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Antonio Landieri

Antonio Landieri, 25 anni

La sera del 6 novembre 2004 Antonio Landieri giocava a calcio balilla con alcuni amici in un circoletto sotto casa, in via Labriola, quartiere di Scampia (NA) conosciuto come "i Sette Palazzi". I ragazzi s'intrattenevano mentre aspettavano il resto della comitiva e andare tutti insieme a mangiare una pizza come ogni sabato. Passate le 20:00 giunse una autovettura con 4 uomini a bordo che aprirono improvvisamente il fuoco contro di loro. I giovani si diedero alla fuga. Antonio cercò rifugio nell'androne del palazzo vicino ma, essendo affetto dalla nascita da una disabilità motoria, non riuscì ad essere abbastanza veloce. Fu colpito alla schiena da due proiettili di rimbalzo, mentre, altri 5 ragazzi furono feriti agli arti inferiori durante la fuga. I giovani vennero soccorsi dalle persone del quartiere, tra cui la famiglia di Antonio, tra i primi trasportato in ospedale. Purtroppo inutili i soccorsi, Antonio Landieri si spense poco dopo raggiunto il "Don Bosco".

Si scoprirà che i sicari della camorra scambiarono la comitiva di Antonio Landieri per un gruppo di giovani trafficanti di droga che intendevano punire per dimostrare la superiorità in quella che era la lotta tra i clan rivali sul territorio: i Di Lauro e gli Scissionisti. A causa di indagini frettolose e il desiderio della camorra di coprire l'errore con le infamie, Antonio venne più volte definito un criminale dai media locali e nazionali e per le stesse ragioni gli furono negati i funerali pubblici. Solo nel gennaio 2015 Antonio Landieri venne riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata dal Ministero dell'Interno.

Storico giuridico

  • Settembre 2015 - Gennaro Notturno inizia a collaborare con la giustizia facendo chiarezza sulla dinamica dell'agguato.
  • 23 gennaio 2016 - Su ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli, sono stati arrestati:
    - Cesare Pagano ritenuto il mandante del gruppo di fuoco;
    - Giovanni Esposito, Gennaro Notturno, Davide Francescone e Ciro Caiazza, accusati di essere gli esecutori materiali.
  • Ottobre 2018 - Al processo di primo grado con rito abbreviato vengono emesse le seguenti condanne:
    - Ergastolo per: Giovanni Esposito, Davide Francescone, Ciro Caiazza;
    - 17 anni di reclusione per: Gennaro Notturno e Pasquale Riccio.
    - Assolti: Cesare Pagano e Giovanni Piana, capigruppo degli scissionisti.

 

Il ricordo di Raffaella, madre di Antonio

"Ero a casa che provvedevo alla cena mentre mio marito faceva la doccia quando, pressapoco le 20:00, sentii dei colpi seguiti da strilli forti. Mi affacciai al balcone e capii che non erano fuochi d'artificio ma che c'era stata una sparatoria. Appena vidi il motorino di mio figlio Giuseppe, istintivamente, chiamai Vincenzo e senza aspettare nemmeno l'ascensore, corremmo giù. Usciti dal palazzo vedemmo uno degli amici a terra che sanguinava dal piede. Gli chiesi cosa fosse successo, ma lui calò il capo e non mi rispose. Mi invase un brutto presentimento. Ogni persona del quartiere mi stoppava. Pensai:«perché vogliono fermare proprio me?» Poi mi venne incontro mio marito che era corso in avanti. Mi fermò, mi disse:«Non è Tonino» ma da lontano sentivo le grida di mio figlio Giuseppe. Ricordo di aver dato spintonate finché non vidi Antonio a terra. Lo presi tra le mie braccia, lo toccai, non vi erano tracce di sangue. In cuor mio c'era ancora una speranza ma, quando gli parlai, in quell'istante Antonio ruotò gli occhi all'insù. Giuseppe e Vincenzo partirono di corsa verso l'ospedale, intanto io chiamai mia madre per dirle dell'accaduto e al suo arrivo raggiungemmo il resto della famiglia. Una volta arrivati al 'Don Bosco' mio marito mi diede la brutta notizia: Antonio era morto".

"Qui c'è la camorra ma noi siamo brave persone. Pensare che Antonio è stato ucciso da dei delinquenti come un delinquente è adesso, come allora, una sensazione bruttissima! Quella sera l'ingresso di casa era affollato di gente. In quel caos dovemmo dare la notizia alla sorellina Stefania, all'epoca 14 enne, che rincasava da un'amica. Poi tra la folla si fece spazio il commissario che chiese a tutti di uscire ma ricordo che aprì a malapena la porta della cameretta. Era troppo evidente fosse un bravo ragazzo. I primi anni furono davvero difficili. La condizione di Antonio aveva creato delle abitudini familiari che da quel giorno furono sostituite da un contesto che non conoscevamo, isolati e diffamati. Solo per l’esser stato coinvolto nella sparatoria nel quartiere si dicevano cose del tipo:-se l'è cercata-, -se è stato ucciso qualcosa avrà fatto-. Furono giornate terribili accompagnate dall'attesa per poter dare una sepoltura alla salma. Solo quella perché per ordine pubblico non ci concessero i permessi per celebrare il funerale in chiesa".

"Pensare che un ragazzo che ha lottato tutta la vita per sentirsi autonomo, nonostante la paralisi infantile, muoia così per mano di delinquenti: è stato un brutto colpo per tutti noi. Solo nel 2008 una fiamma di speranza si accese. Per iniziativa di mio nipote Rosario, si fece una raccolta firme per intitolare una strada ad Antonio. Contemporaneamente conobbi Patrizia Palumbo, presidente dell’associazione 'Dream Team - Donne in rete' nonché attuale referente del presidio di Libera Scampia. Lei mi ha letteralmente preso sotto la sua ala facendo nascere in me la voglia di raccontare la nostra storia. Di lì poi un susseguirsi di incontri entrando a far parte di tante realtà come quelle del Coordinamento Campano dei Familiari delle Vittime Innocenti della Criminalità. Per fortuna, in questo percorso siamo stati accompagnati dapprima dal nipote Rosario e in seguito da Anna, moglie di Giuseppe. Nonostante non abbia mai conosciuto Antonio, Anna racconta la nostra storia in un modo così intenso che ci rende davvero grati di averla nelle nostre vite".

Antonio ci ha insegnato a non darci mai per vinti! Lui era sempre sorridente nonostante le sfide che ha dovuto affrontare, ora tocca a noi non arrenderci in nome della giustizia!

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati ad Antonio Landieri

  • 5 novembre 2006 - Inaugurazione del Murale in ricordo di Antonio Landieri e di tutte le vittime innocenti. Un opera di 27 metri sul muro di cinta dello stadio comunale di Scampia. L'iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione di ragazzi volontari.
  • 1 gennaio 2007 - La storia di Antonio è raccontata nel libro:"Al di là della neve, storie di Scampia" di Rosario Esposito La Rossa. Marotta & Cafiero editori.
    - Il libro è stato vincitore del Premio Siani 2008 e in seguito trasformato in reading teatrale curato da Mario Gelardi, con l'attrice Maddalena Stornaiuolo.
  • 2007 - Nasce l'Associazione "Vo.di.sca" (Voci di Scampia), presidente Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio.
  • 2008 - Nasce il "Premio Letterario Antonio Landieri" che premia componimenti rigorosamente inediti, in lingua italiana o vernacolo ed esclusivamente conformi al tema proposto a cui possono partecipare scrittori di qualsiasi nazionalità o età.
  • 1 giugno 2010 - Intitolazione del Presidio Libera Piemonte, a Volvera (TO), situato nella Cascina Arzilla, bene confiscato alla mafia.
  • Novembre 2010 - Inaugurazione del Presidio Libera Arona (NO), sulle sponde del lago Maggiore.
  • Maggio 2011 -  Intitolazione del Presidio Libera Trieste
  • 31 maggio 2013  - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 8 giugno 2013 - Inaugurazione del Presidio Libera Ovada (AL) situato nell'ex "fabbrica delle E" torinese.
  • 6 settembre 2014 - Intitolazione dello sportello anti-racket "Antonio Landieri", situato all'interno della VIII Municipalità e curato dal Commissariato di Scampia e associazione (R)ESISTENZA.
  • 10 aprile 2015 - Inaugurazione del Presidio Libera Aosta (AO) situato all'interno del liceo Bérard.
  • Marzo 2015 - La storia di Antonio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova. 
  • Luglio 2017 - Intitolazione del Presidio Libera Teano (CE) operante presso i beni confiscati sul territorio Sidicino. E nella Frazione “Pugliano”.
  • 8 novembre 2017 - Intitolato lo stadio comunale  "Antonio Landieri" in via Hugo Pratt, a Scampia (NA).
  • 6 novembre 2018 - Piantato un albero di ciliegio denominato "Albero Landieri" nei piazza Giovanni Paolo II, a Scampia (NA).
    - il 13 gennaio 2020 l'albero fu vandalizzato. 
  • 14 dicembre 2018 - Intitolazione del Presidio Libera di Scampia (NA) gestita dall'Associazione Dream Team di cui fa parte la mamma di Antonio.

Eventi in ricordo di Antonio Landieri

  • 2005 Fiaccolata per le strade di Scampia mobilitate dall'impegno civile di Rosario Esposito La Rossa e le persone del quartiere.
  • 6 novembre 2009 -1° Memorial con un torneo di calcio presso il campo dell'Arci Scampia. Segue una messa in suffragio presso la chiesa S. Maria della Speranza, celebrata da padre Fabrizio Valletti.
  • 5 > 8 settembre 2013 - 2ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 4 > 7 settembre 2014 - 3ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2014 Concerto in memoria presso l’Associazione Culturale Te.Co. Teatro di Contrabbando, a Scampia (NA). 
  • 5 > 7 settembre 2015 - 4ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 24 febbraio 2016 - Evento musicale "La notte dei tributi", presso l'auditorium di Scampia in cui si sono esibite tute le cover-band territoriali. Evento promosso dallo sportello anti-racket "Antonio Landieri", dalla Municipalità e dalle associazioni territoriali.
  • 8 > 11 settembre 2016 - 5ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 7 > 10 settembre 2017 - 6ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 > 9 settembre 2018 - 7ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 5 > 8 settembre 2019 8ª edizione di Libera in Gol. Torneo di calcio presso lo stadio Landieri a Scampia (NA). Evento organizzato da organizzato da Vo.di.Sca., RIME e Libera in collaborazione con associazioni locali.
  • 6 novembre 2020 Messa in suffragio presso la chiesa di S. Giuseppe Moscati, celebrata da don Tonino Palmese.

 

 

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Fabio De Pandi

Fabio De Pandi, 11 anni

Il 21 luglio 1991 Fabio De Pandi trascorse la domenica con la famiglia a casa di amici nel Rione Traiano, a Soccavo (quartiere di Napoli). Quando fu ora di rincasare era ormai sera inoltrata. Giunsero alla loro auto, mentre, poco lontano arrivò una "alfa 164" con tre persone a bordo che di lì a poco iniziarono a sparare. Alle spalle della vettura della famiglia De Pandi vi era una bancarella di sigarette di contrabbando verso cui erano rivolte le pallottole esplose. Questi ultimi si diedero alla fuga, mentre, un proiettile vagante colpì il piccolo Fabio trapassandogli il braccio e conficcandosi nel torace. Salendo velocemente in auto per darsi alla fuga, Fabio pronunciò le parole: «mamma, mi fa male il braccio». I genitori videro il sangue sulla camicia e capendone subito la gravita, iniziò la corsa verso l'ospedale. Purtroppo la pallottola aveva leso gli organi vitali interni, Fabio De Pandi si spense prima di poter ricevere soccorsi.
 
Fabio De Pandi è morto a soli 11 perché i clan camorristici erano, e sono, in conflitto sul dominio del business della droga. In seguito alle dichiarazioni del boss del Rione Traiano si saprà che quella sparatoria sarebbe dovuta essere solo una "avvertenza" e non un vero e proprio agguato verso i detentori della bancarella per una partita di droga non ancora pagata. Nello stesso giorno, fu assassinato anche Angelo Riccardo, 21 enne di San Cipriano d'Aversa (CE), vittima di uno scambio di persona.

Storico giuridico

  • A pochi giorni dall'accaduto, la polizia riconosce Amedeo Rey come l'uomo che sedeva di fianco all'autista. In seguito, i mandanti e il commando dell'agguato sono stati tutti condannati. Ad Amedeo Rey, appartenente al clan Puccinelli, è stata riconosciuta la responsabilità per l'omicidio di Fabio.
  • Nel 2003 viene confermata la pena all'ergastolo per Amedeo Rey riconosciuto responsabile della morte del piccolo Fabio De Pandi. L'11 dicembre 2015 l'assassino si è tolto la vita impiccandosi nel carcere di Parma.

 

Il ricordo di Gaetano De Pandi, padre di Fabio

"Quella sera ero con la mia famiglia. Passammo la domenica a casa di un mio caro amico d'infanzia, poi, fatta sera, lo salutammo per rincasare. Era quasi mezzanotte quando passò un'auto nella zona alberata, non ci badai, era molto distante da noi. Poi, spararono nella nostra direzione. Dietro di noi c'era una bancarella di sigarette di contrabbando e noi ci trovammo nel mezzo. Salimmo rapidamente sulla nostra auto. Fabio disse che gli faceva male il braccio, poi vedemmo il sangue. Solo dopo ci accorgemmo che il proiettile gli aveva trapassato il braccio entrando nel torace. Corremmo in ospedale. Durante il tragitto mi accorsi che mio figlio non si lamentava più. Intuì che fosse finito ma non lo accettai e continuai la corsa sperando che si potesse ancora salvare".

"Sono nato e cresciuto nei quartieri spagnoli, conoscevo certe dinamiche e come evitare di restare coinvolto nella guerra tra i clan che vi era in quel periodo. Proteggevo mio figlio rinunciando alle uscite, a passeggiate per il quartiere. Una premura che non è servita".

"In seguito, tramite il mio avvocato conobbi la Fondazione Polis, altri familiari come me e il mondo delle vittime innocenti della criminalità. Con loro iniziai a raccontare la storia di mio figlio nelle scuole anche se, questo episodio ha lasciato un solco profondo dentro di me. Da allora, non amo allontanarmi troppo da casa il ché mi impedisce di essere particolarmente presente a tutte le manifestazioni".

"Ricordo in particolare di quando, con una classe, sorrisi raccontando che l'assassino di mio figlio si fosse suicidato in carcere. Un ragazzino me lo fece notare pensando che ne fossi felice e mi chiese il perché. Fu allora che realizzai che il desiderio di vendetta cambia nel tempo".

All'inizio vorresti dare sfogo alla tua rabbia, poi, capisci che la miglior "vendetta" si chiama giustizia. Cosa che chi ha ucciso mio figlio non è riuscito a sopportare preferendo togliersi la vita.

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati a Fabio De Pandi

  • 9 aprile 2011 - intitolato il Premio della "Corrinapoli" riservato alle scuole. Un circuito podistico con partenza-arrivo a Piazze Plebiscito, Napoli.
  • N.R. - Dedicato un laboratorio dell'I.C. D'Aosta-Scura di Napoli.
  • 29 febbraio 2012 - La storia di Fabio è raccontata nello spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così", regia e drammaturgia di Emanuela Giordano.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Angelo Riccardo è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 30 gennaio 2014 – Presentazione del Presidio Libera a Chiaia presso il PAN (Palazzo delle arti di Napoli) intitolato a Fabio De Pandi e Maurizio Estate.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato a Fabio e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 8 giugno 2018 - Intitolata l'aula "Atelier creativo" dell'istituto "Baracca – Vittorio Emanuele II" ai Quartieri Spagnoli di Napoli. Nella scuola che frequentava Fabio De Pandi ora vi è una targa sui cui è incisa la frase: «Piccolo Principe' senza più sogni».
  • 26 luglio 2018 - La storia di Fabio è menzionata nel libro: "La guerra di Dario. Vivere e morire a Napoli" di Paolo Miggiano. Argot Edizioni.
  • 30 novembre 2018 - La storia di Fabio è raccontata nel libro: "La sedia vuota" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod e promosso dalla Fondazione Polis.
  • 22 luglio 2021 - Presentazione del libro: "Il piccolo principe" di Raffaele Sardo. Edizioni Iod. Monografia estratta dal volume precedente: "la Sedia vuota".
  • 28 luglio 2021 - Affissione di una targa in via Nuova Pizzofalcone, a Napoli. Iniziativa promossa dal Comune di Napoli.
 
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Silvia Ruotolo

Silvia Ruotolo, 39 anni

L'11 giugno 1997, Silvia percorreva a piedi la salita Arenella, una strada stretta e molto trafficata dell'omonimo quartiere di Napoli. Per mano teneva suo figlio Francesco, di soli 5 anni, che era andato a prendere all'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive. Erano giunti sotto casa. Al balcone li guardava arrivare la figlia Alessandra, di 10 anni. Improvvisamente il traffico si bloccò. Due uomini scesero dalla loro auto e spararono oltre 40 colpi all'impazzata. Un proiettile vagante colpì mortalmente Silvia Ruotolo al volto. La donna cadde sotto gli occhi dei suoi figli. 

Con lei fu ferito al dorso Riccardo Valle, studente universitario di 19 anni.

Storico giuridico

  • Poco dopo l'agguato fu fermato Luigi Filippini, appartenente al clan Cimmino, obiettivo del raid in cui rimase ferito. Dopo ore di interrogatorio iniziò a collaborare e accusò Rosario Privato.
  • 24 luglio 1997 - Privato fu arrestato mentre si trovava in vacanza in Calabria. Quest'ultimo si pentì immediatamente iniziando a collaborare. A seguito alle dichiarazioni furono arrestati il boss del clan di Torretta, Giovanni Alfano, ed altri esponenti della camorra: Vincenzo Cacace, Mario Cerbone e Raffaele Rescigno.
  • 11 febbraio 2001 - La Quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta da Giustino Gatti, emise le seguenti condanne:
    - ergastolo per: Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace e Mario Cerbone;
    - 26 anni di reclusione per Rosario Privato, contro i 16 chiesti dalla Procura;
    - 20 anni di reclusione per Raffaele Rescigno, l'autista del commando.
  • Nel 2011 - La Terza sezione della Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Omero Ambrogi, condannò all'ergastolo Mario Cerbone, l’ultimo degli imputati per il quale il procedimento era ancora in corso, e confermò  le precedenti condanne, nonostante la Cassazione aveva annullato le sentenze emesse dai giudici di appello disponendo un nuovo processo.

 

Il ricordo di Francesco Clemente, figlio di Silvia

"Tornavo a casa con mamma dall’ultimo giorno di asilo. Eravamo mano nella mano e, arrivati sotto casa, si sentono dei forti rumori. Pensavamo fosse un brusco tamponamento invece erano 40 colpi sparati all’impazzata. Un colpo trafisse lo zigomo di mia mamma ammazzandola. Avevo solo 5 anni e da allora l'intera famiglia visse sotto scorta fino alla conclusione del processo che arrivò, finalmente, nel 2001. Venne fatta giustizia e i responsabili furono condannati all’ergastolo. Nel 2011 vennero confermate le condanne e ci venne riconosciuto un cospicuo risarcimento dallo Stato. Con quei fondi decidemmo di creare una realtà per riqualificare Napoli. Nacque così la fondazione “Silvia Ruotolo ONLUS – Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce".

#Memoria: Luoghi intitolati a Silvia Ruotolo

  • 1 giugno 2009 - Intitolato un bene confiscato in lombardia
  • 13 maggio 2011- Inaugurato il Presidio Libera di Padova "Silvia Ruotolo".
  • 25 settembre 2012 - Intitolata la Salita Arenella, denominata Salita Silvia Ruotolo. Approvato all'unanimità dal Consiglio comunale, presentato dal consigliere Carmine Attanasio.
  • 9 aprile 2014 - Il Comune di Sesto Fiorentino (FI) conferisce la cittadinanza onoraria alla famiglia di Silvia Ruotolo, Lorenzo Clemente, Alessandra e Francesco. "Per il loro impegno nella lotta contro la criminalità organizzata".
  • 8 luglio 2014 - Intitolato l'Istituto per l'infanzia "Amedeo Maiuri" nel quartiere Arenella, Napoli.
  • 30 maggio 2015 - Intitolato la spazio polivalente dell'Istituto comprensivo "Portella della Ginestra", a Vittoria (RG). L'evento è l'atto conclusivo del concorso "Chiamami ancora Amore. Un altro mondo è possibile" nel quale ad ogni scuola partecipante viene chiesto di intitolare un luogo a una donna vittima innocente delle mafie. La cerimonia è stata introdotta dal Dirigente Scolastico Angela Maria Riolo al quale hanno portato i saluti il Vice Sindaco di Vittoria e il Presidente della Commissione Scuola del Consiglio Comunale. Sono intervenuti tra gli altri, ,Alessandra Clemente, Assessore ai Giovani al Comune di Napoli e figlia della Ruotolo, Don Beniamino Sacco, il Vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, Piero Gurrieri.
  • 29 novembre 2015 - Intitolazione dei giardini in Piazza Medaglie D'Oro dati in affidamento alla Fondazione a lei intitolata.
  • 4 novembre 2016 - intitolazione del periodico "Informare". La targa è stata svelata dal maresciallo dei carabinieri che arrestò il suo assassino. Nel corso della cerimonia il direttore del giornale, Fabio Corsaro, ha scoperto un’opera del maestro Nicola Badia, dedicata a tutte le vittime di mafia. Presenti anche il sindaco del Comune di Casandrino e consiglieri comunali del Comune di Castel Volturno.
  • 11 marzo 2018 - Intitolato il piazzale Coop in corso Laghi 84, Comune di Avigliana (TO).
  • 4 marzo 2019 - Intitolata una traversa di via Leopardi, a Muraggio (TA). In occasione della "Giornata internazionale delle donne", l'Amm.ne comunale ha voluto intitolare 18 traverse ad alcune donne speciali tra cui le vittime di mafie.
  • 18 marzo 2019 - Intitolata un aula presso l' I.C. Carafa-Salvemini, a Napoli.
  • 11 giugno 2019 - Intitolazione del bene confiscato sede del Rainbow Center Napoli.
  • 29 luglio 2019 - Musica contro le mafie realizza una canzone a Silvia, una ninna nanna tratta dai ricordi di Francesco.
  • 24 ottobre 2019 - Inaugurato il Centro Polifunzionale in frazione Tuoro, a Caserta. Lo spazio è gestito da "Generazione Libera" di don Rosario Laudato, referente di Libera contro le mafie – Presidio di Caserta e Noi Voci di Donne guidata dalla dott.ssa Pina Farina, responsabile della pubblica istruzione di Libera contro le mafie del Presidio di Caserta.
  • Maggio 2020 - La storia di Silvia Ruotolo è raccontata nel libro: "Al posto giusto al momento giusto" a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Rogiosi Editore. 

Eventi in memoria di Silvia Ruotolo

  • 11 giugno 2012 - Dalle 9.30 la presentazione delle mostre fotografiche "Vive, nella memoria" di Serena Faraldo e "Il mio sguardo libero" di Fiorenza Stefani. A seguire il ricordoè affidato alle parole di don Luigi Ciotti. Tra i vari momenti della giornata, un picnic a base di prodotti di Coldiretti, Libera Terra e Nuova Cucina Organizzata, rigorosamente provenienti dai terreni confiscati ai clan, una passeggiata antiracket con il Prefetto di Napoli Andrea De Martino accompagnato dal presidente della Municipalità 5 Mario Coppeto, la degustazione dei "Sapori No Pizzo".
  • 11 giugno 2013 - Giornata dedicata al "Noi e alla corresponsabilità". Durante la giornata sono stati presentati i progetti di scuole e associazioni e il Presidio Libera Vomero/Arenella. Nel pomeriggio, una messa nella Chiesa dell'Immacolata al Vomero, celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2014 - Commemorazione con una messa celebrata da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
  • 11 giugno 2015 - Giornata alla memoria dal titolo "Verità illumina la giustizia". La mattinata ha visto la deposizione dei fiori presso la lapide a Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi musicali. Nel pomeriggio un messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese.
  • 11 giugno 2016 - Come ogni anno, i saluti istituzionali presso i Giardini Silvia Ruotolo di Piazza Medaglie d'oro. Successivamente viene inaugurata la Fontanella della legalità, resa possibile grazie alla collaborazione con Abc Napoli. Un'iniziativa a cui hanno collaborato non solo la Fondazione Silvia Ruotolo e Comune di Napoli, Ufficio Scolastico Regionale, Libera, Coordinamento Familiari Vittime Innocenti e Fondazione Polis, ma anche le scuole Silvia Ruotolo e Piscicelli, insieme al cantautore Roberto Ormanni e al Coro I Sancarlini.
  • 10 e 11 giugno 2017 - "20 anni di memoria e impegno
    - Sabato 10 - Deposizione dei fiori in Piazza Medaglie D'oro seguita da diversi contributi artistici delle scuole del territorio. Presentato "Caffè Silvia" riualificato da un bene confiscato.
    - Domenica 11 - La mattina ci si è ritrovati presso i giardini Silvia Ruotolo, con un torneo di basket e un aperitivo con i prodotti di "Libera Terra". Nel pomeriggio una messa celebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese. In serata un concerto con la collaborazione del rapper Lucariello.
  • 11 giugno 2018 - L'intera mattinata è stata dedicata ai contributi musicali realizzati dalle scuole territoriali.celebrata da Don Luigi Ciotti, Don Tonino Palmese e Padre Lello.
  • 10 e 11 giugno 2019 - Due giornate dal titolo "Give a Voice":
    - Lunedì 10 - Primo Memorial di tennis presso il Circolo Tennis Petrarca. Nel pomeriggio, alle ore 19.00 c/o la libreria “Io ci sto” ci sarà la presentazione del fumetto “Silvia Ruotolo – tutto ciò che libera tutto ciò che unisce”, edito da BeccoGiallo, insieme all'autore Giacomo Traini.
    - Martedì 11 - Una maratona di spettacoli, interventi e contributi di scuole, istituzioni e associazioni in piazza Medaglie d’Oro per l’intera mattinata. Nel pomeriggio, una Messa in suffragio concelebrata da don Luigi Ciotti e don Tonino Palmese.
  • 13 giugno 2019 - "Passeggiata dell'Impegno e della Memoria". Nel Comune di Avigliana e stata organizzato un percorso di circa 1 ora in cui le diverse tappe sono i luoghi cittadini intitolati alle vittime innocenti delle mafie. Evento promosso dal Presidio Libera di Bassa Val Susa intitolato prorpio a Silvia.
  • 11 giugno 2020 - Deposizione dei fiori presso la lapide in Piazza Medaglie D'oro seguita, nel pomeriggio, da una messa presso la parrocchia della Beata Vergine Immacolata celebrata da don Tonino Palmese.
  • 28 gennaio 2021 - Intitolazione della Scuola Primaria di Basilicanova, fraz. di Montechiarugolo (PR). Con delibera del Comune n° 22 del 13.01.2020. 
  • 30 aprile 2021 - Intitolazione di una strada nel Comune di Muraggio (TA). 

 

La Fondazione Silvia Ruotolo Onlus "tutto ciò che libera tutto ciò che unisce"

La Fondazione nasce dalla volontà dei figli di Silvia Ruotolo, Francesco e Alessandra e del marito, Lorenzo Clemente di destinare parte del risarcimento economico ottenuto dal Fondo di Solidarietà per le vittime di reato di tipo mafioso (legge 512 del 1999) in virtù della costituzione di parte civile nel processo penale, ad un impegno concreto contro la cultura criminale che ha ucciso Silvia.

La ONLUS persegue esclusivamente scopi di solidarietà, sviluppo culturale ed integrazione sociale quali:

  • Istruzione per contrastare la devianza della sub-cultura mafiosa e delle altre forme di illegalità e il rischio di emarginazione sociale dei giovani con iniziative, attività, pubblicazioni e percorsi didattici rivolti, a scuole carcerarie, a centri di giustizia minorile e servizi sociali connessi, con alunni di scuole di ogni ordine e grado.
  • Sviluppo di una cultura antimafia promuovendo analisi e ricerche per diffondere la conoscenza dei fenomeni mafiosi, criminali e di devianza dalla legalità, in tutte le loro manifestazioni e le azioni di contrasto sviluppate dallo Stato e dalla società.
  • Tutela dei diritti civili anche attraverso la promozione della conoscenza della Costituzione Italiana e di una cultura giuridica di base. A tal fine la Fondazione si impegnerà, in particolare, a favorire iniziative nel mondo della giustizia, della scuola e in ogni altro ambito sensibile a tali tematiche, dirette a favorire la crescita del confronto sociale, civile e culturale e a colmare situazioni di devianza e di emarginazione sociale.

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www.fondazionesilviaruotolo.it


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Salvatore Squillace

Salvatore Squillace, 28 anni

La mattina del 10 giugno 1984 Salvatore Squillace era con gli amici fuori al solito bar in piazza Garibaldi a Marano di Napoli, a poche decine di metri da casa. Passate le 10:00 giunsero tre auto che di lì a poco iniziarono a sparare all'impazzata. Salvatore e i suoi amici erano in disparte al bar completamente estranei alla vicenda. Tutto avvenne così rapidamente che i giovani non fecero a tempo a calarsi. Salvatore, il più alto della comitiva, fu colpito da un proiettile vagante alla tempia. Gli amici lo soccorsero portandolo in auto all'Ospedale "Cardarelli" di Napoli. Purtroppo i medici non poterono fare molto, il ragazzo entrò in coma. Dopo 6 giorni, il 16 giugno, Salvatore si spense.

Il conflitto a fuoco fu la conseguenza di un agguato camorristico al boss Ciro Nuvoletta avvenuto poco prima nella sua stessa dimora. Durante la fuga, il commando di killer venne inseguito dagli uomini di quest'ultimo. Si sparavano a vicenda incuranti delle persone che, essendo pur sempre una domenica, si trovavano in strada. Tra questi Salvatore che solitamente la domenica riposava fino a tarda mattina dopo una settimana lavorativa. Il giovane faceva l'imbianchino insieme al padre Armando. Purtroppo quel giorno, divenne uno delle tante vittime innocenti della camorra.

Storico giuridico

  • Per Salvatore Squillace non ci fu un vero e proprio processo. La famiglia preferì non costituirsi parte civile anche perché, tenendo conto che erano anni di forte tensione tra i clan della camorra, si presupponeva che i killer coinvolti nell'agguato fossero stati uccisi successivamente. 

 

Il ricordo di Concetta Squillace, sorella di Salvatore

"Sono passati anni ma il ricordo di quel giorno è ancora presente nella mia vita. Quando ricevetti la telefonata ero a casa mia. Fu mia sorella, di appena 19 anni, a chiamarmi dicendomi che fosse avvenuta una tragedia. Ero incredula, mio fratello non era solito scendere la domenica mattina. Continuavo a sperare che si fosse sbagliata, invece, arrivata nella piazza del paese, la confusione che vi trovai mi portò nella realtà".

"Provai tanta rabbia, tantissima. Sapere che nei dintorni di casa nostra vi erano quel tipo di gente, i camorristi, e che per colpa loro avevo perso mio fratello, mi provocava una rabbia tremenda. Col tempo, ho imparato a calmare quest'emozione nonostante continui a provare repulsione verso film e fenomeni mediatici che trattano l'argomento".

"Passò del tempo. Verso la fine degli anni '90, quando insegnavo all'Istituto Comprensivo "Ranucci" di Marano di Napoli, conobbi Rosario D'Uonno, direttore del Marano Spot Festival. Mi coinvolse in un percorso sulla legalità. Venni intervistata da alcuni ragazzi della scuola media, raccontai la storia di Salvatore e fu realizzato un video. Quel Cd ebbe un grande riscontro e fece il giro d'Italia. Da allora non ho più smesso e, in collaborazione con le associazioni territoriali e "Libera contro le mafie", io e mia sorella siamo impegnate in diversi di questi percorsi scolastici".

È importante continuare a combattere le mafie, a non rinunciare a una vita libera dalla loro tirannia. Per questo, continuerò a dare speranza ai ragazzi.

Il ricordo di Nunzia Squillace, sorella di Salvatore

"All'epoca abitavo con mio fratello sotto lo stesso tetto. Un rapporto in simbiosi tanto che quella mattina lo aiutai ad asciugarsi i capelli. Ricordo le sue ultime parole prima di scendere «mamma vado a prendere un caffè con gli amici, è tanto che non li vedo». Salvatore scese e poco dopo, alle 10:35, non si capì più nulla. In casa nostra continuavano ad arrivare persone. Tra strilla e pianti non riuscivo a capire cosa fosse successo. Poi, finalmente mi rivolsero la parola: «hanno sparato a Salvatore». Un fulmine a ciel sereno. Corremmo all'ospedale. Lo rividi solo una volta nella sua stanza mentre era in coma, poi ci lasciò per sempre".

"Il dolore fu lancinante. Provavo tanta rabbia contro quel mondo di cui non facevamo parte, la camorra, ma che lo stesso ci ha colpiti così brutalmente. Il primo anno è stato tremendo, per fortuna siamo stati sostenuti dalla famiglia e dagli amici di mio fratello. La nostra famiglia è stata segnata per sempre da quella tragedia. Mamma si chiuse nel suo dolore, mentre, papà fu un vero combattente. Ogni giorno ripeteva che «Salvatore non doveva essere dimenticato» e ci ha trasmesso la voglia di fare memoria quando le ‹associazioni› ancora non esistevano. Le sue energie erano tutte per quel voto e oggi, che i nostri genitori non ci sono più, quel desiderio di mio padre è diventato anche il mio".

"Fare parte del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti è una grande consolazione. Conoscere persone con le quali parliamo la ‹stessa lingua›, essere guidata in questo percorso e poter condividere le nostre esperienze senza vergogna, mi allevia da quel dolore che abbiamo vissuto per anni in casa. Un cammino iniziato quando mia sorella fu contattata da Rosario D'Uonno. Ne fui felice. All'epoca facevo le supplenze alla scuola statale “G.Siani”, a Marano di Napoli, ed era anche più semplice essere presente. Grazie a lui, abbiamo conosciuto l'Associazione Libera e siamo state coinvolte in diversi percorsi scolastici. Tutt'ora, non è facile trattenere le lacrime ma condividere la storia di Salvatore è l'unica cosa che mi fa stare bene. Da allora, io e mia sorella, non ci siamo più fermate. Parlare di legalità, raccontare di mio fratello, partecipare alle ‹Giornate della Memoria› ci fa sentire forti. Un impegno in cui abbiamo coinvolto anche i nostri figli e ne sono molto fiera".

I giovani devono strillare, farsi sentire! La partecipazione nel sociale deve essere una parte costante nelle loro vite e non solo un breve percorso scolastico.

#Memoria: Eventi e Luoghi in ricordo di Salvatore Squillace

  • NP - Albero intitolato nel "Giardino della Legalità" presso la villa comunale di Marano di Napoli.
  • 1988 - Intitolazione di Via Salvatore Squillace nel Comune di Marano di Napoli. Riconoscimento fortemente voluto dall'amministrazione dell'epoca.
  • 26 agosto 2010 - La storia di Salvatore Squillace è menzionata nel libro: "Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità" di Raffaele Sardo. Tullio Pironti Editore. Edizioni promosse dalla Fondazione Polis.
  • 31 marzo 2016 - La storia di Salvatore Squillace è menzionata nel libro: "Mafia Republic: Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta dal 1946 a oggi" di John Dickie. Editori Laterza, Fabio Galimberti (Traduttore).
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Bernardo Salvato

Bernardo Salvato, 44 anni

Il 24 maggio 2007 Bernardo Salvato era nel suo bar, da poco inaugurato, "La Plaza" in piazzetta San Maurizio, al centro del paese di Frattaminore (NA). Impegnato nelle sue mansioni lavorative nell'accogliere i primi clienti, s'intratteneva con Vincenzo Castiello, cliente abitudinario che abitava nei pressi. Di lì a poco giunsero quattro uomini con caschi integrali a bordo di due motociclette. Esplosero ben 8 colpi tutti andati a segno uccidendo i due uomini sull'uscio del bar.

L'obiettivo del raid di camorra era Vincenzo Castiello, candidato politico, trivellato al volto dai colpi, mentre, Bernardo fu giustiziato con un solo proiettile al cuore.

 

Storico Giuridico

  • Dalle indagini emerse che l'agguato era una vendetta trasversale rivolta al carabiniere Maurizio Castiello, fratello di Vincenzo, il quale partecipò all'arresto del boss latitante Paolo Di Lauro. In mancanza di altri moventi, si ritiene che Bernardo Salvato sia stato ammazzato come testimone o da uno proiettile vagante vista la poca distanza tra i due uomini.
  • In mancanza di prove il caso fu archiviato in breve tempo.

 

Il ricordo di Rosa, moglie di Bernardo Salvato

"Alle 8 avevo appuntamento con mio marito per dargli il cambio al bar. Continuavo a telefonarlo ma senza risposta. Così, contattai mia madre che, avendo anche lei un negozio in piazza, poteva farmi da tramite. Quando le chiesi di farmi sapere perché mio marito non mi rispondesse lei era già in lacrime. Mi disse in maniera allarmata: «La cosa è grossa» senza darmi altre spiegazioni. Agitata per la risposta corsi in piazza. Al mio arrivo trovai la zona già recintata, a stento riuscivo a passare tra la gente. Fui fermata dai carabinieri che mi dissero dell'accaduto e che Bernardo era morto. Da quel giorno non vidi più il volto di mio marito".

"La situazione nei primi anni fu un qualcosa di davvero indescrivibile. All'epoca tutti i miei figli erano ancora minorenni e frequentavano le scuole. Quando andavo a prenderli sentivo ogni giorno i soliti 'luoghi comuni' vociferati dalle persone incuranti che li sentissimo. Mi sentivo perennemente osservata e giudicata da chi, nei miei confronti, provava pietà o chissà cosa perché pensava fossi la moglie di un delinquente. Assurdo quanto le persone siano vittime dei loro pregiudizi!". 

"Qualche anno più tardi fui contattata da Salvatore Di Bona, figlio di Antonio di Bona, che in qualità di referente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti, venne a farci visita e a parlarci del mondo del Coordinamento e della Fondazione Polis. Da lì provai a impegnarmi per mantenere viva la memoria di mio marito ma senza mai ottenere consensi né dalle Istituzioni locali né tanto meno dalla popolazione di Frattaminore. Nonostante tutto mi sono rimboccata le maniche. Decisi di chiudere il bar e ripartire da zero per garantire un futuro ai miei figli, gli unici a darmi forza in questi anni".

Non ascoltare i pregiudizi del popolino. Se ti arrendi a loro, ti arrendi alle opportunità e ti sentirai abbandonato. Sii sempre pronta a rimboccarti le maniche!

 

#Memoria: Eventi in ricordo di Bernardo Salvato

  • 31 maggio 2007 - Fiaccolata cittadina come protesta
  • Dal 24 maggio 2008 - Ogni anno viene celebrata una messa eucaristica in suffragio.
  • 25 maggio 2020 - Messa Eucaristica presso la Chiesa S.Maurizio Martire di Frattaminore.
  • Marzo 2015 - La storia di Salvato è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
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Annalisa Durante

Annalisa Durante, 14 anni

Il 27 marzo del 2004, Annalisa era in compagnia di un'amica e una cugina proprio sotto casa, nei pressi del portone, quando Salvatore Giuliano, uno degli ultimi rampolli del clan di Forcella, passò di lì e decise di intrattenersi con loro. Proprio quella sera, un commando ingaggiato dal clan rivale decise di agire per uccidere il ragazzo. Così, quattro uomini a bordo di due scooter sopraggiunsero a Forcella, in Via Vicaria Vecchia N° 22, iniziando un conflitto a fuoco. Il giovane dei Giuliano, avvisato dal fratello, riuscì a non farsi prendere di sorpresa e rispose al fuoco. Uno dei suoi proiettili colpì Annalisa Durante alla nuca. La ragazza cadde a terra nello shock dei presenti e del quartiere che la soccorse.

La giovane fu dapprima trasportata all'ospedale "Ascalesi" e, per mancanza di attrezzatura per questo tipo di assistenza, successivamente portata al "Loreto Mare". Purtroppo, Annalisa Durante perse moltissimo sangue e, ormai in coma irreversibile, venne accertato il decesso. I genitori autorizzarono l'espianto degli organi.

 

Storico giuridico

  • In breve tempo, Salvatore Giuliano viene arrestato, con un blitz interforze, presso l'appartamento di un parente a Pomigliano d'Arco. In seguito, l'autopsia e gli esami balistici confermano che il proiettile che ha ucciso Annalisa è stato esploso proprio da Salvatore, il quale fin dall'inizio negava di essere armato e di aver sparato.
  • Il 31 marzo 2006 - La corte d'Assise condanna in primo grado a 24 anni di reclusione.
  • Nel maggio del 2007 - la Corte d'Assise d'Appello riduce la pena a 18 anni.
  • Nel 2008 - La Cassazione stabilisce una pena detentiva di 20 anni

 

#Memoria: menzioni e intitolazioni ad Annalisa Durante

  • Settembre 2004 - Inaugurazione dell'Asilo Nido Annalisa Durante in via Vecchia Vicaria (Forcella).
  • Giugno 2005 - Inaugurazione della Biblioteca a porte aperte (attuale sede dell'associazione).
  • Dicembre 2005 - Pubblicazione del libro: "Il diario di Annalisa" a cura di Matilde Andolfo e Mario Fabbroni. Tullio Pironti Editore.
  • Nel 2006 - Menzione nel libro: "Gomorra" di Roberto Saviano.
  • Nel 2007 - Menzione nel libro: "Forcella tra inclusione ed esclusione sociale" di Luigi Merola (All'epoca dei fatti, prete di Forcella impegnato nella lotta alla camorra), edizione: Alfredo Guida Editore..
  • Giugno 2012 - Inaugurazione e intitolazione del Presidio di Libera Marcianise.
  • Marzo 2015 - La storia di Salvatore Iorio è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani e Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 21 luglio 2015 - Presentato il dossier: "La strage degli innocenti" dedicato ad Annalisa e a tutti i bambini uccisi dalla criminalità in Campania. Evento promosso dalla Fondazione Polis in occasione del 24° anniversario dell'omicidio di Fabio De Pandi. La commemorazione continua con una Santa Messa, celebrata da don Tonino Palmese, presso la Chiesa di via Santa Lucia.
  • 24 novembre 2016 - Menzione nel libro: "La camorra dalla A alla Z" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori
  • 31 maggio 2017 - Intitolazione di due vie ad Annalisa Durante e Lea Garofalo nel Comune di Peschiera.
  • 27 marzo 2018 - Piantumazione di un ulivo presso l'I.C. Sauro Pascoli di Secondigliano (NA).
  • 6 aprile 2018 -  Inaugurazione e intitolazione della biblioteca dell'Istituto Superiore Marie Curie di Ponticelli (NA).
  • 9 febbraio 2018 - nasce la "baby song Annalisa Durante".
  • 8 marzo 2019 - Intitolazione della Sala c/o ex Scuola "Collodi", a Buttigliera Alta (TO).
  • 13 maggio 2019 - L' Associazione Marilianum ha conferito il Premio Legalità all'Associazione Annalisa Durante per l'impegno nella promozione della musica, dell'arte e della cultura come strumenti educativi per la legalità.
  • 5 maggio 2020 -  La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Assenti. Senza giustificazione" di Rosario Esposito La Rossa. Edizione Einaudi Ragazzi. Made in Scampia
  • Maggio 2020 - La storia di Annalisa è raccontata nel libro: "Al posto giusto al momento giusto" a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello. Rogiosi Editore. 

Eventi in ricordo di Annalisa Durante

  • 19 febbraio 2018 - "Un libro per Annalisa", festa di compleanno presso la biblioteca con letture di poesie e la raccolta di libri come regalo di compleanno.
  • 6 giugno 2018 - "Sfilata per Annalisa Durante" all'interno del progetto "giugnogiovani". Promossa dalle Municipalità 2 e 4, con la collaborazione dell'Istituto Superiore Guglielmo Marconi di Giugliano.
  • 19 febbraio 2019 - "Un libro per Annalisa", raccolta di libri come regalo di compleanno. Organizzato dall'associazione "studenti contro la camorra".
  • 16 ottobre 2019 - "Dalle ali spezzate di Annalisa Durante al diritto alla felicità". Tappa della "Meridiana Dell'incontro".
  • 25 gennaio 2020 - Cerimonia di premiazione del Concorso letterario nazionale: "EquiLibri in nome di Annalisa Durante" 2019, svoltasi a Cava dei Tirreni. 
  • 19 febbraio 2020 - I edizione del Premio Nazionale Annalisa Durante. La mattina, si è tenuto la prima parte dell'evento con un incontro presso la Biblioteca dal titolo: "INCONTRO SULLA MEMORIA. Annalisa Ieri, Annalisa Durante”. All'evento è avvenuta anche la premiazione del contesto foto-poetico "la cultura salva le anime" indetto dalle associazioni "studenti contro la camorra e la cooperativa sociale "Se.Po.Fa."
  • 5 settembre 2020 - Il volto di Annalisa è tra le installazioni artistiche realizzate sugli scogli frangiflutti ad Acciaroli (SA). L'opera è stata realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico "Formiggini" di Sassuolo in occasione del 10° anniversario di Angelo Vassallo, il sindaco "pescatore" vittima delle mafie. 

"Associazione Annalisa Durante" 

L’Associazione Annalisa Durante si è costituita nel 2005 ed è senza scopo di lucro. Su iniziativa di cittadini ed enti impegnati per la legalità nacque al fine di mantenere viva la memoria di Annalisa e di promuovere, in suo nome, iniziative culturali e sociali per un riscatto morale e civile che da Forcella potesse propagarsi all'intera città di Napoli, ed oltre! 

La giovane età di Annalisa invita, in particolare, a parlare al mondo dei più piccoli, proponendo loro modelli di educazione sociale e di cittadinanza attiva, che passano attraverso il gioco, la lettura e gli interessi che caratterizzavano la vita stessa di Annalisa Durante.

Le Principali attività:

La Biblioteca a porte aperte attivata nello Spazio Comunale di piazza Forcella, lo Spazio Bambini riaperto dopo la prima esperienza della Ludoteca Annalisa Durante ed il progettoZONA NTL, destinato ad attivare a Forcella un circuito virtuoso, culturale ed economico su “Napoli”, “Turismo” e “Legalità”,  rappresentano i principali ambiti di intervento in cui opera l’Associazione. Inoltre, la Biblioteca Annalisa Durante è parte attiva del Patto locale per la lettura denominato Reading Forcella, partecipato da oltre 40 enti tra istituzioni, scuole, biblioteche, musei, editori, librerie, fondazioni, associazioni e pediatri operanti nel centro storico di Napoli, nonché membro fondatore della Rete Forcella, Patto di Comunità costituito tra enti ed associazioni del territorio per coinvolgere le famiglie in percorsi educativi e di cittadinanza attiva, finalizzati alla costruzione di una comunità educante e responsabile.Le attività dell’Associazione si fondano esclusivamente sul volontariato e sui contributi di sostenitori.

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Associazione Annalisa Durante

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Ciro Rossetti

Ciro Rossetti, 31 anni.

L'11 ottobre del 1980 veniva trasmessa in TV la partita di qualificazione ai mondiali Italia-Lussemburgo. Quel sabato sera, Ciro Rossetti si recò a casa della madre, a San Giovanni a Teduccio (NA), per godersi l'evento sportivo in compagnia della famiglia dopo una settimana di lavoro come operaio presso l'"Alfasud". Poco dopo il primo gol al 32' si sentirono dei forti rumori. Ciro decise di affacciarsi incuriosito di sapere chi stesse festeggiando. Nel momento in cui si sporse verso l'esterno dell'abitazione posta al piano terra dell'edificio, si vide un "Alfasud" sfrecciare con tre uomini a bordo. L'uomo seduto al lato passeggero protese il braccio dal finestrino e, armato di pistola, innescò una sparatoria con esponenti del clan rivale che si aggiravano su quei marciapiedi. Uno dei proiettili vagante ferirono Ciro all'occhio sinistro. Il fratello Alberto, che era dietro di lui, dopo lo shock iniziale di tutta la famiglia, lo soccorse portandolo al "Loreto Mare" di Napoli. Inutile la corsa in ospedale. Il colpo fu fatale e Ciro Rossetti fu dichiarato morto di lì a poco lasciando moglie e 2 figli piccolissimi. 

In quegli anni si combatteva una vera e propria guerra tra clan di camorra per il controllo del contrabbando di sigarette. Approfittando delle strade deserte per l'evento sportivo, i banditi pensarono di mettere in atto un'agguato al boss locale Ciro Sorrentino il quale, però, venne solo ferito all'anca.

Storico giuridico

  • 1 ora dopo - Ciro Sorrentino fu arrestato all'ospedale "Loreto Mare" dove fu portato dall'ambulanza per la ferita d'arma da fuoco.
  • Fine ottobre 1980 - Le forze dell'ordine ricostruirono la dinamica della sparatoria e fermando quasi tutti i responsabili:
    - Nell'auto: Carmine Orso; Gennaro Limatola; Salvatore Piccolo;
    - In Strada: Ciro Sorrentino e Luigi D'Alessandro. Si ritiene ce ne sia stato un terzo non identificato
    Inoltre: si ritiene che il colpo ad aver ucciso Ciro Rossetti sia stato esploso da gruppo di fuoco di Sorrentino accusato di omicidio pluriaggravato.
  • 2001 - Il Ministero degli Interni riconosce Ciro Rossetti "vittima innocente della camorra".

 

#Memoria: menzioni in ricordo di Ciro Rossetti

  • 26 agosto 2010 - La storia di Ciro è raccontata nel libro: "Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Ciro è menzionata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • Marzo 2015 - La storia di Ciro è menzionata nel libro"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
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Giuseppe Piccolo

Giuseppe Piccolo,14 anni

Il 27 marzo 1991 Giuseppe Piccolo frequentò l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze pasquali. Tornò a casa e pranzò alla svelta per poter raggiungere i suoi amici in piazza a Cercola (NA). Prima però, per desiderio del padre, si dedicò a delle faccende nella concessionaria di bici e motocicli di loro proprietà. Nel frattempo, in Piazza Libertà, ci fu una lite per motivi di viabilità tra esponenti della camorra locale e altri due provenienti da S. Anastasia, paese limitrofe (NA).

Poco dopo, Giuseppe si liberò dall'attività familiare e, con un amico, si diresse fuori al Municipio per ritrovarsi con la comitiva e giocare a pallone. Verso le 19:30 circa, fecero ritorno i due anastasiani per vendicarsi. Spararono molteplici colpi senza neanche ferire i bersagli designati. Purtroppo, un proiettile vagante rimbalzò sul monumento colpendo Giuseppe Piccolo in un occhio. Il ragazzo fu soccorso e trasportato dapprima all'ospedale "Apicella" di Pollena Trocchia (NA) e in seguito ricoverato al "Loreto mare" di Napoli. il giovane entrò in coma. Il 31 marzo 1991, giorno in cui si celebrava la Pasqua, Giuseppe morì. Nonostante la grave perdita, i genitori decisero di donare i suoi organi.

Storico giuridico

  • I responsabili della sparatoria furono individuati dopo poche ore: Bruno Gallo e Pasquale Rega. 
  • 2 febbraio 1993 - La Corte di Assise di Napoli riconosce i due come responsabili dell'omicidio con condanna a 18 anni di reclusione.
  • 3 aprile 1996 - La Corte di Assise d'Appello riduce la condanna a 16 anni e 6 mesi a entrambi.
  • 18 giugno 1996 - La sentenza diventa esecutiva.

 

Il ricordo di Carmine Piccolo, papà di Giuseppe

"Era il mercoledì santo del '91, ultimo giorno di scuola prima delle feste. Chiesi a mio figlio di stare al negozio anziché andare a giocare a pallone. All'epoca avevo una concessionaria. Mi stette a sentire ma, come ogni ragazzo, a un certo punto preferì andare con gli amici".

"Non passò molto tempo che iniziarono ad arrivare gente sotto casa chiedendo di me. A mia moglie non dissero nulla, a lei non rimaneva che mandarli da me in officina. Mi raggiunsero: «Hanno portato a Giuseppe in ospedale». Poi la corsa al ‹Loreto mare› e la brutta notizia: mio figlio era in coma".

Abbiamo deciso di donare gli organi. Così, in un modo diverso, una parte di Giuseppe continua a vivere

#Memoria: Eventi e intitolazioni per Giuseppe Piccolo

  • 1 aprile 1991 - Ai funerali di Giuseppe Piccolo parteciparono oltre 2 mila persone.
  • Ogni anno - viene celebrata una messa eucaristica.
  • 6 aprile 2016 - Inaugurazione e intitolazione dello Stadio Comunale "Giuseppe Piccolo" a Cercola (NA) e di un monumento realizzato e disegnato dall'Ispettore V. Marciano
  • Dal 2016 - Ogni anno si celebra, tra marzo e maggio, il Torneo "Un Calcio alla Droga" presso lo Stadio comunale "Giuseppe Piccolo". L'attività viene promossa dal Comune di Cercola, Presidi di Libera ed enti vari tra: Istituzioni, scuole, associazioni, territoriali e limitrofe.
  • 31 marzo 2016Marcia delle scuole per un circuito su Cercola.
  • 1 luglio 2019 - Consegna di un riconoscimento alla famiglia da parte di campioni olimpici.
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Vincenzo Liguori

Vincenzo Liguori, 57 anni.

Il 13 gennaio 2011 Vincenzo Liguori era, come tutti i giorni, nella sua officina meccanica in via S.Giorgio Vecchio, a San Giorgio a Cremano (NA). Pressapoco le 19:00 giunsero davanti alla sua attività due killer in sella a una moto e con caschi integrali. Il loro obiettivo era Luigi Formicola, pregiudicato titolare del circolo ricreativo adiacente l'officina che in quel momento era uscito dal locale. Quando si vide arrivare la moto, l'uomo provò a mettersi al riparo entrando nell'officina meccanica ma i due killer lo trucidarono sparando a raffica. In quegli istanti, Vincenzo era impegnato nel cambio d'olio di una moto. Quando sentii gli spari si alzò di getto per capire cosa stesse accadendo. Un riflesso che gli fu fatale: fu colpito al torace da uno dei proiettili perdendo immediatamente la vita. 

Storico giuridico

  • Dicembre 2012 - I carabinieri di Torre Annunziata, coordinati dalla DDA di Napoli, arrestano 3 individui accusati di 4 omicidi a stampo camorristico compreso quello in cui è stato coinvolto Vincenzo Liguori. Imputati: Vincenzo Troia, Andrea e Giuseppe Attanasio, mentre al fermo Giovanni Gallo.
  • 2 ottobre 2014- Il pubblico ministero Claudio Siragusa richiede le condanne di:
    - Ergastolo per Vincenzo Troia, ritenuto il mandante dell'agguato;
    - Ergastoli per Andrea e Giuseppe Attanasio, ritenuti gli esecutori materiali;
    - 15 anni di reclusione per Giovanni Gallo, auto-accusato di avere fatto da specchiettista nel duplice omicidio.
  • La Corte di Assise conferma le condanne in primo grado per gli ergastoli, mentre riduce a 12 anni la pena per Giovanni Gallo con l'attenuante della collaborazione.
  • 2 febbraio 2016 - La Corte di Assise d'Appello di Napoli, Quarta Sezione, assolve Vincenzo Troia annullando l'ergastolo e i reati contestati in primo grado, escludendo l'aggravante del metodo mafioso. Conferma, invece, le altre pene.
  • Febbraio 2017 - La Cassazione conferma le sentenze emesse dalla Corte d'Assiste.

 

Il ricordo di Teresa Pirozzi, moglie di Vincenzo

"Quando mia figlia arrivò sul posto come inviata de “Il Mattino”, gli amici la fermarono prima che vedesse il corpo del padre. Fu la prima della famiglia a sapere dell'accaduto e ad avere poi il compito di avvisare tutti noi. Provai tanta rabbia per il modo ingiusto in cui ho perso mio marito. Da ambo le famiglie, siamo persone per bene che si sono costruite con le proprie forze."

"Quando ti colpiscono queste tragedie è difficile riuscire ad immaginare un futuro felice. I primi periodi mi sono abbattuta tanto ma grazie alle persone che mi sono state vicine e, soprattutto, per i miei figli ho trovato la forza di andare avanti. Vincenzo aveva un carattere meraviglioso e sono convinta che sia merito suo se la nostra famiglia è sempre stata molto unita."

"Poco dopo l'accaduto vennero a casa dei membri del Coordinamento dei familiari, in particolare Alfredo Avella, padre di Paolino che frequentava la stessa scuola con mio figlio. Persone speciali che sono entrate a far parte della mia famiglia e che, in questi anni, mi hanno dato forza e speranza per superare quel dolore che non ci abbandona mai. Grazie a loro, col tempo si è placata anche la rabbia. L'unica cosa che ancora mi infastidisce è il nostro sistema giudiziario con pene, a volte, poco severe contro chi ci ha fatto del male. Capisco il voler comprendere le situazioni disagiate che portano i giovani a commettere atti illegali, ma allora si puniscano i genitori."

Se i genitori educassero i figli al rispetto delle regole e della responsabilità, i ragazzi fuori casa non commetterebbero atti violenti

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Vincenzo Liguori

  • 21 marzo 2013 - Intitolazione del foyer del teatro "Giancarlo Siani" a San Giorgio a Crem. (NA), approvata all'unanimità l'11 marzo dalla Giunta comunale.
  • Marzo 2015 - La storia di Vincenzo è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 6 maggio 2016 - Intitolazione del parco urbano "Vincenzo Liguori" in via Aldo Moro, a S.Giorgio a Crem.(NA).
  • 24 maggio 2018 - Intitolata una piazza nel rione Micillo a Pollena Trocchia (NA).

Eventi in ricordo di Vincenzo Liguori

  • 12 febbraio 2011 - Una marcia con oltre 3 mila persone hanno percorso le strade partendo da piazza Donizetti fino a piazza Amodio a  Pollena Trocchia (NA).
  • 25 settembre 2011 - 1° Memorial Motoraduno "Vincenzo Liguori" con una sfilata partita per le vie di Pollena Trocchia (NA), da piazza Amodio fino al Castello Santa Caterina. Evento organizzato dall'associazione "Liberi Pensieri".
  • 30 settembre 2012 -  Memorial Motoraduno "Vincenzo Liguori" presso l'area mercato di Pollena Trocchia (NA), introdotto da un minuto di "rombo di motori". Evento organizzato dall'associazione "Liberi Pensieri".
  • 22 settembre 2013 -  Memorial Motoraduno "Vincenzo Liguori" presso l'area mercato di Pollena Trocchia (NA), introdotto da un minuto di "rombo di motori". Evento organizzato dall'associazione "Liberi Pensieri".
  • 5 ottobre 2014 - Memorial Motoraduno d'epoca "Vincenzo Liguori" con una sfilata per le strade di Pollena Trocchia (NA), seguita da contest presso l'area mercato. Evento organizzato dall'associazione "Liberi Pensieri".
  • 4 ottobre 2015 - 5° Memorial Motoraduno "Vincenzo Liguori" presso l'area mercato di Pollena Trocchia (NA). Evento organizzato dall'associazione "Liberi Pensieri".
  • 9 ottobre 2016 - 6° Memorial Motoraduno "Vincenzo Liguori" presso l'area mercato di Pollena Trocchia (NA). Evento organizzato dall'associazione "Liberi Pensieri".
  • 24 maggio 2018 - Manifestazione con un corteo di scolaresche e referenti delle istituzioni partito dal'area mercatale di via Esperanto fino a raggiungere il Rione Micillo a Pollena Trocchia (NA). Segue la cerimonia d'intitolazione della piazza.
  • 7 ottobre 2018 - 7° Memorial Motoraduno "Vincenzo Liguori" presso l'area mercato di Pollena Trocchia (NA). Evento organizzato dall'associazione "Liberi Pensieri".

 Per rimanere aggiornato sui prossimi motoraduni, segui la pagina facebook: Motoraduno Memorial Vincenzo Liguori

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Mariano Bottari

Mariano Bottari, 75 anni.

La mattina del 28 luglio 2014, come ogni giorno, Mariano Bottari scese di casa per svolgere le consuete commissioni familiari. Quel giorno c'era confusione in salumeria così, decise di lasciare la comanda e procedere verso la sede INPS, poco più avanti, per poi ritirare la spesa al ritorno. Pressapoco le 11:00, mentre percorreva la strada d’intersezione tra Via Scalea e Via Martiri di via Fani, a Portici, da quest’ultima arrivarono due motorini. In quel momento Mariano attraversò la strada e venne superato dal primo motoveicolo che si fermò poco più avanti. L'uomo in sella si voltò sperando di aver distanziato il suo inseguitore. Si sentirono insulti, volgarità, poi gli spari.

Tutto avvenne velocemente. L’anziano uomo si trovò nel mezzo di una rapina e senza possibilità di mettersi al riparo. Un proiettile impattò con l’asfalto frammentandosi e una di queste schegge colpì Mariano al volto. Inutili i soccorsi. L’uomo morì dissanguato nonostante fosse completamente estraneo alla vicenda.

Storico giuridico

  • Sul posto, ad avviare le indagini, i carabinieri del gruppo di Torre Annunziata, con il capitano Alessandro Amadei. Il fascicolo finisce anche sulla scrivania del pm Claudio Siragusa, della DDA di Napoli, che coordina le indagini insieme al procuratore aggiunto Filippo Beatrice.
  • Due giorni dopo l'accaduto, un imprenditore di San Giovanni a Teduccio, nel settore dei carburanti, espone denuncia per tentata rapina fornendo la dinamica in cui fu coinvolto Mariano Bottari.
  • Dal 2015 al 2017 - Grazie alle intercettazioni telefoniche in cerca dei responsabili della morte di Bottari sono state individuate e sgomberate diverse piazze di spaccio tra Barra-S.Giovanni-Ponticelli.
  • Luglio 2020 - Il Gup fa richiesta di archiviazione per mancanza di indizi rilevanti all'incriminazione degli indiziati.

 

Il ricordo di Ciro Iacone, nipote di Mariano

"Quella mattina rientravo dal volontariato presso un campo estivo a Lauro (AV). Quando presi il telefono e vidi una telefonata di mia madre fu il primo sintomo di qualcosa di strano: lei non mi chiama mai quando sono a lavoro. La richiamai e sentii la sua voce accelerata ma non volle dirmi nulla, poi, arrivato a casa trovai tutto a soqquadro e capì che era successo qualcosa di importante. La richiamai e solo allora mi disse che stavano correndo a Portici perché avevano fatto una rapina al nonno e che mi avrebbero aggiornato una volta sul posto. In quel momento nella mia testa c'erano mille scenari. Impaziente telefonai di nuovo per saper in che ospedale avrei dovuto raggiungerli. Al telefono mi rispose la sorella Silvana: «Ciro, sono zia, hanno sparato al nonno, il nonno è morto». Mi catapultai in auto e partì in direzione di casa dei nonni e inevitabilmente arrivai sul luogo della tragedia. Entrai lentamente nella folla chiedendo stupidamente di mio nonno. Me lo indicarono più volte, ogni volta che lo vedevo a terra non potevo crederci. La sua sagoma era lì, in una pozzanghera di sangue, coperta da un lenzuolo bianco".

"Fino alla sera i TG non parlavano d'altro. Li guardammo tutti in cerca di sapere qualcosa in più, ma sentivamo dire le solite cose. Dalla ‹rapina finita male› a un ‹regolamento di conti›. Poi, nei giorni seguenti, le invasioni dei giornalisti. Dover bloccare ogni attività lavorativa perché ti ritrovavi giornalisti o ufficiali in borghese che indagavano anche su di te per «escludere la pista della ritorsione». Quei giorni sembrarono mesi e io avevo solo voglia di urlare: «Noi siamo brava gente, non c'entriamo nulla con la camorra!»"

"Fin dal primo giorno mi assillava un pensiero:«Non può finire così!» Anche se non sapevo ancora cosa fare nello specifico, l'unico pensiero era quello di trovare un modo affinché mio nonno non venisse dimenticato. La sera prima del funerale mi misi al PC e, in pochi minuti, scrissi il discorso da leggere alla messa. Quando fu il momento di prendere parola andò benissimo nonostante la tensione e il pianto che mi bloccò più volte. Finito il funerale si avvicinarono molta gente, in particolare, familiari di altre vittime innocenti. In quel momento capì di non essere solo! Dopo qualche mese decisi di prendere l'iniziativa. Iniziai a seguire associazioni sul tema, cosa facevano altri familiari, come si crea un associazione, a studiare argomenti di psicologia e sviluppo personale. Un anno dopo la tragedia, fondammo l'associazione in memoria di Mariano Bottari". 

È nostro compito fare qualcosa per migliorare il mondo! Creare valore, lasciare la testimonianza del nostro passaggio, essere da esempio e stimolo per il prossimo, contribuire a rendere il mondo un posto più sano!

Frammenti di ricordi della famiglia Bottari

Rosaria: "Ero con le mie sorelle che facevamo la spesa quando arrivò la telefonata di mio nipote che ci diede la notizia della sparatoria. Corremmo a casa per posare il superfluo e partire per Portici. Intanto continuavano ad arrivare telefonate di amici e parenti che volevano informazioni da noi finché, da una persona arrivata già sul posto ci venne detto:«gli hanno messo il lenzuolo addosso». Mi si gelò il sangue. Precipitati sul luogo della tragedia c'era già la folla e le forze dell'ordine. Ci venne detto che si pensava a una rapina, che forse mio padre non volle consegnare il portafoglio e lo avevano sparato. Quando mi resi conto, pensai a mia madre da sola a casa e mi precipitai da lei. Nei giorni a seguire ci fu una grande confusione. Non si capiva la dinamica, cosa fosse accaduto e, soprattutto, non potevo pensare che ci fosse capitata una cosa simile. Quando sentì dire che mio padre era una vittima innocente della criminalità per me fu assurdo. Nella mia mente spaziavano tanti -perché-. Perché era successo a noi? Perché a mio padre? Eravamo stati catapultati in un mondo che non era il nostro, una situazione più grande di noi e che cambiò per sempre i nostri equilibri".

Purtroppo, il passato non si può cambiare ed è per questo che bisogna guardare avanti e non disperarsi. Trovare sempre un motivo per vivere.

Patrizia: "Quella mattina non la potrò mai dimenticare. Mentre stavo comprando le sigarette mia sorella insisteva a volermi passare il telefono. Mio nipote volle parlare direttamente con me e appena gli chiesi cosa fosse successo, in lacrime mi disse:«zia hanno sparato al nonno». Ero incredula, immaginavo mio padre ferito. Conoscendolo pensai che fosse intervenuto per aiutare qualcuno o che lo avessero sparato perché era il tipo che non avrebbe mai consegnato il portafoglio ai rapinatori. Senza perder altro tempo, con le mie sorelle andammo a casa per svuotare l'auto dalla spesa e fiondarci a Portici con i nostri mariti. Quando arrivammo sul posto per lo shock non ebbi alcuna reazione. Nonostante il caldo e lo spavento, mi sentivo di gelare. Senza accorgermene ci ritrovammo a casa di una signora il cui figlio aveva messo il lenzuolo bianco sul corpo di papà. Ci offrì dell'acqua e un po' di privacy dalla confusione e dai giornalisti arrivati sul posto. Da allora ho ancora tanta rabbia e tanta tristezza. Non è facile accettare una cosa orribile come questa. Tra quelle vie c'erano bambini che giocavano a pallone e donne che facevano la spesa. I rapinatori non hanno badato a nulla di tutto questo e quello che è successo a mio padre poteva accadere anche a loro".

Ai miei figli insegno a non seguire i “facili guadagni” ma a frequentare persone e ambienti che li facciano migliorare. La camorra si approfitta dei giovani, inizia con piccoli piaceri ben pagati ma da lì in poi diventano sempre più atti criminali.

 Silvana: "Ero appena scesa di casa quando ricevetti la telefonata dalla sorella giornalista di una mia amica. Mi disse che c'era stato un conflitto a fuoco in prossimità di casa mia e mi chiese se ne ero a corrente. Lei insisteva chiedendomi addirittura di andare a vedere, quindi, anche un po' infastidita cercai di liquidarla facendole notare che non avevo interessi ad andare a curiosare. Così, prese coraggio e iniziò ad accennarmi qualcosa:«sai, è stato ferito un uomo anziano che fa di cognome Bottari». Appena sentì il nome mi sciolsi. Siamo gli unici Bottari in zona. Chiamai mio padre al cellulare ma ormai era spento. In sella allo scooter, con il mio all'epoca compagno, ci fiondammo sul posto. Vidi il corpo a terra, scesi al volo urlando «papà» e iniziai a correre finché non fui bloccata dai carabinieri. Non potevo credere a quello che vedevo. Rimasi lì con mio fratello finché non giunsero anche le altre sorelle. Fin da subito l'onestà di mio padre non poteva essere messa in dubbio. Tutti conoscevano l'uomo che era e che con certi ambienti della criminalità non aveva nulla a che fare. Così come per noi figli, siamo entrati a far parte di una realtà che non ci appartiene. Siamo una famiglia per bene che questi temi li ha sempre visti solo in televisione e mai, come da allora, toccati con mano. Una morte naturale la si può accettare nel tempo, mentre, una morte per omicidio fa molto più male, fa rabbia, è difficile da comprendere e accettare".

Finché in alcuni contesti la criminalità è paragonata alla “normalità” è difficile far penetrare il messaggio di legalità. Proprio per questo è importante diffondere la cultura di valori e principi che vertano all'onestà.

 

#Memoria: luoghi intitolati a Mariano Bottari

  • 25 maggio 2015 - Intitolazione di un'aiuola sita in via Martiri di via Fani, a pochi metri dal luogo dove fu colpito Mariano.  La cerimonia è l’atto conclusivo del percorso scolastico “adotta un aiuola” effettuato dall'Associazione Libera contro le mafie in alcune scuole sul territorio.
  • 29 settembre 2016 - Inaugurazione e intitolazione di CASA ALZHEIMER, bene confiscato alla camorra a Villaricca.  La struttura è gestita dall'Associazione AMNESIA che presta servizio di assistenza a persone affette da patologia con demenza e ai loro familiari.
  • 30 marzo 2019 - Intitolato il Centro Polifunzionale in via Benedetto Croce, a Portici. Decisione promossa dal Consigliere comunale Antonio Bibiano e approvato all'unanimità con la DCC del 11 giugno 2018. La struttura è gestita da un'associazione culturale locale che svolge attività ludiche per il quartiere.

Eventi e manifestazione per ricordare Mariano Bottari

  • 29 luglio 2014 - Fiaccolata anticamorra organizzata dalla comunità parrocchiale del Sacro Cuore, a Portici. Dopo un'adorazione presso la Chiesa, celebrata da padre Giorgio Antonio Pisano, segue una marcia che ha attraversato la città fino a deporre un cero sul luogo dell’omicidio.
  • 29 luglio 2015 - 1° Memoriale Bottari - Dapprima una Messa in suffragio presso la Chiesa del SS Redentore, a Portici, seguita da una marcia fino al Centro Polifunzionale, in via Benedetto Croce, in cui è stata presentata l'Associazione "WoW Project per Mariano Bottari" fondata dai familiari della vittima.
  • 4 luglio 2016 - Concerto del coro: "Note Legali", direttore Paolo Acunzo, presso Villa Fernandez, bene confiscato alla camorra a Portici. L’evento è stato promosso dal Collegamento Campano contro le camorre per la legalità e la nonviolenza “G. Franciosi” ONLUS e dal Presidio Libera Portici, in collaborazione con la Fondazione Polis, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e la neonascente WoW Project per Mariano Bottari".
  • 28 luglio 20162° Memoriale Bottari - In seguito alla consueta messa in suffragio, una mostra biografica su Mariano è stata allestita nei giardini di Villa Fernandez, a Portici. L'evento ha visto un intrattenimento musicale, momenti di confronto e il lancio del Concorso "Nonno Mariano". La manifestazione si è conclusa con l'estrazione di un premio smartobox.
  • 13 ottobre 2016 - Pizzata di beneficenza in Memoria di Mariano Bottari. Evento promosso da WoW Project per raccogliere fondi e finanziare i premi del 1°Concorso "Nonno Mariano".
  • 18 dicembre 2016 - Aperitivo di beneficenza in Memoria di Mariano. Evento promosso da WoW Project per raccogliere fondi e finanziare i premi del 1°Concorso "Nonno Mariano".
  • 26 aprile 2017 - Spettacolo teatrale in Memoria di Mariano Bottari. Evento promosso in collaborazione con L'Associazione culturale "Tra Palco e Realtà" per raccogliere fondi e finanziare i premi del 1°Concorso "Nonno Mariano".
  • 13 giugno 20173° Memoriale Bottari - Allestita nelle sale di Villa Fenandez la mostra dei progetti partecipanti al concorso "Nonno Mariano" e la raccolta fondi per l'Associazione Nutriafrica. L'evento ha visto molti interventi delle associazioni gemellate tra cui: Nutriafrica, Amnesia, Libera e la premiazione delle prime classificate al concorso. L'evento si conclude con un flash mob "Legalità e Cultura".
  • 13 giugno 2018 4° Memoriale Bottari - Premiazione della vincitrice della 2ª edizione di "Nonno Mariano".
  • 27 settembre 2018 - Una maratona per la memoria a Villaricca. Evento promosso dall'Associazione AMNESIA sostenuta dalla Fondazione Polis. 
  • 6 aprile 2019 - Aggiudicata all'Associazione WoW Project per Mariano Bottari la "Pergamena per la Solidarietà". Premio istituito dall'Associazione A.L.E.C. e dal Comune di Napoli.
  • 12 settembre 2019 - Messa in suffragio per Mariano Bottari e Lucia Polselli (la moglie, venuta a mancare nel mese di agosto precedente)
  • 13 giugno 2020 - 5° Memoriale Bottari - Date le restrizioni per il distanziamento sociale, l'Associazione ha organizzato un social-mob dal titolo: "Un Valore per la Legalità" per diffondere i valori umani sui canali social. 

 

L'Associazione "W.o.W. Project per Mariano Bottari"

l 28 luglio 2015, a 1 anno dalla tragica sorte che ha colpito Mariano Bottari, i familiari decidono di inaugurare ufficialmente l’Associazione "W.o.W. Project per Mariano Bottari". "W.o.W." è l'acronimo di "Whit or Whitout" (ingl. "con o senza") un provocazione verso le Istituzioni, i cittadini indifferenti. Una promessa che -con o senza- il supporto, i familiari avrebbero perseverato nell'impegno della promozione della cultura e della legalità affinché atti criminali, come quello che ha stravolto la loro famiglia, non si ripetano più. Nel 2016 nasce il Concorso "Nonno Mariano" dal desiderio di creare stimoli che facciano emergere gli studenti dal contesto sociale di appartenenza, premiando chi riesce a rappresentare i “Valori Umani” attraverso l’arte grafica, forte stimolo di espressione. 

Le principali finalità dell'Associazione sono:

  • Organizzare e divulgare la cultura della legalità attraverso la Memoria di Mariano Bottari e di tutte le vittime innocenti delle criminalità.
  • Promuovere eventi e attività socio-umanitari e socio-culturali per la difesa e l’assistenza dei più deboli.
  • Organizzare eventi ludici per la promozione, o la raccolta di fondi, per: il sostegno del prossimo, delle attività sociali, la riqualificazione del territorio.
  • Essere di stimolo per la crescita personale delle persone.

 Vuoi saperne di più? Visita il sito:
wowprojectbottari.altervista.org

Resta connesso con Mariano Bottari e la sua Associazione

Per rimanere informato sui prossimi eventi in memoria di Mariano Bottari o delle attività dell'Associazione, segui i canali social di WoW Project Bottari: #wowprojectbottari @wowprojectbottari 

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