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21.07.21 NAPOLI - Nel 30° anniversario dell'uccisione di Fabio De Pandi, vittima innocente della camorra a soli 11 anni, la Fondazione Polis presenta la monografia "Il Piccolo Principe". Un estratto dal precedente volume "La sedia Vuota" di Raffaele Sardo, ed. IOD. L'evento è stato ospitato nella sala della sede della Fondazione e diretta in via streaming sui canali social grazie alla collaborazione e all'assistenza tecnica della cooperativa "Radio Siani, la radio della legalità".

30 anni senza Fabio De Pandi

L'evento in memoria di Fabio De Pandi si apre con una prima lettura della monografia della giovane vittima. Ascoltare quelle parole è come sentirsi raccontare l'esperienza vissuta direttamente dalle voci di Gaetano e Rosaria, genitori di Fabio. Ai primi applausi, prende la parola Enrico Tedesco, Segretario Generale della Fondazione Polis. Un introduzione che verte sull'importanza dell'operatività sull'infanzia affinché una corretta educazione possa salvare il futuro dei giovani i cui destini sembrerebbero segnati dal sol fatto di essere nati in famiglie e contesti che favoriscono la camorra.

«Sono passati 30 anni, eppure, posso assicurarvi che il tempo non ha affievolito il nostro dolore. La mancanza di Fabio si sente forte ancora ogg. L'intervento di Gaetano De Pandi mette in chiaro fin da subito quanto una famiglia per bene possa essere stravolta dalla mano criminale anche quando si è estranei a quel mondo. Poche parole, le giuste per esprimere i ringraziamenti ai presenti sempre attenti nel fare memoria delle vittime innocenti e per condividere la speranza che, quanto accaduto alla sua famiglia, non avvenga anche ad altre.

Alla commossa testimonianza del genitore segue don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Polis. «La camorra uccide l'infanzia! A volte letteralmente stroncando giovani vite ma il più delle volte, coinvolgendoli e armandoli costringendoli a comportarsi come adulti camorristi». Una dura riflessione quella di don Tonino. Di fatti, il racconto della cronaca spesso dimentica che la camorra è un sistema e non una serie di episodi ad opera di singole "mele marce". Mai come in questo periodo è importante porre l'attenzione sui più giovani. Raccontare la storia di Fabio e di tutti i bambini vittime innocenti è un modo per farlo affinché la memoria non sia solo un abbraccio al dolore dei familiari ma un processo di riqualificazione sociale.

Conosci la storia di Fabio De Pandi? Approfondisci alla pagina dedicata a lui

 

Gli interventi degli ospiti al trentennale:

Molti gli ospiti che si sono susseguiti durante la giornata. Il filo conduttore è la necessità di tenere alta l'attenzione ai giovani del nostro territorio da sempre fascia più suggestionabile e facilmente reclutata negli ambiti del malaffare. Moderati da Enrico Tedesco, sono intervenuti:

  • Franco Roberti, Europarlamentare già procuratore antimafia e antiterrorismo. «Fare memoria è una lotta per non dimenticare le cose scomode ma che hanno, anche nel lungo tempo, qualcosa da insegnare». Una frase che si arricchisce col ricordo dell'uomo che, nel 1991, fu il PM nelle indagini sull'agguato che coinvolse il piccolo Fabio.
  • Giuseppe Scialla, Garante per l'infanzia e l'adolescenza per la Regione Campania. «i bambini hanno diritto a poter vivere un progetto di felicità». Una linea guida che per il garante, deve spronare un costante impegno a non sottovalutare l'alto tasso di povertà educativa del nostro territorio. Non riguarda solo la dispersione scolastica ma anche alla difficoltà di poter realizzare iniziative sportive, artistiche e simili, troppo spesso delegate alle singole iniziative della curia o di associazioni. D'altronde i dati parlano chiaro. A Napoli oltre 2000 bambini sono vittime di abbandoni, abusi e maltrattamenti. Un numero significativo per sottovalutare il fenomeno.
  • Mario Morcone, Ass, alla sicurezza, legalità e immigrazione della Regione Campania. «L'obiettivo è quello di risvegliare le coscienze per un impegno civile della società». Una giusta riflessione sulla pretesa che la camorra sia un problema solo delle Istituzioni. Questa mentalità è uno dei tanti modi per delegare la responsabilità di ciò che accade nella nostra società. Quanto sarebbe diverso se ognuno di noi, ponendoci anche la minima attenzione, contribuisse alla riqualificazione del territorio?

Conclude gli interventi della giornata Raffaele Sardo, autore del libro. Il suo modo di raccontare le storie dalla parte delle vittime è lo sforzo narrativo che in pochi fanno. Nei tribunali e nei media divampano sempre le versioni dei carnefici e di una fredda cronaca giornalistica. Una versione che tende a mitizzare la criminalità e ad alimentare stereotipi e paure. «Raccontare la storia dal punto di vista dei familiari è il modo migliore per sensibilizzare le persone». Questo è l'impegno di Sardo: narrare la storia dall'angolo dei familiari delle vittime innocenti, dando voce, con estrema delicatezza, a quel dolore senza fine di "sopravvissuti" che per i media non fanno notizia.

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23.03.21 WEBINAR – In occasione della XXVI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafie, dello scorso 21 marzo, l'Istituto "Alfonso Balzico", di Cava de' Tirreni (SA), incontra protagonisti illustri di quest'impegno. "Luoghi di memoria..ponti di impegno" è il titolo dell'evento nel quale gli alunni si sono confrontati sul tema "legalità" ai giorni nostri. Tra gli ospiti della mattinata: il PM Catello Maresca, il dott. Alessandro Turchi e Carmen Del Core, Presidente del Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti.

Memoria e Impegno, il Balzico incontra il Coordinamento dei familiari

A partire dalle 11:15 gli ospiti della giornata sono accolti dalle seconde e terze classi dell'I.C. Alfonso Balzico connessi alla piattaforma. L'evento è stato organizzato e moderato dalle professoresse Liliana D'Amato ed Emiliana Senatore, referenti progettuali sempre attente alle tematiche sociali territoriali. Introduce la preside Ermelinda Rocciolo citando il filosofo britannico Edmund Burke: "l'unica cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla". Una frase che raccoglie tutta l'essenza dell'impegno in nome della memoria delle vittime innocenti delle mafie.

Il tema -memoria- è uno dei pilastri del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti delle criminalità rappresentato, nel  webinair, dalla Presidente Carmen Del Core, nonché sorella di Daniele. La memoria è un impegno quotidiano che l'associazione arricchisce con l'assistenza giuridica e umanitaria ai familiari delle vittime innocenti. Persone normali catapultate in problematiche che non appartengono solo alla famiglia colpita dalla criminalità, bensì, a tutta la società civile. "Il nostro compito è mantenere insieme: presente, passato e futuro. Solo così, toccando le coscienze di chi ci ascolta si può piantare un seme per un futuro migliore". Un modo per passare dall'indignazione all'impegno soprattutto quando lo Stato crea differenze.

Per comprendere basti raccontare di Daniele & Loris. La loro storia è molto vicina ai giovani sia per l'età dei protagonisti sia per il grande insegnamento del valore amicizia. "Ciò che mi inorgoglisce – continua Carmen - è vedere dopo 15 anni lo stesso impegno e commozione negli amici di mio fratello". Questo è lo scopo del Coordinamento: far diventare le storie delle vittime innocenti una memoria collettiva.

Leggi anche: Buon 50°compleanno Simonetta Lamberti, l'IC Balzico di Cava realizza un webinair per omaggiarla

Legalità, gli interventi degli ospiti

Le illegalità non sono solo quelle della criminalità o delle vittime, la criminalità è anche quella che tutti i giorni ostruisce i lavoratori onesti e rincara la vita. "Siamo diventati un paese che a intermittenza, giorno a giorno, dedica la propria schizofrenica attenzione a un tema per poi dimenticarlo il giorno dopo spostandosi su un altro argomento". Dirette e senza giri di parole le riflessioni del giornalista e sociologo Alessandro Turchi, Dirigente del PROFAGRI. La sua testimonianza è la dimostrazione di quanto il ruolo della scuola sia importante nell'educare i ragazzi al mondo del lavoro rispettando le regole. Una breve analisi per descrivere il quadro attuale del Mezzogiorno che lascia spazio alla speranza con un messaggio esortativo: "studiate! Maggiori qualifiche vi rendono migliori e liberi di poter ambire al meglio, per voi e per la comunità".

Segue l'intervento del dott. Catello Maresca, PM antimafia e sostituto procuratore presso la DDA di Napoli. "Adoro il fascino della legge rispetto alla fascinazione nella criminalità organizzata idealizzata come opportunità di crescita e di affare". Una lotta che il Magistrato porta avanti da ben 22 anni. Citandone alcune, proprio nel casertano, ha ricordato che la camorra non uccide solo con le armi ma anche in modi apparentemente invisibili come: l'inquinamento delle falde acquifere, dei terreni o prosciugando le risorse economiche. "Noi dovremmo essere consapevoli di poter scegliere anziché solo subire". Un incoraggiamento rivolto ai ragazzi connessi affinché capiscano come la storia possa fornire elementi utili a migliorare la società. "La nostra generazione ha il compito di trasmettervi l'esperienza e la passione per far crescere la collettività".

Parole rese ancora più impattanti dalla testimonianza della professoressa Katia Luciano. Le bastano davvero poche frasi per far comprendere quanto nascere nella parte -giusta- della Regione faccia la differenza in termini di stimoli e opportunità. "Lavorare in contesti difficili è complicato” dice la prof Luciano. Dove insegna lei, nell'area Nord di Napoli, mentre la scuola cura le giovani menti la strada li richiama a sé. Oggi più che mai aiutata dal periodo che impone le scuole chiuse per la sicurezza sanitaria.

"Una mattinata ricca di contributi profondi" conclude la preside Rocciolo ringraziando gli ospiti intervenuti. Incoraggiando gli alunni a fare tesoro degli argomenti toccati nel webinair, congeda le classi rammentando lo scopo dell'iniziativa:

Diventare più consapevoli per essere cittadini migliori

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