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Napoli 20.03.22 - In occasione della Giornata della Memoria delle vittime delle mafie, il "chioschetto dal 1907 piante e di fiori" a Piazza Vanvitelli, quart. Vomero di Napoli, si arricchisce tra i suoi colori floreali dei volti delle vittime innocenti. Un'iniziativa nata unicamente dal desiderio del proprietario Davide Estate, nipote di Maurizio Estate, di lasciare un messaggio significativo, una provocazione per il proprio quartiere. "Come familiare di una vittima innocente della criminalità ho voluto contribuire a fare memoria anche nel mio piccolo. L'ho fatto attraverso uno strumento che reputo molto efficace: i volti". "Noi dobbiamo dare un volto alle vittime perché le persone possano ancor di più sentire la presenza e la vicinanza a loro".

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La "Provocazione" di Davide Estate:

Il mio gesto è una "Provocazione". Provocare una reazione nei passanti, provocare indignazione, rompere il muro di omertà dentro e fuori il mio quartiere. A questo serve fare memoria.

Memoria è e deve essere scomoda, violenta, deve aprire una ferita profonda, deve squarciare i sepolcri imbiancati in cui come in una zona di comfort la cittadinanza trova rifugio. La memoria deve essere uno schiaffo alle coscienze che troppo spesso non vogliono guardare, sapere e conoscere. È troppo comodo far finta di non sapere che le mafie possano celarsi nei stessi luoghi che frequentiamo abitualmente. Meglio bersi della contiguità con il mafioso che non mostra la sua faccia peggiore ma quella della persona cordiale che tutto sommato ci risulta anche simpatica e affabile ma in realtà è il mostro che uccide.

I volti ci parlano, ci riportano alla responsabilità della loro morte. Di fronte loro non possiamo fingere. Per quieto vivere ci sia abitua alle dinamiche territoriali come allo spaccio nei luoghi che appartengono alla vita. Il mio gesto vuole essere un risveglio brusco, quell'acqua gelata che fa tornare la vista, spinta da una rabbia per una realtà che striscia ma che c'è e continua la sua guerra nelle nostre strade.

La mia determinazione trova ispirazione in Peppino Impastato, un personaggio che mi ha sempre colpito. Era un giovane come tanti, come noi, eppure, della provocazione ne ha fatto un'arma di coscienza. Da lui prendo in prestito la frase bellissima che dice:

Noi ci dobbiamo ribellare, prima che sia troppo tardi, prima di non accorgerci più di niente

Pubblicato in Eventi