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Bernardo Salvato

Bernardo Salvato, 44 anni

Il 24 maggio 2007 Bernardo Salvato era nel suo bar, da poco inaugurato, "La Plaza" in piazzetta San Maurizio, al centro del paese di Frattaminore (NA). Impegnato nelle sue mansioni lavorative nell'accogliere i primi clienti, s'intratteneva con Vincenzo Castiello, cliente abitudinario che abitava nei pressi. Di lì a poco giunsero quattro uomini con caschi integrali a bordo di due motociclette. Esplosero ben 8 colpi tutti andati a segno uccidendo i due uomini sull'uscio del bar.

L'obiettivo del raid di camorra era Vincenzo Castiello, candidato politico, trivellato al volto dai colpi, mentre, Bernardo fu giustiziato con un solo proiettile al cuore.

 

Storico Giuridico

  • Dalle indagini emerse che l'agguato era una vendetta trasversale rivolta al carabiniere Maurizio Castiello, fratello di Vincenzo, il quale partecipò all'arresto del boss latitante Paolo Di Lauro. In mancanza di altri moventi, si ritiene che Bernardo Salvato sia stato ammazzato come testimone o da uno proiettile vagante vista la poca distanza tra i due uomini.
  • In mancanza di prove il caso fu archiviato in breve tempo.

 

Il ricordo di Rosa, moglie di Bernardo Salvato

"Alle 8 avevo appuntamento con mio marito per dargli il cambio al bar. Continuavo a telefonarlo ma senza risposta. Così, contattai mia madre che, avendo anche lei un negozio in piazza, poteva farmi da tramite. Quando le chiesi di farmi sapere perché mio marito non mi rispondesse lei era già in lacrime. Mi disse in maniera allarmata: «La cosa è grossa» senza darmi altre spiegazioni. Agitata per la risposta corsi in piazza. Al mio arrivo trovai la zona già recintata, a stento riuscivo a passare tra la gente. Fui fermata dai carabinieri che mi dissero dell'accaduto e che Bernardo era morto. Da quel giorno non vidi più il volto di mio marito".

"La situazione nei primi anni fu un qualcosa di davvero indescrivibile. All'epoca tutti i miei figli erano ancora minorenni e frequentavano le scuole. Quando andavo a prenderli sentivo ogni giorno i soliti 'luoghi comuni' vociferati dalle persone incuranti che li sentissimo. Mi sentivo perennemente osservata e giudicata da chi, nei miei confronti, provava pietà o chissà cosa perché pensava fossi la moglie di un delinquente. Assurdo quanto le persone siano vittime dei loro pregiudizi!". 

"Qualche anno più tardi fui contattata da Salvatore Di Bona, figlio di Antonio di Bona, che in qualità di referente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti, venne a farci visita e a parlarci del mondo del Coordinamento e della Fondazione Polis. Da lì provai a impegnarmi per mantenere viva la memoria di mio marito ma senza mai ottenere consensi né dalle Istituzioni locali né tanto meno dalla popolazione di Frattaminore. Nonostante tutto mi sono rimboccata le maniche. Decisi di chiudere il bar e ripartire da zero per garantire un futuro ai miei figli, gli unici a darmi forza in questi anni".

Non ascoltare i pregiudizi del popolino. Se ti arrendi a loro, ti arrendi alle opportunità e ti sentirai abbandonato. Sii sempre pronta a rimboccarti le maniche!

 

#Memoria: Eventi in ricordo di Bernardo Salvato

  • 31 maggio 2007 - Fiaccolata cittadina come protesta
  • Dal 24 maggio 2008 - Ogni anno viene celebrata una messa eucaristica in suffragio.
  • 25 maggio 2020 - Messa Eucaristica presso la Chiesa S.Maurizio Martire di Frattaminore.
  • Marzo 2015 - La storia di Salvato è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
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