Le Storie

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Pasquale "Lino" Romano

Pasquale "Lino" Romano, 30 anni

La sera del 15 ottobre 2012 Lino Romano, operaio, originario di Cardito (NA), fu brutalmente assassinato dalla camorra per uno scambio di persona. Quel giorno Lino andò a prendere la fidanzata Rosanna alla stazione di Napoli e la accompagnò a casa, a Marianella, quartiere di Napoli. Passò del tempo con lei e la sua famiglia, poi, passate le 21:00, scese di casa per andare a giocare una partita di calcetto con gli amici. In tutta tranquillità Pasquale uscì dal palazzo e si diresse verso la sua auto, ma, aperto lo sportello, venne colpito con 14 proiettili esplosi a distanza ravvicinata. Inutile i soccorsi, il ragazzo si accasciò esanime.

Pasquale Romano perse la vita da innocente per un atroce scambio di persona nella guerra tra i clan locali. L'obiettivo dell'agguato sarebbe dovuto essere Domenico Gargiulo, uomo vicino ai "Girati" in guerra con gli "Scissionisti" che quella sera cenava a casa della fidanzata proprio nello stesso palazzo di Rosanna. Gli assassini, appostati fuori lo stabile, attendevano un SMS come segnale di una 'specchiettista' che li avvisasse che quest'ultimo stesse uscendo. Invece, quando videro uscire un ragazzo fisicamente simile al loro bersaglio si accanirono su di lui senza né attendere il messaggio né accertarsene l'identità. 

Storico giuridico

  • 18 novembre 2013 - Durante la sentenza con rito abbreviato, il gup Francesco Cananzi emette le seguenti condanne:
    - Ergastolo per Salvatore Baldassarre ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio di Lino Romano;
    - 18 anni e 8 mesi per Giovanni Marino ritenuto l'autista del commando omicida;
    - 14 anni per Anna Altamura, la donna che ricopriva il ruolo di specchiettista alla quale è stata concessa l'attenuante della confessione spontanea e collaborazione;
    - 16 anni di reclusione a Carmine Annunziate e 14 anni per suo fratello Gaetano, figli di Altamura ritenuti complici. 
  • 11 febbraio 2014 - L'udienza alla V Corte di Assise presieduta dal giudice Adriana Pangia, il PM Enrica Parascandolo, viene chiesto la condanna all'ergastolo per Giuseppe Montanera, ritenuto il mandante, e Giovanni Vitale, come organizzatore dell'agguato.
  • 1 aprile 2014 -  La Corte emette la sentenza di condanna: ergastolo ed isolamento diurno per 18 mesi, interruzione della patria potestà, interdizione dai pubblici uffici e la condanna a risarcire il danno alle parti civili, a carico di Montanera e Vitale, rispettivamente mandante e organizzatore dell'omicidio di Lino Romano.
  • 22 aprile 2015 - la Corte d'Assise d'Appello di Napoli ha riduce le pene inflitte per tre dei condannati. Da 16 a 13 anni di reclusione per Carmine Annunziata, mentre, a Gaetano Annunziata e ad Anna Altamura da 13 a 12 anni di reclusione. Confermata, invece, la sentenza di primo grado a 18 anni ed 8 mesi per Giovanni Marino, autista del commando.

 

Il ricordo di Lucia Romano, sorella di Lino

"Quella sera per me è un ricordo indelebile. Ero a casa con i miei figli e una zia. Squillò il telefono. Mio padre mi mise al corrente sull'accaduto. Non potevo crederci. Corsi da loro. Ricordo ancora le parole di mia madre che guardandomi mi disse: «ora come farò senza Lino?» Quella stessa sera promisi a mio fratello che avrei fatto di tutto perché non venisse dimenticato e affinché ottenesse giustizia."

"Iniziò così il calvario delle udienze alle quali, spesso, presenziavo da sola. Mi spingeva il desiderio che quando 'loro' avrebbero incrociato i miei occhi, non solo si ricordassero di mio fratello ma che comprendessero che non gli avrei reso vita facile! Ricordo ancora la giornata della sentenza del rito abbreviato quando vennero condannati quasi tutti i colpevoli coinvolti. Aspettavo che uscissero dall'aula ma, nonostante il giudice li chiamasse da più di mezz'ora, loro non hanno avuto il coraggio di incontrarci. Questo mi ha dato la dimostrazione che 'queste persone', fuori dal loro contesto e senza un’arma, non sono niente e non sono nessuno!"

"Intanto, siamo entrati in contatto con le associazioni rivolte alle vittime innocenti. Con loro riesco a portare avanti la memoria di mio fratello Lino, anche se, per tutta la famiglia è ancora difficile raccontare e convivere con la sua assenza. Mi sostiene il ricordo del sorriso e della gentilezza che lo contraddistinguevano. Solo pensandoci trovo la forza per affrontare il dolore e portare la sua storia nelle scuole. Sono sicura che i ragazzi possano imparare da questi racconti e capire la realtà di questi contesti."

È più importante raggiungere un obiettivo per merito e con sacrificio anziché ottenerlo con arroganza, prevalendo sul prossimo o, addirittura, arrivando a stroncare la vita di qualcuno.

 

#Memoria: eventi e luoghi intitolati a Lino Romano

  • 18 ottobre 2012 - Pubblicazione della lettera scritta dai genitori di Pasquale al Ministro dell'Interno sul "Il Mattino".
  • 19 ottobre 2012 - Funerali solenni. Per l'occasione, il Sindaco di Cardito (NA).
  • 28 ottobre 2012Minuto di silenzio durante la partita di calcio Napoli-Chievo. A bordo campo viene aperto lo striscione del Coordinamento Campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità.
  • 30 ottobre 2012 - Fiaccolata commemorativa percorre per le strade di Cardito (NA).
  • 21 novembre 2012 - Piantumato un albero all'interno del Parco della memoria e dell'impegno civile, a Ottaviano (NA). Evento svoltosi durante la Festa dell'Albero promosso dall'Osservatorio Ambiente e Legalità del Parco Nazionale del Vesuvio.
  • 2013 - La storia di Lino Romano è racontata nel monologo di Roberto Saviano in una puntata di "Che tempo che fa'".
  • 9 maggio 2013 - Inaugurato e intitolato il centro giovanile del convento francescano 'S. Antonio' di Afragola (NA). Cerimonia avvenuta alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe e don Tonino Palmese.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Lino Romano è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 15 ottobre 2013 - La storia di Lino ha ispirato lo spettacolo teatrale"La guerra di tutti". Evento nato da un'idea di Francesco Amato, collega ed amico di Lino. L'evento è stato promosso per tre edizioni annuali.
  • 15 ottobre 2014 Giornata alla memoria iniziata con la deposizione dei fiori sulla lapide presso il cimitero comunale di Cardito. Segue un momento musicale presso Piazza Marianella in cui viene presentato il bando per le borse di studio "Lino uno di Noi". Evento organizzato da Fondazione Polis, Libera, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti.
  • 14 maggio 2015 - Intitolata l'area sportiva all'interno del Parco Taglia di Cardito (NA). 
  • Marzo 2016 - Momento commemorativo in conclusione della mostra "In viaggio con la Mehari" nella sede del "Teatro Area Nord". Evento promosso dall'assessorato ai Giovani del Comune di Napoli. 
  • 19 dicembre 2017 - Approvata la proposta di intitolazione del parco comunale di Marianella rinominato: "Parco Lino Romano".
  • 17 aprile 2018 - La storia di Lino Romano è raccontata nella raccolta video della mostra NON INVANO realizzata e promossa dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
  • 15 ottobre 2018 - Dedicata alla memoria il corso di formazione "Come cambia la narrazione dei fenomeni criminali. Deontologia e riflessioni degli ultimi 10 anni". Evento svoltosi presso l'Hotel Alabardieri di Napoli, promosso dall'Ordine dei Giornalisti della Campania e dalla Fondazione Polis.
  • 15 ottobre 2019 Giornata alla memoria con un convegno presso la Sala Consiliare di Palazzo Mastrilli, a Cardito (NA) seguita dalla deposizione di una corona di fiori sul sepolcro al cimitero comunale.
  • 11 settembre 2020 - Inaugurate una scultura e dei murales presso il parco Taglia di Cardito. Le opere sono state realizzate dagli alunni del Liceo Artistico di Cardito nate dal progetto triennale:"Piantiamo i semi della legalità".
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Andrea Nollino

Andrea Nollino, 42anni

Andrea e suo fratello avevano aperto da poco un bar, proprio sotto casa, in largo San Mauro nel centro storico di Casoria (NA). Il 26 giugno 2012 toccò ad Andrea fare il turno di mattino. Erano passate da poco le 8:00. L'uomo era impegnato nel sistemare la fornitura di gelati nel freezer all'ingresso dell'attività. In quel momento un'auto sfrecciò davanti il bar seguita da una moto di grosso calibro. Iniziarono a sparare. Un proiettile colpì la grondaia fissata alla parete dell'edificio e rimbalzò ferendo mortalmente il barista. Inutili i soccorsi, il colpo perforò il braccio di Andrea giungendo dritto al cuore.

I testimoni al bar descrissero la scena in cui il vero obiettivo dei killer in sella alla moto fosse la "Ford Ka", l'auto inseguita. Una delle dichiarazioni asserisce che, quando iniziarono a sparare, Andrea si fosse voltato verso i clienti incitandoli a scappare e in quel momento fu raggiunto dal proiettile. Quella mattina, Andrea lasciò la moglie Antonia e tre figli minori di 17, 16 e 4 anni.

Storico giuridico

  • Dagli esami balistici emerse che tutti i proiettili esplosi erano diretti nei pressi del bar, quindi, l'inseguimento fu solo una messa in scena. Si suppone che, in quel frangente, vicino ad Andrea stesse passano il vero obiettivo dei killer e che un proiettile vagante abbia ucciso l'uomo sbagliato. In mancanza di testimoni non è stata ancora confermata questa versione la cui alternativa è che Andrea sia vittima di uno scambio di persona. Nel dubbio, sulle pratiche è stato scritto:"probabilmente vittima innocente". Un dettaglio invalidante che non permette alla famiglia Nollino di vedersi riconosciuti l'indennizzo del fondo di solidarietà per le vittime della criminalità organizzata.
  • Nel 2015, in assenza di colpevoli o ulteriori dettagli, le indagini sono state archiviate.

 

Il ricordo di Antonia Sica, moglie di Andrea Nollino

"Quel giorno sentii e vissi tutto sulla mia pelle. Mentre ero in casa, proprio sopra il bar, sentii il rombo della moto, poi una frenata busca e l'urto dell'auto. Feci per affacciarmi per vedere cosa fosse accaduto, poi, gli spari. Mi calai velocemente e qualche istante più tardi, presi coraggio e mi affacciai alla finestra. Chiamai mio marito pensando che lui potesse darmi qualche spiegazione. Lo chiamai insistentemente ma nulla, non usciva. La gente in strada mi fissava, ma nessuno mi rispondeva. Così, mi precipitai nel bar e fu allora che lo vidi a terra, senza vita".

"Come famiglia ci siamo sempre tenuti lontani da certi ambienti. Siamo brave persone rimaste impigliate in un episodio di criminalità. Quando ripenso ai giornali che inizialmente associavano mio marito agli affiliati della camorra, ancora inorridisco. Nonostante avessimo un'attività che ti impone il contatto con la clientela, non avevamo mai familiarizzato con certa gente. Provai tanta rabbia per quelle insinuazioni. Per fortuna le indagini non tardarono a chiarire, quanto meno, l'estraneità di Andrea alla camorra".

"Poco tempo dopo, tramite mio cognato che conosce personalmente Enrico Tedesco, Segretario della Fondazione Polis, venni a conoscenza del mondo delle associazioni. È stata la mia salvezza. In un periodo in cui non mi sentivo tutelata dallo Stato, loro non mi hanno lasciato sola. Come una bambina si attacca alla gamba del genitore, così io mi sono pienamente affidata alla Fondazione Polis. Poi tramite loro ho conosciuto altri familiari delle vittime entrando a far parte del Coordinamento. Una grande famiglia in cui si può condividere il proprio dolore senza imbarazzi. Grazie a tutti loro, ma soprattutto ai miei figli, ho vinto la disperazione. Giorno dopo giorno, dentro di me sentivo ardere il desiderio di poter dare serenità ai miei figli, sostenerli nella crescita almeno tanto quanto loro hanno sostenuto me in questo forte dolore".

Ogni giorno possiamo decidere se cogliere opportunità o sprecarle. L'importante è ricordare che: con le nostre scelte possiamo ferire o sostenere gli altri. La vita va vissuta, scegli in meglio!

Il ricordo di Carmen Nollino, figlia di Andrea

"Ogni giorno, il ricordo di quella mattina è impresso nella mia memoria. Avevo 16 anni, ero affacciata al balcone di casa e vidi e vissi in prima persona tutta la scena. Aspettavo i miei amici, animatori dell'oratorio come me, per il consueto appuntamento giù al bar di papà prima di andare in Parrocchia. Mentre osservavo il via vai in piazza vidi arrivare una motocicletta con due persone a bordo, poi gli spari, 4 o 5 colpi. È avvenuto tutto così rapidamente da non distinguere i boati e soprattutto senza immaginare minimamente che potessero colpire mio padre. L'istinto mi spinse a scendere di casa. Mentre correvo nella mente iniziarono a farsi spazio tante ipotesi, paure che diventarono realtà nel momento in cui vidi il corpo di mio padre riverso a terra".

"Ero stata educata con l'idea di essere estranea a tutte queste faccende. Fino ad allora pensavo addirittura di esserne immune: «a me non può mai capitare», «i criminali si uccidono tra loro». Poi capita proprio a te e non sai con chi te la puoi prendere. Era tutto così irreale che avevo voglia di andare via. Iniziai a pensare a tante cose, a prendermela con tutto e tutti compreso me stessa. Solo il tempo «amico e bastardo» mi aiutò a crescere e capire che vivere con quest'alone che copre tutto ciò che ti circonda non va bene, ti logora dentro. Fu così che arrivò il momento in cui decisi di prendere in mano le redini della mia vita e vivere per me e per chi non c'è più".

"Episodi come questi ti influenzano nella vita. Anche la scelta universitaria, intraprendere infermieristica, è stata voluta da un forte desiderio di aiutare il prossimo. Prendermi cura delle persone, e non della malattia, mi aiuta a dare un riscatto alla cattiveria che ho vissuto. Un modo per redimere il non aver potuto aiutare mio padre in quel momento salvando altre vite. Per me è importante sapere e fare tutto ciò, dare il mio contributo. Adesso guardo in faccia la realtà, mi impegno a migliorare le cose, non mi volto dall'altra parte".

Ogni minuto vissuto è importante, goditi ogni istante, ogni emozione, ogni persona che ti vuole bene. Vivi in quest'ottica e vedrai il dono chiamato VITA.

#Memoria: Eventi e intitolazioni in ricordo di Andrea Nollino

  • 27 giugno 2012 - Fiaccolata anticamorra tenutasi fuori il bar di Andrea promossa dall'Associazione Libera.
  • 7 novembre 2012 - Fiaccolata seguita dalla piantumazione di un albero d'ulivo nella villa comunale di Casoria con l'affissione di una targa commemorativa.
  • 19 novembre 2012 - Torneo di calcio in memoria di Andrea e di tutte le vittime innocenti della città di Casoria. L'evento si è tenuto presso il campetto dell'oratorio della chiesa San Mauro Abate.
  • 10 marzo 2013 - Maratona della legalità dedicata alla memoria di Andrea Nollino, Dario Scherillo, Attilio Romanò e Gianluca Cimminiello. Evento promosso dall'amministrazione comunale di Napoli con la collaborazione delle associazioni sportive di Libera Sport, della Nuova cooperazione organizzata di don Peppe Diana e della Fondazione Pol.i.s. Lungo l'itinerario sono stati allestiti dei gazebo con l'esposizione di foto e materiale informativo sulle vittime innocenti.
  • 26 giugno 2013Messa in suffragio presso la chiesa di San Mauro, a Casoria, concelebrata da don Tonino Palemse e don Mauro Zurro. 
  • 22-23 giugno 2019 - Torneo di calcetto presso l'oratorio di S.Mauro, a Casoria (NA). Evento intitolato ad Andrea Nollino, Stefano Ciaramella, Antonio Coppola.
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