Le Storie

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Adriano Della Corte

Adriano Della Corte, 18 anni

Il 15 luglio 1984, Adriano Della Corte, dopo il pranzo domenicale, si dirigeva a Castel Volturno (CE) per una passeggiata al mare con gli amici. Lungo il tragitto, in località "Lago Piatto", una "Lancia Prisma" affiancò la loro auto e, un uomo iniziò a sparare contro Adriano posto alla guida. Il ragazzo venne colpito mortalmente al volto mentre, gli amici rimasero feriti. 

Adriano Della Corte, come gli amici, era uno studente incensurato. L'unica ipotesi è che la nuova "Fiat Punto" nera, comprata da qualche mese grazie ad una vincita al Totocalcio, fosse lo stesso modello e colore del nipote del boss Bardellino, il quale fu ucciso tempo dopo sempre in un agguato. Questa ipotesi fu sollevata dagli stessi familiari di Adriano, in quanto, a distanza di qualche settimana dall'omicidio, il padre ricevette una telefonata anonima in cui gli si ordinava di "lasciar perdere" perché la morte del figlio "era stato un errore".

Storico giuridico

  • Negli anni '90 la magistratura ha archiviato le indagini per mancanza di prove e di dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
  • 1993 - Carmine Schiavone inizia a collaborare con la giustizia accennando anche all'omicidio di Della Corte, riconducendolo allo scambio di persona e fornendo nomi sui presunti responsabili. Nonostante le dichiarazioni del pentito, le indagini non sono mai state riaperte.

 

 

 

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Giuseppe Riccio

Giuseppe Riccio, 26 anni

Il 17 dicembre 2005, pressapoco le 19:00, un gruppo di 8 persone irrompe nella pizzeria "Donna Amalia" di Calata Capodichino, a Napoli, dove Giuseppe Riccio lavorava come pizzaiolo. Armati di spranghe di ferro e mazze da baseball, il branco entra con l'obiettivo di aggredire il proprietario del locale perché, la sera precedente, l'uomo si era rifiutato di servire quel gruppo di "amici". Quest'ultimi avevano ostruito l'ingresso della pizzeria con un'auto e due moto e pretendendo di essere serviti fuori il locale con un comportamento che infastidiva la restante clientela. Il titolare della pizzeria non solo si rifiutò di servirli ma li invitò ad andarsene e liberare il passaggio. Purtroppo, i componenti del gruppo erano affiliati al clan della zona e, offesi, tornarono in 8 per punire il locatore. I criminali non si limitarono a scatenare una rissa e danneggiare il locale ma estrassero le armi da fuoco. Iniziarono a sparare e Giuseppe si frappose tra loro e il suo datore di lavoro. Tre proiettili colpirono mortalmente il giovane Riccio che si riversò a terra esanime. 
 
Giuseppe lascia una giovane moglie e un bambino di 17 mesi.
 

Storico giuridico

  • Le indagini individuano tre pregiudicati come autori del raid: Pietro Girletti, Giovanni di Vaio e Ciro de Vincenzo.
  • 2017 - Nel processo di primo grado, i tre imputati vengono condannati all'ergastolo. La pena viene confermata anche in secondo grado.
  • La Corte di Cassazione riduce a la pena a 28 anni di reclusione con la motivazione della mancanza della premeditazione.

 

Il ricordo di Maria Ferrone, moglie di Giuseppe Riccio

"Poco dopo l'accaduto la notizia fu trasmessa in tutti i TG ma io non la vidi. Fu la mamma di Giuseppe a scoprirlo per prima e, dalla casa vicina, la sentii urlare di disperazione. Inizialmente pensai fosse accaduto qualcosa all'altro figlio, fratello di Giuseppe, poi lei disse il nome di mio marito. Un dolore indescrivibile! Quando ci fu detto cosa era accaduto ho provato tanta rabbia e ne provo ancora! Giuseppe aveva iniziato a lavorare da pochi giorni, tornava tardissimo la sera per soli 200€ a settimana. Una persona per bene non può morire così!"

"Poi iniziarono i processi. Non ne ho perso nemmeno uno. Ritrovarmi in quell'aula con i colpevoli che mi fissavano non mi ha intimorito. Li fissavo a mia volta. Non hanno mai avuto la decenza di chinare lo sguardo in segno di pentimento per aver ucciso un uomo che si è immolato per salvare la vita a un datore di lavoro che conosceva appena. Solo per questo la nostra famiglia può orgogliosamente camminare a testa alta!"

"Dopo qualche giorno dall'accaduto, fui contattata dalla Fondazione Polis e conobbi il mondo del Coordinamento e Libera. Inizialmente non riuscivo ad aprirmi, ritenevo che fosse tutto inutile, che le cose non potessero cambiate. Col tempo ne ho capito l'importanza. Così, piano piano, ho iniziato a essere più partecipe. Parlare ai ragazzi, trasmettergli i valori, raccontargli le nostre storie fa bene al cuore."

Nonostante quello che abbiamo subito ho cresciuto ed educato mio figlio con l'amore cosicché mai provasse odio e rancore contro chi gli ha privato del padre

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Giuseppe Riccio

  • 31 maggio 2013 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 17 dicembre 2014 - Messa in suffragio presso la Chiesa di S. Anna al Trivio, a Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 16 giugno 2015 - Intitolato il bene confiscato sito in in via Gabriele Manthonè 4 Napoli. La struttura è stata conferita alla Circolo Operatori Polizia di Stato e gli spazi sono stati adibiti come palestra e all'assistenza dei minori disagiati.
  • 17 aprile 2018 - La vicenda di Giuseppe è raccontata nella "Pillola NON INVANO" prodotto dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
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Salvatore Barbaro

Salvatore Barbaro, 29 anni

Il 13 novembre 2009, Salvatore Barbaro, cantante neomelodico napoletano, fu brutalmente assassinato dalla camorra per un atroce scambio di persona. Quel giorno, mentre percorreva con la sua auto "Suzuky Swift" via Mare, a Ercolano (NA), venne affiancato da una moto con due uomini in sella. Il ragazzo non ebbe il tempo di reagire quando si vide scaricare addosso ben 11 colpi di pistola. Gravemente ferito perse il controllo dell'auto impattando contro un muro e un palo della corrente elettrica. Purtroppo inutili i soccorsi. Le ferite, in particolare alla gola, gli furono fatali.

Orfano di padre, Salvatore aiutava la famiglia come meglio poteva. Quando non era impegnato come cantante in cerimonie o manifestazioni, arrotondava facendo il garzone per una salumeria o l'imbianchino. Infatti nel cofano furono ritrovati tutti gli attrezzi del mestiere. La sua unica colpa fu quella di avere l'auto dello stesso modello e dello colore del vero obiettivo.

Storico giuridico

  • 8 dicembre 2016 - Il Gip del Tribunale di Napoli, Rosa De Ruggiero, con rito abbreviato, condanna a 30 anni di reclusione Vincenzo Spagnuolo, ritenuto l'esecutore materiale nell'agguato. Con rito ordinario, invece, vengono accusati per il delitto:
    - Natale Dantese, il ras. detenuto al 41bis;
    - Antonio Sannino, ritenuto l'esecutore dell'agguato;
    Pasquale Spronello, ritenuto il mandante dell'omicidio.
  • 21 dicembre 2017 - La quarta sezione della Corte d'Assise di Napoli ha condannato all'ergastolo in primo grado i tre presunti mandanti ed esecutori.
  • 10 febbraio 2020 - Salvatore Barbaro viene riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata.
  • 16 dicembre 2020 - La Cassazione conferma le pene all'ergastolo inflitte dalla Corte D'Assise.

 

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Salvatore Barbaro

  • 5 marzo 2016 - Apposta una targa in memoria di Salvatore nel luogo dell'accaduto, in via Mare a Ercolano (NA). Segue una fiaccolata fino alla Parrocchia di Santa Maria della Consolazione di Ercolano (NA) per la funzione religiosa. 
  • 19 luglio 2017 - Dedicato a Salvatore la manifestazione:"Napoli e Borsellino. La cultura della legalità" presso il cortile del Maschio Angioino, a Napoli, avvenuto all'interno della rassegna "Estate a Napoli 2017" in memoria di Paolo Borsellino.
  • 15 ottobre 2017 - La storia di Salvatore viene raccontata in una puntata de "Le Iene" su mediaset.
  • 13 novembre 2019 - Manifestazione del decennale presso il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano (NA), con un incontro tra le rappresentanze istituzionali, associazioni, familiari e scolaresche. Segue un corteo fino a piazzale Salvatore Barbaro per un momento commemorativo con deposizione di fiori sotto la targa intitolata.
  • 4 dicembre 2019 - Intitolato il Largo di via Mare, a Ercolano, dove avvenne l'agguato.
  • 13 novembre 2020 - Momento commemorativo con deposizione di fiori sotto la targa intitolata in via Mare, a Ercolano.
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Antonio Landieri

Antonio Landieri, 25 anni

La sera del 6 novembre 2004 Antonio Landieri giocava a calcio balilla con alcuni amici in un circoletto sotto casa, in via Labriola, quartiere di Scampia (NA) conosciuto come "i Sette Palazzi". I ragazzi s'intrattenevano mentre aspettavano il resto della comitiva e andare tutti insieme a mangiare una pizza come ogni sabato. Passate le 20:00 giunse una autovettura con 4 uomini a bordo che aprirono improvvisamente il fuoco contro di loro. I giovani si diedero alla fuga. Antonio cercò rifugio nell'androne del palazzo vicino ma, essendo affetto dalla nascita da una disabilità motoria, non riuscì ad essere abbastanza veloce. Fu colpito alla schiena da due proiettili di rimbalzo, mentre, altri 5 ragazzi furono feriti agli arti inferiori durante la fuga. I giovani vennero soccorsi dalle persone del quartiere, tra cui la famiglia di Antonio, tra i primi trasportato in ospedale. Purtroppo inutili i soccorsi, Antonio Landieri si spense poco dopo raggiunto il "Don Bosco".

Si scoprirà che i sicari della camorra scambiarono la comitiva di Antonio Landieri per un gruppo di giovani trafficanti di droga che intendevano punire per dimostrare la superiorità in quella che era la lotta tra i clan rivali sul territorio: i Di Lauro e gli Scissionisti. A causa di indagini frettolose e il desiderio della camorra di coprire l'errore con le infamie, Antonio venne più volte definito un criminale dai media locali e nazionali e per le stesse ragioni gli furono negati i funerali pubblici. Solo nel gennaio 2015 Antonio Landieri venne riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata dal Ministero dell'Interno.

Storico giuridico

  • Settembre 2015 - Gennaro Notturno inizia a collaborare con la giustizia facendo chiarezza sulla dinamica dell'agguato.
  • 23 gennaio 2016 - Su ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli, sono stati arrestati:
    - Cesare Pagano ritenuto il mandante del gruppo di fuoco;
    - Giovanni Esposito, Gennaro Notturno, Davide Francescone e Ciro Caiazza, accusati di essere gli esecutori materiali.
  • Ottobre 2018 - Al processo di primo grado con rito abbreviato vengono emesse le seguenti condanne:
    - Ergastolo per: Giovanni Esposito, Davide Francescone, Ciro Caiazza;
    - 17 anni di reclusione per: Gennaro Notturno e Pasquale Riccio.
    - Assolti: Cesare Pagano e Giovanni Piana, capigruppo degli scissionisti.

 

Il ricordo di Raffaella, madre di Antonio

"Ero a casa che provvedevo alla cena mentre mio marito faceva la doccia quando, pressapoco le 20:00, sentii dei colpi seguiti da strilli forti. Mi affacciai al balcone e capii che non erano fuochi d'artificio ma che c'era stata una sparatoria. Appena vidi il motorino di mio figlio Giuseppe, istintivamente, chiamai Vincenzo e senza aspettare nemmeno l'ascensore, corremmo giù. Usciti dal palazzo vedemmo uno degli amici a terra che sanguinava dal piede. Gli chiesi cosa fosse successo, ma lui calò il capo e non mi rispose. Mi invase un brutto presentimento. Ogni persona del quartiere mi stoppava. Pensai:«perché vogliono fermare proprio me?» Poi mi venne incontro mio marito che era corso in avanti. Mi fermò, mi disse:«Non è Tonino» ma da lontano sentivo le grida di mio figlio Giuseppe. Ricordo di aver dato spintonate finché non vidi Antonio a terra. Lo presi tra le mie braccia, lo toccai, non vi erano tracce di sangue. In cuor mio c'era ancora una speranza ma, quando gli parlai, in quell'istante Antonio ruotò gli occhi all'insù. Giuseppe e Vincenzo partirono di corsa verso l'ospedale, intanto io chiamai mia madre per dirle dell'accaduto e al suo arrivo raggiungemmo il resto della famiglia. Una volta arrivati al 'Don Bosco' mio marito mi diede la brutta notizia: Antonio era morto".

"Qui c'è la camorra ma noi siamo brave persone. Pensare che Antonio è stato ucciso da dei delinquenti come un delinquente è adesso, come allora, una sensazione bruttissima! Quella sera l'ingresso di casa era affollato di gente. In quel caos dovemmo dare la notizia alla sorellina Stefania, all'epoca 14 enne, che rincasava da un'amica. Poi tra la folla si fece spazio il commissario che chiese a tutti di uscire ma ricordo che aprì a malapena la porta della cameretta. Era troppo evidente fosse un bravo ragazzo. I primi anni furono davvero difficili. La condizione di Antonio aveva creato delle abitudini familiari che da quel giorno furono sostituite da un contesto che non conoscevamo, isolati e diffamati. Solo per l’esser stato coinvolto nella sparatoria nel quartiere si dicevano cose del tipo:-se l'è cercata-, -se è stato ucciso qualcosa avrà fatto-. Furono giornate terribili accompagnate dall'attesa per poter dare una sepoltura alla salma. Solo quella perché per ordine pubblico non ci concessero i permessi per celebrare il funerale in chiesa".

"Pensare che un ragazzo che ha lottato tutta la vita per sentirsi autonomo, nonostante la paralisi infantile, muoia così per mano di delinquenti: è stato un brutto colpo per tutti noi. Solo nel 2008 una fiamma di speranza si accese. Per iniziativa di mio nipote Rosario, si fece una raccolta firme per intitolare una strada ad Antonio. Contemporaneamente conobbi Patrizia Palumbo, presidente dell’associazione 'Dream Team - Donne in rete' nonché attuale referente del presidio di Libera Scampia. Lei mi ha letteralmente preso sotto la sua ala facendo nascere in me la voglia di raccontare la nostra storia. Di lì poi un susseguirsi di incontri entrando a far parte di tante realtà come quelle del Coordinamento Campano dei Familiari delle Vittime Innocenti della Criminalità. Per fortuna, in questo percorso siamo stati accompagnati dapprima dal nipote Rosario e in seguito da Anna, moglie di Giuseppe. Nonostante non abbia mai conosciuto Antonio, Anna racconta la nostra storia in un modo così intenso che ci rende davvero grati di averla nelle nostre vite".

Antonio ci ha insegnato a non darci mai per vinti! Lui era sempre sorridente nonostante le sfide che ha dovuto affrontare, ora tocca a noi non arrenderci in nome della giustizia!

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati ad Antonio Landieri

  • 5 novembre 2006 - Inaugurazione del Murale in ricordo di Antonio Landieri e di tutte le vittime innocenti. Un opera di 27 metri sul muro di cinta dello stadio comunale di Scampia. L'iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione di ragazzi volontari.
  • 1 gennaio 2007 - La storia di Antonio è raccontata nel libro:"Al di là della neve, storie di Scampia" di Rosario Esposito La Rossa. Marotta & Cafiero editori.
    - Il libro è stato vincitore del Premio Siani 2008 e in seguito trasformato in reading teatrale curato da Mario Gelardi, con l'attrice Maddalena Stornaiuolo.
  • 2007 - Nasce l'Associazione "Vo.di.sca" (Voci di Scampia), presidente Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio.
  • 2008 - Nasce il "Premio Letterario Antonio Landieri" che premia componimenti rigorosamente inediti, in lingua italiana o vernacolo ed esclusivamente conformi al tema proposto a cui possono partecipare scrittori di qualsiasi nazionalità o età.
  • 1 giugno 2010 - Intitolazione del Presidio Libera Piemonte, a Volvera (TO), situato nella Cascina Arzilla, bene confiscato alla mafia.
  • Novembre 2010 - Inaugurazione del Presidio Libera Arona (NO), sulle sponde del lago Maggiore.
  • Maggio 2011 -  Intitolazione del Presidio Libera Trieste
  • 31 maggio 2013  - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 8 giugno 2013 - Inaugurazione del Presidio Libera Ovada (AL) situato nell'ex "fabbrica delle E" torinese.
  • 6 settembre 2014 - Intitolazione dello sportello anti-racket "Antonio Landieri", situato all'interno della VIII Municipalità e curato dal Commissariato di Scampia e associazione (R)ESISTENZA.
  • 10 aprile 2015 - Inaugurazione del Presidio Libera Aosta (AO) situato all'interno del liceo Bérard.
  • Marzo 2015 - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova. 
  • Luglio 2017 - Intitolazione del Presidio Libera Teano (CE) operante presso i beni confiscati sul territorio Sidicino. E nella Frazione “Pugliano”.
  • 8 novembre 2017 - Intitolato lo stadio comunale  "Antonio Landieri" in via Hugo Pratt, a Scampia (NA).
  • 6 novembre 2018 - Piantato un albero di ciliegio denominato "Albero Landieri" nei piazza Giovanni Paolo II, a Scampia (NA).
    - il 13 gennaio 2020 l'albero fu vandalizzato. 
  • 14 dicembre 2018 - Intitolazione del Presidio Libera di Scampia (NA) gestita dall'Associazione Dream Team di cui fa parte la mamma di Antonio.

Eventi in ricordo di Antonio Landieri

  • 2005 Fiaccolata per le strade di Scampia mobilitate dall'impegno civile di Rosario Esposito La Rossa e le persone del quartiere.
  • 6 novembre 2009 -1° Memorial con un torneo di calcio presso il campo dell'Arci Scampia. Segue una messa in suffragio presso la chiesa S. Maria della Speranza, celebrata da padre Fabrizio Valletti.
  • 5 > 8 settembre 2013 - 2ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 4 > 7 settembre 2014 - 3ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2014 Concerto in memoria presso l’Associazione Culturale Te.Co. Teatro di Contrabbando, a Scampia (NA). 
  • 5 > 7 settembre 2015 - 4ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 24 febbraio 2016 - Evento musicale "La notte dei tributi", presso l'auditorium di Scampia in cui si sono esibite tute le cover-band territoriali. Evento promosso dallo sportello anti-racket "Antonio Landieri", dalla Municipalità e dalle associazioni territoriali.
  • 8 > 11 settembre 2016 - 5ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 7 > 10 settembre 2017 - 6ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 > 9 settembre 2018 - 7ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 5 > 8 settembre 2019 8ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2020 Messa in suffragio presso la chiesa di S. Giuseppe Moscati, celebrata da don Tonino Palmese.

 

 

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Pasquale Miele

Pasquale Miele, 28 anni

La sera del 6 novembre 1989 Pasquale Miele fu trucidato con un colpo di fucile per essersi rifiutato di pagare il racket. Quella sera, il giovane si trovava a casa con la sua famiglia, a Grumo Nevano (NA). Di fuori diluviava così, passate le 22:00 i genitorim Anna e Tammaro, fecero il giro di casa per chiudere finestre e balconi. Perlustrando le stanze si accorsero che una finestra aveva il vetro rotto. Pensarono che fu colpa del vento e del temporale e chiamarono anche Pasquale per farsi aiutare. Il ragazzo si avvicinò alle imposte e proprio in quel momento si udì un altro boato e Pasquale cadde all'indietro sul corpo del padre finendo entrambi a terra. Quando i genitori si voltano si accorsero che il figlio era stato colpito alla gola. Provarono a fermare il sangue ma il giovane fu colpito da un proiettile di fucile a canne mozze che gli aveva dilaniato il petto tra il torace e il collo. Pasquale spirò in breve tra le braccia del padre e della madre.

La famiglia Miele gestiva un maglificio proprio sotto casa. Da mesi la camorra locale aveva fatto più volte richieste estorsive alle quali Pasquale si era rifiutato di cedere. Inoltre, il giovane non disse nulla al fratello Giuseppe per non farlo preoccupare dato il momento delicato che affrontavano. Pasquale aveva fissato la data di matrimonio per l'anno successivo. 

Storico giuridico

  • Nonostante la famiglia Miele indirizzò fin da subito i militari dell'arma sulla pista del racket, le indagini non condussero a colpevoli.
  • Anni dopo le dichiarazioni di collaboratori di giustizia fecero comprendere che l'esecuzione era stata compiuta da una banda che aveva l'ordine di intimidire la famiglia Miele. Le confessioni furono contrastanti al punto da non essere ritenute credibili e portando al rilascio di ogni possibile imputato.

 

Il ricordo di Giuseppe Miele, fratello di Pasquale

"Quella sera ero a giocare a carte a casa di un amico nonché mio vicino nel palazzo dove abitavo con mia moglie e i miei figli. Arrivò una telefonata da un parente che, senza piegarmi nulla, mi disse di correre dai miei genitori. Pensai fosse accaduto qualcosa a mia madre che da poco aveva scoperto di avere un male inguaribile. Invece, giunto con i miei amici fuori casa, vi trovai la polizia. Entrai e vidi i miei genitori in lacrime circondati da alcuni parenti. Poi, qualche altro passo e vidi il corpo di mio fratello coperto da un lenzuolo e immerso in un lago di sangue. Mi si gelò il sangue!"

"Ricordo ancora vividamente i giorni a seguire. Quella sensazione di essere bloccati nell'iter burocratico per riavere la salma di Pasquale. Giornate che sembravano interminabili. Poi, scoprimmo la verità dalla quale mio fratello ci tenne tutti all'oscuro. Pasquale si confidò solo con alcuni amici stretti, furono loro a rivelarci degli episodi estorsivi. All'epoca si viveva un clima di paura, non si poteva parlare della camorra quindi, a seguito della tragedia, ci siamo chiusi in noi stessi".

"Oggi invece, sono stati fatti dei grossi passi in tal senso ma, nonostante ciò, bisogna continuare a sensibilizzare le persone sul tema. Personalmente da oltre 20 anni faccio volontariato nel carcere di Secondigliano. Quando incontro i detenuti, in particolare quelli più giovani, gli faccio notare come la loro condotta criminale li abbia portati lontano dagli affetti facendogli perdere tutte le esperienze e le gioie che si vivono in famiglia. Di quanto siano assenti nelle vite dei figli non potendo godere della loro crescita così come della vita coniugale. Non poter partecipare a cerimonie o ai funerali di un familiare. Insomma:

Qualsiasi sia la cifra che si possa guadagnare, la vita del malavitoso non ne vale la pena!

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Pasquale Miele

  • 13 aprile 2013 - Intitolata una piazza a Grumo Nevano (NA) con una stele commemorativa.
  • 6 novembre 2013 - Manifestazione commemorativa con un incontro/dibattito dal titolo: "Percorsi di legalità" presso l'auditorium dell'IP "Michele Niglio" e promosso dall'associazione "Terra nuova - Antonio Di Bona e Pasquale Miele".
  • 29 marzo 2014 - Intitolazione della biblioteca dell'I.C. "Cirillo-Matteotti" di Grumo Nevano (NA).
  • Marzo 2015 - La storia di Pasquale è menzionata nel libro"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • Maggio del 2015 - Pedalata anticamorra che ha attraversato i Comuni partecipanti all'organizzazione, tra cui: Grumo Nevano, Casandrino, Casal di Principe, San Cipriano e Casapesenna. L'evento è stato promosso dalle associazioni: Terra Nuova, Libera, Fondazione Pol.i.s. ed altre realtà territoriali.
  • 5 novembre 2016 - Marcia per la legalità per le strade di Grumo Nevano (NA) che si conclude a piazzale Pasquale Miele con l'inaugurazione di una nuova stele che sostituisce la precedente vandalizzata nel mese di maggio.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Pasquale è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod.
    - ottobre 2019 - Il capitolo della storia di Pasquale viene ripubblicato con una ristampata dal titolo: "Pasquale Miele. L'imprenditore affascinante".
  • 6 novembre 2019 - Commemorazione del 30° anniversario con un incontro/dibattito presso il Teatro "Lendi" di Sant'Arpino. Evento promosso dall'amministrazione locale, le associazioni Libera, Terra Nuova e Fondazione Polis.
  • 3 dicembre 2019 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"Bel tempo si spera" su TV2000.
  • 1 febbraio 2020 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"TV7 Reportage".
  • 23 agosto 2020 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"Sulla via di Damasco" su Rai 2.

 

L'Associazione Terra Nuova

L'associazione nasce per volontà dei familiari di Antonio Di Bona e Pasquale Miele. Assegnataria nel 2015 di terreni confiscati alla camorra, si occupa di inserimento sociale e sostegno delle fasce deboli attraverso la professione agricola.

Vuoi saperne di più? Visita la pagina facebook:
Terra Nuova

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Carlo Cannavacciuolo

Carlo Cannavacciuolo, 27 anni

*I fatti avvennero passate le h 24:00, per cui, Carlo Cannavacciuolo viene ricordato il 5 novembre

La sera del 4 novembre 2011, Carlo Cannavacciuolo, studente in veterinaria, uscì con la fidanzata e gli amici per festeggiare il suo onomastico in un locale a Santa Maria della Carità (NA). Fattasi quasi la mezzanotte fu ora di congedarsi dai festeggiamenti. Giunti nella propria "Fiat Panda" parcheggiata in via Ponticelli, i giovani si concessero ancora una piccola pausa, probabilmente, per aprire il regalo della fidanzata o per continuare a parlare prima di rincasare. Di lì a poco si avvicinarono due banditi a volto coperto e armati con pistole. Uno di questi ruppe il finestrino dell'auto con il gomito, così, Carlo inserì istintivamente la retromarcia per scampare all'aggressione. A quella reazione il rapinatore rispose esplodendo due colpi di pistola. Carlo fu colpito da entrambi i proiettili: uno al braccio e l'altro alla gola che gli fu fatale. Inutili i soccorsi, il ragazzo perse la vita sotto gli occhi increduli della fidanzata.

Storico giuridico

  • Grazie alle testimonianze della fidanzata di Carlo e di un uomo che abitava nei pressi dell'omicidio, le indagini portarono al fermo di due indagati: Violante Petrucci, muratore di 27 anni, e Ciro Afeltra, 30 anni. Entrambi di Pimonte (NA). I due, inchiodati dalle prove raccolte dai carabinieri, confessano l'accaduto. In particolare, viene riconosciuto a Petrucci la responsabilità dell'omicidio per aver esploso i due colpi di pistola.
  • 2 ottobre 2012 - L'udienza preliminare del processo di primo grado si è chiuso, su richiesta del PM Raffaele Marino della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, con la condanna all'ergastolo per entrambi i responsabili.
  • 14 gennaio 2015 - La Corte d'Appello conferma la condanna all'ergastolo ad entrambi gli assassini.
  • 9 marzo 2016 - La Corte di Cassazione rende definitivo le pene di ergastolo per i due killer.

 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Carlo Cannavacciuolo

  • 7 novembre 2011 Fiaccolata con un corteo partito dalla piazza cittadina di S.M.d. Carità e giunta sino al piazzale antistante l'abitazione della famiglia Cannavacciuolo. Alla marcia hanno partecipato oltre 2 mila persone.
  • 17 marzo 2012 - la Facoltà di Veterinaria dell'Università Federico II di Napoli, in occasione dell'apertura della Scuola di specializzazione in Ispezione degli alimenti di origine animale, ha deciso di dedicare l'inaugurazione delle attività di ricerca a Carlo. Nell'occasione, il papà Giovanni ha letto pubblicamente una commossa dedica al figlio.
  • Novembre del 2012 - Assegnata la medaglia d'argento al valore civile alla memoria. Decisione voluta dal Comune di Santa Maria la Carità.
  • 2 giugno 2013 - Cerimonia di consegnata ai familiari di Carlo della medaglia d'oro al valor civile alla memoria.
  • 22 luglio 2016 - Intitolata una strada di Santa Maria la Carità (NA). Evento voluto fortemente dall'amministrazione locale , all'inaugurazione la targa è stata scoperta dai genitori di Carlo.
  • 13 ottobre 2018 - Inaugurata e dedicata la "Casa dell'Ambiente e dell'Impegno Civile", sede Legambiente Woodwardia, in via Panoramica 39 a Castellammare di Stabia (NA).
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Giuseppe Rovescio

Giuseppe Rovescio, 24 anni

Il 29 settembre 2003 a Villa Literno (CE) Giuseppe Rovescio s'intratteneva con suo fratello Simeone per strada, in via Chiesa. Di lì a poco giunsero due sicari del clan Tavoletta-Cantiello. Quest'ultimi, armati di fucile e pistola, affrontarono altri cinque ragazzi ritenuti del clan Bidognetti a cui si contrapponevano. Iniziarono a sparare seminando il panico per strada. I passanti si diedero alla fuga per mettersi al riparo, tra questi anche i fratelli Rovescio. Nella corsa, Giuseppe venne intenzionalmente colpito da uno dei pregiudicati che, per i capelli lunghi del ragazzo, lo scambiò per uno degli obiettivi. Il colpo di fucile colpì mortalmente Giuseppe e ferì Simeone. 

Storico giuridico

  • 2008 - Nicola Fiore e Massimo Ucciero vengono arrestati come responsabili della sparatoria.
  • 16 gennaio 2012 - Viene emessa la condanna all'ergastolo per entrambi gli imputati ritenuti gli esecutori materiali del delitto.

 

 

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Giuseppe Rovescio

  • Dal 2004, ogni anno, in occasione del Carnevale liternese, il comitato della festa (di cui Giuseppe faceva parte) organizza il "Memorial Giuseppe Rovescio" con tornei sportivi. Di consuetudine la manifestazione viene disputata il giorno prima del martedì grasso ribattezzato: "il lunedì della memoria e della riflessione".
  • 3 dicembre 2012 - Momento alla memoria durante la fiaccolata in memoria del rifugiato politico sudafricano Jerry Essan Masslo (ucciso il 25 agosto del 1989). Il percorso tra le strade di Villa Literno si conclude al cimitero comunale dove sono state deposte 3 corone di fiori sulle tombe di J.E.Masslo, Giuseppe Rovescio e "a tutti gli invisibili". La manifestazione è stata organizzata dalla Flai Cgil nell'ambito del Premio Nazionale Jerry Masslo.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Giuseppe Rovescio è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 1 giugno 2018 - Intitolazione di un Centro Polifunzionale a Villa Literno (CE). La struttura accoglie manifestazioni comunali e associative.
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Giancarlo Siani

Giancarlo Siani, 26 anni

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani, giornalista del "Il Mattino", fu assassinato dalla camorra sotto casa, in via V.Romaniello, quartiere Arenella, a Napoli. Pressapoco le 20:50, Giancarlo fece ritorno e, ancora al volante della sua "Méhari" con capote in tela, venne colpito alla testa da 10 colpi di pistola sparati da almeno due sicari a bordo di una moto.

 giorno prima Giancarlo Siani aveva ultimato un volume-dossier dal titolo:"Torre Annunziata un anno dopo la strage" sugli affari camorristici dell'omonimo paese. Il documento, già composto in tipografia, non fu più ritrovato da quel giorno. A rafforzare la tesi che sia stato ammazzato per mettere a tacere le sue inchieste c'è la testimonianza di Amato Lamberti, ex-direttore dell'Osservatorio anticamorra, il quale dichiarò che, in quella giornata, ricevette una telefonata da Giancarlo che gli chiese un incontro per parlare di cose che «è meglio dire a voce». Non si è mai saputo di cosa si trattasse e se il ragazzo iniziasse a temere per la sua incolumità. Dovettero passare ben 11 anni tra indagini e processi giudiziari affinché si conoscessero le cause e i moventi che spinsero la malavita a togliere la vita a un giovane apprendista giornalista.

 

Storico giuridico

  • 15 aprile del 1997 - La seconda sezione della Corte d'Assise di Napoli condannò all'ergastolo:
    - Lorenzo Nuvoletta, suo fratello Angelo Nuvoletta e Luigi Baccante ritenuti i mandanti dell'omicidio.
    - Ciro Cappuccio e Armando Del Core individuati come esecutori materiali.
    In questa stessa condanna appare, tra i mandanti, anche il boss di Torre Annunziata: Valentino Gionta. Per quest'ultimo la Corte di Cassazione dispose il rinvio ad altra Corte di Assise di Appello.
  • 29 settembre del 2003 - Processo di appello per Valentino Gionta condannato all'ergastolo come mandante. L'uomo viene definitivamente scagionato dalla Corte di Cassazione per 'non aver commesso il fatto'.
  • Nel 2014 - Roberto Paolo, giornalista napoletano, edita un libro-inchiesta sollevando dubbi sui reali esecutori dell'omicidio e indicando altri nomi. Sulla base di queste rivelazioni, l'allora coordinatore della Direzione antimafia della Procura di Napoli, Giovanni Melillo, ha riaperto le indagini sull'omicidio Siani: il fascicolo è affidato ai sostituti procuratori Enrica ParascandoloHenry John Woodcock. (fonte wikipedia)

 

Il ricordo di Paolo Siani, fratello di Giancarlo

"Quella sera rientravo a casa dopo la fine del mio turno in ospedale. Fu così che scoprì la drammatica sorte di mio fratello. Fui la prima vettura, dopo quella della polizia, a giungere sul luogo del delitto. L'auto di Giancarlo era inconfondibile e lui lì, ancora alla guida. Lo vidi. Un dolore così cupo, forte, profondo, il vuoto assoluto."

"Solo dopo aver dato sfogo a quella disperazione iniziammo a capire cosa avesse potuto portare alla sua morte. Capimmo che di certo avesse a che fare con il suo lavoro, ne avemmo conferma anche dagli investigatori. Così, noi familiari e amici di Giancarlo iniziammo le nostre battaglie in cerca di giustizia. Un lungo periodo durato ben 11 anni prima di venirne a capo. Eravamo praticamente soli. In quel periodo non esistevano associazioni anti-camorra e il tema non veniva menzionato nemmeno dalla magistratura."

"Poi nacque l'associazione Libera. Con don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza fummo tra i primi ad aderivi. Da lì mi sentii parte di una comunità con la quale condividere quell'immenso dolore che è sempre presente con noi familiari. Il gruppo si ingrandii fino a decidere di fondare il Coordinamento campano dei familiari. Insieme abbiamo realizzato dei risultati importanti che hanno dato voce per la prima volta alle vittime innocenti della criminalità e ai loro familiari. Il nostro impegno fu così proficuo che mi fu offerta la presidenza e la gestione della Fondazione Polis della Regione Campania dal primo anno della sua istituzione. Da allora, siamo diventati i portavoce di una parte di storia del nostro paese che non viene raccontata."

È nostro compito divulgare la storia delle vittime innocenti. Il nostro racconto è unico e può toccare le coscienze dei ragazzi in un modo unico, diretto, semplice ma tale da fargli provare ribrezzo e odio verso il mondo della criminalità.

#Memoria: luoghi intitolati a Giancarlo Siani 

"Via Giancarlo Siani" a:

  • Qualiano (NA); Marano di Napoli; Villaricca (NA); Acerra (NA); Casalnuovo di Napoli; Parete (CE);
  • Piazza Giancarlo Siani, Tavernanova, Casalnuovo di Napoli;
  • Rampe Giancarlo Siani, Napoli;
  • Piazzale Giancarlo Siani a Vico Equense (NA). All'ingresso della piazza, antistante al Municipio, una stele che raffigura il volto di Giancarlo con la bocca "cancellata".

Istituti scolastici:

  • IISS Giancarlo Siani, Via Gaudiosi, Casalnuovo di Napoli;
  • Scuola Materna G.Siani, Via Giuseppe di Vittorio, Mugnano di Napoli;
  • Scuola Media Statale, via Giacomo Leopardi, Gragnano (NA);
  • IIS Giancarlo Siani di Napoli Succursale, Corso Chiaiano, Napoli;
  • Scuola Media Statale Giancarlo Siani, Via Giacomo Leopardi, Gragnano (NA);
  • Scuola primaria a Marano di Napoli;
  • 2° Circolo Didattico G.Siani, Via Monsignor Antonio Menna, Mugnano di Napoli;
  • Scuola primaria di Battipaglia (SA) che comprende L'IC "Fiorentini";
  • Liceo Scientifico Giancarlo Siani, Viale Europa, Aversa (NA).

Edifici, opere e presidi:

  • Centro Polifunzianale e del Teatro di San Giorgio a Cremano (NA);
  • Auditorium del Cinema comunale in Via IV Novembre, Marano di Napoli;
  • WebRadio Siani Network - Corso Resina, Ercolano (NA);
  • Atrio del PAN (Palazzo delle Arti di Napoli). In seguito ribattezzata "Sala della Memoria" in cui è custodita la Mehari di Giancarlo.
  • Biblioteca comunale in via nuova caravita a Cercola (NA);
  • Presidio Libera Roma XIII, piazza Agrippa 7h Ostia, Roma;
  • Aula Consiliare della Regione Campania;
  • Murales in via Vincenzo Romaniello. Un'opera lunga 38 metri realizzata dagli "Orticanoodles" proprio davanti all'abitazione di Giancarlo Siani;
  • Murale dell'artista Jorit Agoch raffigurante Giancarlo Siani e Peppino Impastato, a Giugliano in Campania;
  • Presidio Libera Pisa, Ex convento dei Cappuccini in Via dei Cappuccini 2/B, Pisa;
  • La nuova redazione de «Il Mattino» nella sede di Torre Francesco al Centro Direzionale di Napoli.

 

Eventi in ricordo di Giancarlo Siani

  • Dal 2015 al 2016 - "Il viaggio della legalità" con la Mehari che ha fatto un tour di Italia accompagnata in ogni provincia da mostre fotografiche, flash mob, convegni e manifestazioni.
  • 19 settembre 2015 Spettacolo teatrale: "Ladri di sogni" di Peppe Celentano e Vincenzo De Falco, al Teatro Diana.
  • 20 settembre 2015 - Incontro di pallavolo presso il Palavesuvio di Ponticelli (NA). Iniziativa “Un muro contro le mafie” promossa da: Anm, Coni, Fipav e Fipav Campania.
  • 21 settembre 2015 - Evento "Torre Annunziata non dimentica, Giancarlo Siani uno di noi" voluta dall'Amministrazione comunale locale.
  • 22 settembre 2015 - Convegno nazionale e corso di formazione a cura dell’Ordine dei giornalisti della Campania “Giancarlo Siani e il giornalismo di frontiera” presso l'università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli.
  • 23 settembre 2015 - Giornata alla memoria con la deposizione di fiori seguita dalla XII edizione del Premio Siani presso la Sala riunioni del Mattino. Continua con una messa in suffragio nella chiesa dei Salesiani al Vomero quart. di NA) celebrata da don Tonino Palmese e don Luigi Ciotti. LA giornata si conclude con l'evento d'intitolazione dell'Atrio del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) a Giancarlo Siani.
  • 23 settembre 2016 - Deposizione dei fiori presso le Rampe Siani, a Napoli, seguita dall'inaugurazione del murales in via Vincenzo Romaniello.
  • 15 settembre 2017 - VI Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in sincronia con Agisco, a Roma.
  • 22 e 23 settembre 2017 - Inaugurazione e intitolazione dell'Atrio del Pan con la proiezione di diversi filmografie seguita dal Premio Siani.
  • 19 settembre 2018 - VII Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 25 settembre 2018 - Manifestazione presso il club Mediterraneo, a Torre Annunziata (NA) organizzata dal'Associazione Libera e dai referenti politici locali.
  • 26 settembre 2018 - Tavola rotonda con dibattito su Giancarlo Siani presso la biblioteca a lui intitolata a Cercola (NA). Tra gli intervenuti: Samuele Ciambriello, garante campano per i detenuti, gli scrittori Pasquale Testa, Paolo Miggiano Alessandro Campaiola.
  • 19 settembre 2019 - VIII Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 23 settembre 2019 Giornata con Giancarlo partendo dalla mattina con la deposizione dei fiori alle Rampe Siani. Segue L'inaugurazione della "Sala della Memoria" presso il PAN con diversi interventi Istituzionali e la consegna dei 16° Premio Siani e la presentazione della nuova Fondazione "Giancarlo Siani".
  • 13 dicembre 2019 - Conferimento della Cittadinanza Onoraria  dalla città di Torre Annunziata (NA).
  • 19 settembre 2020 -  IX Edizione di "Buon compleanno Giancà" organizzato dall'Associazione Studenti contro la camorra in collaborazione con Radio Siani e il patrocinio del Il Mattino.
  • 23 settembre 2020 Giornata alla Memoria dalla mattina con la deposizione dei fiori alle Rampe Giancarlo Siani seguita dalla 17ª edizione del Premio Siani con un incontro presso il Cinema Modernissimo. Nel pomeriggio un convegno presso la Fondazione Polis. La giornata si conclude con una messa in suffragio presso la Chiesa dei Salesiani in via Morghen, a Napoli.

 

Bibliografia in cui è menzionata o raccontata la storia di Giancarlo Siani

Filmografia in cui è menzionata o raccontata la storia di Giancarlo Siani

 

La Fondazione "Giancarlo Siani"

Il 23 settembre 2019 nasce la Fondazione Giancarlo Siani ONLUS. Si tratta di una nuova voce che continuerà il lungo percorso tracciato con impegno, manifestazioni e battaglie in cerca di giustizia dall'"Associazione Giancarlo Siani" fondata un anno dopo l'agguato, nel 1986.

Nel 2004 viene istituito il "Premio Giancarlo Siani" riservato agli autori di testi giornalistici, ricerche o tesi di laurea che analizzino il fenomeno mafioso e le eventuali iniziative di contrasto. Inoltre, dal 2005 viene assegnata la "borsa di studio" agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che abbiano prodotto elaborati sulla figura di Giancarlo Siani. (fonte e riferimenti dal sito ndr)

La Fondazione si prefissa gli obiettivi di:
  • onorare la memoria e mantenere vivo il ricordo del giovane giornalista de “II Mattino” Giancarlo Siani, barbaramente ucciso a Napoli dalla camorra il 23 settembre 1985, mentre era un bordo della sua Mehari di colore verde, per le sue coraggiose inchieste giornalistiche;
  • onorare e tenere vivo il ricordo dei giornalisti uccisi dalle mafie;
  • sostenere i giornalisti minacciati dalle mafie per aver semplicemente svolto il proprio mestiere;
  • per difendere la libertà di stampa e di espressione in ogni sua forma;
  • onorare il ricordo di tutte le vittime innocenti della criminalità, perché il loro sacrificio non sia stato vano;
  • promuovere lo sviluppo nella società di una coscienza civile, di una cittadinanza attiva per il rifiuto di qualsiasi forma di violenza e sopraffazione, anche attraverso interventi precoci sull’infanzia, a partire dai primi mille giorni di vita, soprattutto in contesti di marginalità e di disagio sociale. (fonte Statuto della Fondazione)

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.fondazionegiancarlosiani.it

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Angelo Riccardo

Angelo Riccardo, 21 anni

Il 21 luglio 1991 Angelo Riccardo era in auto con quattro amici: i fratelli Massimiliano e Bruno Cirillo, Ciro Tettone e Giovanni Alfiero. I giovani erano diretti alla Sala per la funzione religiosa dominicale della congrega dei testimoni di Geova a cui appartengono. Mentre Angelo è alla guida della sua "Renault 9" percorrendo via Roma, a San Cipriano d'Aversa, una seconda auto con almeno tre uomini si accostò ai ragazzi. Sembrò un semplice sorpasso, invece, in pochi attimi i ragazzi si videro trivellare di colpi. Angelo Riccardo venne colpito mortalmente al volto da 3 proiettili. Tra i ragazzi nel veicolo solo uno di loro fu ferito di striscio alla nuca mentre altri due proiettili vaganti colpirono due automobilisti di passaggio.
 
L'agguato ebbe tutte le sembianze di un regolamento di conti ma, come fu rapidamente appurato dai Carabinieri, il commando camorristico commise uno scambio di persona. Angelo Riccardo, semplice muratore incensurato, fu assassinato perché aveva l'auto simile a quella del vero obiettivo. L'episodio ebbe grande risonanza sul territorio spingendo la gente per bene del paesino, uniti a quelli di Casal di Principe (CE), tra cui don Peppe Diana, ad attuare manifestazioni contro la camorra. Nella tarda serata dello stesso giorno, perse la vita anche l'undicenne Fabio De Pandi, ucciso nel Rione Traiano da un proiettile vagante.
 
 

Storico giuridico

  • Per l'omicidio di Angelo Riccardo, è stato condannato all'ergastolo: Luigi Venosa, ritenuto l'esecutore materiale del delitto. 

 

#Memoria: eventi e intitolazioni per Angelo Riccardo

  • NR - Intitolata la biblioteca comunale di Succivo (CE).
  • NR - Intitolata una piazzetta nel Comune di San Cipriano d'Aversa (CE). 
  • 19 aprile 2012 - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro :  "L'impero", di Luigi Di Fiore. Editore Rizzoli.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Fabio è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod e promosso dalla Fondazione Polis.
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Nicola Nappo

Nicola Nappo, 23 anni

La sera del 9 luglio 2009, Nicola Nappo era seduto su una panchina in Piazza de Marinis, a Poggiomarino (NA), in compagnia di un'amica. Mentre i due parlavano tranquillamente, si avvicinarono 2 uomini camuffati con delle barbe finte che esplosero 7 colpi di pistola. Tutti diretti al torace e al volto di Nicola. Inutili i soccorsi, il ragazzo muore sotto gli occhi dell'amica, la quale, resta ferita alla gamba da un proiettile rimbalzato che le viene estratto poco dopo presso l'ospedale di Scafati.

Fin da subito fu dichiarata l'estraneità di Nicola al mondo della criminalità. Il giovane lavorava come fabbro ed era incensurato. A breve, la dichiarazione del collaboratore di giustizia, Carmine Amoruso, 27enne del clan Giugliano, confermò la teoria affermando: «Nicola Nappo fu ucciso al posto mio». Lo scambio di persona avvenne perché la ragazza in compagnia con Nicola era la ex fidanzata di Amoruso. In seguito si scoprì che la condanna a morte, nei confronti di quest'ultimo, era per punire una lite avuta tra Amoruso e Sebastiano Sorrentino, figlio del boss.

Storico giuridico

  • 5 novembre 2012 - Il Gup Ludovica Mancini, su richiesta del pm Gianfranco Scarfò, notificarono un'ordinanza di custodia cautelare per Antonio Cesarano, 32 anni, affiliato al clan Sorrentino o dei "Campagnoli", boss nella zona di Scafati. Incastrato dalle dichiarazioni del pentito e per detenzione di armi.
  • 22 gennaio 2014 - Si conclude il processo con rito abbreviato. Il gup Carola condanna all'ergastolo Antonio Cesarano, considerato il mandante dell'omicidio. Assolto, invece, l'imputato Giovanni Battista Matrone.
  • Settembre 2015 - La Corte di Assise d'Appello di Napoli confermato l'ergastolo inflitto a Cesarano, mandante dell'omicidio di Nicola.
  • Dicembre 2016 - la Corte Suprema di Cassazione si pronuncia con annullamento e rinvio. Annulla la sentenza impugnata e rinvia per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di assise di appello di Napoli.

 

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati a Nicola Nappo

  • 2013 - Inaugurato e intitolazione del Presidio Libera di Scafati.
  • 2016 - La storia di Nicola è nel libro:"Napoli - Storie sbagliate" di Tonino Scala. Presentato presso il cineteatro Minerva di Boscoreale.
  • 16 febbraio 2017 - Concorso artistico-letterario dal titolo: “fiori di memoria, colori d’impegno”, in cui gli alunni creano progetti di legalità partendo dalla storia di Nicola.
  • 10 luglio 2017 - apposizione di una targa in ricordo di Nicola Nappo presso l’aiuola di via XXV Aprile, Poggiomarino.
  • 12 luglio 2017 – Triangolare di calcio presso il campetto dalla parrocchia San Francesco di Paola a Scafati, con squadre formate da giovani di Poggiomarino e di Scafat.
  • 6 novembre 2018 - Intitolazione del terre confiscate a Scafati ribattezzate "fondo agricolo Nicola Nappo". 

 

Fondo Agricolo "Nicola Nappo"

Il Fondo Agricolo Nicola Nappo è il bene confiscato a vocazione agricola più grande dell’agro nocerino sarnese. Dall’agosto del 2018 è affidato alla A.T.S. (associazione temporanea di scopo) Terra Vi.Va.
Sito in via Nuova San Marzano, 394, Scafati (NA). 

Si tratta di un esperimento diffuso in molte località europee, non sempre inserite in percorsi di riuso sociale di beni confiscati, e che riguardano porzioni di terreni di proprietà pubblica. Gli orti hanno una serie di funzioni molto importanti per le città in cui vengono realizzati.

  • Sono uno strumento per combattere l’esclusione sociale e favorire pratiche aggregative, riescono ad essere un antidoto alla solitudine agli agglomerati di cemento urbano, senza contare che fanno bene alle tasche dei cittadini perché permettono di spendere meno grazie ad una filiera agroalimentare corta.
  • Tutela della biodiversità agricola, riduzione della produzione di rifiuti, portare a tavola prodotti sani e senza pesticidi sono gli ingredienti per immaginare un futuro più sostenibile e a misura d’uomo.
  • Al Fondo Agricolo Nicola Nappo combattiamo le mafie anche prendendoci cura del pianeta.
  • Gli orti disponibili sono circa 70 al momento, della dimensione di circa 50mq ciascuno.

Vuoi saperne di piu? Visita il sito:
www.fondonappo.it

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