Le Storie

Pasquale Pagano

Pasquale Pagano, 36 anni

La sera del 26 febbraio 1992 Pasquale Pagano, commerciante di Casapesenna (CE), uscì in auto con suo zio, Paolo Coviello, per una commissione personale. Mentre Paolo a Pasquale viaggiavano a bordo della sua Renault Clio grigio chiaro, furono raggiunti da un gruppo d'assalto che prese di bersaglio i due uomini che non sopravvissero all'agguato di camorra.
Purtroppo, l'auto era dello stesso tipo e dello stesso colore di quella di un affiliato al clan dei casalesi, obiettivo del clan rivale per vendicarsi di un torto ricevuto. Pasquale e Paolo furono brutalmente assassinati per uno scambio di persona. 
 

Storico giuridico

  • Nonostante fosse chiaro fin da subito lo scambio di persona, le indagini non poterono continuare per mancanza di testimoni.
  • 2015 - coordinati dal PM Giovanni Conzo, i carabinieri arrestarono i responsabili grazie alle dichiarazioni dei boss pentiti. 
  • Dicembre 2015 - il Tribunale di Napoli ha condannato a 20 di carcere gli esponenti della fazione del clan che aveva architettato l'agguato e all'ergastolo l'esecutore materiale.
  • Marzo 2017 - La Corte d'Assise d'Appello di Napoli (quarta sezione) condanna in primo grado per il duplice omicidio:
    - a 20 anni di reclusione: Umberto Venosa e i parenti Salvatore, Pietropaolo e Raffaele; con l'attenuante di essersi pentiti ed aver emesso dichiarazioni auto-accusatorie;
    - ergastolo per Francesco Carannante.
  • In seguito, la Corte riduce le condanne per i 4 familiari Venosa a 13 e 14 anni di reclusione e 20 anni per Carannante che in seguito alla prima condanna inviò alla Corte una lettera in cui ammette le proprie responsabilità per il delitto e le scuse. 

 

Il Racconto di Rosa Pagano, figlia di Pasquale

"Erano circa le 19:30, avevo 9 anni e mentre giocavo in cortile con mia sorella minore, lo vedemmo uscire. Dopo poco, un signore venne a bussare al portone, si affacciò mio nonno al quale l'uomo disse: «Mario tuo figlio ha avuto un incidente». In meno di un ora casa mia fu colma di persone e carabinieri. Capimmo che era accaduto qualcosa di veramente grave".

"Nonostante noi tutti sapevamo fossero brave persone, che fossero vittime di un scambio di persona ci sono voluti ben 23 anni per toglierci di dosso il pregiudizio della gente che additavano mio padre come un delinquente solo perché ucciso in una sparatoria. Poco dopo conobbi Salvatore di Bona, figlio di Antonio di Bona e referente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti. Grazie a lui ho conosciuto i familiari di vittime innocenti, le realtà associative che nascono da queste brutte esperienze e a raccontare la mia storia nelle scuole".

Parlatene, spiegatelo anche ai bambini. Trovate il modo e le parole giuste per spiegargli la verità perché tenerli all'oscuro, li spaventa più del non sapere le cose!

#Memoria: Event e intitolazioni per ricordare Pasquale Pagano

  • Ogni anno, la famiglia organizza una messa, intima, in suffragio di Pasquale Pagano

 

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