Le Storie

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Salvatore Barbaro

Salvatore Barbaro, 29 anni

Il 13 novembre 2009, Salvatore Barbaro, cantante neomelodico napoletano, fu brutalmente assassinato dalla camorra per un atroce scambio di persona. Quel giorno, mentre percorreva con la sua auto "Suzuky Swift" via Mare, a Ercolano (NA), venne affiancato da una moto con due uomini in sella. Il ragazzo non ebbe il tempo di reagire quando si vide scaricare addosso ben 11 colpi di pistola. Gravemente ferito perse il controllo dell'auto impattando contro un muro e un palo della corrente elettrica. Purtroppo inutili i soccorsi. Le ferite, in particolare alla gola, gli furono fatali.

Orfano di padre, Salvatore aiutava la famiglia come meglio poteva. Quando non era impegnato come cantante in cerimonie o manifestazioni, arrotondava facendo il garzone per una salumeria o l'imbianchino. Infatti nel cofano furono ritrovati tutti gli attrezzi del mestiere. La sua unica colpa fu quella di avere l'auto dello stesso modello e dello colore del vero obiettivo.

Storico giuridico

  • 8 dicembre 2016 - Il Gip del Tribunale di Napoli, Rosa De Ruggiero, con rito abbreviato, condanna a 30 anni di reclusione Vincenzo Spagnuolo, ritenuto l'esecutore materiale nell'agguato. Con rito ordinario, invece, vengono accusati per il delitto:
    - Natale Dantese, il ras. detenuto al 41bis;
    - Antonio Sannino, ritenuto l'esecutore dell'agguato;
    Pasquale Spronello, ritenuto il mandante dell'omicidio.
  • 21 dicembre 2017 - La quarta sezione della Corte d'Assise di Napoli ha condannato all'ergastolo in primo grado i tre presunti mandanti ed esecutori.
  • 10 febbraio 2020 - Salvatore Barbaro viene riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata.
  • 16 dicembre 2020 - La Cassazione conferma le pene all'ergastolo inflitte dalla Corte D'Assise.

 

#Memoria: eventi, menzioni e luoghi intitolati a Salvatore Barbaro

  • 5 marzo 2016 - Apposta una targa in memoria di Salvatore nel luogo dell'accaduto, in via Mare a Ercolano (NA). Segue una fiaccolata fino alla Parrocchia di Santa Maria della Consolazione di Ercolano (NA) per la funzione religiosa. 
  • 19 luglio 2017 - Dedicato a Salvatore la manifestazione:"Napoli e Borsellino. La cultura della legalità" presso il cortile del Maschio Angioino, a Napoli, avvenuto all'interno della rassegna "Estate a Napoli 2017" in memoria di Paolo Borsellino.
  • 15 ottobre 2017 - La storia di Salvatore viene raccontata in una puntata de "Le Iene" su mediaset.
  • 13 novembre 2019 - Manifestazione del decennale presso il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano (NA), con un incontro tra le rappresentanze istituzionali, associazioni, familiari e scolaresche. Segue un corteo fino a piazzale Salvatore Barbaro per un momento commemorativo con deposizione di fiori sotto la targa intitolata.
  • 4 dicembre 2019 - Intitolato il Largo di via Mare, a Ercolano, dove avvenne l'agguato.
  • 13 novembre 2020 - Momento commemorativo con deposizione di fiori sotto la targa intitolata in via Mare, a Ercolano.
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Antonio Landieri

Antonio Landieri, 25 anni

La sera del 6 novembre 2004 Antonio Landieri giocava a calcio balilla con alcuni amici in un circoletto sotto casa, in via Labriola, quartiere di Scampia (NA) conosciuto come "i Sette Palazzi". I ragazzi s'intrattenevano mentre aspettavano il resto della comitiva e andare tutti insieme a mangiare una pizza come ogni sabato. Passate le 20:00 giunse una autovettura con 4 uomini a bordo che aprirono improvvisamente il fuoco contro di loro. I giovani si diedero alla fuga. Antonio cercò rifugio nell'androne del palazzo vicino ma, essendo affetto dalla nascita da una disabilità motoria, non riuscì ad essere abbastanza veloce. Fu colpito alla schiena da due proiettili di rimbalzo, mentre, altri 5 ragazzi furono feriti agli arti inferiori durante la fuga. I giovani vennero soccorsi dalle persone del quartiere, tra cui la famiglia di Antonio, tra i primi trasportato in ospedale. Purtroppo inutili i soccorsi, Antonio Landieri si spense poco dopo raggiunto il "Don Bosco".

Si scoprirà che i sicari della camorra scambiarono la comitiva di Antonio Landieri per un gruppo di giovani trafficanti di droga che intendevano punire per dimostrare la superiorità in quella che era la lotta tra i clan rivali sul territorio: i Di Lauro e gli Scissionisti. A causa di indagini frettolose e il desiderio della camorra di coprire l'errore con le infamie, Antonio venne più volte definito un criminale dai media locali e nazionali e per le stesse ragioni gli furono negati i funerali pubblici. Solo nel gennaio 2015 Antonio Landieri venne riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata dal Ministero dell'Interno.

Storico giuridico

  • Settembre 2015 - Gennaro Notturno inizia a collaborare con la giustizia facendo chiarezza sulla dinamica dell'agguato.
  • 23 gennaio 2016 - Su ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli, sono stati arrestati:
    - Cesare Pagano ritenuto il mandante del gruppo di fuoco;
    - Giovanni Esposito, Gennaro Notturno, Davide Francescone e Ciro Caiazza, accusati di essere gli esecutori materiali.
  • Ottobre 2018 - Al processo di primo grado con rito abbreviato vengono emesse le seguenti condanne:
    - Ergastolo per: Giovanni Esposito, Davide Francescone, Ciro Caiazza;
    - 17 anni di reclusione per: Gennaro Notturno e Pasquale Riccio.
    - Assolti: Cesare Pagano e Giovanni Piana, capigruppo degli scissionisti.

 

Il ricordo di Raffaella, madre di Antonio

"Ero a casa che provvedevo alla cena mentre mio marito faceva la doccia quando, pressapoco le 20:00, sentii dei colpi seguiti da strilli forti. Mi affacciai al balcone e capii che non erano fuochi d'artificio ma che c'era stata una sparatoria. Appena vidi il motorino di mio figlio Giuseppe, istintivamente, chiamai Vincenzo e senza aspettare nemmeno l'ascensore, corremmo giù. Usciti dal palazzo vedemmo uno degli amici a terra che sanguinava dal piede. Gli chiesi cosa fosse successo, ma lui calò il capo e non mi rispose. Mi invase un brutto presentimento. Ogni persona del quartiere mi stoppava. Pensai:«perché vogliono fermare proprio me?» Poi mi venne incontro mio marito che era corso in avanti. Mi fermò, mi disse:«Non è Tonino» ma da lontano sentivo le grida di mio figlio Giuseppe. Ricordo di aver dato spintonate finché non vidi Antonio a terra. Lo presi tra le mie braccia, lo toccai, non vi erano tracce di sangue. In cuor mio c'era ancora una speranza ma, quando gli parlai, in quell'istante Antonio ruotò gli occhi all'insù. Giuseppe e Vincenzo partirono di corsa verso l'ospedale, intanto io chiamai mia madre per dirle dell'accaduto e al suo arrivo raggiungemmo il resto della famiglia. Una volta arrivati al 'Don Bosco' mio marito mi diede la brutta notizia: Antonio era morto".

"Qui c'è la camorra ma noi siamo brave persone. Pensare che Antonio è stato ucciso da dei delinquenti come un delinquente è adesso, come allora, una sensazione bruttissima! Quella sera l'ingresso di casa era affollato di gente. In quel caos dovemmo dare la notizia alla sorellina Stefania, all'epoca 14 enne, che rincasava da un'amica. Poi tra la folla si fece spazio il commissario che chiese a tutti di uscire ma ricordo che aprì a malapena la porta della cameretta. Era troppo evidente fosse un bravo ragazzo. I primi anni furono davvero difficili. La condizione di Antonio aveva creato delle abitudini familiari che da quel giorno furono sostituite da un contesto che non conoscevamo, isolati e diffamati. Solo per l’esser stato coinvolto nella sparatoria nel quartiere si dicevano cose del tipo:-se l'è cercata-, -se è stato ucciso qualcosa avrà fatto-. Furono giornate terribili accompagnate dall'attesa per poter dare una sepoltura alla salma. Solo quella perché per ordine pubblico non ci concessero i permessi per celebrare il funerale in chiesa".

"Pensare che un ragazzo che ha lottato tutta la vita per sentirsi autonomo, nonostante la paralisi infantile, muoia così per mano di delinquenti: è stato un brutto colpo per tutti noi. Solo nel 2008 una fiamma di speranza si accese. Per iniziativa di mio nipote Rosario, si fece una raccolta firme per intitolare una strada ad Antonio. Contemporaneamente conobbi Patrizia Palumbo, presidente dell’associazione 'Dream Team - Donne in rete' nonché attuale referente del presidio di Libera Scampia. Lei mi ha letteralmente preso sotto la sua ala facendo nascere in me la voglia di raccontare la nostra storia. Di lì poi un susseguirsi di incontri entrando a far parte di tante realtà come quelle del Coordinamento Campano dei Familiari delle Vittime Innocenti della Criminalità. Per fortuna, in questo percorso siamo stati accompagnati dapprima dal nipote Rosario e in seguito da Anna, moglie di Giuseppe. Nonostante non abbia mai conosciuto Antonio, Anna racconta la nostra storia in un modo così intenso che ci rende davvero grati di averla nelle nostre vite".

Antonio ci ha insegnato a non darci mai per vinti! Lui era sempre sorridente nonostante le sfide che ha dovuto affrontare, ora tocca a noi non arrenderci in nome della giustizia!

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati ad Antonio Landieri

  • 5 novembre 2006 - Inaugurazione del Murale in ricordo di Antonio Landieri e di tutte le vittime innocenti. Un opera di 27 metri sul muro di cinta dello stadio comunale di Scampia. L'iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione di ragazzi volontari.
  • 1 gennaio 2007 - La storia di Antonio è raccontata nel libro:"Al di là della neve, storie di Scampia" di Rosario Esposito La Rossa. Marotta & Cafiero editori.
    - Il libro è stato vincitore del Premio Siani 2008 e in seguito trasformato in reading teatrale curato da Mario Gelardi, con l'attrice Maddalena Stornaiuolo.
  • 2007 - Nasce l'Associazione "Vo.di.sca" (Voci di Scampia), presidente Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio.
  • 2008 - Nasce il "Premio Letterario Antonio Landieri" che premia componimenti rigorosamente inediti, in lingua italiana o vernacolo ed esclusivamente conformi al tema proposto a cui possono partecipare scrittori di qualsiasi nazionalità o età.
  • 1 giugno 2010 - Intitolazione del Presidio Libera Piemonte, a Volvera (TO), situato nella Cascina Arzilla, bene confiscato alla mafia.
  • Novembre 2010 - Inaugurazione del Presidio Libera Arona (NO), sulle sponde del lago Maggiore.
  • Maggio 2011 -  Intitolazione del Presidio Libera Trieste
  • 31 maggio 2013  - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 8 giugno 2013 - Inaugurazione del Presidio Libera Ovada (AL) situato nell'ex "fabbrica delle E" torinese.
  • 6 settembre 2014 - Intitolazione dello sportello anti-racket "Antonio Landieri", situato all'interno della VIII Municipalità e curato dal Commissariato di Scampia e associazione (R)ESISTENZA.
  • 10 aprile 2015 - Inaugurazione del Presidio Libera Aosta (AO) situato all'interno del liceo Bérard.
  • Marzo 2015 - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova. 
  • Luglio 2017 - Intitolazione del Presidio Libera Teano (CE) operante presso i beni confiscati sul territorio Sidicino. E nella Frazione “Pugliano”.
  • 8 novembre 2017 - Intitolato lo stadio comunale  "Antonio Landieri" in via Hugo Pratt, a Scampia (NA).
  • 6 novembre 2018 - Piantato un albero di ciliegio denominato "Albero Landieri" nei piazza Giovanni Paolo II, a Scampia (NA).
    - il 13 gennaio 2020 l'albero fu vandalizzato. 
  • 14 dicembre 2018 - Intitolazione del Presidio Libera di Scampia (NA) gestita dall'Associazione Dream Team di cui fa parte la mamma di Antonio.

Eventi in ricordo di Antonio Landieri

  • 2005 Fiaccolata per le strade di Scampia mobilitate dall'impegno civile di Rosario Esposito La Rossa e le persone del quartiere.
  • 6 novembre 2009 -1° Memorial con un torneo di calcio presso il campo dell'Arci Scampia. Segue una messa in suffragio presso la chiesa S. Maria della Speranza, celebrata da padre Fabrizio Valletti.
  • 5 > 8 settembre 2013 - 2ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 4 > 7 settembre 2014 - 3ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2014 Concerto in memoria presso l’Associazione Culturale Te.Co. Teatro di Contrabbando, a Scampia (NA). 
  • 5 > 7 settembre 2015 - 4ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 24 febbraio 2016 - Evento musicale "La notte dei tributi", presso l'auditorium di Scampia in cui si sono esibite tute le cover-band territoriali. Evento promosso dallo sportello anti-racket "Antonio Landieri", dalla Municipalità e dalle associazioni territoriali.
  • 8 > 11 settembre 2016 - 5ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 7 > 10 settembre 2017 - 6ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 > 9 settembre 2018 - 7ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 5 > 8 settembre 2019 8ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2020 Messa in suffragio presso la chiesa di S. Giuseppe Moscati, celebrata da don Tonino Palmese.

 

 

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Pasquale Miele

Pasquale Miele, 28 anni

La sera del 6 novembre 1989 Pasquale Miele fu trucidato con un colpo di fucile per essersi rifiutato di pagare il racket. Quella sera, il giovane si trovava a casa con la sua famiglia, a Grumo Nevano (NA). Di fuori diluviava così, passate le 22:00 i genitorim Anna e Tammaro, fecero il giro di casa per chiudere finestre e balconi. Perlustrando le stanze si accorsero che una finestra aveva il vetro rotto. Pensarono che fu colpa del vento e del temporale e chiamarono anche Pasquale per farsi aiutare. Il ragazzo si avvicinò alle imposte e proprio in quel momento si udì un altro boato e Pasquale cadde all'indietro sul corpo del padre finendo entrambi a terra. Quando i genitori si voltano si accorsero che il figlio era stato colpito alla gola. Provarono a fermare il sangue ma il giovane fu colpito da un proiettile di fucile a canne mozze che gli aveva dilaniato il petto tra il torace e il collo. Pasquale spirò in breve tra le braccia del padre e della madre.

La famiglia Miele gestiva un maglificio proprio sotto casa. Da mesi la camorra locale aveva fatto più volte richieste estorsive alle quali Pasquale si era rifiutato di cedere. Inoltre, il giovane non disse nulla al fratello Giuseppe per non farlo preoccupare dato il momento delicato che affrontavano. Pasquale aveva fissato la data di matrimonio per l'anno successivo. 

Storico giuridico

  • Nonostante la famiglia Miele indirizzò fin da subito i militari dell'arma sulla pista del racket, le indagini non condussero a colpevoli.
  • Anni dopo le dichiarazioni di collaboratori di giustizia fecero comprendere che l'esecuzione era stata compiuta da una banda che aveva l'ordine di intimidire la famiglia Miele. Le confessioni furono contrastanti al punto da non essere ritenute credibili e portando al rilascio di ogni possibile imputato.

 

Il ricordo di Giuseppe Miele, fratello di Pasquale

"Quella sera ero a giocare a carte a casa di un amico nonché mio vicino nel palazzo dove abitavo con mia moglie e i miei figli. Arrivò una telefonata da un parente che, senza piegarmi nulla, mi disse di correre dai miei genitori. Pensai fosse accaduto qualcosa a mia madre che da poco aveva scoperto di avere un male inguaribile. Invece, giunto con i miei amici fuori casa, vi trovai la polizia. Entrai e vidi i miei genitori in lacrime circondati da alcuni parenti. Poi, qualche altro passo e vidi il corpo di mio fratello coperto da un lenzuolo e immerso in un lago di sangue. Mi si gelò il sangue!"

"Ricordo ancora vividamente i giorni a seguire. Quella sensazione di essere bloccati nell'iter burocratico per riavere la salma di Pasquale. Giornate che sembravano interminabili. Poi, scoprimmo la verità dalla quale mio fratello ci tenne tutti all'oscuro. Pasquale si confidò solo con alcuni amici stretti, furono loro a rivelarci degli episodi estorsivi. All'epoca si viveva un clima di paura, non si poteva parlare della camorra quindi, a seguito della tragedia, ci siamo chiusi in noi stessi".

"Oggi invece, sono stati fatti dei grossi passi in tal senso ma, nonostante ciò, bisogna continuare a sensibilizzare le persone sul tema. Personalmente da oltre 20 anni faccio volontariato nel carcere di Secondigliano. Quando incontro i detenuti, in particolare quelli più giovani, gli faccio notare come la loro condotta criminale li abbia portati lontano dagli affetti facendogli perdere tutte le esperienze e le gioie che si vivono in famiglia. Di quanto siano assenti nelle vite dei figli non potendo godere della loro crescita così come della vita coniugale. Non poter partecipare a cerimonie o ai funerali di un familiare. Insomma:

Qualsiasi sia la cifra che si possa guadagnare, la vita del malavitoso non ne vale la pena!

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Pasquale Miele

  • 13 aprile 2013 - Intitolata una piazza a Grumo Nevano (NA) con una stele commemorativa.
  • 6 novembre 2013 - Manifestazione commemorativa con un incontro/dibattito dal titolo: "Percorsi di legalità" presso l'auditorium dell'IP "Michele Niglio" e promosso dall'associazione "Terra nuova - Antonio Di Bona e Pasquale Miele".
  • 29 marzo 2014 - Intitolazione della biblioteca dell'I.C. "Cirillo-Matteotti" di Grumo Nevano (NA).
  • Marzo 2015 - La storia di Pasquale è menzionata nel libro"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • Maggio del 2015 - Pedalata anticamorra che ha attraversato i Comuni partecipanti all'organizzazione, tra cui: Grumo Nevano, Casandrino, Casal di Principe, San Cipriano e Casapesenna. L'evento è stato promosso dalle associazioni: Terra Nuova, Libera, Fondazione Pol.i.s. ed altre realtà territoriali.
  • 5 novembre 2016 - Marcia per la legalità per le strade di Grumo Nevano (NA) che si conclude a piazzale Pasquale Miele con l'inaugurazione di una nuova stele che sostituisce la precedente vandalizzata nel mese di maggio.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Pasquale è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod.
    - ottobre 2019 - Il capitolo della storia di Pasquale viene ripubblicato con una ristampata dal titolo: "Pasquale Miele. L'imprenditore affascinante".
  • 6 novembre 2019 - Commemorazione del 30° anniversario con un incontro/dibattito presso il Teatro "Lendi" di Sant'Arpino. Evento promosso dall'amministrazione locale, le associazioni Libera, Terra Nuova e Fondazione Polis.
  • 3 dicembre 2019 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"Bel tempo si spera" su TV2000.
  • 1 febbraio 2020 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"TV7 Reportage".
  • 23 agosto 2020 - Giuseppe Miele racconta la storia di Pasquale in una puntata del programma:"Sulla via di Damasco" su Rai 2.

 

L'Associazione Terra Nuova

L'associazione nasce per volontà dei familiari di Antonio Di Bona e Pasquale Miele. Assegnataria nel 2015 di terreni confiscati alla camorra, si occupa di inserimento sociale e sostegno delle fasce deboli attraverso la professione agricola.

Vuoi saperne di più? Visita la pagina facebook:
Terra Nuova

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Carlo Cannavacciuolo

Carlo Cannavacciuolo, 27 anni

*I fatti avvennero passate le h 24:00, per cui, Carlo Cannavacciuolo viene ricordato il 5 novembre

La sera del 4 novembre 2011, Carlo Cannavacciuolo, studente in veterinaria, uscì con la fidanzata e gli amici per festeggiare il suo onomastico in un locale a Santa Maria della Carità (NA). Fattasi quasi la mezzanotte fu ora di congedarsi dai festeggiamenti. Giunti nella propria "Fiat Panda" parcheggiata in via Ponticelli, i giovani si concessero ancora una piccola pausa, probabilmente, per aprire il regalo della fidanzata o per continuare a parlare prima di rincasare. Di lì a poco si avvicinarono due banditi a volto coperto e armati con pistole. Uno di questi ruppe il finestrino dell'auto con il gomito, così, Carlo inserì istintivamente la retromarcia per scampare all'aggressione. A quella reazione il rapinatore rispose esplodendo due colpi di pistola. Carlo fu colpito da entrambi i proiettili: uno al braccio e l'altro alla gola che gli fu fatale. Inutili i soccorsi, il ragazzo perse la vita sotto gli occhi increduli della fidanzata.

Storico giuridico

  • Grazie alle testimonianze della fidanzata di Carlo e di un uomo che abitava nei pressi dell'omicidio, le indagini portarono al fermo di due indagati: Violante Petrucci, muratore di 27 anni, e Ciro Afeltra, 30 anni. Entrambi di Pimonte (NA). I due, inchiodati dalle prove raccolte dai carabinieri, confessano l'accaduto. In particolare, viene riconosciuto a Petrucci la responsabilità dell'omicidio per aver esploso i due colpi di pistola.
  • 2 ottobre 2012 - L'udienza preliminare del processo di primo grado si è chiuso, su richiesta del PM Raffaele Marino della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, con la condanna all'ergastolo per entrambi i responsabili.
  • 14 gennaio 2015 - La Corte d'Appello conferma la condanna all'ergastolo ad entrambi gli assassini.
  • 9 marzo 2016 - La Corte di Cassazione rende definitivo le pene di ergastolo per i due killer.

 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Carlo Cannavacciuolo

  • 7 novembre 2011 Fiaccolata con un corteo partito dalla piazza cittadina di S.M.d. Carità e giunta sino al piazzale antistante l'abitazione della famiglia Cannavacciuolo. Alla marcia hanno partecipato oltre 2 mila persone.
  • 17 marzo 2012 - la Facoltà di Veterinaria dell'Università Federico II di Napoli, in occasione dell'apertura della Scuola di specializzazione in Ispezione degli alimenti di origine animale, ha deciso di dedicare l'inaugurazione delle attività di ricerca a Carlo. Nell'occasione, il papà Giovanni ha letto pubblicamente una commossa dedica al figlio.
  • Novembre del 2012 - Assegnata la medaglia d'argento al valore civile alla memoria. Decisione voluta dal Comune di Santa Maria la Carità.
  • 2 giugno 2013 - Cerimonia di consegnata ai familiari di Carlo della medaglia d'oro al valor civile alla memoria.
  • 22 luglio 2016 - Intitolata una strada di Santa Maria la Carità (NA). Evento voluto fortemente dall'amministrazione locale , all'inaugurazione la targa è stata scoperta dai genitori di Carlo.
  • 13 ottobre 2018 - Inaugurata e dedicata la "Casa dell'Ambiente e dell'Impegno Civile", sede Legambiente Woodwardia, in via Panoramica 39 a Castellammare di Stabia (NA).
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Domenico "Mimmo" Beneventano

Domenico "Mimmo" Beneventano, 32 anni

All'alba del 7 novembre 1980 Domenico Beneventano fu assassinato dai sicari di Cutolo sotto casa mentre saliva in auto per recarsi al lavoro. Mimmo, chirurgo presso l'ospedale di San Gennaro di Napoli, visse ad Ottaviano dove svolgeva l'attività di medico di base  e di Consigliere comunale. Il suo impegno politico lo condusse presto a confrontarsi con i progetti di cementificazione speculativa e sversamento illegale di rifiuti, ovvero, le principali attività economiche del crimine organizzato in quell'area della Campania. Sensibile alle tematiche ambientali e con un forte senso civico, Mimmo si oppose apertamente alla Nuova Camorra Organizzata di Cutolo cercando di impedire che le mafie, con l'aiuto della politica e dell'economia locale, danneggiassero il territorio, in particolar modo quello che, ad oggi, è il Parco Nazionale del Vesuvio.

Due anni prima, il 13 settembre 1978, sempre ad Ottaviano, i sicari della NCO avevano già ucciso per motivi analoghi l'avvocato e dirigente socialista Pasquale Cappuccio

Storico giuridico

  • Per il delitto furono condannati all'ergastolo:
    - Raffaele Cutolo, ritenuto il mandante;
    - Angelo Auricchio, Antonio Fontana e i fratelli Raffaele e Luigi Polito quali esecutori materiali. 
    Tutti gli imputati vennero in seguito prosciolti dalle accuse.

Il ricordo di Rosalba Beneventano, sorella di Domenico

"Erano circa le sette del mattino quando fui svegliata dalle urla strazianti di mia madre. Quando capii che provenivano dalla strada, uscii e vidi il corpo di mio fratello riverso a terra. Gli vidi fare un gesto come a indicare la cravatta, corsi a slacciargliela. Ero convintissima che fosse ancora vivo ma, quando gli fui vicina, capii che mio fratello si era spento. Prima di allora, noi familiari non avevamo capito in che clima vivessimo. Invece mio fratello si, lui era pienamente consapevole dei rischi a cui si era esposto e fu davvero bravissimo a non farci sentire la tensione in cui viveva".

"Episodi come questi ti segnano a vita. Mia madre non si è mai più ripresa da quello shock. A volte, vorrei rimproverarlo di non essersi fermato, chiedergli di non arrivare a sacrificare la propria vita, ma so bene che se anche lo avessi fatto, mio fratello non mi avrebbe dato ascolto. Difatti, aveva già ricevuto intimidazioni ma scelse comunque di perseverare. Avrebbe potuto rinunciare alla battaglia politica e continuare a fare del bene come medico, ma Mimmo Beneventano era il tipo di uomo che non si arrende".

"All'epoca non esistevano le associazioni e mi rincuora sapere che il sacrificio di Mimmo, come quello di tanti altri prodigati per la giustizia, sia stato di sprono alla fondazione di tante realtà sociali territoriali. Amo definire mio fratello «il primo ambientalista» in fondo è anche grazie a lui se la camorra non ha reso il Vesuvio e il monte Somma una montagna di rifiuti".

 

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Domenico Beneventano

  • 1987 - Pubblicazione della raccolta di poesie scritte da Mimmo con il titolo: "Rabbia e Destino"*
  • 1989 - Nasce il Circolo Legambiente "M.Beneventano" a Ottaviano. L'ente ha sede proprio nel Palazzo Mediceo, ex dimora di Cutolo.
  • 1999 - Intitolazione del Circolo didattico, oggi I.C., a Ottaviano (NA)
  • 26 agosto 2010 - La storia di Mimmo è raccontata nel libro:"Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 2010 - Delibera per intitolare la strada in cui fu barbaramente ucciso ad Ottaviano (NA).
  • N.R. - Intitolata una strada e l'aula Consiliare del Comune di Sasso di Castalda (PZ).
  • Marzo 2015 - La storia di Mimmo è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • N.R. - Intitolazione della scuola elementare I.C.S. Mimmo Beneventano appartenente al plesso scolastico "Lucci" di Ottaviano.
  • Novembre 2016 - Quarta ristampa del libro:"Rabbia e Destino"*. Rilegatura RCEMultimedia.
  • 11 luglio 2018 - Intitolazione della Sala del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Vesuvio con sede presso il Palazzo Mediceo a Ottaviano (NA).
*Il libro "Rabbia e Destino" è acquistabile su richiesta inviando una e-mail alla Fondazione Mimmo Beneventano
devolvendo una quota pari a € 10 (€ 15 se sono previste spese di spedizione)

Eventi in ricordo di Domenico Beneventano

  • Dal 2007 - in occasione dell'anniversario della scomparsa di Mimmo, viene consegnato un riconoscimento dedicato a giornalisti e amministratori del pubblico ufficio che si sono distinti per: la lotta all'illegalità; nel contrastare le mafie di ogni tipo; nella promozione della giustizia sociale. in collaborazione con Libera Basilicata e il Comune di Sasso di Castalda (PZ), città d'origine di Mimmo.

  • 7 novembre 2013 - Marcia partita da via Pentelete fino a via M. Beneventano, luoghi dove trovarono la morte i due consiglieri comunali vittime innocenti della camorra (rif. Pasquale Cappuccio). Presenti i confaloni istituzionali
  • 22 marzo 2014 - La storia di Domenico è raccontata nel monologo intitolato:"Tentata memoria. Orazione di rito civile Beneventano" dell'attore e regista Eduardo Ammendola. La presentazione è avvenuta presso il Centro la Pira di Pomigliano d'Arco (NA) e promossa dalla Fondazione Mimmo Beneventano.
  • 7 novembre 2014 - Consegna delle borse di studio seguita da un omaggio commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 4 novembre 2017 - Messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese, seguita da un incontro/dibattito presso il Palazzo Mediceo, a Ottaviano (NA), concluso con una visita guidata nel bene confiscato.
  • 7 novembre 2017 - Consegna delle borse di studio "Mimmo Beneventano" consegnate ai vincitori tra gli IC di Ottaviano. Nel pomeriggio, un raduno di persone sul luogo del delitto ha letto le poesie di Mimmo e dei vincitori.
  • 7 novembre 2018 - Incontro celebrativo presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano con un incontro dove sono state lette più poesie del "medico buono". In serata, il consueto momento commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 7 novembre 2019 - Manifestazione celebrativa presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano (NA). Segue, nel pomeriggio, la cerimonia di consegna delle borse di studio "Mimmo Beneventano" agli studenti degli IC territoriali. In serata, un momento commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 11 luglio 2020 - Incontro/dibattito in occasione del compleanno di Mimmo Beneventano presso il bene confiscato Palazzo Mediceo con le testimonianze di imprenditori che si sono ribellati al racket.
  • 6 novembre 2020 - Dibattito in webinair organizzato dalla Fondazione Mimmo Beneventano, Radio Siani, Legambiente.

 

Fondazione Mimmo Beneventano

La Fondazione nasce nel 2012 affinché gli ideali di Mimmo Beneventano non morissero con lui. Ambiente e giustizia sono le linee guida dei percorsi associativi. La difesa e la tutela dell’ambiente trovano la massima espressione nella manifestazione del 21 novembre (ex Festa degli Alberi). In un terreno confiscato alla camorra a Ottaviano, da trent’anni, viene piantato un albero, intitolato a una vittima innocente della criminalità. “Io amo definire mio fratello come il primo ambientalista” dice Rosalba. Mimmo fu il primo a impegnarsi per salvaguardare l’attuale Parco Nazionale del Vesuvio dal malaffare della camorra.

Ogni anno la Fondazione assegna due Premi "Mimmo Beneventano":

Dal 2007 in occasione dell'anniversario della scomparsa di Mimmo, viene consegnato un riconoscimento dedicato a giornalisti e amministratori del pubblico ufficio che si sono distinti per: la lotta all'illegalità; nel contrastare le mafie di ogni tipo; nella promozione della giustizia sociale. in collaborazione con Libera Basilicata e il Comune di Sasso di Castalda (PZ), città d'origine di Mimmo.

Dal 2013, in occasione del memoriale celebrato a Ottaviano, vengono consegnate le borse di studio agli alunni degli I.C. di Ottaviano che premia chi, aldilà dei risultati scolastici, si è distinto per la sua sensibilità verso il sociale e la cultura. “Vedere come dei bambini di 7 anni lavorano su queste tematiche è davvero importante e molto incoraggiante” cit. Rosalba B.

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.mimmobeneventano.it

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