Le Storie

Don Peppe Diana

Don Peppe Diana, 36 anni

Alle 7.30 del 19 marzo del 1994, don Peppe Diana venne assassinato con quattro proiettili, nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari, a Casal di Principe, mentre si preparava a celebrare la Santa Messa. Assassinato dalla camorra per il suo impegno civile nel voler liberare la sua terra dal dominio camorristico che costringeva i casalesi a vivere in un'ambiente di perenne tensioni.

Dal 1989, anno in cui divenne il parroco della parrocchia di San Nicola di Bari, accoglieva le giovani leve per mostrargli un percorso migliore e, soprattutto, denunciando le infiltrazioni criminali negli enti comunali.La forma di denuncia più eclatante fu' la lettera «Per amore del mio popolo», diffuso a Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana. Un manifesto dell'impegno contro il sistema criminale che riscosse molti consensi e portò alla decisione, da parte del clan locale, di ammazzarlo prima che crescesse.

Storico giuridico

  • 27 marzo 2003, la sentenza della Corte di Assise d’Appello di Napoli che confermava la condanna all'ergastolo per gli imputati Piacenti e Santoro.
  • 11 dicembre 2003, i carabinieri del reparto operativo di Caserta arrestano Maurizio Clemente, editore occulto del Corriere di Caserta, testata giornalistica sulla quale venivano pubblicati gli articoli che infamavano don Peppe Diana affermando scandali sessuali, camorristici e corruzione che ne giustificassero l'omicidio.
  • 4 marzo 2004, la Corte di Cassazione condanna all'ergastolo Mario Santoro e Francesco Piacenti come coautori dell'omicidio, e riconosce come autore materiale il boss Giuseppe Quadrano, divenuto collaboratore di giustizia, condannandolo a 14 anni di reclusione; decisiva, per le indagini, la testimonianza di Augusto Di Meo, fotografo, amico di Don Diana, che si trovava in chiesa la mattina dell'omicidio. 

Il ricordo di Marisa Diana, sorella di don Peppe

"Erano da poco passate le 8 del mattino quando ci bussarono sotto casa dicendoci «Peppe si è fatto male». Ho pensato di tutto, ma mai che fosse stato sparato. Quando arrivai da lui e capì la gravità di quello che era successo, sentii come la morte nel cuore. Il mio primo pensiero fu' di correre da mia madre. Quando arrivai da lei già aveva saputo la notizia. Le sue grida, il suo invocare il nome di mio fratello, è un momento che non dimenticherò mai".

"Vidi Peppe la sera prima, ero a casa con mia madre che mi accudiva. Avevo partorito da 20 giorni e mio fratello mi era venuto a trovare. Ci eravamo dati appuntamento per il giorno dopo, a casa sua, per festeggiare il suo onomastico. Noi tutti eravamo ben consapevoli che, all'epoca, il nostro paese aveva uno stampo camorristico e che quello che diceva Peppe durante le sue omelie era troppo controcorrente. Eppure, il fatto che lui non facesse nomi, che si prendeva cura dei giovani del territorio, non mi faceva temere il peggio".

"Fu' uno shock per tutti! Il giorno dopo il suo assassinio, gli amici di Peppe e le associazioni del territorio si riunirono e fondarono il -comitato don Peppe Diana- affinché tutto quello che mio fratello aveva creato, gli ideali, il sogno di liberare Casale dalla camorra, non si perdesse e la sua morte non fosse vanificata. I primi anni sono stati durissimi. La stampa ha provato a massacrare la memoria di mio fratello infamandolo in ogni modo ma, nonostante tutto, siamo riusciti a far vincere la verità".

"Intanto, il comitato cresceva e raccoglieva consensi, con loro i miei genitori affrontavano il dolore, in particolare, mio padre non perdeva un solo evento. Poi, quando la sua salute peggiorò impedendogli di partecipare assiduamente, sentii in me quella forza di farmi avanti".

Avevo capito che tutti potevano parlare di don Peppe Diana, ma solo un familiare poteva trasmettere quelle emozioni che possono risvegliare la coscienza collettiva

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a don Peppe Diana

  • 26 marzo 1994 - Papa Giovanni Paolo II, durante l'Angelus, ricorda la lotta contro la criminalità ed il sacrificio di don Peppe e invita tutti i fedeli a pregare affinché la sua morte non sia vana.
  • 2004 - aula consiliare del Comune di Orta di Atella (CE)
  • 23 novembre 2005 - Inaugurazione di "Casa don Diana" a Casale, bene confiscato alla famiglia Coppola (CE)
  • 19 marzo 2009 - La "giornata della memoria e dell’impegno" marcia a Casal di principe
  • 2010 -  intitolazione dell'Istituto di Istruzione Superiore di Morcone (BN)
  • 6 marzo 2013 - festa di intitolazione dell'istituto comprensivo «Don Peppe Diana» a Portici (NA)
  • 13 luglio 2013 - aula consiliare del Comune di Casal di Principe (CE)
  • settembre 2013 - intitolazione largo di viale Borsellino, Caserta.
  • 22 dicembre 2013 - inaugurato lo "Sportello informativo e di segretariato sociale per gli immigrati don Peppe Diana" a Casal di Principe (CE)
  • 7 marzo 2014 - Intitolazione della biblioteca ISISS di Santa Maria A Vico (CE)
  • 17 marzo 2014 - presentazione, in anteprima alla Camera, della fiction "Per Amore del mio Popolo"
  • 8 novembre 2014 - inaugurazione della "Scuola di Legalità" a Termoli (CB)
  • gennaio 2015 - appello a Papa Francesco affinché don Peppe Diana sia annoverato tra i martiri della giustizia, lasciato dall'ex magistrato Michele Del Gaudio
  • 11 aprile 2015 - intitolazione della Villa Comunale di Piazza Sparavigna a Atripalda (AV)
  • 12 marzo 2016 - cerimonia di intitolazione del 4° circolo didattico a Giugliano in Campania (NA)
  • 21 marzo 2016 - intitolazione dell'Istituto Comprensivo a Casal di Principe (CE)
  • 18 maggio 2018 - intitolazione del 2° circolo didattico "Don Peppe Diana" a Acerra (NA)
  • 24 ottobre 2019 - inaugurazione Presidio scolastico di Libera Liceo Guacci «Don Peppe Diana» , Benevento
  • 15 dicembre 2019 -  intitolazione del bosco di cerri del Real Sito di Carditello (NA)

Eventi in memoria di don Peppe Diana

  • 2013 - Dedicata la 23° tappa del festival dell'Impegno civile. Nell'occasione viene consegnata la laurea in Teologia biblica riconosciuta "post mortem" dalla facoltà teologica dell'Italia meridionale.
  • 2014 - La Diocesi di Aversa ha avviato una ricostruzione della vita per sostenere la proposta di beatificazione.
  • 6 marzo 2014 - Marcia con circa 6mila persone, tra cui 5mila scout, hanno sfilato per le strade di Casal di Principe 
  • 19 marzo 2014 - Giornata alla commemorazione a Casal di Principe.
  • Da aprile a ottobre 2015 - Mostra d'arte "La luce che vince l'ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe" organizzata nella casa che fu di Don Peppe Diana. Esposti otto capolavori della Galleria Nazionale degli Uffizi, nell'ambito del progetto R_Rinascita, nella quale hanno svolto il ruolo di guide d'eccezione ragazzi e ragazze di Casal di Principe, quali ambasciatori della Rinascita.
  • 19 marzo 2016 - Inaugurazione della mostra #Noninvano presso "Casa don Diana", con Dol Luigi Ciotti. Promosso dalla Fondazione Polis della Regione Campania, dedicata alle vittime innocenti della criminalità.
  • 21 novembre - presentazione di "FUMETTI ANTIMAFIE – Tre eroi del nostro tempo: Giovanni Falcone, Peppino Impastato, don Peppe Diana" presso il Teatro Politeama di Poggibonsi (SI),  promosso dalla Provincia di Siena, con il contributo della Fondazione del Monte dei Paschi, Napoli COMICON e il Comune di Poggibonsi, nell’ambito del festival "Leggere è Volare"
  • 19 marzo 2020 - alle 7:30 messa eucaristica (in streaming) seguita dalla "Marcia Social 19-21 MARZO VENTI VENTI". 
    Una raccolta di foto, video, performance artistiche, che ricordino don Peppe Diana.
    (Evento organizzato per far fronte alla quarantena per l'emergenza Covid-19)

Tutti i libri su don Peppe Diana:

L'Associazione: "Comitato Don Peppe Diana" 

logo comitato don Peppe Diana

L'APS "Comitato don Peppe Diana" è nata ufficialmente il 25 aprile 2006, come frutto di un percorso di diversi anni, che ha coinvolto persone e organizzazioni unite dal desiderio di non dimenticare il martirio di un sacerdote morto per amore del suo popolo. Il comitato don Peppe Diana fu costituito nel 2003 da sette organizzazioni attive nel sociale, le quali decisero che il messaggio, l'impegno e il sacrificio di don Giuseppe Diana non dovessero essere dimenticati.

Principali attività: 

Casa Don Diana: Centro polivalente per la promozione sociale dedicato a giovani e adulti. È meta, durante tutto l’anno, di gruppi scout, parrocchiali, di turisti responsabili ma anche di cittadini di passaggio, studenti di ogni ordine e grado.

Dal 2007 - Festival dell’Impegno Civile “Le Terre di Don Diana”, promosso dal Comitato Don Peppe Diana e dal coordinamento provinciale di LIBERA Caserta. È la prima manifestazione italiana ad essere realizzata sui beni confiscati alla criminalità organizzata e sui beni comuni riportati in luce grazie all'impegno e al lavoro di associazioni, cooperative e reti che fanno dell’impegno civile la loro azione quotidiana. Il Festival sostiene lo sviluppo di nuove realtà, interessate a proporre e realizzare singoli eventi culturali, sempre ad ingresso gratuito, all'interno dei beni confiscati territoriali, da inserire nel programma complessivo dell’iniziativa.

Progetto FU.C.I.NA. : Il progetto prevede la realizzazione di un FabLab territoriale come incubatore di innovazione sociale nel bene confiscato alla camorra "Casa Don Diana". Gli studenti costituiscono delle mini-imprese sociali a scopo formativo e ne curano la gestione, dalla ideazione al lancio sul territorio su quattro aree tematiche: alimentazione sana, casa intelligente, comunicazione sociale per l’inclusione e i beni comuni, energia pulita. Il percorso sostiene lo sviluppo di un set di competenze sociali, tecniche e trasversali, fondamentali per tutti i giovani, indipendentemente dai loro interessi lavorativi futuri. 

scopri di più! Visita il sito: APS Comitato Don Peppe Diana

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