Le Storie

Visualizza articoli per tag: testimone oculare

%PM, %29 %635 %2020 %14:%Mag

Ciro Colonna

Ciro Colonna, 19 anni

Il 7 giugno 2016, Ciro Colonna giocava a bigliardino con gli amici del quartiere presso il circolo ricreativo del lotto O, a Ponticelli. Nello stesso circoletto, vi era anche il capoclan della banda dei "barbutos", in fuga nella Napoli Est in seguito alla liberazione per scadenza dei termini di custodia cautelare. Passate le 16:00, giunse un gruppo di sicari della camorra con l'intenzione di uccidere quest'ultimo. Partiti gli spari, i ragazzi iniziarono a scappare. Per il caos, a Ciro caddero gli occhiali. Il ragazzo si abbassò per recuperarli e continuare la fuga ma, il suo gesto, lo rese bersaglio dei killer intenzionati a non lasciare testimoni dell'agguato. Fu colpito in petto, vicino al cuore, da uno degli assalitori.

Agonizzante, il ragazzo uscì dal locale tentando di mettersi al riparo, ma la ferita fu tale che si accasciò dopo pochi passi. Riconosciuto da alcuni giovani del posto, venne trasportato, in auto, all'Ospedale “La Betania” di Ponticelli. Purtroppo il giovane perse molto sangue vanificando i soccorsi. Prima di sera, a soli 19 anni, Ciro Colonna morì

 

Storico giuridico

  • Marzo 2018 - Il GIP di Napoli, su richiesta della D.D.A., emette 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere per mandanti ed esecutori del raid identificati nelle indagini dei militari del Reparto Operativo di Napoli, coordinati dal PM antimafia Antonella Fratello. I destinatari delle misure sono tutti legati ai gruppi Rinaldi, Minichini, De Luca Bossa e accusati di omicidio aggravato da finalità mafiose e detenzione di armi da guerra.
  • Maggio 2019 - Il PM Antonella Fratello richiede la condanna all'ergastolo per tutti gli imputati con le seguenti accuse:
    - Mandante - il boss Ciro Rinaldi;
    - Esecutori materiali - Michele Minichini e Antonio Rivieccio;
    - Concorso di reato - Giulio Ceglie, Anna De Luca Bossa, Vincenza Maione, Cira Cepollaro e Luisa De Stefano.
    Tutte gli imputati hanno ammesso la propria responsabilità favorendo il processo con il rito abbreviato.
  • Settembre 2019 - Il gup di Napoli, Luana Romano, conferma la condanna all'ergastolo per tutti e 8 gli imputati.

 

Il ricordo di Mary Colonna, sorella di Ciro

"Quel pomeriggio ero a casa con mia madre che mi apprestavo a fare la doccia approfittando che poco prima,  verso le 16:00, Ciro era sceso di casa. Passata poco più di mezz'ora bussarono al citofono. Era una nostra vicina, mamma di una mia cara amica delle elementari. Salì e senza troppe esitazioni, ancora sulla porta, disse a mia madre che avevano portato Ciro in ospedale perché era stato sparato. Mamma venne in bagno ad avvertirmi e scese con l'amica. Corsero sul luogo dell'accaduto preso d'assalto da una gran folla. Lì gli dissero che Ciro era stato portato all'Ospedale La «Betania». Accadde tutto così velocemente. Il tempo di rivestirmi e già mamma e l'amica non c'erano più, così chiesi a un mio vicino di accompagnarmi in ospedale da loro. Attendemmo fino alla sera, vanamente, purtroppo Ciro non c'era più".

"Intanto ci arrivavano notizie di cosa fosse accaduto. Mentre eravamo in sala d'attesa, avevamo ipotizzato di tutto. Qualsiasi cosa tranne che fosse stato sparato intenzionalmente. Ancora oggi mi sembra tutto così assurdo, estraneo alla nostra vita. Ci sono giorni dove realizzo che Ciro è vittima di camorra, ed altri dove non riesco a credere che sia vero e che sia capitato a noi una cosa del genere. Anche perché quando vieni sparato vieni subito etichettato come delinquente. Per fortuna mio fratello era conosciuto nel quartiere e, per quanto fu doloroso sentire e leggere cose del genere sul suo conto, le testimonianze non tardarono a difendere il suo buon nome".

"Repentinamente, in quei giorni di trambusto, venni a conoscenza dell'Associazione Libera. Alessio Viscardi, all'epoca redattore presso una nota testata giornalistica, conosceva bene mio fratello e avvertì Pasquale Leone, referente di Libera Ponticelli. Con loro ho mosso i primi passi e conosciuto altri familiari delle vittime innocenti. Parlare ai ragazzi nelle scuole, o del quartiere, mi aiuta a dare un senso a questa morte. Ho capito quanto sia importante portare speranza attraverso la storia di mio fratello. Far conoscere una Napoli diversa e migliore dove non si decide di impugnare un'arma per affrontare le difficoltà".

A Ciro è stato tolto un futuro ma, ognuno di noi ha ancora la possibilità di scegliere il proprio destino: praticando lo studio che aumenta le proprie opportunità, o praticando la violenza di cui conosciamo il finale.

#Memoria: Eventi e luoghi intitolati per ricordare Ciro Colonna

  • 14 giugno 2016 - Fiaccolata cittadina nel quartiere di Ciro Colonna. Parteciparono più di 500 persone.
  • 9 luglio 2016 - Attivismo dei cittadini del quartiere hanno ripristinato l'area verde e il campetto, al Lotto O, grazie a fondi e donazioni materiali ricevuti in seguito ad un annuncio dei promotori, le associazioni locali: "Un Popolo in Cammino", "TerradiConfine" e il Presidio Libera di Ponticelli.
  • 14 marzo 2017 - Inaugurazione dell'area giochi con campetto Ciro Colonna in via Decio Mure, Lotto O a Ponticelli. Presenti il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e diversi assessorati. L'area è stata consegnata alla cittadina locale a cui è affidata la manutenzione.
  • 7 giugno 2017 - I Giornata alla memoria in cui avviene la riqualificazione dell'area giochi. Promossa da: Fondazione Polis della Regione Campania, #unpopoloincammino, Libera, il Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e dalla comunità parrocchiale di S. Francesco e Santa Chiara. Segue la celebrazione della messa in suffragio.
  • 28 settembre 2018 - Eretto un monumento presso l'area giochi "Ciro Colonna": una colonna grezza come simbolo di una vita spezzata troppo presto. La cerimonia di svelatura è stata anticipata dall'attività di riqualificazione dell'area giochi con piantumazione di fiori.
  • 6 e 7 giugno 2019 - III Giornata alla Memoria con:
    - Riqualificazione dell'area giochi e del campetto Ciro Colonna;
    - Torneo di calcio;
    Messa eucaristica presso la parrocchia di S Francesco e S Chiara;
    - Concerto, in serata, con i giovani artisti del territorio.
  • 19 giugno 2019 - Intitolato il Centro Educativo Polifunzionale Ciro Colonna in via Curzio Malaparte, Ponticelli. Il 12 luglio viene consegnato all'Associazione "Maestri di Strada" a cui va la gestione. Il centro accoglie anche l'Associazione "TerradiConfine".
  • 4 agosto 2019 - IV Memorial Ciro Colonna. Una partita di calcetto presso il Camping Poseidon
  • 6 e 7 giugno 2020 - IV Giornata alla Memoria con:
    - Il 6 ore 10:00 - Riqualificazione dell'area giochi Ciro Colonna;
    - Ore 18:00 - Messa in suffragio presso la Chiesa di S.Francesco e S.Chiara;
    - Segue la deposizione di una corono da fiori presso la lapide in memoria di Ciro adiacente la chiesa;
    - Il 7 - Pubblicazione di un video alla memoria realizzato dai Presidi di Libera Ponticelli e Napoli-centro storico.
  • 12 dicembre 2020 - Intitolazione del Presidio Libera di Macerata.

Resta connesso con Ciro Colonna

Per rimanere informato sui prossimi eventi e manifestazioni in memoria di Ciro Colonna, segui la pagina Facebook dedicata a lui!

Ciro Colonna Vive

Pubblicato in Storie
%AM, %19 %044 %2016 %00:%Apr

Antonio Di Bona

Antonio Di Bona, 56 anni

Il 6 agosto 1992 Antonio Di Bona, agricoltore di Casal di Principe (CE), uscì di casa per portare il suo trattore a riparare. Purtroppo, il suo meccanico di fiducia era già in ferie estive, così, chiedendo in giro dove andare giunse ad un'officina a Villa Literno. Al suo arrivo il meccanico non c'era quindi Antonio non poté che attendere il ritorno per ricevere assistenza. Passò un po' di tempo, il titolare era tornato e all'agricoltore questa volta restava da aspettare la fine della manutenzione. Di lì a poco, arrivarono nello stabile quattro sicari della camorra con l'obiettivo di uccidere Antonio Diana, titolare dell'attività commerciale. Dopo aver sparato e atterrato il bersaglio i killer decisero di non lasciare testimoni oculari. Esplosero diversi colpi anche contro Antonio Di Bona e Nicola Palumbo, impiegato nell'officina, i quali non ebbero tempo e modi di mettersi al riparo. 

La polizia collegò fin da subito il caso a una vendetta trasversale di camorra ritenendo che l'obiettivo dei sicari fosse il titolare dell'officina, Antonio Diana, imparentato con Raffaele Diana, affiliato al clan Schiavone. Dalle indagini non emerse nulla a carico di Antonio Di Bona considerato un cliente fortuito divenuto un testimone scomodo nella guerra tra clan rivali per il dominio del territorio.

Storico giudiziario

  • Per l'omicidio di Antonio di Bona sono stati condannati:
    - All'ergastolo per Carannante Francesco ritenuto uno dei killer del commando
    - 16 anni di reclusione per Quadrano, ritenuto il mandate, con l'attenuante per esser diventato collaboratore di giustizia.

 

Il ricordo di Salvatore Di Bona, figlio di Antonio

"Ero a casa con la famiglia e la mia fidanzata, oggi moglie, pronti per festeggiare il mio onomastico. Mancava solo papà che aveva portato a riparare il trattore. Vedendo che tardava mia madre mi chiese di andarlo a cercare. Uscì in auto verso l'indirizzo che mia aveva dato e più mi avvicinavo all'officina meccanica più vedevo un gran numero di persone che affollava la zona. Chiesi ad un passante cosa fosse successo e mi disse che avevano sparato e ucciso tre uomini. Non ci diedi molto peso. In quel periodo la camorra faceva morti tutti i giorni e soprattutto mai avrei pensato che mio padre ne potesse rimanere coinvolto. Spinto dalla curiosità mi avvicinai sempre più per capire, poi, iniziò il dubbio. Mi resi conto che ero sempre più vicino all'officina in cui ero diretto. Quando fui giunto davanti allo stabile avevo paura dei miei sospetti: «può mai essere che?» Chiesi notizie a un carabiniere, gli spiegai che cercavo mio padre e che sapevo fosse passato da lì. Lui mi domandò il nome e alla mia risposta mi abbracciò dandomi le condoglianze. Quel dubbio divenne realtà".

"Mio padre era conosciuto a Casale, tutti conoscevano che persona fosse: una persona onesta, un instancabile lavoratore e con nulla da nascondere. Eppure in questi luoghi, il sol fatto di essere morto sparato vuol dire che sei coinvolto con i criminali. Le malelingue non tardarono a screditarlo. Io, mia madre e le mie sorelle eravamo soli contro tutti. Abbiamo combattuto per ben 17 anni affinché gli venisse riconosciuta giuridicamente l'innocenza. Negli anni ne abbiamo sentite tante ma la cosa che più ci fece soffrire fu che gli stessi amici e parenti si allontanarono da noi mettendo in dubbio l'onestà della mia famiglia".

"Passò del tempo quando, tra il 2006 e il 2007, fui contattato da due attiviste dell'Associazione Libera. A telefono mi dissero che conoscevano la storia di mio padre, mi spiegarono del loro impegno per la legalità e che ci volevano sostenere nel fare memoria. Scoppiai a piangere dalla gioia. Dopo tutti quegli anni finalmente qualcuno si era ricordato di noi e, soprattutto, definendo mio padre una vittima innocente della camorra. Iniziò così il mio impegno nel sociale portando la nostra storia nelle scuole e facendo squadra con altri familiari delle vittime innocenti come noi. Un impegno che porto avanti tuttora nel Direttivo del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità".

Noi dobbiamo poter essere liberi di vivere. Dobbiamo fare squadra, camminare a testa alta e avere il coraggio di denunciare per liberarci dai soprusi delle mafie.

#Memoria: Luoghi intitolati ad Antonio Di Bona

  • 31 luglio 2009 - Inaugurato il "Centro di agricoltura sociale - Antonio Di Bona" su terreni confiscati a Casal di Principe. Il bene confiscato è gestito dalla cooperativa "Eureka".
  • 12 marzo 2011 - Fiaccolata alla memoria presso la scuola elementare "Alighieri" insediata in un bene confiscato alla camorra a Casal di Principe. L'evento è stato promosso dall'Associazione Libera e dal Comitato Don Diana.
  • 2011 - Premiato con la targa "Don Peppe Diana" il cortometraggio biografico: "Memoria e rinascita". Regia di Giovanni Pirozzi e l'attore Luigi Baldascino nei panni di Antonio Di Bona.
  • 21 maggio 2012 - Ventennale presso il Teatro della Legalità, a Casal di Principe, con l'evento "Antonio Di Bona. Agricoltura fra presente e futuro". Evento promosso dalla società Agrorinasce con il patrocinio della Fondazione Polis e del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità.
  • 31 maggio 2013 - Menzionato nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 29 aprile 2016 - Intitolazione del piazzale antistante la Chiesa dello Spirito Santo a Casal di Principe. La manifestazione è l'atto conclusivo di due giorni di eventi alla memoria di Di Bona.
  • 30 giugno 2015 - Inaugurazione del Centro di aggregazione giovanile per l'arte e la cultura, bene confiscato dedicato a Pasquale Miele e ad Antonio di Bona e gestito dall'Associazione "Terra Nuova". Sito in via Cagliari, Casapesenna (CE). 

L'Associazione Terra Nuova

L'associazione nasce per volontà dei familiari di Antonio Di Bona e Pasquale Miele. Assegnataria nel 2015 di terreni confiscati alla camorra, si occupa di inserimento sociale e sostegno delle fasce deboli attraverso la professione agricola.

Vuoi saperne di più? Visita la pagina facebook:
Terra Nuova

                                                                                                      

Pubblicato in Storie