Le Storie

Antonio Di Bona

Antonio Di Bona, 56 anni

Il 6 agosto 1992 Antonio Di Bona, agricoltore di Casal di Principe (CE), uscì di casa per portare il suo trattore a riparare. Purtroppo, il suo meccanico di fiducia era già in ferie estive, così, chiedendo in giro dove andare giunse ad un'officina a Villa Literno. Al suo arrivo il meccanico non c'era quindi Antonio non poté che attendere il ritorno per ricevere assistenza. Passò un po' di tempo, il titolare era tornato e all'agricoltore questa volta restava da aspettare la fine della manutenzione. Di lì a poco, arrivarono nello stabile quattro sicari della camorra con l'obiettivo di uccidere Antonio Diana, titolare dell'attività commerciale. Dopo aver sparato e atterrato il bersaglio i killer decisero di non lasciare testimoni oculari. Esplosero diversi colpi anche contro Antonio Di Bona e Nicola Palumbo, impiegato nell'officina, i quali non ebbero tempo e modi di mettersi al riparo. 

La polizia collegò fin da subito il caso a una vendetta trasversale di camorra ritenendo che l'obiettivo dei sicari fosse il titolare dell'officina, Antonio Diana, imparentato con Raffaele Diana, affiliato al clan Schiavone. Dalle indagini non emerse nulla a carico di Antonio Di Bona considerato un cliente fortuito divenuto un testimone scomodo nella guerra tra clan rivali per il dominio del territorio.

Storico giudiziario

  • Per l'omicidio di Antonio di Bona sono stati condannati:
    - All'ergastolo per Carannante Francesco ritenuto uno dei killer del commando
    - 16 anni di reclusione per Quadrano, ritenuto il mandate, con l'attenuante per esser diventato collaboratore di giustizia.

 

Il ricordo di Salvatore Di Bona, figlio di Antonio

"Ero a casa con la famiglia e la mia fidanzata, oggi moglie, pronti per festeggiare il mio onomastico. Mancava solo papà che aveva portato a riparare il trattore. Vedendo che tardava mia madre mi chiese di andarlo a cercare. Uscì in auto verso l'indirizzo che mia aveva dato e più mi avvicinavo all'officina meccanica più vedevo un gran numero di persone che affollava la zona. Chiesi ad un passante cosa fosse successo e mi disse che avevano sparato e ucciso tre uomini. Non ci diedi molto peso. In quel periodo la camorra faceva morti tutti i giorni e soprattutto mai avrei pensato che mio padre ne potesse rimanere coinvolto. Spinto dalla curiosità mi avvicinai sempre più per capire, poi, iniziò il dubbio. Mi resi conto che ero sempre più vicino all'officina in cui ero diretto. Quando fui giunto davanti allo stabile avevo paura dei miei sospetti: «può mai essere che?» Chiesi notizie a un carabiniere, gli spiegai che cercavo mio padre e che sapevo fosse passato da lì. Lui mi domandò il nome e alla mia risposta mi abbracciò dandomi le condoglianze. Quel dubbio divenne realtà".

"Mio padre era conosciuto a Casale, tutti conoscevano che persona fosse: una persona onesta, un instancabile lavoratore e con nulla da nascondere. Eppure in questi luoghi, il sol fatto di essere morto sparato vuol dire che sei coinvolto con i criminali. Le malelingue non tardarono a screditarlo. Io, mia madre e le mie sorelle eravamo soli contro tutti. Abbiamo combattuto per ben 17 anni affinché gli venisse riconosciuta giuridicamente l'innocenza. Negli anni ne abbiamo sentite tante ma la cosa che più ci fece soffrire fu che gli stessi amici e parenti si allontanarono da noi mettendo in dubbio l'onestà della mia famiglia".

"Passò del tempo quando, tra il 2006 e il 2007, fui contattato da due attiviste dell'Associazione Libera. A telefono mi dissero che conoscevano la storia di mio padre, mi spiegarono del loro impegno per la legalità e che ci volevano sostenere nel fare memoria. Scoppiai a piangere dalla gioia. Dopo tutti quegli anni finalmente qualcuno si era ricordato di noi e, soprattutto, definendo mio padre una vittima innocente della camorra. Iniziò così il mio impegno nel sociale portando la nostra storia nelle scuole e facendo squadra con altri familiari delle vittime innocenti come noi. Un impegno che porto avanti tuttora nel Direttivo del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità".

Noi dobbiamo poter essere liberi di vivere. Dobbiamo fare squadra, camminare a testa alta e avere il coraggio di denunciare per liberarci dai soprusi delle mafie.

#Memoria: Luoghi intitolati ad Antonio Di Bona

  • 31 luglio 2009 - Inaugurato il "Centro di agricoltura sociale - Antonio Di Bona" su terreni confiscati a Casal di Principe. Il bene confiscato è gestito dalla cooperativa "Eureka".
  • 12 marzo 2011 - Fiaccolata alla memoria presso la scuola elementare "Alighieri" insediata in un bene confiscato alla camorra a Casal di Principe. L'evento è stato promosso dall'Associazione Libera e dal Comitato Don Diana.
  • 2011 - Premiato con la targa "Don Peppe Diana" il cortometraggio biografico: "Memoria e rinascita". Regia di Giovanni Pirozzi e l'attore Luigi Baldascino nei panni di Antonio Di Bona.
  • 21 maggio 2012 - Ventennale presso il Teatro della Legalità, a Casal di Principe, con l'evento "Antonio Di Bona. Agricoltura fra presente e futuro". Evento promosso dalla società Agrorinasce con il patrocinio della Fondazione Polis e del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità.
  • 31 maggio 2013 - Menzionato nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 29 aprile 2016 - Intitolazione del piazzale antistante la Chiesa dello Spirito Santo a Casal di Principe. La manifestazione è l'atto conclusivo di due giorni di eventi alla memoria di Di Bona.
  • 30 giugno 2015 - Inaugurazione del Centro di aggregazione giovanile per l'arte e la cultura, bene confiscato dedicato a Pasquale Miele e ad Antonio di Bona e gestito dall'Associazione "Terra Nuova". Sito in via Cagliari, Casapesenna (CE). 

L'Associazione Terra Nuova

L'associazione nasce per volontà dei familiari di Antonio Di Bona e Pasquale Miele. Assegnataria nel 2015 di terreni confiscati alla camorra, si occupa di inserimento sociale e sostegno delle fasce deboli attraverso la professione agricola.

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Terra Nuova

                                                                                                      

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