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Antonio Ciardullo

Antonio Ciardullo, 51 anni

Nel pomeriggio del 12 settembre 2008 Antonio Ciardullo fu ucciso a colpi di pistola assieme al suo dipendente Ernesto Fabozzi, di 43 anni. I due uomini erano intenti a riparare un furgone nell'autorimessa di proprietà di Antonio, a San Marcellino (CE). Quel giorno erano da soli impegnati nella manutenzione dei camion quando i sicari della camorra giunsero sul posto e li uccisero seduta stante. I due brav'uomini vennero colpiti con ben 20 colpi di pistola senza neanche il tempo di comprendere quanto stesse accadendo. Vennero ritrovati esanimi a seguito di una segnalazione alla questura di Aversa.

L'omicidio venne subito ritenuto come una vendetta di camorra dovuta a questioni di racket. Antonio Ciardullo ha sempre rifiutato di pagare il pizzo e non solo. 10 anni prima, il titolare dell'impresa denunciò il clan Guerra per le richieste estorsive portando a degli arresti. Lo stesso Giuseppe Guerra emise la condanna a morte per Antonio sia per vendicarsi del torto subito sia per mandare un segnale agli imprenditori locali. Purtroppo, quel giorno, con lui perse la vita anche Ernesto ritenuto un testimone scomodo da lasciare in vita. 

Storico giuridico

  • Marzo 2013 - Il pm Cesare Sirignano emette le seguenti condanne:
    - Ergastolo per Giuseppe Setola e Giovanni Letizia ritenuti gli esecutori dell'omicidio.
    - 13 anni di reclusione a Giuseppe Guerra individuato quale mandante della spedizione punitiva.
  • Nello stesso mese, venne fermato Salvatore Santoro, 25 anni, ritenuto lo "specchiettista" dell'operazione, ovvero, colui che pedinò la vittima segnalando ai sicari il suo arrivo nel luogo stabilito.

 

Il ricordo di Nunzia Tamburrino, moglie di Antonio

"Quel pomeriggio rientravo dalla spesa quando ricevetti la telefonata di mio fratello. Mi domandò dove fosse Antonio ed io gli risposi, anche un po' perplessa, che era al deposito dei camion come sempre. Senza troppi giri di parole mi disse: «un amico mi ha detto che ci sono due persone a terra». Inizialmente pensai che mio marito avesse avuto un incidente per strada. Poi, mio fratello continuò a descrivermi l'accaduto e capì che il luogo era proprio il deposito. Mi si fermò il cuore. Iniziai a correre verso casa, presi la mia auto e mi diressi all'autorimessa. Al mio arrivo la polizia era già sul posto e mi trattenne impedendomi di passare oltre e vedere Antonio".

"Sapevo che mio marito aveva ricevuto delle richieste estorsive e che si era sempre rifiutato di pagarle ma non pensavo, davvero, che potessero arrivare a tanto. Quel giorno sono morta con lui. Credevo che avendo fatto già una denuncia in passato 'quella gente' non si sarebbe più avvicinata. Invece hanno ucciso due uomini, due brave persone, umili lavoratori, togliendoli alle loro famiglie. Non meritano di vivere".

"Un po' di tempo dopo, un amico mi accompagnò alla Fondazione Polis della Regione Campania, in particolare nelle persone di Tiziana Apicella e Paolo Miggiano. Non sapevo bene cosa potessero fare per me ma gli raccontai ugualmente la mia storia, le mie difficoltà. Successivamente fui condotta alla FAI di Tano Grasso. Mi presentarono l'avv. Giovanni Zara, una persona squisita e molto professionale che fin da subito si è reso disponibile, al punto da diventare un amico di famiglia e che ringrazio infinitamente. Tutte queste persone furono, e sono, meravigliose nel modo in cui mi sono state vicine anche più dei nostri familiari. Poi, in seguito conobbi Alessandra Tommasini, all'epoca Presidente del Presidio Libera territoriale. Compresi cosa significa fare memoria, che la storia di Antonio può essere di esempio per i ragazzi e questa è l'unica gioia di questa brutta storia. Ad oggi, che sono diventata nonna, è importante sapere che ci sono realtà associative che danno dei sani riferimenti ai giovani".

Bisogna percorrere la retta via evitando di frequentare persone poco raccomandabili. Questi sono gli ingredienti di una vita onesta, un valore che va insegnato in ogni famiglia!

#Memoria: eventi, intitolazioni e menzioni in ricordi di Antonio Ciardullo

  • 9 novembre 2010 - La storia di Antonio Ciardullo è menzionata nel libro"La bellezza e l'inferno" di Roberto Saviano. Edizione Mondadori.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Antonio Ciardullo è riportata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 12 settembre 2014  - Posta una lapide in memoria di Antonio ed Ernesto a pochi passi dal luogo dell'omicidio. Evento promosso dalla UCA di Trentola Ducenta (CE) e da FAI Campania. Sulla targa è incisa la frase: "instancabili lavoratori e appassionati padri di famiglia, rappresentano un punto di riferimento oggi come domani".
  • Marzo 2015 - La storia di Antonio è raccontata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 12 settembre del 2016 - Manifestazione in memoria presso la Sala Consiliare della scuola media "Leonardo da Vinci" di San Marcellino. Evento organizzato dallo sportello FAI territoriale.
  • 12 settembre 2018 - Momento di commemorazione nel luogo in cui furono uccisi Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, nei pressi del cimitero di San Marcellino. A seguire, presso il Palazzo Ducale di Parete (CE), si è tenuto un dibattito. Intervenuti all'evento: Domenico Cuttaia, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Raffaele Ruberto, e il Prefetto di Caserta, Tano Grasso, Presidente nazionale della FAI.
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