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Fabio De Pandi

Fabio De Pandi, 11 anni

Il 21 luglio 1991 Fabio De Pandi trascorse la domenica con la famiglia a casa di amici nel Rione Traiano, a Soccavo (quartiere di Napoli). Quando fu ora di rincasare era ormai sera inoltrata. Giunsero alla loro auto, mentre, poco lontano arrivò una "alfa 164" con tre persone a bordo che di lì a poco iniziarono a sparare. Alle spalle della vettura della famiglia De Pandi vi era una bancarella di sigarette di contrabbando verso cui erano rivolte le pallottole esplose. Questi ultimi si diedero alla fuga, mentre, un proiettile vagante colpì il piccolo Fabio trapassandogli il braccio e conficcandosi nel torace. Salendo velocemente in auto per darsi alla fuga, Fabio pronunciò le parole: «mamma, mi fa male il braccio». I genitori videro il sangue sulla camicia e capendone subito la gravita, iniziò la corsa verso l'ospedale. Purtroppo la pallottola aveva leso gli organi vitali interni, Fabio De Pandi si spense prima di poter ricevere soccorsi.
 
Fabio De Pandi è morto a soli 11 perché i clan camorristici erano, e sono, in conflitto sul dominio del business della droga. In seguito alle dichiarazioni del boss del Rione Traiano si saprà che quella sparatoria sarebbe dovuta essere solo una "avvertenza" e non un vero e proprio agguato verso i detentori della bancarella per una partita di droga non ancora pagata. Nello stesso giorno, fu assassinato anche Angelo Riccardo, 21 enne di San Cipriano d'Aversa (CE), vittima di uno scambio di persona.

Storico giuridico

  • A pochi giorni dall'accaduto, la polizia riconosce Amedeo Rey come l'uomo che sedeva di fianco all'autista. In seguito, i mandanti e il commando dell'agguato sono stati tutti condannati. Ad Amedeo Rey, appartenente al clan Puccinelli, è stata riconosciuta la responsabilità per l'omicidio di Fabio.
  • Nel 2003 viene confermata la pena all'ergastolo per Amedeo Rey riconosciuto responsabile della morte del piccolo Fabio De Pandi. L'11 dicembre 2015 l'assassino si è tolto la vita impiccandosi nel carcere di Parma.

 

Il ricordo di Gaetano De Pandi, padre di Fabio

"Quella sera ero con la mia famiglia. Passammo la domenica a casa di un mio caro amico d'infanzia, poi, fatta sera, lo salutammo per rincasare. Era quasi mezzanotte quando passò un'auto nella zona alberata, non ci badai, era molto distante da noi. Poi, spararono nella nostra direzione. Dietro di noi c'era una bancarella di sigarette di contrabbando e noi ci trovammo nel mezzo. Salimmo rapidamente sulla nostra auto. Fabio disse che gli faceva male il braccio, poi vedemmo il sangue. Solo dopo ci accorgemmo che il proiettile gli aveva trapassato il braccio entrando nel torace. Corremmo in ospedale. Durante il tragitto mi accorsi che mio figlio non si lamentava più. Intuì che fosse finito ma non lo accettai e continuai la corsa sperando che si potesse ancora salvare".

"Sono nato e cresciuto nei quartieri spagnoli, conoscevo certe dinamiche e come evitare di restare coinvolto nella guerra tra i clan che vi era in quel periodo. Proteggevo mio figlio rinunciando alle uscite, a passeggiate per il quartiere. Una premura che non è servita".

"In seguito, tramite il mio avvocato conobbi la Fondazione Polis, altri familiari come me e il mondo delle vittime innocenti della criminalità. Con loro iniziai a raccontare la storia di mio figlio nelle scuole anche se, questo episodio ha lasciato un solco profondo dentro di me. Da allora, non amo allontanarmi troppo da casa il ché mi impedisce di essere particolarmente presente a tutte le manifestazioni".

"Ricordo in particolare di quando, con una classe, sorrisi raccontando che l'assassino di mio figlio si fosse suicidato in carcere. Un ragazzino me lo fece notare pensando che ne fossi felice e mi chiese il perché. Fu allora che realizzai che il desiderio di vendetta cambia nel tempo".

All'inizio vorresti dare sfogo alla tua rabbia, poi, capisci che la miglior "vendetta" si chiama giustizia. Cosa che chi ha ucciso mio figlio non è riuscito a sopportare preferendo togliersi la vita.

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati a Fabio De Pandi

  • 9 aprile 2011 - intitolato il Premio della "Corrinapoli" riservato alle scuole. Un circuito podistico con partenza-arrivo a Piazze Plebiscito, Napoli.
  • N.R. - Dedicato un laboratorio dell'I.C. D'Aosta-Scura di Napoli.
  • 29 febbraio 2012 - La storia di Fabio è raccontata nello spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così", regia e drammaturgia di Emanuela Giordano.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 30 gennaio 2014 – Presentazione del Presidio Libera a Chiaia presso il PAN (Palazzo delle arti di Napoli) intitolato a Fabio De Pandi e Maurizio Estate.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a Fabio e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 8 giugno 2018 - Intitolata l'aula "Atelier creativo" dell'istituto "Baracca – Vittorio Emanuele II" ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Nella scuola che frequentava Fabio De Pandi ora vi è una targa sui cui è incisa la frase: «Piccolo Principe' senza più sogni».
  • 26 luglio 2018 - La storia di Fabio è menzionata nel libro: "La guerra di Dario. Vivere e morire a Napoli" di Paolo Miggiano. Argot Edizioni.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Fabio è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod e promosso dalla Fondazione Polis.
  • 22 luglio 2021 - Presentazione del libro: "Il piccolo principe" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod. Monografia estratta dal volume precedente: "la Sedia vuota".
  • 28 luglio 2021 - Affissione di una targa in via Nuova Pizzofalcone, a Napoli. Iniziativa promossa dal Comune di Napoli.
 
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Annalisa Durante

Annalisa Durante, 14 anni

Il 27 marzo del 2004, Annalisa era in compagnia di un'amica e una cugina proprio sotto casa, nei pressi del portone, quando Salvatore Giuliano, uno degli ultimi rampolli del clan di Forcella, passò di lì e decise di intrattenersi con loro. Proprio quella sera, un commando ingaggiato dal clan rivale decise di agire per uccidere il ragazzo. Così, quattro uomini a bordo di due scooter sopraggiunsero a Forcella, in Via Vicaria Vecchia N° 22, iniziando un conflitto a fuoco. Il giovane dei Giuliano, avvisato dal fratello, riuscì a non farsi prendere di sorpresa e rispose al fuoco. Uno dei suoi proiettili colpì Annalisa Durante alla nuca. La ragazza cadde a terra nello shock dei presenti e del quartiere che la soccorse.

La giovane fu dapprima trasportata all'ospedale "Ascalesi" e, per mancanza di attrezzatura per questo tipo di assistenza, successivamente portata al "Loreto Mare". Purtroppo, Annalisa Durante perse moltissimo sangue e, ormai in coma irreversibile, venne accertato il decesso. I genitori autorizzarono l'espianto degli organi.

 

Storico giuridico

  • In breve tempo, Salvatore Giuliano viene arrestato, con un blitz interforze, presso l'appartamento di un parente a Pomigliano d'Arco. In seguito, l'autopsia e gli esami balistici confermano che il proiettile che ha ucciso Annalisa è stato esploso proprio da Salvatore, il quale fin dall'inizio negava di essere armato e di aver sparato.
  • Il 31 marzo 2006 - La corte d'Assise condanna in primo grado a 24 anni di reclusione.
  • Nel maggio del 2007 - la Corte d'Assise d'Appello riduce la pena a 18 anni.
  • Nel 2008 - La Cassazione stabilisce una pena detentiva di 20 anni

 

#Memoria: menzioni e intitolazioni ad Annalisa Durante

  • Settembre 2004 - Inaugurazione dell'Asilo Nido Annalisa Durante in via Vecchia Vicaria (Forcella).
  • Giugno 2005 - Inaugurazione della Biblioteca a porte aperte (attuale sede dell'associazione).
  • Dicembre 2005 - Pubblicazione del libro: "Il diario di Annalisa" a cura di Matilde Andolfo e Mario Fabbroni. Tullio Pironti Editore.
  • Nel 2006 - Menzione nel libro: "Gomorra" di Roberto Saviano.
  • Nel 2007 - Menzione nel libro: "Forcella tra inclusione ed esclusione sociale" di Luigi Merola (All'epoca dei fatti, prete di Forcella impegnato nella lotta alla camorra), edizione: Alfredo Guida Editore..
  • Giugno 2012 - Inaugurazione e intitolazione del Presidio di Libera Marcianise.
  • Marzo 2015 - La storia di Salvatore Iorio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani e Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato ad Annalisa e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 24 novembre 2016 - Menzione nel libro: "La camorra dalla A alla Z" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori
  • 31 maggio 2017 - Intitolazione di due vie ad Annalisa Durante e Lea Garofalo nel Comune di Peschiera.
  • 27 marzo 2018 - Piantumazione di un ulivo presso l'I.C. Sauro Pascoli di Secondigliano (NA).
  • 6 aprile 2018 -  Inaugurazione e intitolazione della biblioteca dell'Istituto Superiore Marie Curie di Ponticelli (NA).
  • 9 febbraio 2018 - nasce la "baby song Annalisa Durante".
  • 8 marzo 2019 - Intitolazione della Sala c/o ex Scuola "Collodi", a Buttigliera Alta (TO).
  • 13 maggio 2019 - L' Associazione Marilianum ha conferito il Premio Legalità all'Associazione Annalisa Durante per l'impegno nella promozione della musica, dell'arte e della cultura come strumenti educativi per la legalità.
  • 5 maggio 2020 -  La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Assenti. Senza giustificazione" di Rosario Esposito La Rossa. Edizione Einaudi Ragazzi. Made in Scampia
  • Maggio 2020 - La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Al posto giusto al momento giusto" a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Rogiosi Editore. 

Eventi in ricordo di Annalisa Durante

  • 19 febbraio 2018 - "Un libro per Annalisa", festa di compleanno presso la biblioteca con letture di poesie e la raccolta di libri come regalo di compleanno.
  • 6 giugno 2018 - "Sfilata per Annalisa Durante" all'interno del progetto "giugnogiovani". Promossa dalle Municipalità 2 e 4, con la collaborazione dell'Istituto Superiore Guglielmo Marconi di Giugliano.
  • 19 febbraio 2019 - "Un libro per Annalisa", raccolta di libri come regalo di compleanno. Organizzato dall'associazione "studenti contro la camorra".
  • 16 ottobre 2019 - "Dalle ali spezzate di Annalisa Durante al diritto alla felicità". Tappa della "Meridiana Dell'incontro".
  • 25 gennaio 2020 - Cerimonia di premiazione del Concorso letterario nazionale: "EquiLibri in nome di Annalisa Durante" 2019, svoltasi a Cava dei Tirreni. 
  • 19 febbraio 2020 - I edizione del Premio Nazionale Annalisa Durante. La mattina, si è tenuto la prima parte dell'evento con un incontro presso la Biblioteca dal titolo: "INCONTRO SULLA MEMORIA. Annalisa Ieri, Annalisa Durante”. All'evento è avvenuta anche la premiazione del contesto foto-poetico "la cultura salva le anime" indetto dalle associazioni "studenti contro la camorra e la cooperativa sociale "Se.Po.Fa."
  • 5 settembre 2020 - Il volto di Annalisa è tra le installazioni artistiche realizzate sugli scogli frangiflutti ad Acciaroli (SA). L'opera è stata realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico "Formiggini" di Sassuolo in occasione del 10° anniversario di Angelo Vassallo, il sindaco "pescatore" vittima delle mafie. 

"Associazione Annalisa Durante" 

L’Associazione Annalisa Durante si è costituita nel 2005 ed è senza scopo di lucro. Su iniziativa di cittadini ed enti impegnati per la legalità nacque al fine di mantenere viva la memoria di Annalisa e di promuovere, in suo nome, iniziative culturali e sociali per un riscatto morale e civile che da Forcella potesse propagarsi all'intera città di Napoli, ed oltre! 

La giovane età di Annalisa invita, in particolare, a parlare al mondo dei più piccoli, proponendo loro modelli di educazione sociale e di cittadinanza attiva, che passano attraverso il gioco, la lettura e gli interessi che caratterizzavano la vita stessa di Annalisa Durante.

Le Principali attività:

La Biblioteca a porte aperte attivata nello Spazio Comunale di piazza Forcella, lo Spazio Bambini riaperto dopo la prima esperienza della Ludoteca Annalisa Durante ed il progettoZONA NTL, destinato ad attivare a Forcella un circuito virtuoso, culturale ed economico su “Napoli”, “Turismo” e “Legalità”,  rappresentano i principali ambiti di intervento in cui opera l’Associazione. Inoltre, la Biblioteca Annalisa Durante è parte attiva del Patto locale per la lettura denominato Reading Forcella, partecipato da oltre 40 enti tra istituzioni, scuole, biblioteche, musei, editori, librerie, fondazioni, associazioni e pediatri operanti nel centro storico di Napoli, nonché membro fondatore della Rete Forcella, Patto di Comunità costituito tra enti ed associazioni del territorio per coinvolgere le famiglie in percorsi educativi e di cittadinanza attiva, finalizzati alla costruzione di una comunità educante e responsabile.Le attività dell’Associazione si fondano esclusivamente sul volontariato e sui contributi di sostenitori.

Scopri di più! Visita il sito:
Associazione Annalisa Durante

Resta connesso con Annalisa Durante

Per rimanere informato sui prossimi eventi e manifestazioni in memoria di Annalisa Durante, segui la pagina Facebook dedicata a lei!

@AnnalisaDurante 

 

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Simonetta Lamberti

Simonetta Lamberti, 11 anni

Il 29 maggio 1982, il giudice Alfonso Lamberti decise di concedersi, dopo pranzo, una gita in spiaggia con sua figlia Simonetta, a Vietri, distante pochi chilometri da casa. Poco più di un'ora e fecero ritorno. Simonetta si addormentò sui sedile accanto al padre. Percorrendo la SS 18 di Cava, all'incirca le 16:00, una Fiat 127 bianca e un’Audi nera affiancarono la vettura. Dalla Fiat partirono una serie di colpi di pistola. Alcuni, ferirono il giudice alla spalla e alla testa mentre, un proiettile colpì Simonetta alla tempia.

Seguì la corsa all'ospedale di Cava de' Tirreni ma, data la criticità, la bambina venne trasferita in elicottero all'ospedale "Caldarelli" di Napoli dove fu operata ed entrò in coma. Non si poté fare molto per salvarla. Verso le 20:00, Simonetta Lamberti si spense.

Il motivo dell'agguato di camorra fu chiaro fin da subito:
Alfonso Lamberti era il procuratore di Sala Consilina, impegnato nel contrasto ai sequestri di persona e, successivamente, nella lotta contro la camorra. In particolare, si occupava degli omicidi di numerosi giuristi salernitani. Per il suo impegno era stato posto sotto protezione da parte degli organi di polizia ma, quel giorno, uscì di casa con la sua automobile.

Storico giuridico:

  • 1987 - Condannati tre uomini: Francesco Apicella, Carmine Di Girolamo e lo stesso Salvatore Di Maio, assolti in appello nel'aprile del 1988.
  • 2011 - Riaperte le indagini per la confessione di Antonio Pignataro il quale dichiarò di aver fatto parte del commando insieme ad altri due sicari, entrambi morti. "Voglio liberarmi di un macigno" avrebbe detto ai magistrati che lo interrogarono.
  • 2015 - Pignataro fu condannato a 30 anni, eppure, il 5 novembre 2019, è stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di dimora.

 

Il ricordo di Angela Procaccini, mamma di Simonetta Lamberti

"Avevamo da poco finito di pranzare. Mentre curavo le faccende di casa i miei figli iniziarono a fare i compiti, invece, Alfonso doveva incontrare dei suoi amici a Vietri. Approfittando della bellissima giornata, voleva portare con sé i figli per la passeggiata. Francesco, che era solito seguire il padre, proprio quel giorno declinò la proposta mentre Simonetta, che avrebbe preferito terminare i compiti, per non dispiacere il papà con un secondo rifiuto, acconsentì ad accompagnarlo. Non passò molto tempo, 1 ora e mezza circa, sentii il citofono. Era una mia collega insegnante che mi chiedeva di Francesco. Quando le risposi che era con me in casa continuò: «Mi hanno detto che hanno fatto un attentato ad Alfonso». Mi allarmai, le dissi che con lui c'era Simonetta e così misi le scarpe e scesi per andare a vedere cosa fosse successo. Entrai nella sua auto in direzione dell'ospedale di Cava. La nazionale era bloccata. Nel tragitto passammo per il luogo dell'accaduto. Vidi l'auto ferma in mezzo la strada, era crivellata di colpi. Per passare dicemmo agli ufficiali che ero la moglie del giudice, così, loro mi fecero scendere dall'auto della mia amica per accompagnarmi personalmente in ospedale. Nel cambio, vidi a terra la scarpetta rosa di Simonetta, fu' per me un segno infausto di quanto accaduto".

"Arrivata in ospedale, chiedevo insistentemente di mia figlia. Senza darmi risposte mi accompagnarono da Alfonso che era stato operato. Poi, finalmente si avvicinò il chirurgo informandomi che Simonetta era stata trasferita a Napoli. Dallo sgomento persi la parola. Salii nuovamente sulla volante che mi accompagnò all'ospedale Caldarelli. Arrivata, il primo pensiero fu quello di contattare mio fratello Eugenio, chirurgo dell'Università Vanvitelli, in modo che potesse aiutarmi ad affrontare l'accaduto. Durante l'attesa, fui chiamata da un altro mio fratello, prefetto a Roma, che venuto a conoscenza dell'episodio si mobilitò sul da farsi. Non avrei mai immaginato potesse capitarci qualcosa del genere. Sapevo che Alfonso si impegnava in fenomeni giudiziari alquanto audaci ma al suo lavoro non avevo mai prestato attenzione. Intanto, venne da me Eugenio, mi spiegò la gravità della ferita, provò a rincuorarmi dicendomi che lo staff medico stava facendo il possibile. Purtroppo, da quel giorno non vidi più mia figlia viva".

"Da allora mi sono data al lavoro di insegnate e alla famiglia, ma ben presto mi resi conto che a tutto quell'odio l'unica arma vincente era l'Amore. Rispondere con il perdono e la compassione mi ha aiutato a capire che non tutti avevano avuto la fortuna di crescere in una famiglia come la mia, ricca di valori, in cui mi hanno insegnato l'importanza della cultura e l'amore per il prossimo. Da quel momento iniziai a praticare la compassione, soprattutto professionalmente nelle scuole in cui ero dirigente a Napoli. I ragazzi non venivano da un contesto familiare incoraggiante, alcuni erano figli di delinquenti, abituati a reagire con la violenza. Quel mio modo di fare, di interagire con loro, mi ha permesso di influenzare positivamente le loro coscienze e di ricevere altrettanta gratificazione anche da chi, come i ragazzi di Nisida, aveva commesso errori gravi".

Vorrei che la storia di Simonetta, una vita stroncata così brutalmente, possa far riflettere: nel segno dell'amore, del perdono e della solidarietà si può trovare la forza di vivere anche nelle peggiori delle difficoltà.

 

#Memoria: libri e luoghi intitolati a Simonetta Lamberti

  • 1982 - Eretto un monumento alla memoria, a Cava de' Tirreni. Un "cippo marmoreo spezzato" realizzato grazie ad una sottoscrizione della cittadinanza. In seguito fu rimosso a causa a dei lavori su alcune opere pubbliche e ripristinato dopo dieci anni circa.
    Tutt'oggi è visibile nel parco cittadino che costeggia via Marcello Garzia.
  • 1982 - Pubblicazione del libro: "Breve come sogno" di Angela Procaccini.
  • 2 aprile 1983 - Intitolazione dello Stadio comunale di Cava de’ Tirreni.
  • 1983 - Pubblicazione del libro: "Simonetta: come Farfalla Di Maggio" di Angela Procaccini. Prefazione di Alberto Bevilacqua, Sugarco Se Edizioni.
  • 29 maggio 1984 - Intitolazione della scuola elementare fraz. Pregiato di Cava de' Tirreni. La targa commemorativa, posta fuori la biblioteca scolastica, fu' svelata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in visita a Cava de' Tirreni.
  • 26 agosto 2010 - La storia di Simonetta Lamberti è menzionata nel libro: "Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità" di Raffaele Sardo, promosso dalla Fondazione Pol.is. Tullio Pironti Editore.
  • 1 dicembre 2011 - Intitolata la biblioteca del Museo del Mare di Napoli, a Bagnoli. La cerimonia di intitolazione è avvenuta nell'aula magna dell'istituto nautico "Duca degli Abruzzi" di Bagnoli.
  • NR - Intitolazione di "Piazza Simonetta Lamberti" del Comune di Cautano (BN).
  • 28 maggio 2012 - Intitolazione di una strada a Marano. È una traversa di congiunzione tra via Arafat e via Musella. La svelatura è stata preceduta da un evento commemorativo presso la sala consiliare dell'auditorium della scuola "Socrate".
  • 7 marzo 2014 - Inaugurazione del Presidio Libera di Mercato San Severino "Simonetta Lamberti"(SA).
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a Simonetta e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 21 novembre 2018 - Intitolazione "Largo Simonetta Lamberti". È in Via Maio di Porto vicino l'università e a Piazza Borsa. Seguita dalla piantumazione di un ulivo nell'aiuola del nuovo Largo.
  • 5 maggio 2020 - La storia di Simonetta è menzionata nel libro: "Assenti. Senza giustificazione" di Rosario Esposito La Rossa. Edizione Einaudi Ragazzi. Made in Scampia.
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Giuseppe Piccolo

Giuseppe Piccolo,14 anni

Il 27 marzo 1991 Giuseppe Piccolo frequentò l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali. Tornò a casa e pranzò alla svelta per poter raggiungere i suoi amici in piazza a Cercola (NA). Prima però, per desiderio del padre, si dedicò a delle faccende nella concessionaria di bici e motocicli di loro proprietà. Nel frattempo, in Piazza Libertà, ci fu una lite per motivi di viabilità tra esponenti della camorra locale e altri due provenienti da S. Anastasia, paese limitrofe (NA).

Poco dopo, Giuseppe si liberò dall'attività familiare e, con un amico, si diresse fuori al Municipio per ritrovarsi con la comitiva e giocare a pallone. Verso le 19:30 circa, fecero ritorno i due anastasiani per vendicarsi. Spararono molteplici colpi senza neanche ferire i bersagli designati. Purtroppo, un proiettile vagante rimbalzò sul monumento colpendo Giuseppe Piccolo in un occhio. Il ragazzo fu soccorso e trasportato dapprima all'ospedale "Apicella" di Pollena Trocchia (NA) e in seguito ricoverato al "Loreto mare" di Napoli. il giovane entrò in coma. Il 31 marzo 1991, giorno in cui si celebrava la Pasqua, Giuseppe morì. Nonostante la grave perdita, i genitori decisero di donare i suoi organi.

Storico giuridico

  • I responsabili della sparatoria furono individuati dopo poche ore: Bruno Gallo e Pasquale Rega. 
  • 2 febbraio 1993 - La Corte di Assise di Napoli riconosce i due come responsabili dell'omicidio con condanna a 18 anni di reclusione.
  • 3 aprile 1996 - La Corte di Assise d'Appello riduce la condanna a 16 anni e 6 mesi a entrambi.
  • 18 giugno 1996 - La sentenza diventa esecutiva.

 

Il ricordo di Carmine Piccolo, papà di Giuseppe

"Era il mercoledì santo del '91, ultimo giorno di scuola prima delle feste. Chiesi a mio figlio di stare al negozio anziché andare a giocare a pallone. All'epoca avevo una concessionaria. Mi stette a sentire ma, come ogni ragazzo, a un certo punto preferì andare con gli amici".

"Non passò molto tempo che iniziarono ad arrivare gente sotto casa chiedendo di me. A mia moglie non dissero nulla, a lei non rimaneva che mandarli da me in officina. Mi raggiunsero: «Hanno portato a Giuseppe in ospedale». Poi la corsa al ‹Loreto mare› e la brutta notizia: mio figlio era in coma".

Abbiamo deciso di donare gli organi. Così, in un modo diverso, una parte di Giuseppe continua a vivere

#Memoria: Eventi e intitolazioni per Giuseppe Piccolo

  • 1 aprile 1991 - Ai funerali di Giuseppe Piccolo parteciparono oltre 2 mila persone.
  • Ogni anno - viene celebrata una messa eucaristica.
  • 6 aprile 2016 - Inaugurazione e intitolazione dello Stadio Comunale "Giuseppe Piccolo" a Cercola (NA) e di un monumento realizzato e disegnato dall'Ispettore V. Marciano
  • Dal 2016 - Ogni anno si celebra, tra marzo e maggio, il Torneo "Un Calcio alla Droga" presso lo Stadio comunale "Giuseppe Piccolo". L'attività viene promossa dal Comune di Cercola, Presidi di Libera ed enti vari tra: Istituzioni, scuole, associazioni, territoriali e limitrofe.
  • 31 marzo 2016Marcia delle scuole per un circuito su Cercola.
  • 1 luglio 2019 - Consegna di un riconoscimento alla famiglia da parte di campioni olimpici.
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Luigi Sica

Luigi Sica, 16 anni.

Finiti gli allenamenti nel campetto di Secondigliano, Luigi Sica, soprannominato "Maradona" per la sua passione per il calcio, la sera del 16 gennaio 2007 raggiunse gli amici in via Santa Teresa degli Scalzi, punto di ritrovo dei ragazzi del quartiere Sanità, a Napoli. Luigi e la sua comitiva si radunarono in prossimità di un distributore di benzina. Poco distante la sua comitiva, vi era un altro gruppetto di ragazzi, tra cui un quindicenne, Ciro. Con quest'ultimo iniziò uno scambio di battute che deteriorò finché Luigi diede un ceffone a Ciro. Il quindicenne si allontanò in compagnia dell'amico Mariano, quattordicenne, minacciando Luigi con un esplicito:«Io ti uccido». I due percorsero pochi passi. Il tempo per Mariano di consegnare un coltello a serramanico acquistato sulle bancarelle dei cinesi all'amico incitandolo a vendicarsi dell'offesa.

Così, alle 22:00 circa, Ciro tornò sul posto per un secondo round. Impugnando l'arma, sferrò diversi colpi ferendo gravemente Luigi con tre coltellate, in particolare: alle spalle, al collo e, quella mortale, alla pericardio. Dal racconto degli amici: quando Ciro si allontanò, Luigi avrebbe preso il suo cappello da terra e, indossandolo, dopo qualche secondo lo videro svenire. Solo allora si accorsero che aveva perso molto sangue. Purtroppo, i soccorsi furono vani, il giovane perse la vita poco dopo all'ospedale "San Gennaro" di Napoli. 

Storico giuridico

  • Quando la polizia si reca a casa dell'assassino, Ciro si era rifugiato presso l'abitazione di alcuni amici. Il padre, a seguito di una telefonata, accompagnò il figlio in questura per farlo costituire. Qualche giorno dopo, anche Mariano, il complice, si costituisce.
  • 2007 - Il tribunale per i Minorenni di Napoli richiede la condanna di:
    - 15 anni di reclusione per Ciro, in quanto esecutore materiale;
    - 10 anni di reclusione per Mariano, in quanto complice.
  • 2008 - La Corte d'Appello, sezione minori, riduce le pene a 14 anni per Ciro e 9 anni e 6 mesi per Mariano essendosi avvalsi del rito abbreviato.
  • Tra sconti di pena e attenuanti, nel 2008 i due ragazzi sono già fuori dal carcere

 

Il ricordi di Anna, mamma di Luigi Sica

"Appena rientrato dalla scuola calcio mio figlio si sedette a tavola con noi per la cena finché non ricevette una telefonata. «Mamma scendo un po'» mi disse. Provai a fargli cambiare idea visto l'orario ma i miei figli sono cresciuti nel quartiere e conoscevo gli amici della zona, quindi, per non insistere lo salutai con il solito:«statt, accort e nun fa' tardi!». Poco prima delle 22:00, mio marito portò il cane fuori per i bisogni. Tardava a salire e in me sentii una sensazione come un brutto presentimento. Aprii il balcone e proprio in quel momento vidi arrivare un ragazzo sul motorino che a voce alta disse a mio marito: «Ciro corri! C'è Luigi a terra pieno di sangue!». Mi sentii gelare il sangue."

"Uscimmo tutti da casa. Nella corsa pensai di tutto: che Luigi fosse stato investito, rapinato o altro ma mai che lo avessero ucciso in quel modo. Quando arrivai sul posto c'era una grande confusione di gente. Gli amici di mio figlio mi bloccarono per impedirmi di vederlo a terra. Poi ci ritrovammo tutti in ospedale dove cercavo di sentire ogni cosa che gli amici dicessero. Volevo capire cosa fosse realmente accaduto. La mia rabbia è solo per non aver avuto la giustizia che meritavamo. Qualsiasi sia l'attenuante, i responsabili non hanno trascorso nemmeno 1 anno in carcere."

"Per 9 anni non sono uscita di casa. Non solo per il dolore ma anche perché il quartiere non ha salvato mio figlio. Molte persone, anche adulte, sono rimaste a guardare la lite come si guarda uno spettacolo invece di fermarlo. C'è voluto del tempo per dare un nuovo significato a quello che ci è accaduto. In particolare, da quando ho conosciuto la Fondazione Polis e il mondo delle associazioni. Fu la giornalista e autrice, Giovanna Covella che ce ne parlò organizzando un appuntamento. Con loro ho imparato a superare il dolore realizzando opere in nome di mio figlio. Il mio sogno è quello di poter raccogliere fondi in memoria di Luigi per aiutare i bambini in ospedale."

Gli errori dei figli sono responsabilità dei genitori, non solo quando sono minorenni. Perché quando sono soli, in strada, mettono in pratica gli insegnamenti e l'educazione ricevuta in casa.

Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Luigi Sica

  • 2007 - Ciro Sica, papà di Luigi, costruisce una piccola cappella votiva come monito antiviolenza per i tanti giovani della zona.
    - Febbraio 2012 - il piccolo monumento è stato divelto dai vigili del Comune perché abusivo.
  • 3 giugno 2010 - La storia di Luigi è raccontata nel libro:"Otto centimetri di morte. La fine del sogno di Luigi Sica" di Giuliana Covella. Guida editori.
  • 4 >12 giugno 2011 - Messa in scena del musical:"Otto centimetri dall’anima" presso il Teatro Bolivar di Materdei. L'opera è inspirato dal libro scritto da Covella. Una rivisitazione di Annalisa Corporente, regia di Vincenzo Pirozzi.
  • 29 ottobre 2011 - Evento di beneficenza con un Triangolare di calcio: "Un goal per Luigi Sica: la legalità parte dallo sport", tra gli attori di "Un posto al Sole", "La squadra", i cantanti e giornalisti presso il campetto S.Gennaro, a Napoli. L’iniziativa, promossa dall'associazione "Prendiamoci per mano" per finanziare l'acquisto di un loculo alla Sanità.
  • 16 gennaio 2013 - Piantato un albero di mandorlo sul luogo del delitto, a Napoli, in via Santa Teresa degli Scalzi. Segue una messa in suffragio presso il Convento di San Francesco (Salita Stella). Iniziativa promossa dal Comune di Napoli e dalla Fondazione Polis.
  • 5 febbraio 2013 - Installata una lapide sotto il mandorlo a lui dedicato. 
    - 6 settembre 2013 - Una nuova lapide sostituisce la precedente vandalizzata qualche giorno prima.
  • Marzo 2015 - La storia di Luigi è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 21 luglio 2015 - La storia di Luigi è raccontata nel dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a tutti i minorenni uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 17 aprile 2018 - La storia di Luigi è raccontata nella "Pillola NON INVANO" prodotto dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
  • 16 gennaio 2019 - Inaugurata una targa in Via Santa Teresa degli Scalzi, all'altezza del civico 143, a Napoli. La cerimonia è stata organizzata dal Comune di Napoli, dalla Fondazione Polis.
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Paolino Avella

Paolino Avella, 17 anni

Il 5 aprile del 2003 il giovane Paolino Avella uscì di scuola, il Liceo Scientifico "Salvatore Di Giacomo", a San Sebastiano al Vesuvio (NA). In sella al suo motorino con un compagno fu avvicinato da due criminali intenti a volerglielo sottrarre. Nel tentativo di sfuggire al furto Paolino accelerò cercando di allontanarsi in direzione della stazione dei Carabinieri. Iniziò un vero e proprio inseguimento. I due malviventi, avendo una moto più potente, raggiunsero facilmente i giovani e, con un calcio, li speronarono. Paolino perse il controllo del motociclo e batté contro un albero posto sul marciapiede.

Illeso il passeggero, l'amico Andrea Commodo, mentre, per Paolino Avella l'impatto fu letale. Morì all'età di 17, a pochi giorni dal festeggiare il 18° compleanno. Quando il suo Liceo venne ristrutturato, l'aula della III D non fu toccata. Le pareti custodivano i pensieri dei compagni di classe per l'amico perduto e rimasero tali fino al conseguimento della loro maturità.

Storico giuridico

  • La Corte di Assise stabilisce in primo grado l'assoluzione di Luigi Minichini, uno dei due malviventi autori dell'aggressione. Il giudice decide per l'assoluzione per l'impossibilità di utilizzare nel processo le dichiarazioni di ammissione di colpevolezza rese dal coimputato al Tribunale per i minorenni, dichiarazioni non confermate in aula nel corso del processo al complice maggiorenne. Il complice che all'epoca non aveva ancora compiuto diciotto anni era già stato condannato in via definitiva dal Tribunale per i minorenni.
  • La prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Napoli, invece, ribalta il giudizio d'assoluzione di primo grado, condannando a 12 anni Luigi Minichini. Con questa sentenza si stabilisce che la morte del ragazzo non fu un incidente stradale, ma la conseguenza di una tragica aggressione.
  • Il 13 novembre 2012 la 3° Sezione della Corte di Assise di Appello del Tribunale di Napoli (secondo livello) dichiara Luigi Minichini colpevole per l'omicidio di Paolino Avella, condannando l'uomo a 9 anni di reclusione, alla rifusione delle spese legali ed al risarcimento dei danni provocati alle parti civili, oltre all'interdizione dai pubblici uffici.
  • Nel giugno 2014 Minichini si rende irreperibile dandosi alla latitanza.
  • Agosto 2014 - I carabinieri arrestano il fuggitivo presso la sua abitazione  a Barra.

 

Il ricordo di Alfredo Avella, papà di Paolino

"Mi telefonò un'amica di classe di Paolino. Piangeva disperatamente. Fu lei a darmi la brutta notizia rispondendo a quel ragionamento che si faceva dentro casa: «come mai Paolino ancora non torna da scuola?» Ci disse che erano tutti al Loreto Mare, che mio figlio aveva avuto un incidente. Mi precipitai all'ospedale e, facendomi spazio tra i tantissimi ragazzi, cercavo di capire cosa fosse accaduto nello specifico. Speravo che mio figlio fosse solo ferito, che non fosse finito così, non ero ancora a conoscenza della gravità e del'atto criminale che aveva subito".

"Dopo qualche giorno la mente continuava a elaborare quello che avevo sentito vociferare tra i ragazzi in ospedale ma che al momento non avevo messo a fuoco. Iniziai a fare qualche domanda, ad indagare sulla dinamica dell'incidente. Tra le voci di popolo e qualche compagno di classe, finalmente venni a sapere che ‹volevano fargli una rapina, che gli avevano dato un calcio e che quel gesto gli fece perdere il controllo per poi cadere›. Passarono circa due settimane prima che entrassi in contatto con la procura di Nola incaricata delle indagini. Da lì iniziò il calvario per trovare i testimoni. Nonostante la grande risposta dell'Istituto e degli alunni nelle manifestazioni per quanto accaduto, fu davvero difficile trovare qualcuno che si esponesse aiutandomi per fare giustizia".

"In seguito, ricevetti l'invito dell'allora Presidente della Provincia, il prof. Amato Lamberti, sociologo di grande spessore. Grazie a lui feci la mia prima uscita. Mi parlò della pagina web «il muro» sulla quale lessi che molti studenti avevano lasciato pensieri d'affetto e di giustizia per mio figlio. Si accese in me una speranza. Da lì conobbi altri familiari delle vittime innocenti, ci frequentavamo, ci davamo supporto, andavamo insieme a conoscere nuovi familiari quando ricapitavano situazioni analoghe. Così, dopo qualche anno, decidemmo di fondare l'Associazione ‹Coordinamento campano delle vittime innocenti della criminalità›.

Siate partecipi, vincete l'indifferenza verso la criminalità. Non servono grandi gesti ma una piccola fetta di responsabilità in ognuno di noi!

#Memoria: menzioni e intitolazione per Paolino Avella

  • Marzo 2009 - Intitolato il Centro Polivalente di Pollena Trocchia, divenuto Asilo Comunale, in via Cavour.
  • 29 febbraio 2012 - La storia di Paolino è raccontata dallo spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così" regia e drammaturgia di Emanuela Giordano. 
  • 2013 - Inaugurazione della Tendostruttura all'interno del Liceo Scientifico "Salvatore Di Giacomo", San Sebastiano al Vesuvio (NA).
  • 7 aprile 2013 - Inaugurazione del Presidio di Libera S.Giorgio - S.Sebastiano "Paolino Avella".
  • 23 maggio 2013 - Inaugurato il "Parco Pubblico Paolino Avella" in memoria di Paolino e di tutte le vittime innocenti della criminalità all'interno del boschetto del rione Gescal di Nola, la Villa comunale in via dei Mille.
  • 21 marzo 2014 - Nascita di "Radio Paolino". Promosso dall'assessore alle politiche giovanili del comune di San Giorgio a Cremano Michele Carbone in collaborazione con Radio Siani.
  • Una Stele alla memoria in via Matteotti, luogo della tragedia, posta dal Comune di San Sebastiano al Vesuvio.
  • Marzo 2015 - La storia di Paolino è menzionata nel libro: "Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti"  dedicato a tutti i minorenni uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.

Eventi per ricordare Paolino Avella

  • Ogni anno Alfredo Avella organizza un premio dedicato alla memoria del figlio.
  • 6 marzo 2009 - 2° Memorial "Paolino Avella" con una gara podistica femminile sulla distanza di 7,5 Km sul territorio di San Sebastiano a Vesuvio.
  • Dal 2005 al 2010 - L'Associazione Paolino Avella Onlus ha assegnato borse di studio agli studenti di ogni grado nelle sezioni: poesia, scrittura creativa, fotografia, cortometraggi.
  • 5-12 aprile 2014 - Settimana della legalità con diversi eventi, tra cui una partita tra Familiari Delle Vittime vs Liceo "Carlo Urbani" (7 aprile 2014).
  • 12 aprile 2015 - Per il 12° anniversario, a differenza degli altri anni, per ricordare Paolino la santa messa fu celebrata nella tendostruttura del liceo scientifico “Salvatore di Giacomo” di San Sebastiano al Vesuvio.
  • 11 giugno 2016 - Memoriale Paolino Avella presso il parco pubblico "Paolino Avella", a Nola, insieme al Presidio nolano dell'associazione Libera ed alle istituzioni.
  • 17 dicembre 2016  - L'Associazione Paolino Avella presenta:"CARAVAGGIO. LE SETTE OPERE DELLA MISERICORDIA", con Ugo Pagliai e Vincenzo De Luca, docente di storia dell'arte. Presso il Museo Filangieri (Napoli)
  • 6 aprile 2018 - Dedicato il convegno sul tema dell’attività dei “Giornalisti Giornalisti” (cit. film “Fortapasc”) impegnati quotidianamente nella lotta per la verità e la legalità. Presso l’auditorium del liceo scientifico di San Sebastiano al Vesuvio “Salvatore Di Giacomo”.

L'Associazione Paolino Avella Onlus

Paolino Avella Onlus

Dopo le manifestazioni dettate dall'emozione del momento, gli amici, i docenti ed i genitori di Paolino, ritennero di non far disperdere l'ondata di solidarietà e l'insegnamento che la tragica vicenda aveva dettato in ognuno di loro, e nella popolazione intera dei Comuni interessati.

Così nel 2009, nasce così l'Associazione Onlus Paolino Avella che, insieme agli studenti ed ai docenti dei due Istituti frequentati dal ragazzo (Scuola Media Statale "R. Viviani" di Pollena Trocchia e Liceo Scientifico Statale "S. Di Giacomo" di San Sebastiano al Vesuvio), si propone di sviluppare percorsi di legalità capaci di incidere sulla popolazione in generale dell'area di interesse, ed in particolare sulle fasce pre-adolescenziali ed adolescenziali.

Attività:

Creare percorsi didattici che, attraverso: dibattiti, attività di ricerca, borse di studio e produzione di elaborati, conduca i giovani alla ricerca di un linguaggio comune, per educare alla legalità i propri coetanei ed il mondo degli adulti.

Scopri di più! Visita il sito:
Associazione Paolino Avella Onlus

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 Associazione Paolino Avella Onlus

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