 ragazzi provenienti dalle ASD di tutta la provincia.
  • 29 dicembre 2009 - 2° Memorial Veropalumbo con un torneo di calcio presso lo stadio Giraud di Torre Annunziata (NA).
  • 31 dicembre 2010 - 3° Memorial Veropalumbo con un torneo di calcio "categoria 2001 2002" presso lo stadio "Giraud" di Torre Annunziata (NA).
  • 31 dicembre 2011 - 4° Memorial Veropalumbo con un torneo di calcio "categoria 2001/2002" presso lo stadio Giraud di Torre Annunziata (NA).
  • 31 dicembre 2012 - 5° Memorial Veropalumbo con una partita di calcio tra "consiglieri comunali vs degli amici e parenti di Giuseppe" presso lo stadio Giraud di Torre Annunziata (NA).
  • 29 e 31 dicembre 2013 - 6° Memorial Veropalumbo con un torneo di calcio presso lo stadio Giraud di Torre Annunziata (NA).
  • 29 dicembre 2014 - 7° Memorial Veropalumbo con un torneo di boxer. Le esibizioni sono avvenute su ring attrezzati sul prato dello stadio Giraud di Torre Annunziata (NA). Segue una messa in suffragio presso la Basilica di Maria SS. della Neve.
  • 11 maggio 2015 - Momento commemorativo durante la cerimonia di svelatura della targa della strada intitolata alle "vittime innocenti della camorra", ex via Castello a Torre Annunziata (NA).
  • 30 dicembre 2015 -  Memorial Veropalumbo con un dibattito presso Palazzo Criscuolo a Torre Annunziata (NA).
  • 26 novembre 2016 -Dedicato l'evento "LiberaMente" presso l'associazione "Art Tre" a Salerno. Evento promosso in collaborazione con la Fondazione Polis.
  • 29 ottobre 2016 - Carmela Carotenuto, mamma di Giuseppe, ha marciato con lo stendardo della "Maria madre addolorata" durante il Giubileo della Misericordia per la morte di un figlio presso l’Arcidiocesi di Napoli.
  • 30 dicembre 2016 9° Memorial Veropalumbo con una una manifestazione dal titolo: "Identità e memoria di Torre Annunziata" tenutasi presso la sala giunta del Comune di Torre Annunziata (NA).
  • 19 dicembre 2017 - 10° Memorial Veropalumbo con un triangolare di calcio presso lo stadio "Giraud" di Torre Annunziata (NA).
  • 17 luglio 2018 - 11° Memorial Veropalumbo e a tutte le vittime innocenti, con un quadrangolare di calcio presso ASC Materdei.
  • 31 dicembre 2018 Santa Messa celebrata presso la sede del Comando di Polizia Municipale di Torre Annunziata (NA), seguita dalla deposizione dei fiori vicino alla targa in Largo G.Veropalumbo.
  • 29 gennaio 2020 - 12° Memorial Veropalumbo con un triangolare di calcio presso il Kodocan di Napoli. [articolo del coordinamento]

 

L'Associazione Giuseppe Veropalumbo

Nel 2017 nasce l'Associazione "Giuseppe Veropalumbo" in concomitanza con l'assegnazione di un bene confiscato alla camorra che ne diventa la sede. È il primo bene confiscato a essere concesso, in comodato d'uso, a un familiare di vittima innocente. Un traguardo raggiunto grazie alla dimostrazione di riscatto sociale messa in pratica in tutti questi anni con impegno e dedizione da Carmela Sermino. Le stanze della casa sono utilizzare per ospitare eventi socio-culturali, incontri con altre realtà associative e attività sociali.

Resta connesso con Giuseppe Veropalumbo e la sua associazione

Per rimanere informato sugli eventi promossi dall'associazione e/o in ricordo di Giuseppe Veropalumbo, segui la pagina facebook dedicata a lui: @assoveropalumbo

oppure entra nel gruppo facebook: Giuseppe Veropalumbo vittima innocente della camorra

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Giuseppe Riccio

Giuseppe Riccio, 26 anni

Il 17 dicembre 2005, pressapoco le 19:00, un gruppo di 8 persone irrompe nella pizzeria "Donna Amalia" di Calata Capodichino, a Napoli, dove Giuseppe Riccio lavorava come pizzaiolo. Armati di spranghe di ferro e mazze da baseball, il branco entra con l'obiettivo di aggredire il proprietario del locale perché, la sera precedente, l'uomo si era rifiutato di servire quel gruppo di "amici". Quest'ultimi avevano ostruito l'ingresso della pizzeria con un'auto e due moto e pretendendo di essere serviti fuori il locale con un comportamento che infastidiva la restante clientela. Il titolare della pizzeria non solo si rifiutò di servirli ma li invitò ad andarsene e liberare il passaggio. Purtroppo, i componenti del gruppo erano affiliati al clan della zona e, offesi, tornarono in 8 per punire il locatore. I criminali non si limitarono a scatenare una rissa e danneggiare il locale ma estrassero le armi da fuoco. Iniziarono a sparare e Giuseppe si frappose tra loro e il suo datore di lavoro. Tre proiettili colpirono mortalmente il giovane Riccio che si riversò a terra esanime. 
 
Giuseppe lascia una giovane moglie e un bambino di 17 mesi.
 

Storico giuridico

  • Le indagini individuano tre pregiudicati come autori del raid: Pietro Girletti, Giovanni di Vaio e Ciro de Vincenzo.
  • 2017 - Nel processo di primo grado, i tre imputati vengono condannati all'ergastolo. La pena viene confermata anche in secondo grado.
  • La Corte di Cassazione riduce a la pena a 28 anni di reclusione con la motivazione della mancanza della premeditazione.

 

Il ricordo di Maria Ferrone, moglie di Giuseppe Riccio

"Poco dopo l'accaduto la notizia fu trasmessa in tutti i TG ma io non la vidi. Fu la mamma di Giuseppe a scoprirlo per prima e, dalla casa vicina, la sentii urlare di disperazione. Inizialmente pensai fosse accaduto qualcosa all'altro figlio, fratello di Giuseppe, poi lei disse il nome di mio marito. Un dolore indescrivibile! Quando ci fu detto cosa era accaduto ho provato tanta rabbia e ne provo ancora! Giuseppe aveva iniziato a lavorare da pochi giorni, tornava tardissimo la sera per soli 200€ a settimana. Una persona per bene non può morire così!"

"Poi iniziarono i processi. Non ne ho perso nemmeno uno. Ritrovarmi in quell'aula con i colpevoli che mi fissavano non mi ha intimorito. Li fissavo a mia volta. Non hanno mai avuto la decenza di chinare lo sguardo in segno di pentimento per aver ucciso un uomo che si è immolato per salvare la vita a un datore di lavoro che conosceva appena. Solo per questo la nostra famiglia può orgogliosamente camminare a testa alta!"

"Dopo qualche giorno dall'accaduto, fui contattata dalla Fondazione Polis e conobbi il mondo del Coordinamento e Libera. Inizialmente non riuscivo ad aprirmi, ritenevo che fosse tutto inutile, che le cose non potessero cambiate. Col tempo ne ho capito l'importanza. Così, piano piano, ho iniziato a essere più partecipe. Parlare ai ragazzi, trasmettergli i valori, raccontargli le nostre storie fa bene al cuore."

Nonostante quello che abbiamo subito ho cresciuto ed educato mio figlio con l'amore cosicché mai provasse odio e rancore contro chi gli ha privato del padre

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Giuseppe Riccio

  • 31 maggio 2013 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 17 dicembre 2014 - Messa in suffragio presso la Chiesa di S. Anna al Trivio, a Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 16 giugno 2015 - Intitolato il bene confiscato sito in in via Gabriele Manthonè 4 Napoli. La struttura è stata conferita alla Circolo Operatori Polizia di Stato e gli spazi sono stati adibiti come palestra e all'assistenza dei minori disagiati.
  • 17 aprile 2018 - La vicenda di Giuseppe è raccontata nella "Pillola NON INVANO" prodotto dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
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Marcello Torre

Marcello Torre, 48 anni

Avvocato penalista e consigliere comunale eletto come indipendente nella lista della Democrazia Cristiana, Marcello Torre fu proclamato Sindaco di Pagani (SA) il 7 luglio del 1980. Il mandato durò poco. La mattina del 11 dicembre 1980, pressapoco le 8:00, Torre fu assassinato in un agguato di camorra proprio fuori casa mentre si recava al Comune in auto con il collaboratore av. Francesco Bonaduce. Due sicari bloccarono l'auto e aprirono il fuoco a colpi di lupara. Il Sindaco perse la vita mentre Bonaduce rimase gravemente ferito alla schiena in cerca di riparo.
 
Torre fu assassinato perché in pochi mesi ostacolò la camorra nelle speculazioni edilizie e negli appalti sui rifiuti, principali business della NCO. In particolare, a seguito del terremoto dell'Irpinia avvenuto il 23 novembre dello stesso anno che recò danni in tutta la Regione. I clan locali erano intenzionati alle sovvenzioni elargite ai Comuni per la rimozione delle macerie e per le ristrutturazioni. Marcello Torre si distinse dapprima come uno fra i più attivi nelle operazioni di soccorso ai concittadini e poi distribuendo personalmente gli appalti escludendo le società compromesse. La N.C.O. di Cutolo cercò di intimorire più volte il Sindaco ma l'onestà e gli ideali professionali e umanitari gli diedero il coraggio di perseguire nonostante i rischi.
 

Storico giuridico 

  • 10 dicembre 2001 - La Corte d'Assise d'appello di Salerno emette le condanne:
    - Ergastolo per Raffaele Cutolo ritenuto il mandante;
    - 17 anni di reclusione per Francesco Petrosino, l'autista del commando omicida. 
  • 4 giugno 2002 - La Cassazione conferma le precedenti condanne.

 

 

#Memoria: riconoscimenti, menzioni e luoghi intitolati a Marcello Torre

Riconoscimenti e associazioni:

  • 1982 - La moglie, Lucia De Palma, fonda l'Associazione "Marcello Torre".
  • 15 novembre 2007 - Insignito, dal P.R. Giorgio Napolitano, della Medaglia d'oro al merito civile alla memoria:«Preclaro esempio di impegno civile e di rigore morale fondato sui più alti valori di cristiana solidarietà, di libertà e di legalità».
  • 26 marzo 2011 - Conferimento dell riconoscimento "Nuovi Resistenti 2011" alla memoria. La cerimonia è avvenuta presso il Teatro del Popolo di Colle Val d'Elsa (SI) in occasione del 67° anniversario dell'eccidio di Montemaggio.
  • 2016 - Rinnovo del periodico "Il Piccolo Giornale" fondato da Marcello Torre nel 1970.

Intitolazioni di luoghi e enti:

  • NR - Intitolazione dello stadio di Pagani (SA) in onore al suo trascorso come Dirigente della "Paganese Calcio".
  • 12 dicembre 2010 - Intitolazione della piazza "Corpo di Cristo" a Pagani seguita dalla svelatura del busto, realizzato dal maestro Stefano Rossi, presso il sepolcro nel cimitero di Pagani (SA).
    - 17 settembre 2011 - il busto è stato collocato nella cappella i cui è sepolto Marcello Torre.
  • 31 marzo 2012 - Intitolazione del Presidio Libera di Roma XI situato presso il Caffé Letterario, Via Ostiense 83/95, Roma.
  • 30 luglio 2012 - Intitolazione del Circolo locale PD di Baronissi (SA).
  • 7 marzo 2013 - Intitolazione della  pista ciclo-pedonale che unisce Colle di Val d'Elsa e Poggibonsi (SI). Promossa dalla Quarta Commissione Consiliare, e approvato all'unanimità con la Delibera del 28 aprile 2011 dei rappresentanti degli altri Comuni dell'area valdelsa-senese-fiorentina.
  • Novembre 2015 - Inaugurazione e intitolazione del Presidio Libera di Castel San Giorgio "Marcello Torre".
  • 15 ottobre 2016 - Intitolazione dell'Aula Magna del Liceo Artistico "G.Carducci" di Volterra (PI).
  • 16 novembre 2016 - Inaugurazione e intitolazione del Presidio Libera di Val d'Elsa a Pongibonsi (SI).
  • 11 dicembre 2017 - Intitolazione del murales a cura degli studenti del PROFAGRI presso il Presidio Libera di Castel San Giorgio (SA).
  • 12 dicembre 2019 - Intitolazione di una piazza nel Centro Direzionale di Napoli, antistante il Palazzo di Giustizia e Largo Porzio.

Libri e media:

  • 12 marzo 2009 - Menzione nel libro:"Lotta civile" di Antonella Mascali. Editore Chiarelettere.
  • 21 maggio 2010 - La vicenda di Marcello Torre è raccontata nello spettacolo teatrale:"A città 'e Pullecamorra" regia di Antonio D'Andretta dalla compagnia teatrale Auriteatro. L'anteprima è stata messa in scena presso il teatro oratorio di S. Caterina di Angri.
  • 17 settembre 2010 - Dedicato lo speciale TV7 in onda su RAI in cui è stata intervistata la figlia Annamaria.
  • 23 novembre 2010 - Pubblicazione del documentario:"Terremoto '80" di Fabrizio Bancale uscito in edicola con "Il Mattino".
    - Il 20 novembre, il documentario è stato proiettato in anteprima presso il PAM di Napoli.
  • Marzo 2015 - Menzione nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 10 dicembre 2015 - La storia è raccontata nel libro:"Il sindaco gentile. Gli appalti, la camorra e un uomo onesto" di Marcello Ravveduto. Editore Melavoglia.
    - 4 febbraio 2016 il libro è stato presentato alla Sala Stampa della Camera dei Deputati.
  • 10 maggio 2016 - Menzione nel libro:"La camorra e le sue storie: La criminalità organizzata a Napoli dalle origini alle paranze dei bimbi" di Gigi di Fiore. Editore UTET.
  • 1 dicembre 2016 - In qualità del dirigente della squadra di calcio, Marcello Torre è menzionato nel libro:"Storia e storie della Paganese. Novanta anni di emozioni 1926-2016" di Nino RuggieroBarbara Ruggiero e Peppe Nocera. Edizioni Paganese Calcio.
  • Gennaio 2019 Pubblicazione del docufilm:"Seduto su una polveriera"  della serie RAI Cultura "Diario Civile" di Alessandro Chiappetta, regia Alessandra Bruno, introduzione di Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia dell'epoca. 

Eventi dedicati al ricordo di Marcello Torre

Ogni anno, dal 1982, la famiglia Torre realizza il memoriale con l'assegnazione del Premio "Marcello Torre". Si riporta a seguire quanto ritrovato sul web dall'anno 2010.

  • 9 > 12 dicembre 2010 Trenttennale dell'anniversario:
    Giorno 9 - Raduno Nazionale dei Giovani di Libera presso il Circolo Unione di Pagani.
    Giorno 10 - Dibattito sui temi della legalità presso il  Circolo Unione di Pagani.
    Giorno 11 - Cerimonia di Conferimento del 28° Premio Nazionale per l'Impegno Civile. Segue la messa in suffragio presso la Basilica Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Pagani (SA).
  • Giorno 12 - Cerimonia di intitolazioni organizzate dal Comune [vedi memoria].
  • 9 e 10 dicembre 2011 - 29° Premio Marcello Torre:
    Giorno 9 - Laboratorio dedicato agli alunni del Liceo scientifico "Magnini" di Pagani dal titolo:"Le belle tasse. Ciò che i bambini ci insegnano sul bene comune", ideato e curato dal Prof. Franco Fichera, docente di Diritto Tributario presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
    Giorno 10 -  Cerimonia di conferimento del Premio Marcello Torre. Segue una messa in suffragio presso la Chiesa della Purità a Pagani.
  • 11 dicembre 2012 - 30° PremioNazionale per l'Impegno Civile "Marcello Torre" presso il Liceo Scientifico "Mangino" di Pagani (SA), segue, nel pomeriggio, una messa in suffragio presso la Chiesa della Purità a Pagani.
  • 11 dicembre 2013 - 31° Premio Nazionale per l'Impegno Civile "Marcello Torre" presso il Liceo Scientifico "B.Mangino" di Pagani con la consegna dei Premi e delle borse di studio. La manifestazione si conclude con l'intitolazione alla memoria dell'Aula consiliare del Comune. 
  • 18 ottobre 2014 - Manifestazione dedicata dal titolo:"l'eredità morale di Marcello Torre. Modello etico nella lotta alla corruzione e alla contiguità" presso il Salone delle Armi del Tribunale di Nola.
  • 10 e 11 dicembre 2014 - 32° Premio Marcello Torre:
    Giorno 10 - Proiezione del film "La nostra terra"di Giulio Manfredonia presso il Cinema La Fenice.
    Giorno 11 - Cerimonia di conferimento del Premio Marcello Torre. Segue una messa in suffragio presso la Chiesa della Purità a Pagani.
  • 10 e 11 dicembre 2015 - 33° Premio Marcello Torre:
    Giorno 10 - Dibattito con una tavola rotonda presso la Pinacoteca dell'Auditorium Sant'Alfonso Maria de' Liguori di Pagani con presentazione del libro "il Sindaco Gentile" e della borsa di studio rivolta ai laureandi in giurisprudenza.
    Giorno 11 - Momento di raccoglimento con deposizione dei fiori nel luogo del delitto. Segue la messa in scena dello spettacolo "Uomini Contro" a cura dei detenuti dell'Istituto a Custodia Attenuata - ICATT di Eboli presso l'Auditorium di piazza Sant'Alfonso. Prosegue la Cerimonia di Conferimento del Premio Nazionale per l'Impegno Civile. Nel pomeriggio, la tradizionale messa in suffragio presso la Chiesa della Purità sempre a Pagani.
  • 6 maggio 2016 - Dedicata la manifestazione "Resistenze di oggi" svolta presso lo Spazio Incontri della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, prendendo la storia del Sindaco paganese come soggetto del dibattito.
  • 9 > 12 dicembre 2016 - 34° Premio Marcello Torre:
    Giorno 9 - Presentazione del libro Il Sindaco Gentile presso la Sala Bottiglieri del Palazzo Sant’Agostino, a Salerno.
    Giorno 11 - Messa in suffragio presso la Chiesa della Purità a Pagani (SA) seguita dalla deposizione dei fiori in Loco Delicti. Nel pomeriggio Tavola rotonda sul tema delle Mafie e presentazione del progetto editoriale "Il Nuovo Piccolo Giornale" presso la Pinacoteca dell’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Pagani (SA).
    Giorno 12 - Cerimonia di Conferimento del Premio Nazionale per l’Impegno Civile presso l'Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani (SA).
  • 10 e 11 dicembre 2017 - 35° Premio Marcello Torre:
    Giorno 10 - Messa in suffragio presso il Santuario di Santa Maria del Carmelo a Pagani (SA), celebrata da Fra’ Giuseppe Iovino. Segue nel pomeriggio un incontro dibattito tra giornalisti, docenti, Istituzioni e associazioni presso la Pinacoteca dell’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
    Giorno 11 - Cerimonia di Conferimento del Premio Torre, attestati di Merito e Premio Laura presso l'Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Pagani (SA). Conclude la mattina la deposizione dei fiori in Loco Delicti. Nel pomeriggio, inaugurazione dei luoghi alla memoria a Castel San Giorgio (SA) [vedi memoria]
  • 10 e 11 dicembre 2018 - 36° Premio Marcello Torre:
  • Giorno 10 - Messa in scena dello spettacolo "Le nostre storie - Viaggio in Italia per conoscere chi lotta contro la criminalità organizzata" presso l’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani. A seguire, un’intervista-dibattito con don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Pol.I.S. della Regione Campania. 
    Giorno 11 - Cerimonia di conferimento del Premio Nazionale per l’Impegno Civile 2018. Segue la deposizione dei fiori sul luogo del delitto in via Perone a Pagani (SA). Infine, nel pomeriggio una messa in suffragio presso il Santuario della Madonna delle Galline.
  • 10 e 11 dicembre 2019 - 37° Premio Marcello Torre:
  • 23 novembre 2020 - Webinar di presentazione del nuovo volume del libro "il sindaco genitile" promosso dalla Fondazione Poli in occasione del 40° anniversario del terremoto d'Irpinia. articolo Coordinamento.
  • 9 dicembre 2020 Webinar con n dibattito sui temi delle mafie in occasione del 40° anniversario.
  • 11 dicembre 2020  - Deposizione di fiori a Pagani (SA). (il consueto Premio è stato rimandato a maggio 2021 in conformità alle DPCM anti-covid).

 

L'Associazione "Marcello Torre"

Fondata a Pagani nel 1982 dalla volontà di Lucia De Palma, moglie di Marcello, con amici, colleghi e familiari. Le attività mirano principalmente a sensibilizzare la cittadinanza e soprattutto i giovani sui temi della legalità e della lotta alle mafie e ovviamente al ricordo di ciò che Marcello ha rappresentato per Pagani e per la lotta alla criminalità. Fiore all'occhiello e l'organizzazione annuale del Premio dedicato alla figura di Marcello, celebrato annualmente l'11 dicembre, ricorrenza della scomparsa. [Fonte:sito Associazione]

Il Premio Nazionale per l'Impegno Civile Marcello Torre

Nasce insieme all'Associazione per stimolare, intorno alla figura di Marcello, una riflessione profonda sul valore dell'impegno civile, sulla testimonianza di tante donne e di tanti uomini che hanno lottato, lottano e coraggiosamente vorranno ancora lottare sognando un'Italia "libera e civile". Il Premio, al quale da diversi anni la Presidenza della Repubblica ha concesso l'onore dell'Alto Patrocinio Morale, si svolge tradizionalmente in occasione del giorno dell'anniversario dell'omicidio di Marcello Torre, coinvolgendo Istituzioni, scolaresche, associazioni e singoli cittadini, tutti chiamati a rinnovare una promessa di impegno e un dovere di memoria.

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.associazionemarcellotorre.it

 

Il periodico "Il Nuovo Piccolo Giornale"

Fondato il 10 ottobre del 1970, Il Piccolo Giornale era un periodico di approfondimento e discussione politica diretto da Marcello Torre. Dopo quarantasei anni il progetto riprende vita con una nuova veste ma con le stesse intenzioni. Uno spazio di inchiesta, discussione, cronaca e approfondimento sui temi delle camorre e della Politica in provincia di Salerno. Cronisti locali e firme di interesse nazionale si incontrano virtualmente in queste pagine per offrire un racconto non superficiale del territorio italiano per restituire dignità ai territori. Un nuovo progetto editoriale, online, con una redazione diffusa e partecipata che racconta le mafie e l'antimafia partendo dalla memoria di una vittima innocente di camorra.

Il sogno dell'ideatore di questo giornale era rivolto alla sua Pagani, pensata come "civile" e "libera". Il Nuovo Piccolo Giornale prende in consegna questa speranza, la attualizza e la estende a tutto il territorio salernitano. [fonte:sito]

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.ilnuovopiccologiornale.it

 
Resta connesso con Marcello Torre, l'associazione e il periodico

Per rimanere informato sui prossimi eventi in memoria di Marcello Torre o delle attività dell'Associazione, segui la pagina Facebook dedicata a lui: 

Associazione Marcello Torre @premiomarcellotorre

Oppure, segui le vicende del periodico "Il Nuovo Piccolo Giornale" sui canali social:

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Salvatore Barbaro

Salvatore Barbaro, 29 anni

Il 13 novembre 2009, Salvatore Barbaro, cantante neomelodico napoletano, fu brutalmente assassinato dalla camorra per un atroce scambio di persona. Quel giorno, mentre percorreva con la sua auto "Suzuky Swift" via Mare, a Ercolano (NA), venne affiancato da una moto con due uomini in sella. Il ragazzo non ebbe il tempo di reagire quando si vide scaricare addosso ben 11 colpi di pistola. Gravemente ferito perse il controllo dell'auto impattando contro un muro e un palo della corrente elettrica. Purtroppo inutili i soccorsi. Le ferite, in particolare alla gola, gli furono fatali.

Orfano di padre, Salvatore aiutava la famiglia come meglio poteva. Quando non era impegnato come cantante in cerimonie o manifestazioni, arrotondava facendo il garzone per una salumeria o l'imbianchino. Infatti nel cofano furono ritrovati tutti gli attrezzi del mestiere. La sua unica colpa fu quella di avere l'auto dello stesso modello e dello colore del vero obiettivo.

Storico giuridico

  • 8 dicembre 2016 - Il Gip del Tribunale di Napoli, Rosa De Ruggiero, con rito abbreviato, condanna a 30 anni di reclusione Vincenzo Spagnuolo, ritenuto l'esecutore materiale nell'agguato. Con rito ordinario, invece, vengono accusati per il delitto:
    - Natale Dantese, il ras. detenuto al 41bis;
    - Antonio Sannino, ritenuto l'esecutore dell'agguato;
    Pasquale Spronello, ritenuto il mandante dell'omicidio.
  • 21 dicembre 2017 - La quarta sezione della Corte d'Assise di Napoli ha condannato all'ergastolo in primo grado i tre presunti mandanti ed esecutori.
  • 10 febbraio 2020 - Salvatore Barbaro viene riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata.
  • 16 dicembre 2020 - La Cassazione conferma le pene all'ergastolo inflitte dalla Corte D'Assise.

 

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Salvatore Barbaro

  • 5 marzo 2016 - Apposta una targa in memoria di Salvatore nel luogo dell'accaduto, in via Mare a Ercolano (NA). Segue una fiaccolata fino alla Parrocchia di Santa Maria della Consolazione di Ercolano (NA) per la funzione religiosa. 
  • 19 luglio 2017 - Dedicato a Salvatore la manifestazione:"Napoli e Borsellino. La cultura della legalità" presso il cortile del Maschio Angioino, a Napoli, avvenuto all'interno della rassegna "Estate a Napoli 2017" in memoria di Paolo Borsellino.
  • 15 ottobre 2017 - La storia di Salvatore viene raccontata in una puntata de "Le Iene" su mediaset.
  • 13 novembre 2019 - Manifestazione del decennale presso il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano (NA), con un incontro tra le rappresentanze istituzionali, associazioni, familiari e scolaresche. Segue un corteo fino a piazzale Salvatore Barbaro per un momento commemorativo con deposizione di fiori sotto la targa intitolata.
  • 4 dicembre 2019 - Intitolato il Largo di via Mare, a Ercolano, dove avvenne l'agguato.
  • 13 novembre 2020 - Momento commemorativo con deposizione di fiori sotto la targa intitolata in via Mare, a Ercolano.
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Antonio Landieri

Antonio Landieri, 25 anni

La sera del 6 novembre 2004 Antonio Landieri giocava a calcio balilla con alcuni amici in un circoletto sotto casa, in via Labriola, quartiere di Scampia (NA) conosciuto come "i Sette Palazzi". I ragazzi s'intrattenevano mentre aspettavano il resto della comitiva e andare tutti insieme a mangiare una pizza come ogni sabato. Passate le 20:00 giunse una autovettura con 4 uomini a bordo che aprirono improvvisamente il fuoco contro di loro. I giovani si diedero alla fuga. Antonio cercò rifugio nell'androne del palazzo vicino ma, essendo affetto dalla nascita da una disabilità motoria, non riuscì ad essere abbastanza veloce. Fu colpito alla schiena da due proiettili di rimbalzo, mentre, altri 5 ragazzi furono feriti agli arti inferiori durante la fuga. I giovani vennero soccorsi dalle persone del quartiere, tra cui la famiglia di Antonio, tra i primi trasportato in ospedale. Purtroppo inutili i soccorsi, Antonio Landieri si spense poco dopo raggiunto il "Don Bosco".

Si scoprirà che i sicari della camorra scambiarono la comitiva di Antonio Landieri per un gruppo di giovani trafficanti di droga che intendevano punire per dimostrare la superiorità in quella che era la lotta tra i clan rivali sul territorio: i Di Lauro e gli Scissionisti. A causa di indagini frettolose e il desiderio della camorra di coprire l'errore con le infamie, Antonio venne più volte definito un criminale dai media locali e nazionali e per le stesse ragioni gli furono negati i funerali pubblici. Solo nel gennaio 2015 Antonio Landieri venne riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata dal Ministero dell'Interno.

Storico giuridico

  • Settembre 2015 - Gennaro Notturno inizia a collaborare con la giustizia facendo chiarezza sulla dinamica dell'agguato.
  • 23 gennaio 2016 - Su ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli, sono stati arrestati:
    - Cesare Pagano ritenuto il mandante del gruppo di fuoco;
    - Giovanni Esposito, Gennaro Notturno, Davide Francescone e Ciro Caiazza, accusati di essere gli esecutori materiali.
  • Ottobre 2018 - Al processo di primo grado con rito abbreviato vengono emesse le seguenti condanne:
    - Ergastolo per: Giovanni Esposito, Davide Francescone, Ciro Caiazza;
    - 17 anni di reclusione per: Gennaro Notturno e Pasquale Riccio.
    - Assolti: Cesare Pagano e Giovanni Piana, capigruppo degli scissionisti.

 

Il ricordo di Raffaella, madre di Antonio

"Ero a casa che provvedevo alla cena mentre mio marito faceva la doccia quando, pressapoco le 20:00, sentii dei colpi seguiti da strilli forti. Mi affacciai al balcone e capii che non erano fuochi d'artificio ma che c'era stata una sparatoria. Appena vidi il motorino di mio figlio Giuseppe, istintivamente, chiamai Vincenzo e senza aspettare nemmeno l'ascensore, corremmo giù. Usciti dal palazzo vedemmo uno degli amici a terra che sanguinava dal piede. Gli chiesi cosa fosse successo, ma lui calò il capo e non mi rispose. Mi invase un brutto presentimento. Ogni persona del quartiere mi stoppava. Pensai:«perché vogliono fermare proprio me?» Poi mi venne incontro mio marito che era corso in avanti. Mi fermò, mi disse:«Non è Tonino» ma da lontano sentivo le grida di mio figlio Giuseppe. Ricordo di aver dato spintonate finché non vidi Antonio a terra. Lo presi tra le mie braccia, lo toccai, non vi erano tracce di sangue. In cuor mio c'era ancora una speranza ma, quando gli parlai, in quell'istante Antonio ruotò gli occhi all'insù. Giuseppe e Vincenzo partirono di corsa verso l'ospedale, intanto io chiamai mia madre per dirle dell'accaduto e al suo arrivo raggiungemmo il resto della famiglia. Una volta arrivati al 'Don Bosco' mio marito mi diede la brutta notizia: Antonio era morto".

"Qui c'è la camorra ma noi siamo brave persone. Pensare che Antonio è stato ucciso da dei delinquenti come un delinquente è adesso, come allora, una sensazione bruttissima! Quella sera l'ingresso di casa era affollato di gente. In quel caos dovemmo dare la notizia alla sorellina Stefania, all'epoca 14 enne, che rincasava da un'amica. Poi tra la folla si fece spazio il commissario che chiese a tutti di uscire ma ricordo che aprì a malapena la porta della cameretta. Era troppo evidente fosse un bravo ragazzo. I primi anni furono davvero difficili. La condizione di Antonio aveva creato delle abitudini familiari che da quel giorno furono sostituite da un contesto che non conoscevamo, isolati e diffamati. Solo per l’esser stato coinvolto nella sparatoria nel quartiere si dicevano cose del tipo:-se l'è cercata-, -se è stato ucciso qualcosa avrà fatto-. Furono giornate terribili accompagnate dall'attesa per poter dare una sepoltura alla salma. Solo quella perché per ordine pubblico non ci concessero i permessi per celebrare il funerale in chiesa".

"Pensare che un ragazzo che ha lottato tutta la vita per sentirsi autonomo, nonostante la paralisi infantile, muoia così per mano di delinquenti: è stato un brutto colpo per tutti noi. Solo nel 2008 una fiamma di speranza si accese. Per iniziativa di mio nipote Rosario, si fece una raccolta firme per intitolare una strada ad Antonio. Contemporaneamente conobbi Patrizia Palumbo, presidente dell’associazione 'Dream Team - Donne in rete' nonché attuale referente del presidio di Libera Scampia. Lei mi ha letteralmente preso sotto la sua ala facendo nascere in me la voglia di raccontare la nostra storia. Di lì poi un susseguirsi di incontri entrando a far parte di tante realtà come quelle del Coordinamento Campano dei Familiari delle Vittime Innocenti della Criminalità. Per fortuna, in questo percorso siamo stati accompagnati dapprima dal nipote Rosario e in seguito da Anna, moglie di Giuseppe. Nonostante non abbia mai conosciuto Antonio, Anna racconta la nostra storia in un modo così intenso che ci rende davvero grati di averla nelle nostre vite".

Antonio ci ha insegnato a non darci mai per vinti! Lui era sempre sorridente nonostante le sfide che ha dovuto affrontare, ora tocca a noi non arrenderci in nome della giustizia!

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati ad Antonio Landieri

  • 5 novembre 2006 - Inaugurazione del Murale in ricordo di Antonio Landieri e di tutte le vittime innocenti. Un opera di 27 metri sul muro di cinta dello stadio comunale di Scampia. L'iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione di ragazzi volontari.
  • 1 gennaio 2007 - La storia di Antonio è raccontata nel libro:"Al di là della neve, storie di Scampia" di Rosario Esposito La Rossa. Marotta & Cafiero editori.
    - Il libro è stato vincitore del Premio Siani 2008 e in seguito trasformato in reading teatrale curato da Mario Gelardi, con l'attrice Maddalena Stornaiuolo.
  • 2007 - Nasce l'Associazione "Vo.di.sca" (Voci di Scampia), presidente Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio.
  • 2008 - Nasce il "Premio Letterario Antonio Landieri" che premia componimenti rigorosamente inediti, in lingua italiana o vernacolo ed esclusivamente conformi al tema proposto a cui possono partecipare scrittori di qualsiasi nazionalità o età.
  • 1 giugno 2010 - Intitolazione del Presidio Libera Piemonte, a Volvera (TO), situato nella Cascina Arzilla, bene confiscato alla mafia.
  • Novembre 2010 - Inaugurazione del Presidio Libera Arona (NO), sulle sponde del lago Maggiore.
  • Maggio 2011 -  Intitolazione del Presidio Libera Trieste
  • 31 maggio 2013  - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 8 giugno 2013 - Inaugurazione del Presidio Libera Ovada (AL) situato nell'ex "fabbrica delle E" torinese.
  • 6 settembre 2014 - Intitolazione dello sportello anti-racket "Antonio Landieri", situato all'interno della VIII Municipalità e curato dal Commissariato di Scampia e associazione (R)ESISTENZA.
  • 10 aprile 2015 - Inaugurazione del Presidio Libera Aosta (AO) situato all'interno del liceo Bérard.
  • Marzo 2015 - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova. 
  • Luglio 2017 - Intitolazione del Presidio Libera Teano (CE) operante presso i beni confiscati sul territorio Sidicino. E nella Frazione “Pugliano”.
  • 8 novembre 2017 - Intitolato lo stadio comunale  "Antonio Landieri" in via Hugo Pratt, a Scampia (NA).
  • 6 novembre 2018 - Piantato un albero di ciliegio denominato "Albero Landieri" nei piazza Giovanni Paolo II, a Scampia (NA).
    - il 13 gennaio 2020 l'albero fu vandalizzato. 
  • 14 dicembre 2018 - Intitolazione del Presidio Libera di Scampia (NA) gestita dall'Associazione Dream Team di cui fa parte la mamma di Antonio.

Eventi in ricordo di Antonio Landieri

  • 2005 Fiaccolata per le strade di Scampia mobilitate dall'impegno civile di Rosario Esposito La Rossa e le persone del quartiere.
  • 6 novembre 2009 -1° Memorial con un torneo di calcio presso il campo dell'Arci Scampia. Segue una messa in suffragio presso la chiesa S. Maria della Speranza, celebrata da padre Fabrizio Valletti.
  • 5 > 8 settembre 2013 - 2ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 4 > 7 settembre 2014 - 3ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2014 Concerto in memoria presso l’Associazione Culturale Te.Co. Teatro di Contrabbando, a Scampia (NA). 
  • 5 > 7 settembre 2015 - 4ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 24 febbraio 2016 - Evento musicale "La notte dei tributi", presso l'auditorium di Scampia in cui si sono esibite tute le cover-band territoriali. Evento promosso dallo sportello anti-racket "Antonio Landieri", dalla Municipalità e dalle associazioni territoriali.
  • 8 > 11 settembre 2016 - 5ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 7 > 10 settembre 2017 - 6ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 > 9 settembre 2018 - 7ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 5 > 8 settembre 2019 8ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2020 Messa in suffragio presso la chiesa di S. Giuseppe Moscati, celebrata da don Tonino Palmese.

 

 

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Pasquale Miele

Pasquale Miele, 28 anni

La sera del 6 novembre 1989 Pasquale Miele fu trucidato con un colpo di fucile per essersi rifiutato di pagare il racket. Quella sera, il giovane si trovava a casa con la sua famiglia, a Grumo Nevano (NA). Di fuori diluviava così, passate le 22:00 i genitorim Anna e Tammaro, fecero il giro di casa per chiudere finestre e balconi. Perlustrando le stanze si accorsero che una finestra aveva il vetro rotto. Pensarono che fu colpa del vento e del temporale e chiamarono anche Pasquale per farsi aiutare. Il ragazzo si avvicinò alle imposte e proprio in quel momento si udì un altro boato e Pasquale cadde all'indietro sul corpo del padre finendo entrambi a terra. Quando i genitori si voltano si accorsero che il figlio era stato colpito alla gola. Provarono a fermare il sangue ma il giovane fu colpito da un proiettile di fucile a canne mozze che gli aveva dilaniato il petto tra il torace e il collo. Pasquale spirò in breve tra le braccia del padre e della madre.

La famiglia Miele gestiva un maglificio proprio sotto casa. Da mesi la camorra locale aveva fatto più volte richieste estorsive alle quali Pasquale si era rifiutato di cedere. Inoltre, il giovane non disse nulla al fratello Giuseppe per non farlo preoccupare dato il momento delicato che affrontavano. Pasquale aveva fissato la data di matrimonio per l'anno successivo. 

Storico giuridico

  • Nonostante la famiglia Miele indirizzò fin da subito i militari dell'arma sulla pista del racket, le indagini non condussero a colpevoli.
  • Anni dopo le dichiarazioni di collaboratori di giustizia fecero comprendere che l'esecuzione era stata compiuta da una banda che aveva l'ordine di intimidire la famiglia Miele. Le confessioni furono contrastanti al punto da non essere ritenute credibili e portando al rilascio di ogni possibile imputato.

 

Il ricordo di Giuseppe Miele, fratello di Pasquale

"Quella sera ero a giocare a carte a casa di un amico nonché mio vicino nel palazzo dove abitavo con mia moglie e i miei figli. Arrivò una telefonata da un parente che, senza piegarmi nulla, mi disse di correre dai miei genitori. Pensai fosse accaduto qualcosa a mia madre che da poco aveva scoperto di avere un male inguaribile. Invece, giunto con i miei amici fuori casa, vi trovai la polizia. Entrai e vidi i miei genitori in lacrime circondati da alcuni parenti. Poi, qualche altro passo e vidi il corpo di mio fratello coperto da un lenzuolo e immerso in un lago di sangue. Mi si gelò il sangue!"

"Ricordo ancora vividamente i giorni a seguire. Quella sensazione di essere bloccati nell'iter burocratico per riavere la salma di Pasquale. Giornate che sembravano interminabili. Poi, scoprimmo la verità dalla quale mio fratello ci tenne tutti all'oscuro. Pasquale si confidò solo con alcuni amici stretti, furono loro a rivelarci degli episodi estorsivi. All'epoca si viveva un clima di paura, non si poteva parlare della camorra quindi, a seguito della tragedia, ci siamo chiusi in noi stessi".

"Oggi invece, sono stati fatti dei grossi passi in tal senso ma, nonostante ciò, bisogna continuare a sensibilizzare le persone sul tema. Personalmente da oltre 20 anni faccio volontariato nel carcere di Secondigliano. Quando incontro i detenuti, in particolare quelli più giovani, gli faccio notare come la loro condotta criminale li abbia portati lontano dagli affetti facendogli perdere tutte le esperienze e le gioie che si vivono in famiglia. Di quanto siano assenti nelle vite dei figli non potendo godere della loro crescita così come della vita coniugale. Non poter partecipare a cerimonie o ai funerali di un familiare. Insomma:

Qualsiasi sia la cifra che si possa guadagnare, la vita del malavitoso non ne vale la pena!

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Pasquale Miele

  • 13 aprile 2013 - Intitolata una piazza a Grumo Nevano (NA) con una stele commemorativa.
  • 6 novembre 2013 - Manifestazione commemorativa con un incontro/dibattito dal titolo: "Percorsi di legalità" presso l'auditorium dell'IP "Michele Niglio" e promosso dall'associazione "Terra nuova - Antonio Di Bona e Pasquale Miele".
  • 29 marzo 2014 - Intitolazione della biblioteca dell'I.C. "Cirillo-Matteotti" di Grumo Nevano (NA).
  • Marzo 2015 - La storia di Pasquale è menzionata nel libro"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • Maggio del 2015 - Pedalata anticamorra che ha attraversato i Comuni partecipanti all'organizzazione, tra cui: Grumo Nevano, Casandrino, Casal di Principe, San Cipriano e Casapesenna. L'evento è stato promosso dalle associazioni: Terra Nuova, Libera, Fondazione Pol.i.s. ed altre realtà territoriali.
  • 5 novembre 2016 - Marcia per la legalità per le strade di Grumo Nevano (NA) che si conclude a piazzale Pasquale Miele con l'inaugurazione di una nuova stele che sostituisce la precedente vandalizzata nel mese di maggio.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Pasquale è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod.
    - ottobre 2019 - Il capitolo della storia di Pasquale viene ripubblicato con una ristampata dal titolo: "Pasquale Miele. L'imprenditore affascinante".
  • 6 novembre 2019 - Commemorazione del 30° anniversario con un incontro/dibattito presso il Teatro "Lendi" di Sant'Arpino. Evento promosso dall'amministrazione locale, le associazioni Libera, Terra Nuova e Fondazione Polis.
  • 3 dicembre 2019 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"Bel tempo si spera" su TV2000.
  • 1 febbraio 2020 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"TV7 Reportage".
  • 23 agosto 2020 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"Sulla via di Damasco" su Rai 2.

 

L'Associazione Terra Nuova

L'associazione nasce per volontà dei familiari di Antonio Di Bona e Pasquale Miele. Assegnataria nel 2015 di terreni confiscati alla camorra, si occupa di inserimento sociale e sostegno delle fasce deboli attraverso la professione agricola.

Vuoi saperne di più? Visita la pagina facebook:
Terra Nuova

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Carlo Cannavacciuolo

Carlo Cannavacciuolo, 27 anni

*I fatti avvennero passate le h 24:00, per cui, Carlo Cannavacciuolo viene ricordato il 5 novembre

La sera del 4 novembre 2011, Carlo Cannavacciuolo, studente in veterinaria, uscì con la fidanzata e gli amici per festeggiare il suo onomastico in un locale a Santa Maria della Carità (NA). Fattasi quasi la mezzanotte fu ora di congedarsi dai festeggiamenti. Giunti nella propria "Fiat Panda" parcheggiata in via Ponticelli, i giovani si concessero ancora una piccola pausa, probabilmente, per aprire il regalo della fidanzata o per continuare a parlare prima di rincasare. Di lì a poco si avvicinarono due banditi a volto coperto e armati con pistole. Uno di questi ruppe il finestrino dell'auto con il gomito, così, Carlo inserì istintivamente la retromarcia per scampare all'aggressione. A quella reazione il rapinatore rispose esplodendo due colpi di pistola. Carlo fu colpito da entrambi i proiettili: uno al braccio e l'altro alla gola che gli fu fatale. Inutili i soccorsi, il ragazzo perse la vita sotto gli occhi increduli della fidanzata.

Storico giuridico

  • Grazie alle testimonianze della fidanzata di Carlo e di un uomo che abitava nei pressi dell'omicidio, le indagini portarono al fermo di due indagati: Violante Petrucci, muratore di 27 anni, e Ciro Afeltra, 30 anni. Entrambi di Pimonte (NA). I due, inchiodati dalle prove raccolte dai carabinieri, confessano l'accaduto. In particolare, viene riconosciuto a Petrucci la responsabilità dell'omicidio per aver esploso i due colpi di pistola.
  • 2 ottobre 2012 - L'udienza preliminare del processo di primo grado si è chiuso, su richiesta del PM Raffaele Marino della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, con la condanna all'ergastolo per entrambi i responsabili.
  • 14 gennaio 2015 - La Corte d'Appello conferma la condanna all'ergastolo ad entrambi gli assassini.
  • 9 marzo 2016 - La Corte di Cassazione rende definitivo le pene di ergastolo per i due killer.

 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Carlo Cannavacciuolo

  • 7 novembre 2011 Fiaccolata con un corteo partito dalla piazza cittadina di S.M.d. Carità e giunta sino al piazzale antistante l'abitazione della famiglia Cannavacciuolo. Alla marcia hanno partecipato oltre 2 mila persone.
  • 17 marzo 2012 - la Facoltà di Veterinaria dell'Università Federico II di Napoli, in occasione dell'apertura della Scuola di specializzazione in Ispezione degli alimenti di origine animale, ha deciso di dedicare l'inaugurazione delle attività di ricerca a Carlo. Nell'occasione, il papà Giovanni ha letto pubblicamente una commossa dedica al figlio.
  • Novembre del 2012 - Assegnata la medaglia d'argento al valore civile alla memoria. Decisione voluta dal Comune di Santa Maria la Carità.
  • 2 giugno 2013 - Cerimonia di consegnata ai familiari di Carlo della medaglia d'oro al valor civile alla memoria.
  • 22 luglio 2016 - Intitolata una strada di Santa Maria la Carità (NA). Evento voluto fortemente dall'amministrazione locale , all'inaugurazione la targa è stata scoperta dai genitori di Carlo.
  • 13 ottobre 2018 - Inaugurata e dedicata la "Casa dell'Ambiente e dell'Impegno Civile", sede Legambiente Woodwardia, in via Panoramica 39 a Castellammare di Stabia (NA).
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