Le Storie

Vincenzo D'Anna

Vincenzo D'Anna, 60 anni

Vincenzo D'Anna e suo figlio minore avevano una ditta edile a Secondigliano (NA). In quel periodo erano impegnati proprio di fronte casa con un lavoro a Villa Lucia. Piazzati i ponteggi, arrivarono le richieste di tangenti. Le pressioni divennero sempre più insistenti portando, più volte, alla sospensione dei lavori. Nonostante ciò, Vincenzo continuò a non cedere alle intimidazioni e non pagare la malavita. La camorra decise di estorcergli i soldi diversamente. Grazie a un informatore, seppero che l'imprenditore edile pagava i dipendenti ogni fine settimana. Così, si presentarono all'occasione con lo scopo di rapinarlo.

Nel pomeriggio del 12 febbraio 1993, due uomini in sella a una "Vespa" e a volto coperto, irruppero in Villa Lucia. Si avvicinarono a Vincenzo per estorcergli i soldi che portava con sé, 3 milioni di Lire per pagare i dipendenti. Stavolta però, all'ennesimo rifiuto, decisero di aprire il fuoco. Ferito, Vincenzo scappò verso l'altra uscita della villa dove fu soccorso dal figlio. Iniziò la corsa verso l'ospedale "Nuovo Pellegrini" ma, purtroppo, D'Anna perse troppo sangue spirando prima di poter essere operato.

La dignità e l'onesta di Vincenzo D'Anna sono testimoniate dalle ultime parole che conferì al figlio Domenico e agli operatori sanitari. Durante la corsa in ospedale, l'uomo consegnò i soldi al figlio dicendogli:«Mimmo paga gli operai». Mentre, ai chirurghi che lo preparavano per l'operazione dichiarò:«Volevano i soldi. Io ho lavorato tutta una vita per portare avanti l'azienda».

Storico giuridico

  • Per mancanza di testimoni, nonostante la scena avvenne in presenza degli operai, non sono mai stati identificati gli esecutori materiali.
  • Gennaro Licciardi, boss di Secondigliano già in detenzione, ritenuto il mandante è stato condannato in primo grado a 10 anni di reclusione.
    - In seguito, la Cassazione ha scontato la pena a 8 anni.

La Testimonianza di Emilio D'Anna, figlio di Vincenzo

"All'epoca ero sposato e non vivevo più dai miei genitori ma, avevo l'abitudine di andare spesso a trovarli. Quando quel giorno arrivai sotto il loro palazzo, fu mia madre a darmi la notizia che mio padre era stato sparato e si trovava in ospedale con mio fratello. Corsi da loro ma fu praticamente inutile. Quando rientrammo, trovammo casa piena di agenti che indagavano e perquisivano. Fui pervaso da un unico pensiero: «Hanno ucciso mio padre, non possono farli vincere». Radunai gli ufficiali e mi chiusi in salone con loro raccontandogli tutto sulle estorsioni."

"All'inizio abbiamo avuto paura nell'esser stati coinvolti in una vicenda del genere. Non puoi sapere cosa possa capitare a te. Ti senti crollare il mondo addosso. Poiché avevo testimoniato, ricevetti delle minacce. Amici e parenti iniziarono ad evitare il discorso per paura di ritorsioni. Per fortuna mio padre Vincenzo era solito appuntare tutto su un'agenda. Tutti i dettagli sui fermi, le richieste di estorsioni e movimenti, hanno contribuito alle indagini portando, quantomeno, all'arresto del mandante dell'esecuzione. Un periodo davvero brutto durato circa 6 anni tra processi a appelli."

"Nonostante tutte le difficoltà, mi ritengo un inguaribile ottimista e voglio portare un messaggio di speranza e coraggio nelle scuole. Il mio appello va soprattutto alle Istituzioni affinché i giovani possano avere diritti e dignità per non cadere nella trappola della camorra."

"È importante che dalle Istituzioni parta sia l'educazione del "problema" camorra sia un impegno alle soluzioni. La mancanza di lavoro e dei servizi basilari, come la sanità e l'istruzione, sono il pane di cui si nutre la criminalità".

#Memoria: eventi & intitolazioni per Vincenzo D'Anna

  • Ogni anno viene celebrata una messa in suffragio.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Vincenzo è menzionata nel libro:"Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • Marzo 2015 - La storia di Vincenzo è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 18 ottobre 2019 - Piantumazione di un albero di limone presso l’IC "V. Mennella" e l’IPS "V. Telese" di Lacco Armeno, a Ischia (NA), promosso dal Presidio Libera locale. 
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