Le Storie

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Raffaele Sarnataro

Raffaele Sarnataro, 51 anni

Il 21 aprile del 1982, Raffaele Sarnataro viaggiava in auto con Antonio Esposito e Luigi Stelo. I primi due, erano nel settore degli ippodromi, nello specifico, Antonio gestiva l'ippodromo ad Agnano mentre Raffaele, che di professione si occupava della compra-vendita di auto usate, frequentava l'ippodromo con al mansione di far portare i cavalli  a passeggio su strade con fondo duro per rinforzare gli zoccoli.

Quel giorno, i tre si trovavano insieme, a Bellizzi (SA), per consegnare due cavalle presso la scuderia di un medico del luogo in località "Fosso Pioppo". Dopo aver lasciato gli equini al dottor Venosa raggiunsero la località Verdesca per visitare un cavallo di Lanzetta che di lì a poco avrebbe dovuto gareggiare. Dopo la visita, sebbene Lanzetta non fosse arrivato, uscirono dalla proprietà. L'auto di Sarnataro fu' assalita da un commando che trucidò tutti i passeggeri.
L'omicidio si inserisce all'interno della faida tra Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia, difatti, il vero obiettivo era il proprietario di casa ritenuto esponente del clan locale.

Storico giuridico

  • Per il triplice omicidio sono stati rinviati a giudizio dalla Procura della Repubblica di Salerno Raffaele Ascione, Clemente Perna, Giuseppe Serra, Giovanni Durantini e Gerardo Della Mura.
  • Nel 2005, il Tribunale Ordinario di Salerno emette le seguenti condanne:
    - Ergastolo per Clemente Perna;
    - Assoluzione per Gerardo Della Mura per non aver commesso il fatto
    - Sentenza di "non luogo a procedere" per Ascione Serra e Durantini.
  • Nel 2015, il Ministero dell'Interno riconosce Raffaele Sarnataro vittima innocente di criminalità organizzata.

Il ricordo di Mario Sarnataro, figlio di Raffaele

 

#Memoria: Eventi e intitolazioni a Raffaele Sarnataro

 

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Giuseppe Salvia

Giuseppe Salvia, 38 anni

Il 14 aprile del 1981 Giuseppe Salvia fu ucciso in un agguato sulla tangenziale di Napoli, avvenuto all'altezza dello svincolo Arenella.

Giuseppe Salvia nacque a Capri nel 1943 per poi trasferirsi a Napoli a soli 13 anni per frequentare il convitto Bianchi dove terminò gli studi classici. Conseguì l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato e, superato il concorso, il suo primo incarico (1973) fu' quello di vicedirettore del carcere di Poggioreale.

Nel 1980 si scontrò direttamente con Raffaele Cutolo. Quest'ultimo, determinò la sua condanna a seguito di una perquisizione fatta personalmente dal vicedirettore al boss camorristico, al rientro da un'udienza, in quanto gli agenti penitenziari, temendo ripercussioni, cedettero al rifiuto di Cutolo di essere perquisito. Erano gli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata reclutava manovalanza all'interno del carcere stesso. Giuseppe Salvia lo sapeva e nonostante ciò non volle concedere privilegi. Il boss, trattato come tutti gli altri carcerati, reagì tentando di schiaffeggiarlo.

Storico giuridico

  • 30 gennaio 1986 - inizia il processo davanti alla prima sezione della Corte di Assise. Secondo l’accusa i mandanti sono Raffaele Cutolo e sua sorella Rosetta (all’epoca latitante); Roberto Cutolo, figlio del boss, Mario Iafulli, Carmine Argentato, mentre Mario Incarnato e Salvatore Imperatrice sono indicati come gli esecutori dell’imboscata sulla Tangenziale.
  • 23 febbraio 1987 - Durante l'udienza, Incarnato ricostruisce la dinamica dell’agguato stabilendone ruoli e responsabilità.
  • 6 marzo 1987 -  Il pm Claudio Rodà, con la sua requisitoria, rende ancora più chiare le ragioni che hanno portato alla morte il giovane vicedirettore del carcere.
  • 16 marzo del 1987 - Dopo una riunione di consiglio di cinque ore, i giudici emettono le seguenti pene:
    - Ergastolo per Raffaele e Rosetta Cutolo, riconosciuti colpevoli di essere i mandanti dell’omicidio Salvia, e per Carmine Argentato e Mario Iafulli come componenti del commando d'assalto.
    - 24 anni di reclusione a Mario Incarnato per aver collaborato con la giustizia.
    - 14 anni per Roberto Cutolo.
  • In seguito, per i giudici di secondo grado la ricostruzione del pentito Incarnato non è tutta la verità. Confermano a Raffaele Cutolo l’ergastolo ma assolvono per insufficienza di prove: Rosetta Cutolo, Roberto Cutolo e Carmine Argentato. Inutile il processo per Mario Iafulli, il quale, venne ammazzato il 21 marzo del 1987 mentre era in libertà vigilata.
  • Dicembre del 1988 - La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, conferma l’ergastolo a Raffaele Cutolo e scagiona per sempre gli altri imputati. Anche per la Suprema Corte, quindi, Rosetta Cutolo non ha mai ordinato di uccidere Salvia, e Roberto Cutolo e Carmine Argentato non hanno mai preso parte all’omicidio.

 

Il ricordo di Claudio Salvia, figlio di Giuseppe

"All'epoca ero un bambino, avevo solo 3 anni e mio fratello Antonino 5. Non capivamo e non sapevamo nulla di quanto fosse accaduto e questo fu merito di nostra madre che seppe proteggerci da quei momenti di forte tensione. Ovviamente chiedevamo di papà. Mamma non ci ha mai nascosto che fosse morto ma ebbe la delicatezza di dircelo a piccole pillole rapportate alla maturità dell'età del momento. La verità su chi fosse mio padre, ovvero il suo ruolo presso il carcere e il motivo del perché fu ucciso, arrivò piano piano dopo i 10 anni."

"I primi anni furono complicati tra le sentenze e il contesto storico in cui vivevamo. La mentalità camorristica, l'omertà, era molto forte e presente. Nonostante tutto, il ruolo della famiglia, da ambo i lati, fu determinante affinché crescessimo senza il timore di ritorsioni. Dalla nonna agli zii, non venivamo mai lasciati soli. Sapere tutta la verità mi rese orgoglioso di mio padre. Anche se in un modo barbaro, la sua morte fu per me il più grande insegnamento che un genitore potesse dare al proprio figlio: pagare con la vita la realizzazione di un ideale!"

"Oramai più adulti, e con il sostegno di tante persone che ci erano vicine, volevamo trasformare in qualcosa di buono quanto ci fosse capitato. Così con la compartecipazione di tante realtà associative che trattano la tematica della legalità e la sensibilità delle Istituzioni, noi familiari abbiamo iniziato a portare la nostra testimonianza nelle scuole. Inoltre, a seguito dell'intitolazione della scuola a Capri, decidemmo di fondare una associazione in memoria di papà con la quale, solo con le nostre risorse, consegniamo dei premi agli alunni che si sono contraddistinti per meriti morali. A loro dico sempre:.."

Avremmo potuto farci invadere dall'odio, invece, noi abbiamo fatto di quella sciagura un insegnamento, per noi e per gli altri, che ci guidi verso una strada di giustizia.

#Memoria: eventi, menzioni e intitolazioni a Giuseppe Salvia

  • Aprile 2010 - Intitolazione della scuola elementare e materna di Tiberio, a Capri, approvato all'unanimità dal Consiglio comunale caprese. "Affinché il sacrificio della sua vita, immolata per la difesa dei valori umani, sia di esempio per le nuove generazioni".
  • 2011 - Inaugurazione della scuola con la svelatura di una targa commemorativa apposta sulla facciata della scuola elementare di Tiberio. Evento promosso dall'amministrazione comunale dell'isola in occasione del trentennale.
  • 15 settembre 1984 - Giuseppe Salvia è stato insignito della medaglia d'oro al merito della redenzione sociale dal Ministero di Grazia e Giustizia.
  • 1985 - 1° Torneo di calcio "SALBAT" in memoria di Giuseppe Salvia. 
  • 1987 - Conferita la medaglia d'oro al valore civile dall'amministrazione di Capri (NA).
  • 28 ottobre 2010 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "101 storie di camorra che non ti hanno mai raccontato" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • 29 gennaio 2012Targa alla memoria conferita dalla comunità del "BIANCHI".
  • 2013 - L'associazione "Giuseppe Salvia" consegna borse di studio agli alunni dell'istituto comprensivo "Ippolito Nievo" di Capri perché distintisi "nel rispetto delle regole, nella solidarietà e nell'altruismo".
  • 22 giugno 2013 - Intitolazione del carcere di Poggioreale di Napoli.
  • Settembre 2013 - Intitolazione Sala conferenze del Centro Diurno Time Out, a Somma Vesuviana (NA). Iniziativa promossa dall'Associazione Pioppo Onlus che aderisce alla Federazione Internazionale Città Sociale di Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe p menzionata nel libro: "Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 5 novembre 2015 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "Napoli Criminale" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • Maggio 2016 - Inaugurazione di una scultura di ferro all'interno della scuola Tiberio. L'opera è stata realizzata e donata dallo scultore avellinese Alfonso Cavaiuolo. L'inaugurazione ha previsto una cerimonia ufficiale alla presenza delle istituzioni locali e dei familiari di Salvia.
  • 11 dicembre 2016 - 27° Natale del Budo, Galà internazionale Arti Marziali in memoria delle vittime innocenti della criminalità. Evento promosso dalla ACSI
  • 4 ottobre 2019 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "I grandi delitti che hanno cambiato la storia d'Italia" di Bruno de Stefano. Edizione Newton Compton Editori.
  • 11 dicembre 2019 - Attestato alla Memoria conferito durante il Premio Nazionale per l'Impegno Civile "Marcello Torre".
  • 8 aprile 2021 - La storia di Giuseppe Salvia è romanzata nel libro:"La vendetta del boss. L'omicidio di Giuseppe Salvia" di Antonio Mattone. Guida Editori.
  • 13 aprile 2021 - In occasione del 40° anniversario, evento commemorativo presso il carcere di Poggioreale a lui intitolato. 

 

L'associazione "Giuseppe Salvia. Il coraggio della legalità"

L’Associazione nasce nel 2010 per trasmettere il testamento morale lasciato da Giuseppe Salvia.
Obiettivo generale è quello di rispondere all'esigenza di solidarietà sociale che si concretizza nella diffusione della cultura della legalità, nel recare sostegno alle persone vittime della criminalità organizzata ed ai loro familiari superstiti ed alle persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari.

Tutte le attività dell’Associazione sono realizzate esclusivamente mediante autofinanziamento della famiglia Salvia, senza alcun utilizzo di sovvenzioni pubbliche o di altri soggetti terzi.

Attività:

Iniziative socio-culturali per approfondire, informare e denunciare il fenomeno della criminalità organizzata nazionale. Questi eventi sono promossi sia per essere da stimolo, nei confronti delle istituzioni nazionali di lotta e prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata, sia favorire la cultura della legalità mediante corsi e attività di formazione su tutti gli argomenti affini.

Realizzazione di progetti, iniziative e programmi volti al recupero dei minori a rischio o all'assistenza di familiari vittime delle criminalità.

Resta connesso con Giuseppe Salvia

Per rimanere informato sui prossimi eventi e manifestazioni in memoria di Giuseppe Salvia, iscriviti al gruppo Facebook dedicato a lui!

Giuseppe Salvia...un brav'uomo diventato Eroe

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Luigi Iannotta

Luigi Iannotta, 49 anni

Sposato con tre figli, Luigi era noto imprenditore e professore di Capua, nonché militante politico. Il 19 aprile 1993 venne brutalmente assassinato in una sparatoria, a Santa Maria Capua Vetere (CE), in cui rimase ferito anche Dante Perrillo. Gli inquirenti ritennero l'azione criminale come un segnale intimidatorio verso la classe imprenditoriale che non si sottometteva all'estorsione. Difatti, Luigi gestiva l'azienda di estrazioni di materiale calcareo che aveva ereditato dal padre. Pur di dare lavoro a circa 15 famiglie, Luigi manteneva aperta l'attività rifiutandosi di cedere al racket del clan camorristico territoriale. 

 

Storico giuridico

  • Le attività di investigazione non consentirono di acquisire elementi utili per il proseguimento delle indagini. Di conseguenza, nel permanere ignoti gli autori del reato, il P.M. formulò richiesta di archiviazione accolta poi dal GIP.
  • In seguito, la famiglia Iannotta fece una regolare istanza al Ministero dell'Interno affinché venissero riconosciuti i diritti previsti dalle leggi dello Stato in favore dei familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata di stampo mafioso. In quanto, nonostante la mancanza di colpevoli, era noto il movente dell'assassinio.
  • 17 gennaio 2014 Luigi Iannotta viene riconosciuto vittima innocente di criminalità organizzata grazie all'impegno della moglie e dei figli, che vincono il ricorso avviato nei confronti del Ministero dell'Interno.

 

#Memoria: Eventi e intitolazioni a Luigi Iannotta

  • 19 maggio 2012 - intitolazione del Presidio Libera di Capua. La cerimonia di inaugurazione è avvenuta in occasione del dibattito "Arte e cultura al servizio della legalità" presso il Museo di Arte Contemporanea di Capua, alla presenza del procuratore aggiunto della DDA di Napoli Federico Cafiero De Raho.

 

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Paolino Avella

Paolino Avella, 17 anni

Il 5 aprile del 2003 il giovane Paolino Avella uscì di scuola, il Liceo Scientifico "Salvatore Di Giacomo", a San Sebastiano al Vesuvio (NA). In sella al suo motorino con un compagno fu avvicinato da due criminali intenti a volerglielo sottrarre. Nel tentativo di sfuggire al furto Paolino accelerò cercando di allontanarsi in direzione della stazione dei Carabinieri. Iniziò un vero e proprio inseguimento. I due malviventi, avendo una moto più potente, raggiunsero facilmente i giovani e, con un calcio, li speronarono. Paolino perse il controllo del motociclo e batté contro un albero posto sul marciapiede.

Illeso il passeggero, l'amico Andrea Commodo, mentre, per Paolino Avella l'impatto fu letale. Morì all'età di 17, a pochi giorni dal festeggiare il 18° compleanno. Quando il suo Liceo venne ristrutturato, l'aula della III D non fu toccata. Le pareti custodivano i pensieri dei compagni di classe per l'amico perduto e rimasero tali fino al conseguimento della loro maturità.

Storico giuridico

  • La Corte di Assise stabilisce in primo grado l'assoluzione di Luigi Minichini, uno dei due malviventi autori dell'aggressione. Il giudice decide per l'assoluzione per l'impossibilità di utilizzare nel processo le dichiarazioni di ammissione di colpevolezza rese dal coimputato al Tribunale per i minorenni, dichiarazioni non confermate in aula nel corso del processo al complice maggiorenne. Il complice che all'epoca non aveva ancora compiuto diciotto anni era già stato condannato in via definitiva dal Tribunale per i minorenni.
  • La prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Napoli, invece, ribalta il giudizio d'assoluzione di primo grado, condannando a 12 anni Luigi Minichini. Con questa sentenza si stabilisce che la morte del ragazzo non fu un incidente stradale, ma la conseguenza di una tragica aggressione.
  • Il 13 novembre 2012 la 3° Sezione della Corte di Assise di Appello del Tribunale di Napoli (secondo livello) dichiara Luigi Minichini colpevole per l'omicidio di Paolino Avella, condannando l'uomo a 9 anni di reclusione, alla rifusione delle spese legali ed al risarcimento dei danni provocati alle parti civili, oltre all'interdizione dai pubblici uffici.
  • Nel giugno 2014 Minichini si rende irreperibile dandosi alla latitanza.
  • Agosto 2014 - I carabinieri arrestano il fuggitivo presso la sua abitazione  a Barra.

 

Il ricordo di Alfredo Avella, papà di Paolino

"Mi telefonò un'amica di classe di Paolino. Piangeva disperatamente. Fu lei a darmi la brutta notizia rispondendo a quel ragionamento che si faceva dentro casa: «come mai Paolino ancora non torna da scuola?» Ci disse che erano tutti al Loreto Mare, che mio figlio aveva avuto un incidente. Mi precipitai all'ospedale e, facendomi spazio tra i tantissimi ragazzi, cercavo di capire cosa fosse accaduto nello specifico. Speravo che mio figlio fosse solo ferito, che non fosse finito così, non ero ancora a conoscenza della gravità e del'atto criminale che aveva subito".

"Dopo qualche giorno la mente continuava a elaborare quello che avevo sentito vociferare tra i ragazzi in ospedale ma che al momento non avevo messo a fuoco. Iniziai a fare qualche domanda, ad indagare sulla dinamica dell'incidente. Tra le voci di popolo e qualche compagno di classe, finalmente venni a sapere che ‹volevano fargli una rapina, che gli avevano dato un calcio e che quel gesto gli fece perdere il controllo per poi cadere›. Passarono circa due settimane prima che entrassi in contatto con la procura di Nola incaricata delle indagini. Da lì iniziò il calvario per trovare i testimoni. Nonostante la grande risposta dell'Istituto e degli alunni nelle manifestazioni per quanto accaduto, fu davvero difficile trovare qualcuno che si esponesse aiutandomi per fare giustizia".

"In seguito, ricevetti l'invito dell'allora Presidente della Provincia, il prof. Amato Lamberti, sociologo di grande spessore. Grazie a lui feci la mia prima uscita. Mi parlò della pagina web «il muro» sulla quale lessi che molti studenti avevano lasciato pensieri d'affetto e di giustizia per mio figlio. Si accese in me una speranza. Da lì conobbi altri familiari delle vittime innocenti, ci frequentavamo, ci davamo supporto, andavamo insieme a conoscere nuovi familiari quando ricapitavano situazioni analoghe. Così, dopo qualche anno, decidemmo di fondare l'Associazione ‹Coordinamento campano delle vittime innocenti della criminalità›.

Siate partecipi, vincete l'indifferenza verso la criminalità. Non servono grandi gesti ma una piccola fetta di responsabilità in ognuno di noi!

#Memoria: menzioni e intitolazione per Paolino Avella

  • Marzo 2009 - Intitolato il Centro Polivalente di Pollena Trocchia, divenuto Asilo Comunale, in via Cavour.
  • 29 febbraio 2012 - La storia di Paolino è raccontata dallo spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così" regia e drammaturgia di Emanuela Giordano. 
  • 2013 - Inaugurazione della Tendostruttura all'interno del Liceo Scientifico "Salvatore Di Giacomo", San Sebastiano al Vesuvio (NA).
  • 7 aprile 2013 - Inaugurazione del Presidio di Libera S.Giorgio - S.Sebastiano "Paolino Avella".
  • 23 maggio 2013 - Inaugurato il "Parco Pubblico Paolino Avella" in memoria di Paolino e di tutte le vittime innocenti della criminalità all'interno del boschetto del rione Gescal di Nola, la Villa comunale in via dei Mille.
  • 21 marzo 2014 - Nascita di "Radio Paolino". Promosso dall'assessore alle politiche giovanili del comune di San Giorgio a Cremano Michele Carbone in collaborazione con Radio Siani.
  • Una Stele alla memoria in via Matteotti, luogo della tragedia, posta dal Comune di San Sebastiano al Vesuvio.
  • Marzo 2015 - La storia di Paolino è menzionata nel libro: "Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti"  dedicato a tutti i minorenni uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.

Eventi per ricordare Paolino Avella

  • Ogni anno Alfredo Avella organizza un premio dedicato alla memoria del figlio.
  • 6 marzo 2009 - 2° Memorial "Paolino Avella" con una gara podistica femminile sulla distanza di 7,5 Km sul territorio di San Sebastiano a Vesuvio.
  • Dal 2005 al 2010 - L'Associazione Paolino Avella Onlus ha assegnato borse di studio agli studenti di ogni grado nelle sezioni: poesia, scrittura creativa, fotografia, cortometraggi.
  • 5-12 aprile 2014 - Settimana della legalità con diversi eventi, tra cui una partita tra Familiari Delle Vittime vs Liceo "Carlo Urbani" (7 aprile 2014).
  • 12 aprile 2015 - Per il 12° anniversario, a differenza degli altri anni, per ricordare Paolino la santa messa fu celebrata nella tendostruttura del liceo scientifico “Salvatore di Giacomo” di San Sebastiano al Vesuvio.
  • 11 giugno 2016 - Memoriale Paolino Avella presso il parco pubblico "Paolino Avella", a Nola, insieme al Presidio nolano dell'associazione Libera ed alle istituzioni.
  • 17 dicembre 2016  - L'Associazione Paolino Avella presenta:"CARAVAGGIO. LE SETTE OPERE DELLA MISERICORDIA", con Ugo Pagliai e Vincenzo De Luca, docente di storia dell'arte. Presso il Museo Filangieri (Napoli)
  • 6 aprile 2018 - Dedicato il convegno sul tema dell’attività dei “Giornalisti Giornalisti” (cit. film “Fortapasc”) impegnati quotidianamente nella lotta per la verità e la legalità. Presso l’auditorium del liceo scientifico di San Sebastiano al Vesuvio “Salvatore Di Giacomo”.

L'Associazione Paolino Avella Onlus

Paolino Avella Onlus

Dopo le manifestazioni dettate dall'emozione del momento, gli amici, i docenti ed i genitori di Paolino, ritennero di non far disperdere l'ondata di solidarietà e l'insegnamento che la tragica vicenda aveva dettato in ognuno di loro, e nella popolazione intera dei Comuni interessati.

Così nel 2009, nasce così l'Associazione Onlus Paolino Avella che, insieme agli studenti ed ai docenti dei due Istituti frequentati dal ragazzo (Scuola Media Statale "R. Viviani" di Pollena Trocchia e Liceo Scientifico Statale "S. Di Giacomo" di San Sebastiano al Vesuvio), si propone di sviluppare percorsi di legalità capaci di incidere sulla popolazione in generale dell'area di interesse, ed in particolare sulle fasce pre-adolescenziali ed adolescenziali.

Attività:

Creare percorsi didattici che, attraverso: dibattiti, attività di ricerca, borse di studio e produzione di elaborati, conduca i giovani alla ricerca di un linguaggio comune, per educare alla legalità i propri coetanei ed il mondo degli adulti.

Scopri di più! Visita il sito:
Associazione Paolino Avella Onlus

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 Associazione Paolino Avella Onlus

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