Le Storie

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Giuseppe Riccio

Giuseppe Riccio, 26 anni

Il 17 dicembre 2005, pressapoco le 19:00, un gruppo di 8 persone irrompe nella pizzeria "Donna Amalia" di Calata Capodichino, a Napoli, dove Giuseppe Riccio lavorava come pizzaiolo. Armati di spranghe di ferro e mazze da baseball, il branco entra con l'obiettivo di aggredire il proprietario del locale perché, la sera precedente, l'uomo si era rifiutato di servire quel gruppo di "amici". Quest'ultimi avevano ostruito l'ingresso della pizzeria con un'auto e due moto e pretendendo di essere serviti fuori il locale con un comportamento che infastidiva la restante clientela. Il titolare della pizzeria non solo si rifiutò di servirli ma li invitò ad andarsene e liberare il passaggio. Purtroppo, i componenti del gruppo erano affiliati al clan della zona e, offesi, tornarono in 8 per punire il locatore. I criminali non si limitarono a scatenare una rissa e danneggiare il locale ma estrassero le armi da fuoco. Iniziarono a sparare e Giuseppe si frappose tra loro e il suo datore di lavoro. Tre proiettili colpirono mortalmente il giovane Riccio che si riversò a terra esanime. 
 
Giuseppe lascia una giovane moglie e un bambino di 17 mesi.
 

Storico giuridico

  • Le indagini individuano tre pregiudicati come autori del raid: Pietro Girletti, Giovanni di Vaio e Ciro de Vincenzo.
  • 2017 - Nel processo di primo grado, i tre imputati vengono condannati all'ergastolo. La pena viene confermata anche in secondo grado.
  • La Corte di Cassazione riduce a la pena a 28 anni di reclusione con la motivazione della mancanza della premeditazione.

 

Il ricordo di Maria Ferrone, moglie di Giuseppe Riccio

"Poco dopo l'accaduto la notizia fu trasmessa in tutti i TG ma io non la vidi. Fu la mamma di Giuseppe a scoprirlo per prima e, dalla casa vicina, la sentii urlare di disperazione. Inizialmente pensai fosse accaduto qualcosa all'altro figlio, fratello di Giuseppe, poi lei disse il nome di mio marito. Un dolore indescrivibile! Quando ci fu detto cosa era accaduto ho provato tanta rabbia e ne provo ancora! Giuseppe aveva iniziato a lavorare da pochi giorni, tornava tardissimo la sera per soli 200€ a settimana. Una persona per bene non può morire così!"

"Poi iniziarono i processi. Non ne ho perso nemmeno uno. Ritrovarmi in quell'aula con i colpevoli che mi fissavano non mi ha intimorito. Li fissavo a mia volta. Non hanno mai avuto la decenza di chinare lo sguardo in segno di pentimento per aver ucciso un uomo che si è immolato per salvare la vita a un datore di lavoro che conosceva appena. Solo per questo la nostra famiglia può orgogliosamente camminare a testa alta!"

"Dopo qualche giorno dall'accaduto, fui contattata dalla Fondazione Polis e conobbi il mondo del Coordinamento e Libera. Inizialmente non riuscivo ad aprirmi, ritenevo che fosse tutto inutile, che le cose non potessero cambiate. Col tempo ne ho capito l'importanza. Così, piano piano, ho iniziato a essere più partecipe. Parlare ai ragazzi, trasmettergli i valori, raccontargli le nostre storie fa bene al cuore."

Nonostante quello che abbiamo subito ho cresciuto ed educato mio figlio con l'amore cosicché mai provasse odio e rancore contro chi gli ha privato del padre

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Giuseppe Riccio

  • 31 maggio 2013 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 17 dicembre 2014 - Messa in suffragio presso la Chiesa di S. Anna al Trivio, a Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 16 giugno 2015 - Intitolato il bene confiscato sito in in via Gabriele Manthonè 4 Napoli. La struttura è stata conferita alla Circolo Operatori Polizia di Stato e gli spazi sono stati adibiti come palestra e all'assistenza dei minori disagiati.
  • 17 aprile 2018 - La vicenda di Giuseppe è raccontata nella "Pillola NON INVANO" prodotto dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
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Attilio Romanó

Attilio Romanó, 29 anni

24 gennaio 2005, Attilio venne ucciso nel negozio di telefonia a Capodimonte, Napoli, in cui lavorava come commesso. Accadde tutto in maniera repentina. I sicari della camorra entrarono nell'attività e senza dar modo ad Attilio di mettersi al riparo, aprirono il fuoco uccidendolo all'istante. 

In un primo momento si ipotizzò ad una rapina ma per la rapidità dell'esecuzione e l'efferata violenza. In seguito, venne fuori che il vero obiettivo dell'agguato era il co-gestore del negozio, Salvatore Luise, nipote del boss Salvatore Pariante, legato agli scissionisti. Quindi Attilio fu vittima di uno scambio di persona in quanto gli assassini aprirono il fuoco senza accettarsi dell'identità del giovane.

Storico giudiziario

  • In mancanza di testimoni, il caso viene archiviato come rapina.
  • 2012 - Le indagini riprendono grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. L'episodio viene collocato nell'ambito delle vendette trasversali durante gli scontri tra il clan Di Lauro e gli scissionisti.
  • giugno del 2010 - Le indagini portano a tre arresti: Cosimo e Marco Di Lauro quali mandanti dell'agguato e Mario Buono come esecutore materiale.
  • Febbraio del 2011 - Inizia il processo contro i tre imputati con la richiesta della massima pena dal PM Stefania Castaldi.
  • 2 maggio 2012 - La Terza Corte d'Assise, presidente Carlo Spagna, condanna;
    - ergastolo per Mario Buono ritenuto uno degli esecutori materiali del delitto;
    - ergastolo per Marco Di Lauro, latitante, figlio del capoclan Paolo Di Lauro, ritenutone il mandante;
    - Assolto per insufficienza di prove Cosimo Di Lauro.
    La sentenza dispone il rinvio del risarcimento danni in sede civile, prevedendo una provvisionale di 100 mila euro per i familiari della vittima e di 20 mila euro per la Regione Campania.
  • 26 febbraio 2014 - La Corte d'Assise di Appello del Tribunale di Napoli conferma l'ergastolo per il mandante Marco di Lauro, e per Mario Buono, che uccise Attilio Romanó.
  • 18 giugno 2015 - La Corte di Cassazione, presso la prima sezione penale del Tribunale di Roma, conferma la condanna all'ergastolo per Mario Buono ma dispone il rinvio in giudizio in Corte d'Appello per il boss super latitante Marco di Lauro.
  • 11 settembre 2019 - La Corte d’Assise d’Appello di Napoli condanna alla pena dell’ergastolo Marco Di Lauro, arrestato a marzo, come mandante dell'esecuzione.

Il ricordo di Maria Romanó, sorella di Attilio

"Parlare di mio fratello Attilio per me non è mai semplice. Mi sembra di sentire la voce di mia madre quando mi telefonò. Aveva sentito al TG che nella strada in cui lavorava Attilio c'era stata una sparatoria. Poi la corsa all'ospedale Caldarelli. Nessuno volle dirmi nulla, furono due poliziotti ad accennarmi qualcosa: una rapina al negozio di telefonia dove lavorava, forse, ma per la conferma avremmo dovuto attendere le indagini. Il sangue mi si gel all'istante. Assurdo solo pensarlo! Ho temuto per i miei figli al pensiero di dover vivere in un luogo dove dei balordi possano decidere di mettere fine alla tua vita!

"La fragilità, il dolore e la ferita che porto come un bagaglio pesante sempre con me sono diventate una forza quando si è aperta la condivisione con altri familiari delle vittime innocenti. Ascoltarli e condividere con loro il dolore mi ha dato conforto". Conosciuti grazie all'Associazione Libera di don Luigi Ciotti. "Tutto è cambiato dopo aver partecipato mio primo corteo del 21 marzo per la Giornata della Memoria organizzato dall'Associazione Libera a Roma. Insieme a mia cognata Natalina decidemmo di ascoltarli e di accettare l'invito. Era il 2005 e da allora continuo a fare memoria di Attilio e delle vittime innocenti".

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati ad Attilio Romanó

  • 2008 - Intitolazione del Presidio di Libera in Piemonte.
  • 17 settembre 2012 - Intitolata l'Aula magna della scuola 'IC Russo-Montale di Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Attilio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 17 dicembre 2015 - La storia di Attilio è raccontata nel libro:"L'Albero della Buona Idea" di Valeria Verolino e illustrazioni di Violante Varriale. IOD Edizioni. Promosso dalla Fondazione Polis.
  • 24 gennaio 2016 - Intitolazione dell'ISIS di Miano (NA).

Eventi in ricordo di Attilio Romanó

  • 23 aprile 2010 - Cerimonia del Premio Attilio Romanò presso la località Masseria Luce, a San Pietro a Patierno.
  • 26 e 27 giugno 2010 - Dedicato lo spettacolo teatrale  "Attimi unici" della compagnia teatrale "Gli eclettici" presso la sala teatro della parrocchia "S.Maria Assunta in Cielo e Beato Ludovico" di Arzano (NA).
  • 29 marzo 2011 - Cerimonia del Premio Attilio Romanò presso la sede della VII Municipalità del Comune di Napoli.
  • 24 gennaio 2012 -  Messa in suffragio presso la Parrocchia di Maria Santissima dell'Arco a Miano.
  • 30 marzo 2012 Messa in suffragio per Dario ScherilloAttilio Romanò in occasione del loro compleanno. Il rito è stato celebrato presso il Convento di Santa Caterina a Grumo Nevano (NA)
  • 24 gennaio 2013 -  Messa in suffragio presso la parrocchia S. Maria della Provvidenza, a Napoli.
  • 10 marzo 2013maratona della legalità - dedicata alla memoria delle vittime: Attilio Romanò, Dario Scherillo, Andrea Nollino e Gianluca Cimminiello. Promossa dall'amministrazione comunale di Napoli in collaborazione con le associazioni sportive di Libera Sport, della Nuova cooperazione organizzata di don Peppe Diana e della Fondazione Polis. Durante l'itinerario sono stati allestiti, in ricordo delle quattro vittime, quattro gazebo della memoria, nei quali sono stati esposti foto e materiale informativo anti-clan.
  • 24 aprile 2013 - Cerimonia Premio Attilio Romanó presso l'auditorium dell'Ipsia di Miano. Gli studenti di diverse scuole hanno partecipato al concorso scrivendo elaborati sul tema: "Le mafie temono la cultura, divulgatrice di legalità e di giustizia".
  • 24 gennaio 2014  - Messa in suffragio presso la Parrocchia Maria Santissima dell'Arco,a Miano (NA).
  • 23 settembre e 4 ottobre 2014 - Attilio Romanó è tra le vittime innocenti presenti nello spettacolo "VIVI". Progetto realizzato dalla Fondazione Polis, in collaborazione con il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, con il supporto tecnico e scientifico di Aldo Zappalà di Village doc&film.
  • 24 gennaio 2015 - Manifestazione scolastica in memoria presso l'ISIS a Miano. Nel pomeriggio, una messa in suffragio presso la Parrocchia Maria Santissima dell'Arco.
  • 26 ottobre 2015 - Cerimonia del Premio Attilio Romanó presso il palazzo San Giacomo a Napoli.
  • 1 giugno 2017 - Partita di palla rilanciata giocata dagli alunni del'I.C."De Curtis" presso la nuova struttura del plesso "Matilde Serao", a Casavatore (NA). Evento in memoria di Dario ScherilloAntonio LandieriDaniele Del CoreAttilio Romanò.
  • 24 gennaio 2021 Social Mob postando un selfie con la scritta "Voglio essere un napoletano per bene come Attilio Romanò". Nel pomeriggio, un webinair promosso dai presidi di Libera.
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