Le Storie

Mariano Bottari

Mariano Bottari, 75 anni.

La mattina del 28 luglio 2014, come ogni giorno, Mariano Bottari scese di casa per svolgere le consuete commissioni familiari. Quel giorno c'era confusione in salumeria così, decise di lasciare la comanda e procedere verso la sede INPS, poco più avanti, per poi ritirare la spesa al ritorno. Pressapoco le 11:00, mentre percorreva la strada d’intersezione tra Via Scalea e Via Martiri di via Fani, a Portici, da quest’ultima arrivarono due motorini. In quel momento Mariano attraversò la strada e venne superato dal primo motoveicolo che si fermò poco più avanti. L'uomo in sella si voltò sperando di aver distanziato il suo inseguitore. Si sentirono insulti, volgarità, poi gli spari.

Tutto avvenne velocemente. L’anziano uomo si trovò nel mezzo di una rapina e senza possibilità di mettersi al riparo. Un proiettile impattò con l’asfalto frammentandosi e una di queste schegge colpì Mariano al volto. Inutili i soccorsi. L’uomo morì dissanguato nonostante fosse completamente estraneo alla vicenda.

Storico giuridico

  • Sul posto, ad avviare le indagini, i carabinieri del gruppo di Torre Annunziata, con il capitano Alessandro Amadei. Il fascicolo finisce anche sulla scrivania del pm Claudio Siragusa, della DDA di Napoli, che coordina le indagini insieme al procuratore aggiunto Filippo Beatrice.
  • Due giorni dopo l'accaduto, un imprenditore di San Giovanni a Teduccio, nel settore dei carburanti, espone denuncia per tentata rapina fornendo la dinamica in cui fu coinvolto Mariano Bottari.
  • Dal 2015 al 2017 - Grazie alle intercettazioni telefoniche in cerca dei responsabili della morte di Bottari sono state individuate e sgomberate diverse piazze di spaccio tra Barra-S.Giovanni-Ponticelli.
  • Luglio 2020 - Il Gup fa richiesta di archiviazione per mancanza di indizi rilevanti all'incriminazione degli indiziati.

 

Il ricordo di Ciro Iacone, nipote di Mariano

"Quella mattina rientravo dal volontariato presso un campo estivo a Lauro (AV). Quando presi il telefono e vidi una telefonata di mia madre fu il primo sintomo di qualcosa di strano: lei non mi chiama mai quando sono a lavoro. La richiamai e sentii la sua voce accelerata ma non volle dirmi nulla, poi, arrivato a casa trovai tutto a soqquadro e capì che era successo qualcosa di importante. La richiamai e solo allora mi disse che stavano correndo a Portici perché avevano fatto una rapina al nonno e che mi avrebbero aggiornato una volta sul posto. In quel momento nella mia testa c'erano mille scenari. Impaziente telefonai di nuovo per saper in che ospedale avrei dovuto raggiungerli. Al telefono mi rispose la sorella Silvana: «Ciro, sono zia, hanno sparato al nonno, il nonno è morto». Mi catapultai in auto e partì in direzione di casa dei nonni e inevitabilmente arrivai sul luogo della tragedia. Entrai lentamente nella folla chiedendo stupidamente di mio nonno. Me lo indicarono più volte, ogni volta che lo vedevo a terra non potevo crederci. La sua sagoma era lì, in una pozzanghera di sangue, coperta da un lenzuolo bianco".

"Fino alla sera i TG non parlavano d'altro. Li guardammo tutti in cerca di sapere qualcosa in più, ma sentivamo dire le solite cose. Dalla ‹rapina finita male› a un ‹regolamento di conti›. Poi, nei giorni seguenti, le invasioni dei giornalisti. Dover bloccare ogni attività lavorativa perché ti ritrovavi giornalisti o ufficiali in borghese che indagavano anche su di te per «escludere la pista della ritorsione». Quei giorni sembrarono mesi e io avevo solo voglia di urlare: «Noi siamo brava gente, non c'entriamo nulla con la camorra!»"

"Fin dal primo giorno mi assillava un pensiero:«Non può finire così!» Anche se non sapevo ancora cosa fare nello specifico, l'unico pensiero era quello di trovare un modo affinché mio nonno non venisse dimenticato. La sera prima del funerale mi misi al PC e, in pochi minuti, scrissi il discorso da leggere alla messa. Quando fu il momento di prendere parola andò benissimo nonostante la tensione e il pianto che mi bloccò più volte. Finito il funerale si avvicinarono molta gente, in particolare, familiari di altre vittime innocenti. In quel momento capì di non essere solo! Dopo qualche mese decisi di prendere l'iniziativa. Iniziai a seguire associazioni sul tema, cosa facevano altri familiari, come si crea un associazione, a studiare argomenti di psicologia e sviluppo personale. Un anno dopo la tragedia, fondammo l'associazione in memoria di Mariano Bottari". 

È nostro compito fare qualcosa per migliorare il mondo! Creare valore, lasciare la testimonianza del nostro passaggio, essere da esempio e stimolo per il prossimo, contribuire a rendere il mondo un posto più sano!

Frammenti di ricordi della famiglia Bottari

Rosaria: "Ero con le mie sorelle che facevamo la spesa quando arrivò la telefonata di mio nipote che ci diede la notizia della sparatoria. Corremmo a casa per posare il superfluo e partire per Portici. Intanto continuavano ad arrivare telefonate di amici e parenti che volevano informazioni da noi finché, da una persona arrivata già sul posto ci venne detto:«gli hanno messo il lenzuolo addosso». Mi si gelò il sangue. Precipitati sul luogo della tragedia c'era già la folla e le forze dell'ordine. Ci venne detto che si pensava a una rapina, che forse mio padre non volle consegnare il portafoglio e lo avevano sparato. Quando mi resi conto, pensai a mia madre da sola a casa e mi precipitai da lei. Nei giorni a seguire ci fu una grande confusione. Non si capiva la dinamica, cosa fosse accaduto e, soprattutto, non potevo pensare che ci fosse capitata una cosa simile. Quando sentì dire che mio padre era una vittima innocente della criminalità per me fu assurdo. Nella mia mente spaziavano tanti -perché-. Perché era successo a noi? Perché a mio padre? Eravamo stati catapultati in un mondo che non era il nostro, una situazione più grande di noi e che cambiò per sempre i nostri equilibri".

Purtroppo, il passato non si può cambiare ed è per questo che bisogna guardare avanti e non disperarsi. Trovare sempre un motivo per vivere.

Patrizia: "Quella mattina non la potrò mai dimenticare. Mentre stavo comprando le sigarette mia sorella insisteva a volermi passare il telefono. Mio nipote volle parlare direttamente con me e appena gli chiesi cosa fosse successo, in lacrime mi disse:«zia hanno sparato al nonno». Ero incredula, immaginavo mio padre ferito. Conoscendolo pensai che fosse intervenuto per aiutare qualcuno o che lo avessero sparato perché era il tipo che non avrebbe mai consegnato il portafoglio ai rapinatori. Senza perder altro tempo, con le mie sorelle andammo a casa per svuotare l'auto dalla spesa e fiondarci a Portici con i nostri mariti. Quando arrivammo sul posto per lo shock non ebbi alcuna reazione. Nonostante il caldo e lo spavento, mi sentivo di gelare. Senza accorgermene ci ritrovammo a casa di una signora il cui figlio aveva messo il lenzuolo bianco sul corpo di papà. Ci offrì dell'acqua e un po' di privacy dalla confusione e dai giornalisti arrivati sul posto. Da allora ho ancora tanta rabbia e tanta tristezza. Non è facile accettare una cosa orribile come questa. Tra quelle vie c'erano bambini che giocavano a pallone e donne che facevano la spesa. I rapinatori non hanno badato a nulla di tutto questo e quello che è successo a mio padre poteva accadere anche a loro".

Ai miei figli insegno a non seguire i “facili guadagni” ma a frequentare persone e ambienti che li facciano migliorare. La camorra si approfitta dei giovani, inizia con piccoli piaceri ben pagati ma da lì in poi diventano sempre più atti criminali.

 Silvana: "Ero appena scesa di casa quando ricevetti la telefonata dalla sorella giornalista di una mia amica. Mi disse che c'era stato un conflitto a fuoco in prossimità di casa mia e mi chiese se ne ero a corrente. Lei insisteva chiedendomi addirittura di andare a vedere, quindi, anche un po' infastidita cercai di liquidarla facendole notare che non avevo interessi ad andare a curiosare. Così, prese coraggio e iniziò ad accennarmi qualcosa:«sai, è stato ferito un uomo anziano che fa di cognome Bottari». Appena sentì il nome mi sciolsi. Siamo gli unici Bottari in zona. Chiamai mio padre al cellulare ma ormai era spento. In sella allo scooter, con il mio all'epoca compagno, ci fiondammo sul posto. Vidi il corpo a terra, scesi al volo urlando «papà» e iniziai a correre finché non fui bloccata dai carabinieri. Non potevo credere a quello che vedevo. Rimasi lì con mio fratello finché non giunsero anche le altre sorelle. Fin da subito l'onestà di mio padre non poteva essere messa in dubbio. Tutti conoscevano l'uomo che era e che con certi ambienti della criminalità non aveva nulla a che fare. Così come per noi figli, siamo entrati a far parte di una realtà che non ci appartiene. Siamo una famiglia per bene che questi temi li ha sempre visti solo in televisione e mai, come da allora, toccati con mano. Una morte naturale la si può accettare nel tempo, mentre, una morte per omicidio fa molto più male, fa rabbia, è difficile da comprendere e accettare".

Finché in alcuni contesti la criminalità è paragonata alla “normalità” è difficile far penetrare il messaggio di legalità. Proprio per questo è importante diffondere la cultura di valori e principi che vertano all'onestà.

 

#Memoria: luoghi intitolati a Mariano Bottari

  • 25 maggio 2015 - Intitolazione di un'aiuola sita in via Martiri di via Fani, a pochi metri dal luogo dove fu colpito Mariano.  La cerimonia è l’atto conclusivo del percorso scolastico “adotta un aiuola” effettuato dall'Associazione Libera contro le mafie in alcune scuole sul territorio.
  • 29 settembre 2016 - Inaugurazione e intitolazione di CASA ALZHEIMER, bene confiscato alla camorra a Villaricca.  La struttura è gestita dall'Associazione AMNESIA che presta servizio di assistenza a persone affette da patologia con demenza e ai loro familiari.
  • 30 marzo 2019 - Intitolato il Centro Polifunzionale in via Benedetto Croce, a Portici. Decisione promossa dal Consigliere comunale Antonio Bibiano e approvato all'unanimità con la DCC del 11 giugno 2018. La struttura è gestita da un'associazione culturale locale che svolge attività ludiche per il quartiere.

Eventi e manifestazione per ricordare Mariano Bottari

  • 29 luglio 2014 - Fiaccolata anticamorra organizzata dalla comunità parrocchiale del Sacro Cuore, a Portici. Dopo un'adorazione presso la Chiesa, celebrata da padre Giorgio Antonio Pisano, segue una marcia che ha attraversato la città fino a deporre un cero sul luogo dell’omicidio.
  • 29 luglio 2015 - 1° Memoriale Bottari - Dapprima una Messa in suffragio presso la Chiesa del SS Redentore, a Portici, seguita da una marcia fino al Centro Polifunzionale, in via Benedetto Croce, in cui è stata presentata l'Associazione "WoW Project per Mariano Bottari" fondata dai familiari della vittima.
  • 4 luglio 2016 - Concerto del coro: "Note Legali", direttore Paolo Acunzo, presso Villa Fernandez, bene confiscato alla camorra a Portici. L’evento è stato promosso dal Collegamento Campano contro le camorre per la legalità e la nonviolenza “G. Franciosi” ONLUS e dal Presidio Libera Portici, in collaborazione con la Fondazione Polis, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e la neonascente WoW Project per Mariano Bottari".
  • 28 luglio 20162° Memoriale Bottari - In seguito alla consueta messa in suffragio, una mostra biografica su Mariano è stata allestita nei giardini di Villa Fernandez, a Portici. L'evento ha visto un intrattenimento musicale, momenti di confronto e il lancio del Concorso "Nonno Mariano". La manifestazione si è conclusa con l'estrazione di un premio smartobox.
  • 13 ottobre 2016 - Pizzata di beneficenza in Memoria di Mariano Bottari. Evento promosso da WoW Project per raccogliere fondi e finanziare i premi del 1°Concorso "Nonno Mariano".
  • 18 dicembre 2016 - Aperitivo di beneficenza in Memoria di Mariano. Evento promosso da WoW Project per raccogliere fondi e finanziare i premi del 1°Concorso "Nonno Mariano".
  • 26 aprile 2017 - Spettacolo teatrale in Memoria di Mariano Bottari. Evento promosso in collaborazione con L'Associazione culturale "Tra Palco e Realtà" per raccogliere fondi e finanziare i premi del 1°Concorso "Nonno Mariano".
  • 13 giugno 20173° Memoriale Bottari - Allestita nelle sale di Villa Fenandez la mostra dei progetti partecipanti al concorso "Nonno Mariano" e la raccolta fondi per l'Associazione Nutriafrica. L'evento ha visto molti interventi delle associazioni gemellate tra cui: Nutriafrica, Amnesia, Libera e la premiazione delle prime classificate al concorso. L'evento si conclude con un flash mob "Legalità e Cultura".
  • 13 giugno 2018 4° Memoriale Bottari - Premiazione della vincitrice della 2ª edizione di "Nonno Mariano".
  • 27 settembre 2018 - Una maratona per la memoria a Villaricca. Evento promosso dall'Associazione AMNESIA sostenuta dalla Fondazione Polis. 
  • 6 aprile 2019 - Aggiudicata all'Associazione WoW Project per Mariano Bottari la "Pergamena per la Solidarietà". Premio istituito dall'Associazione A.L.E.C. e dal Comune di Napoli.
  • 12 settembre 2019 - Messa in suffragio per Mariano Bottari e Lucia Polselli (la moglie, venuta a mancare nel mese di agosto precedente)
  • 13 giugno 2020 - 5° Memoriale Bottari - Date le restrizioni per il distanziamento sociale, l'Associazione ha organizzato un social-mob dal titolo: "Un Valore per la Legalità" per diffondere i valori umani sui canali social. 

 

L'Associazione "W.o.W. Project per Mariano Bottari"

l 28 luglio 2015, a 1 anno dalla tragica sorte che ha colpito Mariano Bottari, i familiari decidono di inaugurare ufficialmente l’Associazione "W.o.W. Project per Mariano Bottari". "W.o.W." è l'acronimo di "Whit or Whitout" (ingl. "con o senza") un provocazione verso le Istituzioni, i cittadini indifferenti. Una promessa che -con o senza- il supporto, i familiari avrebbero perseverato nell'impegno della promozione della cultura e della legalità affinché atti criminali, come quello che ha stravolto la loro famiglia, non si ripetano più. Nel 2016 nasce il Concorso "Nonno Mariano" dal desiderio di creare stimoli che facciano emergere gli studenti dal contesto sociale di appartenenza, premiando chi riesce a rappresentare i “Valori Umani” attraverso l’arte grafica, forte stimolo di espressione. 

Le principali finalità dell'Associazione sono:

  • Organizzare e divulgare la cultura della legalità attraverso la Memoria di Mariano Bottari e di tutte le vittime innocenti delle criminalità.
  • Promuovere eventi e attività socio-umanitari e socio-culturali per la difesa e l’assistenza dei più deboli.
  • Organizzare eventi ludici per la promozione, o la raccolta di fondi, per: il sostegno del prossimo, delle attività sociali, la riqualificazione del territorio.
  • Essere di stimolo per la crescita personale delle persone.

 Vuoi saperne di più? Visita il sito:
wowprojectbottari.altervista.org

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Per rimanere informato sui prossimi eventi in memoria di Mariano Bottari o delle attività dell'Associazione, segui i canali social di WoW Project Bottari: #wowprojectbottari @wowprojectbottari 

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Video

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