Le Storie

Stefano Ciaramella

Stefano Ciaramella, 16 anni

Il 2 settembre 2001 era una domenica sera come le altre. Stefano Ciaramella s'intratteneva con la fidanzatina accanto allo scooter del fratello, un Piaggio "Hexagon", in una stradina laterale del centro di Casoria (NA) a 500 m da casa sua. I due parlavano tra loro nell'intimità adolescenziale. Pressapoco le 23:20 giunsero quattro ragazzi a bordo di due scooter, giovanissimi anche loro. A viso scoperto e senza armi intimarono la giovane coppia con l'intento di rapinarli di tutto ciò che avesse valore. Stefano e la fidanzatina cedettero alle minacce consegnando: motorino, cellulari e soldi. La banda fece per allontanarsi ma uno dei quattro rapinatori puntò alla ragazza. Le fece delle avance anche allungando le mani fino a strattonarla strappandole la camicia. A quel gesto Stefano reagì per bloccare l'aggressore. Ci fu una breve colluttazione finché un secondo rapinatore s'intromise per spalleggiare il collega. Quest'ultimo colpì Stefano con una coltellata dritta al cuore. Il giovane cadde a terra tra le braccia della ragazza che chiese aiuto a gran voce. Li soccorsero una coppia di passanti ma Stefano perse troppo sangue vanificando la corsa in ospedale.
 

Ironia della sorte, Stefano non ha mai avuto un motorino. Lo scooter rubato era del fratello appena sposato che, dovendo partire per il viaggio di nozze, concesse al fratellino il permesso di poterlo usare per quella sera. Stefano era un ragazzo presente, allegro e sempre attento alle persone della sua vita. Con ironia e un sorriso aiutava il prossimo anche nel piccolo. Dimostrava il suo essere responsabile facendo lavoretti stagionali tra cui il meccanico. Con la prima paga si comprò una bicicletta per andare a lavorare, la stessa che, per una sera, fece a cambio con il motorino per uscire con gli amici.

 

Storico giuridico

  • Grazie alla testimonianza di D. (la ragazza) i carabinieri individuarono velocemente il gruppo criminale, di cui, solo due erano maggiorenni all'epoca dei fatti: Pietro Amadori, militare di leva, e Giuseppe D'Ascillo. Oltre all'accusa di omicidio, la banda era responsabile di ben quattro rapine (prevalentemente motorini) avvenute nelle ore precedenti sempre a Casoria.
  • Al processo, Giuseppe D'Ascillo venne condannato in primo grado a 30 anni di reclusione. La pena verrà ridotta a 15 anni in secondo grado. 

 

Il ricordo di Antonella Ciaramella, sorella di Stefano

"Il giorno prima avevamo celebrato il matrimonio di nostro fratello e i festeggiamenti si sono tenuti in una dimora in campagna. La domenica, il 2 settembre, io, Stefano e altri familiari tornammo a casa nel pomeriggio mentre i nostri genitori con mia sorella s'intrattennero ancora con gli sposi. Avvenuta l'aggressione a Stefano, dei carabinieri rintracciarono i miei genitori ancora in campagna dandogli la notizia. Con un passaparola l'accaduto arrivò ai miei zii e di seguito a me che ero a casa con mia nonna. Fu uno shock per l'intera famiglia".

"Un dolore assurdo che come una scarnificazione ha fatto emergere e conoscere ogni singolo sentimento che si possa provare nel profondo più intimo di ognuno di noi. Nonostante tutto, a casa nostra non c'è mai stato un sentimento di odio. Intanto sui giornali inventavano diverse informazioni su mio fratello, così, io e mio padre contattammo i media per rilasciare un'unica e sola intervista unicamente al fine di fare chiarezza sui fatti evitando qualsiasi forma di spettacolarizzazione o strumentalizzazione".

"Iniziò così un tour nei quartieri limitrofi accompagnati da un mio amico cronista. Da allora abbiamo e ho imparato che la ‹gente per bene› e la ‹criminalità› sono più vicine di quanto percepito e mai bisogna abbassare l'attenzione anzi, oggi è peggio di 19 anni fa'! In quei quartieri ho visto la trincea di chi vorrebbe cambiare vita e l'aberrazione di chi considera la morte più compagna della vita stessa. La vera tragedia è che ci rendiamo conto di tutto questo solo quando avviene uno ‹terremoto› come quello capitato a noi. L'amore per Stefano è stata la fiamma che in tutti questi anni ci ha permesso di non impazzire e di non trasformarci. Siamo diversi da chi odia e uccide ed è nostro compito rimanere e dimostrare che l'amore salva davvero. Non ho mai parlato di mio fratello prima di diventare Consigliere regionale per l'intimità del mio sentimento e la paura di essere messa in vetrina con quella che per alcuni è un etichetta, mentre, per me è una profonda ferita. Essere impegnata per riqualificare il territorio è il mio modo di non darla vinta agli assassini e a gridare che ci siamo anche noi: tutti quelli che non cedono. Un percorso che mi portata a far parte della Commissione Legalità della Regione Campania con la consapevolezza che la legalità si pratica non si enuncia".

"Ricordo le parole di mia madre quando, poco tempo dopo i funerali, disse ad una persona: «loro non vedranno mai la vita, l'amore e la bellezza che ha visto mio figlio in 16 anni». L'insegnamento dei nostri genitori è sempre stato un modello da seguire, infondo, il loro compito è quello di dare l'esempio e i miei non hanno mai dimenticato di farlo. Hanno continuato ad essere i nostri genitori, titolari d'impresa, parte della comunità e a credere, più che nella giustizia, negli ‹esseri umani›".

La paura di essere esclusi e il desiderio di apparire hanno creato una grande confusione nei giorni nostri. Il vero valore sta nel riconoscere e mai confondere una «persona per bene» da una «persona arricchita».

#Memoria: menzioni ed eventi in ricordo di Stefano Ciaramella

  • 5 settembre 2001 - I funerali si sono tenuti nel primo pomeriggio presso la Basilica di San Mauro a Casoria.
  • 6 settembre 2001 - Una fiaccolata commemorativa ha attraversato la cittadina di Casoria.
  • 28 marzo 2002 - Elargite 13 Borse di studio in memoria di Stefano Ciaramella e di tutte le altre giovani vittime delle violenze in Campania. Il bando è stato approvato dalla Giunta Regionale della Campania con la DLB n° 1243 per volontà del Presidente Bassolino.
  • 12 marzo 2009 - La storia di Stefano è menzionata nel libro: "Lotta civile" di Antonella Mascali. Editore Chiarelettere.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a Stefano e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 2 settembre 2016 - In occasione del 15º anniversario è stata celebrata una messa in sua memoria presso la Parrocchia di San Mauro, a Casoria. Evento organizzato e promosso dalla parrocchia stessa e dall'associazione Libera.
  • 22-23 giugno 2019 - Torneo di calcetto presso l'oratorio di S.Mauro, a Casoria (NA). Evento intitolato ad Andrea Nollino, Stefano Ciaramella, Antonio Coppola.
  • 5 maggio 2020 - La storia di Stefano è menzionata nel libro: "Assenti. Senza giustificazione" di Rosario Esposito La Rossa. Edizione Einaudi Ragazzi. Made in Scampia.
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