Le Storie

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Angelo Riccardo

Angelo Riccardo, 21 anni

Il 21 luglio 1991 Angelo Riccardo era in auto con quattro amici: i fratelli Massimiliano e Bruno Cirillo, Ciro Tettone e Giovanni Alfiero. I giovani erano diretti alla Sala per la funzione religiosa dominicale della congrega dei testimoni di Geova a cui appartengono. Mentre Angelo è alla guida della sua "Renault 9" percorrendo via Roma, a San Cipriano d'Aversa, una seconda auto con almeno tre uomini si accostò ai ragazzi. Sembrò un semplice sorpasso, invece, in pochi attimi i ragazzi si videro trivellare di colpi. Angelo Riccardo venne colpito mortalmente al volto da 3 proiettili. Tra i ragazzi nel veicolo solo uno di loro fu ferito di striscio alla nuca mentre altri due proiettili vaganti colpirono due automobilisti di passaggio.
 
L'agguato ebbe tutte le sembianze di un regolamento di conti ma, come fu rapidamente appurato dai Carabinieri, il commando camorristico commise uno scambio di persona. Angelo Riccardo, semplice muratore incensurato, fu assassinato perché aveva l'auto simile a quella del vero obiettivo. L'episodio ebbe grande risonanza sul territorio spingendo la gente per bene del paesino, uniti a quelli di Casal di Principe (CE), tra cui don Peppe Diana, ad attuare manifestazioni contro la camorra. Nella tarda serata dello stesso giorno, perse la vita anche l'undicenne Fabio De Pandi, ucciso nel Rione Traiano da un proiettile vagante.
 
 

Storico giuridico

  • Per l'omicidio di Angelo Riccardo, è stato condannato all'ergastolo: Luigi Venosa, ritenuto l'esecutore materiale del delitto. 

 

#Memoria: eventi e intitolazioni per Angelo Riccardo

  • NR - Intitolata la biblioteca comunale di Succivo (CE).
  • NR - Intitolata una piazzetta nel Comune di San Cipriano d'Aversa (CE). 
  • 19 aprile 2012 - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro :  "L'impero", di Luigi Di Fiore. Editore Rizzoli.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Fabio è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod e promosso dalla Fondazione Polis.
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Fabio De Pandi

Fabio De Pandi, 11 anni

Il 21 luglio 1991 Fabio De Pandi trascorse la domenica con la famiglia a casa di amici nel Rione Traiano, a Soccavo (quartiere di Napoli). Quando fu ora di rincasare era ormai sera inoltrata. Giunsero alla loro auto, mentre, poco lontano arrivò una "alfa 164" con tre persone a bordo che di lì a poco iniziarono a sparare. Alle spalle della vettura della famiglia De Pandi vi era una bancarella di sigarette di contrabbando verso cui erano rivolte le pallottole esplose. Questi ultimi si diedero alla fuga, mentre, un proiettile vagante colpì il piccolo Fabio trapassandogli il braccio e conficcandosi nel torace. Salendo velocemente in auto per darsi alla fuga, Fabio pronunciò le parole: «mamma, mi fa male il braccio». I genitori videro il sangue sulla camicia e capendone subito la gravita, iniziò la corsa verso l'ospedale. Purtroppo la pallottola aveva leso gli organi vitali interni, Fabio De Pandi si spense prima di poter ricevere soccorsi.
 
Fabio De Pandi è morto a soli 11 perché i clan camorristici erano, e sono, in conflitto sul dominio del business della droga. In seguito alle dichiarazioni del boss del Rione Traiano si saprà che quella sparatoria sarebbe dovuta essere solo una "avvertenza" e non un vero e proprio agguato verso i detentori della bancarella per una partita di droga non ancora pagata. Nello stesso giorno, fu assassinato anche Angelo Riccardo, 21 enne di San Cipriano d'Aversa (CE), vittima di uno scambio di persona.

Storico giuridico

  • A pochi giorni dall'accaduto, la polizia riconosce Amedeo Rey come l'uomo che sedeva di fianco all'autista. In seguito, i mandanti e il commando dell'agguato sono stati tutti condannati. Ad Amedeo Rey, appartenente al clan Puccinelli, è stata riconosciuta la responsabilità per l'omicidio di Fabio.
  • Nel 2003 viene confermata la pena all'ergastolo per Amedeo Rey riconosciuto responsabile della morte del piccolo Fabio De Pandi. L'11 dicembre 2015 l'assassino si è tolto la vita impiccandosi nel carcere di Parma.

 

Il ricordo di Gaetano De Pandi, padre di Fabio

"Quella sera ero con la mia famiglia. Passammo la domenica a casa di un mio caro amico d'infanzia, poi, fatta sera, lo salutammo per rincasare. Era quasi mezzanotte quando passò un'auto nella zona alberata, non ci badai, era molto distante da noi. Poi, spararono nella nostra direzione. Dietro di noi c'era una bancarella di sigarette di contrabbando e noi ci trovammo nel mezzo. Salimmo rapidamente sulla nostra auto. Fabio disse che gli faceva male il braccio, poi vedemmo il sangue. Solo dopo ci accorgemmo che il proiettile gli aveva trapassato il braccio entrando nel torace. Corremmo in ospedale. Durante il tragitto mi accorsi che mio figlio non si lamentava più. Intuì che fosse finito ma non lo accettai e continuai la corsa sperando che si potesse ancora salvare".

"Sono nato e cresciuto nei quartieri spagnoli, conoscevo certe dinamiche e come evitare di restare coinvolto nella guerra tra i clan che vi era in quel periodo. Proteggevo mio figlio rinunciando alle uscite, a passeggiate per il quartiere. Una premura che non è servita".

"In seguito, tramite il mio avvocato conobbi la Fondazione Polis, altri familiari come me e il mondo delle vittime innocenti della criminalità. Con loro iniziai a raccontare la storia di mio figlio nelle scuole anche se, questo episodio ha lasciato un solco profondo dentro di me. Da allora, non amo allontanarmi troppo da casa il ché mi impedisce di essere particolarmente presente a tutte le manifestazioni".

"Ricordo in particolare di quando, con una classe, sorrisi raccontando che l'assassino di mio figlio si fosse suicidato in carcere. Un ragazzino me lo fece notare pensando che ne fossi felice e mi chiese il perché. Fu allora che realizzai che il desiderio di vendetta cambia nel tempo".

All'inizio vorresti dare sfogo alla tua rabbia, poi, capisci che la miglior "vendetta" si chiama giustizia. Cosa che chi ha ucciso mio figlio non è riuscito a sopportare preferendo togliersi la vita.

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati a Fabio De Pandi

  • 9 aprile 2011 - intitolato il Premio della "Corrinapoli" riservato alle scuole. Un circuito podistico con partenza-arrivo a Piazze Plebiscito, Napoli.
  • N.R. - Dedicato un laboratorio dell'I.C. D'Aosta-Scura di Napoli.
  • 29 febbraio 2012 - La storia di Fabio è raccontata nello spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così", regia e drammaturgia di Emanuela Giordano.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 30 gennaio 2014 – Presentazione del Presidio Libera a Chiaia presso il PAN (Palazzo delle arti di Napoli) intitolato a Fabio De Pandi e Maurizio Estate.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a Fabio e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 8 giugno 2018 - Intitolata l'aula "Atelier creativo" dell'istituto "Baracca – Vittorio Emanuele II" ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Nella scuola che frequentava Fabio De Pandi ora vi è una targa sui cui è incisa la frase: «Piccolo Principe' senza più sogni».
  • 26 luglio 2018 - La storia di Fabio è menzionata nel libro: "La guerra di Dario. Vivere e morire a Napoli" di Paolo Miggiano. Argot Edizioni.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Fabio è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod e promosso dalla Fondazione Polis.
  • 22 luglio 2021 - Presentazione del libro: "Il piccolo principe" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod. Monografia estratta dal volume precedente: "la Sedia vuota".
  • 28 luglio 2021 - Affissione di una targa in via Nuova Pizzofalcone, a Napoli. Iniziativa promossa dal Comune di Napoli.
 
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Giuseppe Piccolo

Giuseppe Piccolo,14 anni

Il 27 marzo 1991 Giuseppe Piccolo frequentò l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali. Tornò a casa e pranzò alla svelta per poter raggiungere i suoi amici in piazza a Cercola (NA). Prima però, per desiderio del padre, si dedicò a delle faccende nella concessionaria di bici e motocicli di loro proprietà. Nel frattempo, in Piazza Libertà, ci fu una lite per motivi di viabilità tra esponenti della camorra locale e altri due provenienti da S. Anastasia, paese limitrofe (NA).

Poco dopo, Giuseppe si liberò dall'attività familiare e, con un amico, si diresse fuori al Municipio per ritrovarsi con la comitiva e giocare a pallone. Verso le 19:30 circa, fecero ritorno i due anastasiani per vendicarsi. Spararono molteplici colpi senza neanche ferire i bersagli designati. Purtroppo, un proiettile vagante rimbalzò sul monumento colpendo Giuseppe Piccolo in un occhio. Il ragazzo fu soccorso e trasportato dapprima all'ospedale "Apicella" di Pollena Trocchia (NA) e in seguito ricoverato al "Loreto mare" di Napoli. il giovane entrò in coma. Il 31 marzo 1991, giorno in cui si celebrava la Pasqua, Giuseppe morì. Nonostante la grave perdita, i genitori decisero di donare i suoi organi.

Storico giuridico

  • I responsabili della sparatoria furono individuati dopo poche ore: Bruno Gallo e Pasquale Rega. 
  • 2 febbraio 1993 - La Corte di Assise di Napoli riconosce i due come responsabili dell'omicidio con condanna a 18 anni di reclusione.
  • 3 aprile 1996 - La Corte di Assise d'Appello riduce la condanna a 16 anni e 6 mesi a entrambi.
  • 18 giugno 1996 - La sentenza diventa esecutiva.

 

Il ricordo di Carmine Piccolo, papà di Giuseppe

"Era il mercoledì santo del '91, ultimo giorno di scuola prima delle feste. Chiesi a mio figlio di stare al negozio anziché andare a giocare a pallone. All'epoca avevo una concessionaria. Mi stette a sentire ma, come ogni ragazzo, a un certo punto preferì andare con gli amici".

"Non passò molto tempo che iniziarono ad arrivare gente sotto casa chiedendo di me. A mia moglie non dissero nulla, a lei non rimaneva che mandarli da me in officina. Mi raggiunsero: «Hanno portato a Giuseppe in ospedale». Poi la corsa al ‹Loreto mare› e la brutta notizia: mio figlio era in coma".

Abbiamo deciso di donare gli organi. Così, in un modo diverso, una parte di Giuseppe continua a vivere

#Memoria: Eventi e intitolazioni per Giuseppe Piccolo

  • 1 aprile 1991 - Ai funerali di Giuseppe Piccolo parteciparono oltre 2 mila persone.
  • Ogni anno - viene celebrata una messa eucaristica.
  • 6 aprile 2016 - Inaugurazione e intitolazione dello Stadio Comunale "Giuseppe Piccolo" a Cercola (NA) e di un monumento realizzato e disegnato dall'Ispettore V. Marciano
  • Dal 2016 - Ogni anno si celebra, tra marzo e maggio, il Torneo "Un Calcio alla Droga" presso lo Stadio comunale "Giuseppe Piccolo". L'attività viene promossa dal Comune di Cercola, Presidi di Libera ed enti vari tra: Istituzioni, scuole, associazioni, territoriali e limitrofe.
  • 31 marzo 2016Marcia delle scuole per un circuito su Cercola.
  • 1 luglio 2019 - Consegna di un riconoscimento alla famiglia da parte di campioni olimpici.
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