Le Storie

Visualizza articoli per tag: sindacalista

%AM, %25 %398 %2020 %08:%Feb

Federico Del Prete

Federico Del Prete, 44 anni

Federico Del Prete venne ucciso il 18 febbraio 2002 nel suo ufficio a Casal di Principe. Il movente dell'agguato camorristico è strettamente collegato al suo ruolo di Rappresentante Provinciale e Presidente Nazionale del "Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti". In quanto tale, denunciò gli abusi e le irregolarità amministrative riscontrate nelle fiere settimanali finché fece luce sul mondo delle estorsioni di cui erano sistematicamente vittime i venditori ambulanti. In particolare, sulla vendita con metodo mafioso delle buste di plastica nei mercati rionali. Da quella denuncia, ne scaturì l'arresto di Mattia Sorrentino, vigile urbano di Mondragone, per il reato di estorsione. Federico Del Prete fu assassinato per impedirgli di testimoniare al processo, della seconda sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, fissata per il giorno seguente.

Storico giuridico

  • 2007 - Federico Del Prete viene riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata.
  • 2009 - Il pentito di camorra Antonio Corvino, reo confesso dell'omicidio di Del Prete, viene condannato a 14 anni di reclusione. Nella sua deposizione, dichiara di aver coperto il ruolo di autista e accusa il cugino, Romolo Corvino, di essere l'esecutore materiale.
    - Nei confronti di quest'ultimo non è stata emessa sentenza di condanna per un complicato meccanismo giuridico.
  • Ancora ignote le responsabilità dei mandanti. 

Il racconto di Gennaro Del Prete, figlio di Federico

"All'epoca avevo 22 anni ed ero in servizio a Bari come militare. Ricevetti una telefonata il 19 mattina da mia nonna che mi disse esplicitamente:«corri a casa, hanno ucciso tuo padre». Prima di allora non potevo dire di conoscerlo bene. I miei genitori divorziarono quando ero piccolo e solo negli ultimi anni decisi di mettere da parte il passato e instaurare un rapporto con lui. Sapevo della sua attività da sindacalista ma, vivendo prettamente in Puglia, lo vedevo di rado e non sapevo dei rischi a cui era esposto. Sentire che fosse stato ucciso dalla camorra fu un duro colpo. Pensi che, anche se cresci in un territorio dove sai che c'è e quali siano le dinamiche criminali, basti rimanerne estraneo per non esserne coinvolto."

"Nel 2007 la seconda ferita. Io e mio fratello, figli del primo matrimonio, venimmo esclusi dai benefici dovuti ai familiari delle vittime innocenti in quanto ritenuti -non fiscalmente a carico-. Mi sentii ancora una volta strappare il diritto di essere figlio di mio padre. Così decisi di ribellarmi portando la mia denuncia anche sulle reti mediatiche fino a incatenarmi al cancello di una caserma come forma di protesta. Diversi mesi dopo, il decreto venne modificato con l'attuale integrazione. Finalmente fui riconosciuto come il figlio di Federico Del Prete."

"Intanto, venni avvicinato dai referenti dell'associazione Libera, i quali, iniziarono ad includermi negli incontri scolastici. Nel raccontare la storia di mio padre sentivo ricostruire il mio legame con lui e imparavo a conoscerlo sempre di più. Mi iscrissi all'Università. I miei studi vertevano sempre sui temi sociali con un focus sulla criminalità organizzata. Un percorso di vita che mi ha aiutato a costruire la mia identità fino a ricoprire l'attuale ruolo di Funzionario di Servizio Sociale presso il Ministero della Giustizia".

"In questi anni ho guardato negli occhi tanti ragazzi che hanno commesso atti illeciti anche gravi. Ho capito che anche loro, come me, avevano la rabbia nel cuore per le difficoltà della vita. La differenza tra noi era solo il come abbiamo utilizzato quella rabbia. Mentre io l'ho trasformata in impegno per riscattarmi e creare nuove opportunità, loro l'hanno espressa sotto forma di violenza. Lavoro con loro per costruire un mondo nuovo".

La legalità non è da intendersi come un atto di straordinarietà, bensì bisogna ritenerla come la normalità. Tutti noi possiamo costruire una società sana semplicemente compiendo quotidianamente gesti di normalità.

#Memoria: riconoscimenti e intitolazioni a Federico Del Prete

  • 17 marzo 2009, Casal di Principe (CE) - Medaglia d'Oro al Valor Civile «Per aver combattuto battaglie di legalità da sindacalista per gli operatori del settore del commercio ambulante e per aver efficacemente collaborato con le forze di polizia, veniva barbaramente assassinato in un vile agguato camorristico. Altissimo esempio di impegno civile e di rigore morale, spinti fino all'estremo sacrificio».
  • 30 giugno 2009 - Inaugurazione del Presidio Libera Mondragone (CE) "Federico Del Prete".
  • Ottobre 2009 - Inaugurazione dell'Area mercato Federico Del Prete su un terreno confiscato a Santa Maria la Fossa.
  • NP data - Intitolato il Presidio Libera Frattamaggiore (NA)"Federico Del Prete"
  • Gennaio 2012 - Pubblicazione del libro:"A testa alta. Federico Del Prete: una storia di resistenza alla camorra", di Paolo Miggiano grazie al contributo di Gennaro del Prete, figlio del sindacalista.
    2012 - il libro ha ottenuto la "menzione speciale" da parte della giuria del "Premio Giancarlo Siani".
    2014 - il libro si aggiudica il "Premio Tulliola".
  • 18 marzo 2013 - Inaugurata una targa nel "Giardino della Legalità-Falcone e Borsellino" presso l'Ateneo di Salerno.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Vincenzo è menzionata nel libro:"Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • febbraio 2014 - Intitolazione Piazza Federico Del Prete a Casal di Principe. La piazza è proprio di fronte l'ufficio dove fu ucciso il sindacalista.
  • Marzo 2015 - La storia di Vincenzo è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 18 febbraio 2016 - Intitolazione de Largo Federico Del Prete a Casal di Principe. Iniziativa promossa, oltre dal Comune, anche da: Federazione Antiracket Italiana,  il Comitato don Peppe Diana, Libera Caserta, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti e il consorzio Agrorinasce.
  • NP data - Intitolazione della strada Via Federico Del Prete a Frattamaggiore, nei pressi della caserma dei carabinieri. 
  • NP data - Intitolazione della strada Via Federico Del Prete ad Orta di Atella, nei pressi del cimitero.

Eventi dedicati a Federico Del Prete

  • 18 febbraio 2012 - In mattinata, l'incontro con le scuole: “Mafie, corruzione e lavoro: dieci anni dopo l’omicidio di Federico Del Prete”, presso la sede del Presidio di Libera Mondragone;
    Nel pomeriggio, convegno: “Lavoro: giustizia e dignità. Un percorso di emancipazione dalla camorra”, presso la chiesa di San Nicola.
  • 21 febbraio 2014 - Momento di riflessione e presentazione del libro "A testa alta" nella sede del Teatro per la legalità, a Casal di Principe.
  • Febbraio 2015 - In occasione del 13° anniversario dell'uccisione, giornata di riflessione presso la Tenda di Abramo, a Caserta, organizzata da Agrorinasce e dal Forum del Terzo Settore della Provincia di Caserta.
  • 19 febbraio 2019 - Presso la sede di "Sottoterra Movimento Antimafie" gli studenti dell'ISIS "Gaetano Filangieri", nell'ambito del progetto Scuola e Volontariato del CSV Napoli, hanno realizzato buste ecosolidali utilizzate poi per una raccolta alimentare sul territorio da donare a persone in difficoltà segnalate dalla Caritas. 
  • 21 marzo 2019 - Corso per docenti presso la sala del Comprensivo Cimarosa di Aversa, promosso da Libera Scuola insieme al Comitato don Peppe Diana con il patrocinio dell’Università Suor Orsola Benincasa.
  • 19 febbraio 2020 - Convegno: “Legalità e tutela delle vittime. Il ricordo di Federico Del Prete” presso la Sala delle Conferenze al Palazzo Theodori Bianchelli – Camera dei Deputati. Durante l'evento è stata presentata la nuova associazione Memoriae e la borsa di studio/lavoro per i minori in area penale.

L'impegno sociale di Gennaro Del Prete:

Fin da subito l'impegno di Gennaro è stato encomiabile. Tra la tante attività svolte in collaborazione, ricordiamo le principali da lui fondate:

Il 29 ottobre 2011, Gennaro Del Prete riceve il premio nazionale "Paolo Borsellino 2011" per la categoria: "Impegno sociale e civile".

Nel 2012 incarica di scrivere il libro "A testa alta - Federico Del Prete una storia di Resistenza alla Camorra". Di Paolo Miggiano con il contributo di Gennaro Del Prete, edizione Di Girolamo.

Nel 2013, fonda l'associazione di promozione sociale: "Un Mondo Nuovo Federico Del Prete". Con la medesima edita la canzone "Non Mollare" insieme al gruppo Rap "i riscatto Crew"

Il 24 aprile 2015 nasce la Cooperativa Ventuno. Una start-up che propone prodotti ecologici e compostabili, dai bioshopper ai prodotti per l’agricoltura a quelli usa e getta per la ristorazione. Ispirata dal sacrificio di Federico Del Prete, è stata ideata da Gennaro Del Prete e Massimiliano Noviello, figlio di Domenico Noviello

Il 20 dicembre 2019, con la poesia "Febbraio", Gennaro vince il 1° premio della sezione "Poesie in vernacolo" alla XXII Edizione del: “Concorso Internazionale Artistico - Letterario Antonio de Curtis: (Totò), Principe, Maschera, Poeta” organizzata dall'Associazione Amici di Totò … a prescindere! Onlus

Il 2 febbraio 2020 nasce l'Associazione Memoriae con la quale promuovere la memoria delle vittime innocenti della criminalità e abilitare percorsi di reinserimento dei minori in area penitenziaria.

Resta Connesso con Gennaro Del Prete 

Per continuare ad essere aggiornato su eventi e manifestazioni in memoria di Federico Del Prete. 
Segui la pagina Facebook: @gendelprete

Pubblicato in Storie
%PM, %20 %886 %2017 %20:%Feb

Antonio Esposito Ferraioli

Antonio Esposito Ferraioli, 27 anni

Antonio Esposito Ferraioli fu ucciso il 30 agosto 1978, in via Alfonso Zito, a Pagani (SA). Lavorava come cuoco della mensa della "FATME", un'azienda nel settore dell'elettronica e delle telecomunicazioni che chiuse in seguito nel 1994. Nella medesima ricopriva anche il ruolo di sindacalista per il suo forte senso civico battendosi a favore dei diritti dei lavoratori. Proprio dall'unione di questi due ruoli che all'interno degli ambienti del malaffare maturò l'intenzione di eliminarlo. Antonio denunciò l'uso di carne di provenienza sospetta all'interno della mensa, d'altronde in quel periodo i furti di tir avvenivano all'ordine del giorno.

La sera del 30 agosto 1978, Tonino (come lo chiamavano gli amici) era a casa della fidanzata Angela, anche lei operatrice nella mensa FATME, per organizzare il loro matrimonio che si sarebbero celebrato il mese successivo. Verso le 23:30 Antonio uscì per rincasare ma, quando fu vicino alla sua "Citroen", parcheggiata all'angolo di Via Alfonso Zito, gli si affiancò un' Audi 112 blu a fari spenti con due persone a bordo. Venne esplosa una carica di lupara che tramortirono l'uomo a terra. In breve, venne soccorso da dei passanti e trasportato all'ospedale di Nocera Inferiore a bordo della sua stessa auto. Purtroppo le ferite inferte toccarono organi vitali vanificarono i soccorsi. Antonio morì un'ora dopo.

Storico giuridico

  • 14 luglio 1980 - Secondo quanto emerso nel dibattimento alla Camera dei Deputati, il pregiudicato Salvatore Serra e alla sua banda, sarebbero imputabili in quanto noti per aver imposto con minacce e attentati dinamitardi il controllo sulle aziende dell'Agro Nocerino Sarnese.
  • Alcuni anni dopo la morte di Antonio Esposito Ferraioli fu avviato un processo a carico di Giuseppe De Vivo, pregiudicato paganese, e di Aldo Mancino, imprenditore ed ex amministratore comunale DC di Pagani.
    Il processo era a cura del sostituto procuratore Nicola Giacumbi, lo stesso che sarebbe stato ucciso dalle Brigate Rosse.
  • 1990 - Entrambi gli indagati furono prosciolti ed archiviate le indagini.
  • 2002 - Il pm antimafia Vito Di Nicola chiese la riapertura delle indagine.
  • 24 ottobre 2014 - Con la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, Giudice dott. Carlo Mancuso, Antonino Esposito Ferraioli fu riconosciuto "vittima innocente della criminalità organizzata" su ricorso presentato dalla famiglia.
  • Ad oggi, tuttavia, nessun processo è stato avviato contro i mandanti e gli esecutori dell'omicidio Ferraioli.

 

Il ricordo di Mario Esposito Ferraioli, fratello di Antonio

"Quella notte ero a poche centinaia di metri da mio fratello perché la mia fidanzata, attuale moglie, abitava sulla stessa via della sua fidanzata. Quando scesi in strada vidi gente ammassarsi nell'incrocio dove avvenne l'omicidio e, più per curiosità gli andai in contro per capire cosa fosse accaduto. Mentre mi avvicinavo, vidi l'auto di mio fratello che a gran velocità sfrecciava in direzione opposta sulla strada parallela. Immaginai che Tonino stesse soccorrendo qualcuno che si fosse sentito male, invece, quando chiesi nella folla dell'accaduto, fu lì che mi dissero: «hanno sparato a Tonino». Fermai un automobilista e gli chiesi di portarmi al pronto soccorso di Pagani. Non riuscì nemmeno ad entrare. Fuori alla struttura mi dissero che per la gravità delle ferite era stato trasferito all'ospedale di Nocera, così, presi possesso dell'auto di mio fratello e lo seguì. Mi ritrovai solo con Antonio in una saletta. Con quel poco di voce che gli rimase mi disse che gli mancava l'aria, chiesi aiuto, purtroppo in sala operatoria non poterono fare nulla per salvarlo".

"Mio fratello meritava la fiducia dei suoi colleghi. Non si fece corrompere ed ebbe il coraggio di denunciare gli abusi aziendali che ricadevano sulla stessa salute dei dipendenti. Furono anni difficili, avevo pochi anni di differenza con lui e abitavamo insieme sotto il tetto dei nostri genitori. Per me è sempre stato un esempio da seguire. Mio fratello era un ragazzo onesto, eppure, per le sue ideologie politiche, venne attaccato. Purtroppo nella stessa politica c'è anche chi sfrutta i nomi delle vittime innocenti per un proprio tornaconto".

"Oggi è soprattutto grazie alla fede se riesco a portare avanti la storia di Tonino e ad essere presente nei diversi percorsi in collaborazione con le Associazioni territoriali come il Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti e Libera. Tutto grazie ad Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre. Lei ha tanto insistito affinché la seguissi nelle manifestazioni aiutandomi a intraprendere un cammino attraverso il quale, raccontando la storia di mio fratello, so di rendere omaggio alla sua Memoria".

Quello che è importante nella vita, che ripaga davvero, sono gli esempi che si danno alle persone e, allo stesso modo, gli esempi che si seguono per diventare persone migliori.

#Memoria: Eventi, menzioni e intitolazioni ad Antonio Esposito Ferraioli

  • 2007 - Intitolata la sede della Camera del Lavoro territoriale di Nocera Inferiore (SA).
  • 12 marzo 2009 - La storia di Antonio è menzionata nel libro: "Lotta civile" di Antonella Mascali. Editore Chiarelettere.
  • 26 agosto 2010 - La storia di Antonio è raccontata nel libro: "Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 2 maggio 2011 - Intitolazione del tratto di strada a Pagani che costeggia l'ex sede della fabbrica FRATME.
  • 26 maggio 2011 - Intitolazione dell'Istituto Alberghiero di Poggioreale (Napoli), sito in Via Gorizia.
  • Agosto 2012 - Commemorazione durante la manifestazione indetta dal movimento "Impegno per la Città", associazione presente nella vita politica e sociale del comune di Pagani.
  • 2 maggio 2013 - La storia di Antonio è menzionata nel libro: "Italia giallo e nera" di Sabrina Ramacci. Edito da Newton Compton.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Antonio è menzionata nel libro:: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • Ottobre 2013 - La storia di Antonio è menzionata nello spettacolo teatrale: "Prima che si faccia tardi" scritto da Giuseppe Leone e Alfonso Liguori.
  • N.R. - Il comitato "Antonio Esposito Ferraioli" di Pagani promuove annualmente Il Premio all'impegno civile.
  • Maggio 2016 - La 10ª edizione del Premio Tonino Esposito Ferraioli si è svolta presso l'auditorium di Sant'Alfonso con un dialogo con don Luigi Ciotti, i parenti di Tonino e gli studenti degli istituti scolastici coinvolti.
  • 1 marzo 2017 -  Inaugurazione della Masseria Antonio Esposito Ferraioli , un complesso di 10 etari di terreni confiscati alla camorra ad Afragola (NA).
  • Novembre 2017 - Pubblicato un bando per l'assegnazione di 100 orti urbani su 1000 mq di terreni confiscati che fanno parte della Masseria dedicata ad Antonio Esposito Ferraioli, ad Afragola (NA). 
  • 13 maggio 2019 - Proiezione del corto: "Tonino" presso il multisala "La Fenice" di Pagani.
  • 14 maggio 2019 - Intitolazione del Presidio Libera di Pagani con assegnazione di una borsa di studio ad un alunno meritevole dell'Ipsar di Pagani "Marco Pittoni".
  • 30 agosto 2020 - Giornata alla memoria con: una santa messa presso la chiesetta di Montevergine a Pagani. Segue l'inaugurazione del Centro di Ascolto "Antonio Esposito Ferraioli" durante il quale viene proiettato il corto "Tonino". L'evento è organizzato dall'Associazione Libera, la caritas e la parrocchia di San Sisto !! di Pagani.

 

La ricetta di Tonino "Ciottolini della Legalità"

Tra le tante cose di Tonino, ho trovato alcune ricette. Una in particolare mi ha colpito e sono sicuro che era la sua preferita, quella che amava di più. Una ricetta strana, un piatto delizioso che gli riusciva bene perché Tonino possedeva tutti gli ingredienti giusti. (Mario Esposito Ferraioli)

In tutto ciò che fai nella vita:

Metti sempre "Impegno, Serietà e Professionalità"
Condisci il tutto con "Onestà, Coerenza e Trasparenza"
Aggiungi dosi di "Coraggio e Buona Volontà
e alla fine 
dai sapore al tutto con "un pizzico di Amore per la Vita".
Sarai una persona Meravigliosa!

 

 

Pubblicato in Storie