Le Storie

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Antonio Esposito Ferraioli

Antonio Esposito Ferraioli, 27 anni

Antonio Esposito Ferraioli fu ucciso il 30 agosto 1978, in via Alfonso Zito, a Pagani (SA). Lavorava come cuoco della mensa della "FATME", un'azienda nel settore dell'elettronica e delle telecomunicazioni che chiuse in seguito nel 1994. Nella medesima ricopriva anche il ruolo di sindacalista per il suo forte senso civico battendosi a favore dei diritti dei lavoratori. Proprio dall'unione di questi due ruoli che all'interno degli ambienti del malaffare maturò l'intenzione di eliminarlo. Antonio denunciò l'uso di carne di provenienza sospetta all'interno della mensa, d'altronde in quel periodo i furti di tir avvenivano all'ordine del giorno.

La sera del 30 agosto 1978, Tonino (come lo chiamavano gli amici) era a casa della fidanzata Angela, anche lei operatrice nella mensa FATME, per organizzare il loro matrimonio che si sarebbero celebrato il mese successivo. Verso le 23:30 Antonio uscì per rincasare ma, quando fu vicino alla sua "Citroen", parcheggiata all'angolo di Via Alfonso Zito, gli si affiancò un' Audi 112 blu a fari spenti con due persone a bordo. Venne esplosa una carica di lupara che tramortirono l'uomo a terra. In breve, venne soccorso da dei passanti e trasportato all'ospedale di Nocera Inferiore a bordo della sua stessa auto. Purtroppo le ferite inferte toccarono organi vitali vanificarono i soccorsi. Antonio morì un'ora dopo.

Storico giuridico

  • 14 luglio 1980 - Secondo quanto emerso nel dibattimento alla Camera dei Deputati, il pregiudicato Salvatore Serra e alla sua banda, sarebbero imputabili in quanto noti per aver imposto con minacce e attentati dinamitardi il controllo sulle aziende dell'Agro Nocerino Sarnese.
  • Alcuni anni dopo la morte di Antonio Esposito Ferraioli fu avviato un processo a carico di Giuseppe De Vivo, pregiudicato paganese, e di Aldo Mancino, imprenditore ed ex amministratore comunale DC di Pagani.
    Il processo era a cura del sostituto procuratore Nicola Giacumbi, lo stesso che sarebbe stato ucciso dalle Brigate Rosse.
  • 1990 - Entrambi gli indagati furono prosciolti ed archiviate le indagini.
  • 2002 - Il pm antimafia Vito Di Nicola chiese la riapertura delle indagine.
  • 24 ottobre 2014 - Con la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, Giudice dott. Carlo Mancuso, Antonino Esposito Ferraioli fu riconosciuto "vittima innocente della criminalità organizzata" su ricorso presentato dalla famiglia.
  • Ad oggi, tuttavia, nessun processo è stato avviato contro i mandanti e gli esecutori dell'omicidio Ferraioli.

 

Il ricordo di Mario Esposito Ferraioli, fratello di Antonio

"Quella notte ero a poche centinaia di metri da mio fratello perché la mia fidanzata, attuale moglie, abitava sulla stessa via della sua fidanzata. Quando scesi in strada vidi gente ammassarsi nell'incrocio dove avvenne l'omicidio e, più per curiosità gli andai in contro per capire cosa fosse accaduto. Mentre mi avvicinavo, vidi l'auto di mio fratello che a gran velocità sfrecciava in direzione opposta sulla strada parallela. Immaginai che Tonino stesse soccorrendo qualcuno che si fosse sentito male, invece, quando chiesi nella folla dell'accaduto, fu lì che mi dissero: «hanno sparato a Tonino». Fermai un automobilista e gli chiesi di portarmi al pronto soccorso di Pagani. Non riuscì nemmeno ad entrare. Fuori alla struttura mi dissero che per la gravità delle ferite era stato trasferito all'ospedale di Nocera, così, presi possesso dell'auto di mio fratello e lo seguì. Mi ritrovai solo con Antonio in una saletta. Con quel poco di voce che gli rimase mi disse che gli mancava l'aria, chiesi aiuto, purtroppo in sala operatoria non poterono fare nulla per salvarlo".

"Mio fratello meritava la fiducia dei suoi colleghi. Non si fece corrompere ed ebbe il coraggio di denunciare gli abusi aziendali che ricadevano sulla stessa salute dei dipendenti. Furono anni difficili, avevo pochi anni di differenza con lui e abitavamo insieme sotto il tetto dei nostri genitori. Per me è sempre stato un esempio da seguire. Mio fratello era un ragazzo onesto, eppure, per le sue ideologie politiche, venne attaccato. Purtroppo nella stessa politica c'è anche chi sfrutta i nomi delle vittime innocenti per un proprio tornaconto".

"Oggi è soprattutto grazie alla fede se riesco a portare avanti la storia di Tonino e ad essere presente nei diversi percorsi in collaborazione con le Associazioni territoriali come il Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti e Libera. Tutto grazie ad Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre. Lei ha tanto insistito affinché la seguissi nelle manifestazioni aiutandomi a intraprendere un cammino attraverso il quale, raccontando la storia di mio fratello, so di rendere omaggio alla sua Memoria".

Quello che è importante nella vita, che ripaga davvero, sono gli esempi che si danno alle persone e, allo stesso modo, gli esempi che si seguono per diventare persone migliori.

#Memoria: Eventi, menzioni e intitolazioni ad Antonio Esposito Ferraioli

  • 2007 - Intitolata la sede della Camera del Lavoro territoriale di Nocera Inferiore (SA).
  • 12 marzo 2009 - La storia di Antonio è menzionata nel libro: "Lotta civile" di Antonella Mascali. Editore Chiarelettere.
  • 26 agosto 2010 - La storia di Antonio è raccontata nel libro: "Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 2 maggio 2011 - Intitolazione del tratto di strada a Pagani che costeggia l'ex sede della fabbrica FRATME.
  • 26 maggio 2011 - Intitolazione dell'Istituto Alberghiero di Poggioreale (Napoli), sito in Via Gorizia.
  • Agosto 2012 - Commemorazione durante la manifestazione indetta dal movimento "Impegno per la Città", associazione presente nella vita politica e sociale del comune di Pagani.
  • 2 maggio 2013 - La storia di Antonio è menzionata nel libro: "Italia giallo e nera" di Sabrina Ramacci. Edito da Newton Compton.
  • 31 maggio 2013  - La storia di Antonio è menzionata nel libro:: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • Ottobre 2013 - La storia di Antonio è menzionata nello spettacolo teatrale: "Prima che si faccia tardi" scritto da Giuseppe Leone e Alfonso Liguori.
  • N.R. - Il comitato "Antonio Esposito Ferraioli" di Pagani promuove annualmente Il Premio all'impegno civile.
  • Maggio 2016 - La 10ª edizione del Premio Tonino Esposito Ferraioli si è svolta presso l'auditorium di Sant'Alfonso con un dialogo con don Luigi Ciotti, i parenti di Tonino e gli studenti degli istituti scolastici coinvolti.
  • 1 marzo 2017 -  Inaugurazione della Masseria Antonio Esposito Ferraioli , un complesso di 10 etari di terreni confiscati alla camorra ad Afragola (NA).
  • Novembre 2017 - Pubblicato un bando per l'assegnazione di 100 orti urbani su 1000 mq di terreni confiscati che fanno parte della Masseria dedicata ad Antonio Esposito Ferraioli, ad Afragola (NA). 
  • 13 maggio 2019 - Proiezione del corto: "Tonino" presso il multisala "La Fenice" di Pagani.
  • 14 maggio 2019 - Intitolazione del Presidio Libera di Pagani con assegnazione di una borsa di studio ad un alunno meritevole dell'Ipsar di Pagani "Marco Pittoni".
  • 30 agosto 2020 - Giornata alla memoria con: una santa messa presso la chiesetta di Montevergine a Pagani. Segue l'inaugurazione del Centro di Ascolto "Antonio Esposito Ferraioli" durante il quale viene proiettato il corto "Tonino". L'evento è organizzato dall'Associazione Libera, la caritas e la parrocchia di San Sisto !! di Pagani.

 

La ricetta di Tonino "Ciottolini della Legalità"

Tra le tante cose di Tonino, ho trovato alcune ricette. Una in particolare mi ha colpito e sono sicuro che era la sua preferita, quella che amava di più. Una ricetta strana, un piatto delizioso che gli riusciva bene perché Tonino possedeva tutti gli ingredienti giusti. (Mario Esposito Ferraioli)

In tutto ciò che fai nella vita:

Metti sempre "Impegno, Serietà e Professionalità"
Condisci il tutto con "Onestà, Coerenza e Trasparenza"
Aggiungi dosi di "Coraggio e Buona Volontà
e alla fine 
dai sapore al tutto con "un pizzico di Amore per la Vita".
Sarai una persona Meravigliosa!

 

 

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Gennaro De Angelis

Gennaro De Angelis, 37 anni

Il 15 ottobre 1982 Gennaro De Angelis, agente penitenziario presso il carcere di Poggioreale (NA), venne assassinato dalla camorra per essersi rifiutato di fare favori alla NCO. Quel giorno, nel tardo pomeriggio, s'intratteneva a giocare a carte nel consueto circolo ricreativo 'Madonna dell'Arco' nel centro di Cesa (CE). Alle 20:15 entrarono tre uomini a volto coperto e a mano armata che minacciarono i presenti. Si pensò ad una rapina, invece, i due riconobbero Gennaro ad uno dei tavoli e senza troppe esitazioni si avvicinarono a lui, gli spararono alla testa e al torace e si diedero alla fuga. Gennaro De Angelis morì sul colpo riversandosi dal tavolo. Nell'esecuzione venne ferito anche Pasquale Marino, pensionato di 70 anni, che morirà 4 giorni dopo al Cardarelli di Napoli.

Fu chiaro fin da subito che si trattasse di un'esecuzione di stampo camorristico. L'agente penitenziario era assegnato alla ricezione dei pacchi per i detenuti, mezzo attraverso il quale avvenivano scambi di messaggi o regalie. Gennaro De Angelis fu giustiziato per: la sua onestà e dedizione al lavoro, per non aver ceduto a favori o tangenti, per ogni rifiuto alle richieste della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

A soli 37 anni Gennaro lascia una giovane moglie, Adele, e tre figli piccoli rispettivamente di: nove, cinque e due anni. Il Ministero dell'Interno ha riconosciuto Gennaro De Angelis  "vittima del dovere" ai sensi della legge 466/1980 e successivamente "vittima della criminalità organizzata" ai sensi della 407/1998.

Storico giuridico

  • 1985 - I carabinieri di Aversa(CE) hanno individuato 4 persone appartenenti alla NCO come autori del delitto. Tutti già in carcere per altri motivi.

 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Gennaro De Angelis

  • 26 agosto 2010 - La storia di Gennaro De Angelis è menzionata nel libro: "Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 12 maggio 2013 - Intitolazione della sezione Anppe (Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria) di Aversa (CE). L'evento si è svolto presso il Centro culturale "Caianiello" su iniziativa dell'amministrazione locale. 
  • 31 maggio 2013 - La storia di Gennaro De Angeli è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 13 ottobre 2013 - Convegno alla memoria sui temi della legalità presso la scuola media "F. Bagno" di Aversa (CE). All'incontro hanno partecipato diverse autorità del territorio casertano, tra cui: il magistrato Cesare Sirignano, don Luigi Ciotti e una delegazione del sindacato di Polizia COISP.
  • 19 novembre 2014 - Messa per tutte le vittime di camorra dell'agro-aversano e dell'area nord di Napoli celebrata a Casal di Principe (CE). L'iniziativa è stata sostenuta dalle associazioni tra cui: Comitato Don Peppe Diana, Associazione di volontariato "Jerry Essan Masslo", Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di camorra.
  • 11 settembre 2020 - Intitolazione del carcere  di Arienzo (CE). 
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Antonio Petito

Antonio Petito, 20 anni

Antonio, ultimo di sette figli, possedeva un’officina meccanica e per il suo compleanno, il padre gli regalò un'auto che teneva sempre pulita come uno specchio. La mattina dell'8 febbraio del 2002, Antonio faceva un giro in auto per Casal di Principe (CE). Mentre era fermo al semaforo attivò i tergicristalli per pulire i vetri. Uno spruzzo d’acqua colpì un ragazzo di 13 anni che iniziò ad inveire contro di lui. A poco servirono le giustificazioni del giovane Petito che cercò di difendersi a suo modo dalle offese. Purtroppo, quel ragazzino era il figlio del boss Bidognetti che, sentitosi oltraggiato per il gesto fatto in pubblico, minacciò Antonio lasciandolo con un: "Per stasera sarai morto". Verso sera, arrivarono tre killer a bordo di un’Audi A6. Furono inviati dalla mamma del ragazzino per "difendere l’onore del clan". Antonio Petito fu ucciso con ben 12 colpi per una stupida vendetta.

Storico Giuridico

  • Le indagini furono archiviate in breve per mancanza di testimoni.
  • Dopo oltre dieci anni, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, hanno chiarito il movente dell’omicidio anche grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia.
  • Per l’omicidio sono state emesse ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre esecutori materiali:
    - Giovanni Letizia, 32enne, sicario del gruppo Setola ritenuto l'autista del commando
    - Nicola de Rolla, 65enne, e Gaetano Pagano, 50enne, ritenuti gli esecutori materiali
    - Indagati anche i vertici del clan, molti dei quali oggi collaboratori di giustizia, come Anna Carrino, compagna del boss Francesco e madre di Gianluca, ritenuta una dei mandanti del delitto, e Luigi Guida detto "O Drink", come mandante per salvare l'onore della famiglia.
    - Indagato anche Emilio Di Caterino, pentito, che svolse il ruolo di "specchiettista".
  • 26 novembre 2013 - il GIP del tribunale di Napoli stabilisce le condanne:
    - 16 anni di reclusione per: Guida, Grassia, Di Caterino e Carrino;
    - ergastolo per: Giovanni Letizia;
    - 2 anni e 8 mesi di reclusione per Verolla.
  • 9 ottobre 2014 - La Corte di Appello di Napoli, III sezione, riduce le pene a:
    - 12 anni per Guida;
    - 10 anni e 8 mesi di reclusione per Grassia e Di Caterino;
    - 19 anni e 4 mesi per Letizia;
    - Assolto Verolla per non aver commesso il reato.

#Memoria: eventi & intitolazioni per Antonio Petito

  • 5 aprile 2013 - Fiaccolata presso la scuola media "Dante Alighieri" di Casal di Principe (CE).
  • 23 febbraio 2015  - Messa in suffragio presso la Parrocchia Spirito Santo di Casal di Principe (CE) celebrata da don Tonino Palmese.
  • Marzo 2015 - La storia di Genovese è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 8 febbraio 2020: "Fai gol per la Memoria" - partita di calcio presso lo stadio "Angelo Scalzone" di Casal di Principe. Segue la piantumazione di un albero di Leccio.

 

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Pasquale Campanello

Pasquale Campanello, 33 anni 

L’8 febbraio 1993, il sovrintendente Pasquale Campanello venne ucciso con 15 colpi di pistola mentre smonta dal servizio presso la Casa Circondariale di Poggioreale. L'uomo lavorava come agente della polizia penitenziaria presso il braccio Venezia, ovvero, il reparto di massima sicurezza. Il movente più plausibile, per una così brutale esecuzione, è una probabile opposizione alle richieste di favoritismi dei boss in regime di detenzione.

Storico giuridico

  • A distanza di anni non sono stati ancora individuati e condannati i responsabili dell’omicidio.
  • Pasquale Campanello è riconosciuto come Vittima del dovere dal Ministero dell’Interno.

 

Il ricordo di Antonietta Oliva, moglie di Pasquale

"Come tutti i giorni, ero in casa con i miei figli che aspettavo il rientro di Pasquale da lavoro. Da poco erano passate le 17:00 e sentì bussare il campanello di casa. Dallo spioncino vidi un uomo dall'aspetto un po' rude che mi diceva di appartenere alla Polizia di Stato. Ricordando le raccomandazioni di mio marito non aprii subito. Chiesi a quell'uomo di aspettare giù al palazzo, che a breve sarebbe rientrato mio marito e avrebbe potuto parlare direttamente con lui. Invece, dopo circa 10 minuti, l'uomo ritorna con una donna in divisa. Quando li feci entrare, iniziarono a farmi delle domande un po' vaghe su mio marito. Nel frattempo la poliziotta inizia ad aprire a caso tra i cassetti del salone e quando trovò una foto di Pasquale disse «Però, era proprio un bel ragazzo». Lì mi sentii congelare. Mi affacciai al balcone e vidi che c'era una folla sotto al palazzo. Così capii che era successo qualcosa di grave. Prima di tutto ciò, ero convinta che una persona onesta, che svolge con impegno e umiltà il proprio lavoro, non potesse esser messo in discussione o addirittura essere ammazzato".

"I primi anni ho vissuto il mio dolore all'interno delle quattro mura con la mia famiglia. Fin da subito, per amore dei miei figli nascondevo la mia sofferenza per poter dare a loro tutto il mio sostegno. Avevano perso il papà, dovevo rassicurarli che non avrebbero perso anche me. Intanto, nonostante in casa ricordavo Pasquale raccontando di lui ai suoi figli, Silvia e Armando, iniziavo a realizzare che la comunità voleva dimenticare quanto fosse accaduto. Non potevo permetterlo ma all'epoca non sapevo come fare. Ironia della sorte, quando mio figlio Armando iniziò le scuole medie si ritrovò come professore Marco Cillo, allora referente di Libera Avellino. Dalla prima telefona, in cui mi spiegò cosa facesse l'associazione, mi coinvolse per le testimonianze nelle scuole". 

Consegno ai giovani i valori e gli ideali che ho ereditato e insegnato ai miei figli. Come una staffetta amo trasmetterli a chi incontro nelle scuole cosicché, guardando i miei occhi e ascoltando la mia storia, possano comprendere il dolore che provocano le mafie e scegliere di non farne parte.

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Pasquale Campanello

  • 18 marzo 2013 - Inaugurata una targa nel "Giardino della Legalità-Falcone e Borsellino" presso l'Ateneo di Salerno.
  • Febbraio 2015 - Intitolazione del Centro sociale a Torrette di Mercogliano (AV), Via Nazionale Torrette, 143.
  • 6 luglio 2015 - Intitolazione del Presidio Libera di Atripalda (AV).
  • Marzo 2015 - La storia di Pasquale è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 20 marzo 2017 - Intitolazione di una traversa di via Annarumma (Avellino) con svelatura della targa "vittima del dovere".
  • 24 aprile 2018 - La storia di Campanello è raccontata nella "Pillola NON INVANO" prodotto dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
  • 8 febbraio 2020 - Piantumato un albero di ulivo presso l'Istituto Agrario "Francesco De Sanctis" di Avellino.

Eventi per ricordare Pasquale Campanello

  • 8 febbraio 2013 - Fiaccolata organizzata da Libera Avellino.
  • 8 febbraio 2014 - "Una luce per chiedere verità e giustizia", una candela davanti al Tribunale di Avellino accesa dal referente del Presidio di Libera Avellino.
  • 15 novembre 2015 - Primo "Premio Pasquale Campanello - premio per l'impegno quotidiano". Consegnato a Torrette di Mercogliano presso il centro sociale intitolato al sovrintendente.
  • 07 dicembre 2016 - II Edizione del ""Premio Pasquale Campanello" presso la sala consiliare del Palazzo Civico di Atripalda.
  • 19 novembre 2017 - III edizione del "Premio Pasquale Campanello - premio per l'impegno quotidiano" presso la Chiesa di S. Nicola da Tolentino, Atripalda.
  • 16 novembre 2018IV Edizione del "Premio Pasquale Campanello” con la presentazione del docu-film: “Un giorno come tanti”, realizzato da Giovanni Centrella. Il cortometraggio è stato proiettato gratuitamente presso il Teatro D’Europa di Cesinali.
  • 8 febbraio 2020 - Torneo di pallavolo presso l' ISISS "De Luca";
    Dibattito sulle mafie presso l'Istituto Agrario "Francesco De Sanctis" con piantumazione di un ulivo con targa in memoria di Campanello;
    Incontro con gli studenti presso l' IC di Aiello del Sabato.
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Salvatore Nuvoletta

Salvatore Nuvoletta, 20 anni

Il 2 luglio 1982 il giovane carabiniere si trovava nel suo paese natale, Marano di Napoli (NA), proprio dinanzi all'ingresso del negozio di famiglia. Giocava con un bambino, Bruno D'aria (7 anni), che teneva sulle proprie gambe. Sopraggiunse un commando di 5 uomini. Quando si sentì chiamare per nome, Salvatore capì il rischio e repentinamente si scostò dal ragazzino permettendogli di scappare e ponendosi a scudo affinché non venisse colpito dalle pallottole vaganti. Pochi istanti e Salvatore Nuvoletta fu crivellato di colpi. Il giovane cadde sotto gli occhi del ragazzino che poté mettersi in salvo grazie ai riflessi del suo amico.

Il movente del delitto venne alla luce solo nel 1993. Le confessioni del pentito Carmine Schiavone attribuirono la vicenda come vendetta per la morte del latitante Mario Schiavone avvenuta il 22 giugno dello stesso anno. Il cugino del boss perse la vita in un conflitto a fuoco con i carabinieri sfociato a seguito di un posto di blocco. I casalesi pretesero un nome e fu consegnato proprio quello di Salvatore Nuvoletta, totalmente estraneo ai fatti e che, addirittura, quel giorno era di riposo. Salvatore, divenuto carabiniere a soli 17 anni e assegnato alla caserma di Casal di Principe (CE), fu sacrificato perché divenne una figura scomoda sul territorio. Il giovane cercava di contrastare le scorribande e la mentalità delle giovani leve della camorra. Mentre, la decisione sul luogo della morte fu un capriccio della madre del latitante ucciso. La donna desiderava che l'obiettivo venisse ucciso nel suo paese affinché la madre potesse soffrire come lei.

Nei giorni precedenti al suo assassinio, la mamma di Salvatore intuì la tensione del figlio. Quando gli chiese cosa pensasse del rischio, il giovane Nuvoletta gli rispose:
«So di dover morire, me lo hanno detto ma non ho paura, io sono un Carabiniere!» 
(Questa fu l'ultima conversazione tra Salvatore e sua madre)

Storico giuridico

  • La morte di Salvatore Nuvoletta fu uno scandalo per l'epoca. La vicenda sollevò molti interrogativi portando alla luce le interazioni dei casalesi con ufficiali corrotti o collusi. Tra questi: il Maresciallo Rotondi e l'appuntato Trinchillo arrestati nei mesi successivi.
  • Dal 1998 al 2010 - Il Maresciallo Gennaro Nuvoletta, fratello di Salvatore, prese parte al processo Spartacus. Un processo penale condotto principalmente a carico dei membri del clan Casalesi dove furono processate oltre 115 persone fra cui il boss Francesco Schiavone soprannominato "Sandokan". In questo Processo, Gennaro Nuvoletta mise a verbale diverse rivelazioni fattegli dal fratello e da un sotto ufficiale, il quale, durante l'udienza negò tutto.  
  • 1993 - Il pentito Carmine Schiavone inizia a collaborare con la giustizia fornendo movente, dinamica e nomi.
  • 2003 - Il giudice delle indagini preliminari emette una sentenza di condanna a 12 anni di reclusione per Abbate Antonio ritenuto l'esecutore materiale del delitto in concorso con Raffaele Prestieri e Domenico Silvestri, nel frattempo deceduti.
  • A distanza di tempo è risalito il dettaglio che: la mafia siciliana, su richiesta del clan Nuvoletta, si era incaricata della responsabilità di eseguire l'omicidio per conto del clan dei casalesi. Imposero a tutti omertà assoluta sull'omicidio.

 

Il ricordo di Gennaro Nuvoletta, fratello di Salvatore

"Fu il mio Colonnello, essendo anche io un carabiniere, a mettermi al corrente dell'omicidio di mio fratello. Quando viene ammazzato un Carabiniere, viene ucciso due volte: la prima fisicamente, la seconda dalle infamie. Forse il cognome ci ha un po' penalizzato ma, di sicuro, la camorra ha lo scopo di giustificare i suoi omicidi gettando fango sulle vittime per attirarsi le simpatie del popolino".

"Tranne che per la scorta dei primi tre mesi, a noi familiari vennero a mancare i sostegni. Ci fu un mutismo totalitario da parte del Comune e dall'arma dei Carabinieri che addirittura non si costituirono parte civile ai processi, mentre, a noi famiglia arrivavano minacce dagli stessi casalesi. Partecipai in prima persona a tutti i processi. Prima di morire, mio fratello mi rivelò diverse cose che aveva scoperto e per onorare la sua memoria e la divisa, non esitai a depositare quelle dichiarazioni. Furono anni bui durante i quali ci si supportava tra familiari, gli uni con gli altri, senza aiuti dall'esterno".

"Sembra contraddittorio, eppure, solo grazie a Carmine Schiavone, che dopo oltre 10 anni iniziò a collaborare con la giustizia, fu fatta chiarezza sul perché mio fratello fu ucciso. Quando finalmente tutto finì per il meglio ho portato avanti la sua memoria. Ero molto legato a Salvatore e, spinto dal desiderio che il suo atto eroico venisse ricordato, con le mie sole forze iniziai a realizzare opere e progetti in suo nome".

Che valore vogliamo dare ad un ragazzo che a soli 20 anni si è opposto alla camorra?
È importante ricordarlo affinché il suo sacrificio non sia vanificato!

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Salvatore Nuvoletta

  • 31 dicembre 1981 - Già Medaglia commemorativa operazioni di soccorso terremoto in Campania e Basilicata (1980).
  • 2003 - Medaglia d'oro al Merito Civile alla "Memoria": «Fulgido esempio di attaccamento al dovere, coraggio e eccezionale abnegazione, posta al servizio della collettività».
  • 12 settembre 2009 - inaugurazione Centro Sportivo Polivalente,
  • 26 agosto 2010 - La storia di Salvatore Nuvoletta è menzionata nel libro: "Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità" di Raffaele Sardo. Tullio Pironti Editore. Edizioni promosse dalla Fondazione Polis.
  • NR - Riferimento alla sua storia nel libro: "Don Peppe Diana e la caduta di Gomorra" di Luigi Ferraiolo, edizione San Paolo.
  • NR -  Intitolazione di una strada a Marano di Napoli.
  • 7 maggio 2011 - Intitolazione dello Stadio di Marano di Napoli (NA).
  • 21 gennaio 2010 - Intitolata la Caserma dei Carabinieri di Villaricca (NA).
  • 22 ottobre 2012 - Intitolazione della sede dell'Associazione Naz. Carabinieri di Trezzano sul Naviglio (MI), la quale si è gemellata con la omonima sede di Marano di Napoli.
  • 24 aprile 2013 - Intitolata la Caserma sede del Comando Compagnia Carabinieri di Casal di Principe (CE).
  • 28 settembre 2013 - Intitolazione della sede dell'Associazione Naz. Carabinieri di Cimitile.
  • 4 maggio 2015 - Presentata l'Associazione Nazionale ONLUS "Vittime del Dovere" nel Comune di Casapesenna (CE).
  • 27 febbraio 2016 - Cerimonia di intitolazione della Sezione della Associazione Naz. Carabinieri di Giugliano in Campania. Presenti le autorità militari, civili e religiose, tra le quali il Generale del corpo d'armata Franco Mottola. 
  • 2 dicembre 2016 - Intitolata la Caserma sede del Comando Tenenza Carabinieri di Marano di Napoli e, in seguito al distaccamento, anche quella di Qualiano (NA).
  • Febbraio 2018 - Inaugurate le attività del progetto "Fattoria Sociale" realizzata nel bene confiscato alla camorra ed assegnato alla associazione "Nuvoletta per Salvatore Società Cooperativa Sociale". Nel corso della manifestazione è stato presentato il primo prodotto frutto del progetto: un vino "falanghina dei campi flegrei doc" dedicato ad Attilio Romanò, vittima innocente della camorra.
  • 24 Novembre 2018 - Intitolazione Piazza "Salvatore Nuvoletta" antistante la Caserma Comando Stazione dei carabinieri di Trezzano sul Naviglio (Mi) già precedentemente intitolata a Salvatore. Luogo simbolico dove è situato il monumento agli Eroi di Pace.
  • 11 ottobre 2019 - Inaugurazione di una scuola dell'infanzia "Salvatore Nuvoletta", a Casal di principe (CE), come già da delibera nel 2014. Il plesso è sito su via Toscana, nonché edificato su un terreno confiscato alla camorra.

Eventi in memoria di Salvatore Nuvoletta

  • 2 luglio 2012 - 1° Memorial "Salvatore Nuvoletta". Alle ore 10 la S. Messa e la deposizione della corona d’alloro all’interno del cimitero cittadino sulla lapide con l'intervento della legione Carabinieri di Napoli unitamente alla tenenza Carabinieri di Marano (NA). Alle ore 17, presso lo stadio comunale di Marano, un triangolare di calcio.
  • 11 giugno 2013 - "Un calcio alla camorra" 2° Memorial "Salvatore Nuvoletta" svolta presso il calcetto "Il Principe", a Casal di Principe (CE).
  • 27 settembre 2014 - Intitolata la 5ª Edizione del Premio Nazionale Legalità. Il Premio è organizzato dall'Associazione S.O.S Sostegno solidale retta dalla dr.ssa Angela Palma Esposito.
  • 16 dicembre 2015 5° Memorial presso lo stadio di Casal di Principe
  • 6 marzo 2016 - 5° Trofeo "Fiamme Argento" dedicato a Salvatore Nuvoletta. Durante l'evento, a Capua (CE), si è esibita la Fanfara del 10° Rgt. CC "Campania".
  • 22 giugno 2017 - Momento alla memoria nell'ambito del Festival dell'Impegno civile, organizzato dal Comitato don Peppe Diana. Presenti una rappresentanza dall'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei familiari di Salvatore.
  • 10 marzo 2019 Lancio dei paracadutisti presso l'aeroporto di Reggio Emilia. Gli uomini, tra cui Domenico Gagliardi, cugino e organizzatore dell'evento, sono scesi dal cielo portando uno stendardo con l’immagine di Salvatore Nuvoletta.
  • 14 dicembre 2019 - 1° Memorial di Rugby "Salvatore Nuvoletta". Torneo di Rugby femminile Under 18 organizzato al "Campo Moccia", di Afragola (NA), dagli amici dell’US Afragola Rugby.
  • 2 luglio 2020 - Commemorazione con una messa in suffragio presso la Chiesa Maria SS della Cintura, a Marano, seguita dalla deposizione di una corona  di fiori vicino la lapide di Salvatore.

 

La Società Cooperativa Sociale "Nuvoletta per Salvatore"

Fondata nel 2014 dalla volontà dei familiari di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale. Per realizzare le finalità la SCS si pone scopi come: 

  • La creazione di una fattoria sociale nella quale produrre ortaggi da agricoltura biologica legati al territorio, sosterrà e realizzerà l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
  • L’istituzione di laboratori che si occuperanno di spiegare i metodi di coltivazione e vendemmia, come si allevano gli animali da cortile; coinvolgendo i bambini in attività ludiche.
  • Realizzazioni di corsi “Impara un Mestiere”.
  • Sensibilizzare i giovani e adulti ad uno stile di vita in armonia con la natura; luogo ideale per far conoscere come nascono i prodotti alimentari, seguendo tutta la filiera, dal seme al prodotto; come vivono gli animali e quali sono i mestieri della campagna.
  • L’orto servirà a raccontare le storie e le tradizioni del nostro paese.
  • La fattoria offrirà anche percorsi educativi rivolti alle scuole e famiglie.
  • Verranno organizzati campi, rivolti a bambini con disabilità psicomotorie (in collaborazione con istituti riabilitativi).Avranno la possibilità di entrare in relazione con l’asino di piccola taglia, quest’animale molto docile è sicuramente molto vicino ai ragazzi disabili, che nell’asino scopriranno un amico.

Vuoi saperne di più? Visita la pagina Facebook:
nuvolettapersalvatore

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Teresa Buonocore

Teresa Buonocore, 51 anni

La mattina del 20 settembre 2010, pressapoco le 9:00, Teresa Buonocore fu assassinata con 4 colpi di pistola mentre andava a lavoro. L'agguato avvenne in corsa, in via Ponte dei Francesi, a Napoli, nei pressi del ponte delle arterie di accesso alle autostrade e la rampa nella zona portuale di Napoli. Due sicari a bordo di uno scooter affiancarono la vettura e inveirono contro Teresa dalla distanza ravvicinata colpendola mortalmente. La donna morì all'istante perdendo il controllo dell'auto che impattò contro un muretto di delimitazione della strada.

Teresa Buonocore fu barbaramente uccisa per vendetta. La donna aveva testimoniato nel processo per abusi sessuali sulla figlia minore contro Enrico Perillo, vicino di casa ritenuto un amico di famiglia in quanto le figlie di entrambi giocavano insieme. Proprio per quell'amicizia la ragazzina frequentava la casa del vicino. Nel 2008 la bambina trovò il coraggio di raccontare alla madre gli abusi sessuali e le minacce che subiva dall'uomo. Quest'ultimo, condannato a 15 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni, una delle quali la figlia di Teresa, dal carcere riuscì ad architettare la sua vendetta con l'aiuto della moglie armando e promettendo ai sicari la cifra di 15 mila euro.

Storico giuridico

  • 21 settembre 2010 - La polizia ferma i due presunti sicari: Alberto Amendola, tatuatore di 26 anni, e Giuseppe Avolio, pescivendolo 21 enne. I due sono accusati di omicidio, porto illegale di armi e spari in luogo pubblico.
    In breve, i due confessano facendo chiarezza sulla dinamica e ammettendo di aver agito per conto di Perillo. Le indagini sono state dirette dal primo dirigente Pietro Morelli e coordinate dal pm Simona Di Monte
  • Dicembre 2012 - Vengono emesse le seguenti condanne:
    - Giuseppe Avolio condannato a 18 anni di reclusione, ritenuto l'autista dello scooter.
    - Alberto Amendola condannato a 21 anni di reclusione, con l'attenuante della collaborazione.
  • 12 gennaio 2015 - La Corte di Cassazione conferma le condanna all'ergastolo per il pedofilo Enrico Perillo, ritenuto il mandante dell'omicidio. Con la stessa, vengono confermate anche le condanne ai dei due killer.

 

Il ricordo di Pina Buonocore, sorella di Teresa

"All'epoca abitavo a Pomigliano d'Arco quando una mia amica mi telefonò dicendomi che Teresa aveva avuto
un incidente. Provai a contattare ma sorella ma ormai il cellulare era spento. Chiamai mia madre che con
un pacato «aspetta» mi passò al telefono una poliziotta. La donna mi disse che non era vero che Teresa
aveva avuto un 'incidente' e mi chiese di raggiungerle per parlarne di persona. Pensai che per saperne di più
mi sarebbe bastato mettermi in contatto con una mia amica che lavora al 'Loreto Mare' in quanto i soccorsi
l'avrebbero portata lì. Fu proprio quest'ultima a mettermi al corrente. Mi disse che, per il tipo di incidente,
Teresa era stata portata da tutt'altra parte. In effetti, presa dall'impeto di sapere le condizioni di mia sorella
non avevo avuto modo di sentire l'accaduto che ormai impazzava in tutti i TG".

"La notizia fu devastante per la nostra famiglia. Lo è tutt'ora. Quando mi fu detto «è stata uccisa» pensai
fosse impossibile. Perché uccidere Teresa, persona per bene, mai stata coinvolta in ambienti del malaffare?
La sua morte è stata una grande ingiustizia. Da allora le mie nipoti sono diventate la mia priorità. Le
ragazze hanno perso un affetto importante della loro vita al quale non posso e non voglio sostituirmi, ma,
per lo stesso amore che provo per loro e per mia sorella, non le farò mai mancare il mio sostegno".

"In seguito, poco tempo dopo, venimmo contattate dalla Fondazione Polis della Regione Campania. Ci hanno
accolto in questa grande famiglia fatta di persone speciali che avrei tanto preferito conoscere in qualsiasi
altro modo e non perché accomunati da una così forte esperienza drammatica. In questi anni ho sempre
continuato a tutelare le mie nipoti evitando ogni tipo e forma di strumentalizzazione. Insieme contribuiamo
nel fare memoria di Teresa perché è importante farlo nonostante ad ogni commemorazione viene
rievocato quel dolore così forte".

Per essere Brave persone basta poco: essere da esempio anche con piccoli gesti di civiltà quotidiana che, sommate, contribuiscono a rendere la società un posto giusto per tutti.

Intervista ad Alessandra, figlia di Teresa

Articolo: «La figlia di Teresa Buonocore: "Lotto contro la violenza sulle donne nel nome di mia madre"» 
Intervista di Dario Del Porto pubblicata sul "la Repubblica" il 12 gennaio 2020

 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Teresa Buonocore

  • 2013 - Commemorazione presso Palazzo San Giacomo. Evento patrocinato dal Comune di Napoli e promossa dall'associazione Libera, dal Coordinamento Campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità, dalla Fondazione Pol.i.s. A seguire, una messa presso la parrocchia Immacolata Concezione di Portici celebrata da Don Tonino Palmese.
  • Febbraio 2014 - Intitolato il Presidio Libera di Portici a Teresa Buonocore e Claudio Taglialatela. Il presidio ha sede presso la dependance di Villa Fernandez, a Portici, bene confiscato alla camorra.
  • Luglio 2014 - è stata dedicata a Teresa Buonocore la giornata del Festival dell'impegno civile organizzata dal presidio Libera di Portici.
  • 25 novembre 2014 - Momento alla memoria durante la "Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne" presso l'ex cinema "Capitol" di corso Umberto. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione "farmaciste in....sieme".
  • 28 settembre 2015 - La storia di Teresa Buonocore è stata raccontata in una puntata di: "Amore Criminale".
  • 19 settembre 2016 Messa in suffragio presso la Chiesa dei Ferrovieri di Portici (NA).
  • 23 settembre 2016 Concerto del coro "Note Legali" presso Villa Fernandez, bene confiscato a Portici. Evento promosso dal Presidio Libera di Portici, nonché Collegamento campano contro la camorra, dalla Fondazione Polis e dal Coordinamento campano dei familiari. 
  • 20 settembre 2017 - Incontro dibattito presso Villa Fernandez, bene confiscato a Portici (NA). Evento promosso dal Presidio Libera di Portici, nonché Collegamento campano contro la camorra, dalla Fondazione Polis e dal Coordinamento campano dei familiari. 
  • 22 novembre 2017 - Teresa Buonocore riceve la Medaglia d'oro al valore civile alla memoria conferita ai familiari dal Presidente Sergio Mattarella«Nobile esempio di straordinario amore materno e di eccezionali virtù civiche, spinte fino all'estremo sacrificio». La consegna è avvenuta il 2 giugno 2018.
  • 20 settembre 2018 - Inaugurata una stele presso il cimitero cittadino di Portici.
  • 20 settembre 2019 -  Messa in suffragio presso la Parrocchia dell'Immacolata Concezione. Evento organizzato dal Presidio Libera di Portici nonché Collegamento Campano contro la camorra.
  • 20 settembre 2020 Giornata alla memoria con la deposizione dei fiori presso la stele intitolata al cimitero di Portici. Segue un incontro dibattito presso Villa Fernandez. Si conclude con una messa in suffragio presso la Parrocchia dell'Immacolata Concezione celebrata da don Tonino Palmese. Evento organizzato dal Presidio Libera di Portici nonché Collegamento Campano contro la camorra.

Bibliografia in cui è menzionata o raccontata la storia di Teresa Buonocore

 

Resta connesso con Teresa Buonocore

Per essere aggiornato sugli eventi e le manifestazioni in memoria di Teresa, segui la pagina Facebook dedicata a lei: 

Madre coraggio Teresa Buonocore

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Pasquale Cappuccio

Pasquale Cappuccio, 44 anni

Pasquale Cappuccio, avvocato e Consigliere comunale di Ottaviano (NA), venne ucciso il 13 settembre 1978 in un agguato camorristico in auto con sua moglie, Maria Grazia Iannitti. La coppia rientrava a casa, a Posillipo (NA), dopo una serata trascorsa presso il circolo "Scudieri" di Ottaviano. Poco dopo le 22:00, lasciarono il paese a bordo della loro "Honda" quando si videro inseguire da una "128" con tre uomini a bordo. Appena la via fu libera, attraversando un tratto deserto e poco illuminato, quest'ultima li raggiunse mettendo in atto il raid. Pasquale fu raggiunto da molteplici colpi al volto e al petto mentre, e per fortuna, la donna se la cavò con alcune ferite.

Il barbaro omicidio fu subito collegato alle molteplici denunce che il Consigliere fece per bloccare la collusione della politica locale con la malavita. In particolare, Pasquale si oppose a rilasciare permessi che concedessero appalti e speculazioni edilizie in quello che all'epoca era il cuore del business criminale di Raffaele Cutolo. Ispirato dalla battaglia di Pasquale Cappuccio, con il quale condivideva il forte senso civico, appena due anni dopo, il 7 novembre 1980 venne ucciso anche il Consigliere Domenico Beneventano.

Storico giuridico

  • 31 ottobre 1988 - Processati in primo grado:
    - Salvatore La Marca, Sindaco di Ottaviano ritenuto il mandante che, in seguito alle accuse, si è reso latitante dall'83;
    Luigi La Marca, suo parente e socio nel settore degli appalti;
    Pasquale Cutolo, fratello del boss, ritenuto partecipe all'agguato.
  • 1989 - I Giudici della Corte d'Assise assolvono tutti gli imputati per insufficienza di prove. 

 

Il ricordo di Lorena Cappuccio, figlia di Pasquale

"Quella sera io e mia sorella eravamo da nostra nonna materna che aspettavamo mamma e papà che tornassero a prenderci per andare a casa. Per quanto fossimo piccole, io 6 anni e lei 8, percepimmo che era successo qualcosa di grave. Sentivamo l'agitazione in casa che abbinata al non ritorno dei nostri genitori ci fece intuire che gli fosse capitato qualcosa. Purtroppo, in quella confusione, i nostri familiari non ebbero il tempo materiale di darci spiegazioni. La famiglia si divise tra chi andò da mia madre al pronto soccorso e chi in ospedale da mio padre. Così, il giorno seguente, l'unico posto 'sicuro' in cui lasciarci era proprio la scuola. Fu lì che scoprì di aver perso papà quando la maestra disse ai miei compagni di classe di porgermi le condoglianze. Poi, in seguito, ci venne raccontato cosa fosse accaduto".

"Negli anni nostra madre fu brava a tenerci al riparo dalla confusione mediatica che si creò e, pian piano, crescendo ci vennero dette le cose in maniera più matura. Infondo, una bambina che ne può sapere di cosa sia la camorra, soprattutto in un periodo in cui neanche se ne parlava. Con il tempo abbiamo conosciuto papà attraverso i racconti di amici e parenti. Purtroppo, in così poco tempo, erano altrettanto pochi i momenti vissuti insieme che posso ricordare. Infatti, più che i racconti su Pasquale Cappuccio come 'avvocato' adoro sentire quegli aneddoti che lo descrivono come uomo, marito, amico, ed è bello scoprire le cose che abbiamo in comune".

"Crescendo, un po' per curiosità, un po' la voglia di imparare nuove competenze, ho intrapreso gli studi diventando un avvocato penalista. Razionalmente non me lo so spiegare come sia iniziato perché l'ho percepita come un avvenimento del tutto naturale. D'altronde, questa vita mi è capitata, ma sono orgogliosamente arrivata dove sono passo dopo passo, senza la spinta che avrei potuto ricevere dalla storia della mia famiglia. Non perché me ne vergognassi o altro ma, senza dichiarare apertamente chi fossi, ho voluto guadagnarmi il mio posto nel mondo in linea con i valori e gli ideali etici tramandati da mio padre. Ovviamente momenti difficili non sono mancati".

"In questi anni ho sempre preso parte con piacere a momenti in ricordo di mio padre anche quando emotivamente avrei preferito restare nel mio intimo. Mi faccio forza pensando che: «se io per prima non sono disposta ad impegnarmi e fare memoria di mio padre, come posso pensare che lo facciano gli altri?» Giorno dopo giorno mi sostiene nell'andare avanti credere che bisogna accettare che nella vita ci possono capitare sia cose positive sia negative. Bisogna rispettare questi momenti e, quando possibile, condividerli o lasciarli andare. Solo recuperando dentro di te i veri motivi che ti hanno spinto ad agire puoi ritrovare la forza per continuare il tuo percorso o di migliorare il confronto con il prossimo".

Ascolta i tuoi interlocutori. Solo ascoltandoli puoi capire che avendo avuto esperienze diverse hanno un modo diverso di interpretare la vita. A volte le puoi aiutare, tante altre volte, puoi imparare da loro.

#Memoria: eventi, menzioni e intitolazioni in ricordo di Pasquale Cappuccio

  • 13 settembre 1998 - Intitolazione di una lapide con targa in Piazza Municipio, a Ottaviano (NA). Sulla targa l'incisione: "difensore degli umili e degli oppressi"
  • 2003 - Intitolata una strada di Ottaviano.
  • 2010 - Inaugurata l'Associazione forense "Pasquale Cappuccio".
  • 26 agosto 2010 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro: "Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 8 febbraio 2011 - Pasquale Cappuccio riceve il Premio "Altre memorie" consegnando, ai familiari, il "totem della pace". Evento organizzato dalla Fondazione "Mediterraneo" in occasione della Giornata Nazionale della Memoria.
  • 13 settembre 2011 - Manifestazione commemorativa presso il Circolo d’unione “Scudieri” in piazza Municipio, a Ottaviano (NA). Evento organizzato dall'Associazione forense "Pasquale Cappuccio". 
  • 29 febbraio 2012 – La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nello spettacolo teatrale: "Dieci storie proprio così", regia e drammaturgia di Emanuela Giordano.
  • 2 maggio 2013 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro"Italia giallo e nera" di Sabrina Ramacci. Edito da Newton Compton.
  • 31 maggio 2013 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • Novembre 2013 - Giornata alla Memoria di Pasquale Cappuccio e Domenico Beneventano. Evento organizzato dal Comune di Ottaviano per commemorare ed omaggiare il sacrificio dei due Consiglieri comunali uccisi dalla camorra.
  • 13 settembre 2014 - Intitolazione dell'Aula Consiliare del Comune di Ottaviano.
  • Marzo 2015 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro: "Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 13 settembre 2015 - Cerimonia commemorativa con deposizione di una corona di fiori dinanzi la lapide in Piazza Municipio, a Ottaviano (NA). Evento promosso dall'Istituzione locale.
  • 18 dicembre 2019 - La storia di Pasquale Cappuccio è raccontata nel libro:"Tributo di toga. Le vittime nell'avvocatura 1948-2018" a cura dell'ordine degli avvocati di Roma. H.E.-Herald Editore.
  • 13 settembre 2020 Messa in suffragio seguita dalla deposizione di fiori presso la lapide intitolata a Ottaviano (NA).

 

L'Associazione forense "Pasquale Cappuccio"

Nel 2010 nasce l'associazione allo scopo di migliorare l'attività professionale di avvocatura sul territorio, per una migliore operatività e funzionalità dei presidi giudiziari mandamentali e circondariali. Non ha scopo di lucro né assistenziale e non si sostituisce agli altri Ordinamenti ma ha lo scopo di tutelare nelle sedi competenti la figura del tecnico del diritto, incentivando l'aggiornamento culturale e professionale, interagendo con il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Nola nell'attività culturale e professionale nel Circondario. Per partecipare all'Associazione non è richiesta alcuna condizione agli associati se non essere avvocati o praticanti. Gli associati, però, dovranno riconoscere le decisioni prese dagli organi dell'Associazione

L'Associazione ha sede presso i locali dell'Ufficio del Giudice di Pace, in viale Elena, Ottaviano. La vita dell'Associazione è regolata dai patti contenuti nello Statuto ed è gestita dall’Assemblea degli iscritti che elegge i membri del Consiglio Direttivo nel cui seno vengono eletti: Presidente, Segretario, Tesoriere e Delegato al Consiglio dell'Ordine di Nola. (fonte Statuto sul sito ndr.)

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.avvocatiottaviano.it


 

 

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Domenico "Mimmo" Beneventano

Domenico "Mimmo" Beneventano, 32 anni

All'alba del 7 novembre 1980 Domenico Beneventano fu assassinato dai sicari di Cutolo sotto casa mentre saliva in auto per recarsi al lavoro. Mimmo, chirurgo presso l'ospedale di San Gennaro di Napoli, visse ad Ottaviano dove svolgeva l'attività di medico di base  e di Consigliere comunale. Il suo impegno politico lo condusse presto a confrontarsi con i progetti di cementificazione speculativa e sversamento illegale di rifiuti, ovvero, le principali attività economiche del crimine organizzato in quell'area della Campania. Sensibile alle tematiche ambientali e con un forte senso civico, Mimmo si oppose apertamente alla Nuova Camorra Organizzata di Cutolo cercando di impedire che le mafie, con l'aiuto della politica e dell'economia locale, danneggiassero il territorio, in particolar modo quello che, ad oggi, è il Parco Nazionale del Vesuvio.

Due anni prima, il 13 settembre 1978, sempre ad Ottaviano, i sicari della NCO avevano già ucciso per motivi analoghi l'avvocato e dirigente socialista Pasquale Cappuccio

Storico giuridico

  • Per il delitto furono condannati all'ergastolo:
    - Raffaele Cutolo, ritenuto il mandante;
    - Angelo Auricchio, Antonio Fontana e i fratelli Raffaele e Luigi Polito quali esecutori materiali. 
    Tutti gli imputati vennero in seguito prosciolti dalle accuse.

Il ricordo di Rosalba Beneventano, sorella di Domenico

"Erano circa le sette del mattino quando fui svegliata dalle urla strazianti di mia madre. Quando capii che provenivano dalla strada, uscii e vidi il corpo di mio fratello riverso a terra. Gli vidi fare un gesto come a indicare la cravatta, corsi a slacciargliela. Ero convintissima che fosse ancora vivo ma, quando gli fui vicina, capii che mio fratello si era spento. Prima di allora, noi familiari non avevamo capito in che clima vivessimo. Invece mio fratello si, lui era pienamente consapevole dei rischi a cui si era esposto e fu davvero bravissimo a non farci sentire la tensione in cui viveva".

"Episodi come questi ti segnano a vita. Mia madre non si è mai più ripresa da quello shock. A volte, vorrei rimproverarlo di non essersi fermato, chiedergli di non arrivare a sacrificare la propria vita, ma so bene che se anche lo avessi fatto, mio fratello non mi avrebbe dato ascolto. Difatti, aveva già ricevuto intimidazioni ma scelse comunque di perseverare. Avrebbe potuto rinunciare alla battaglia politica e continuare a fare del bene come medico, ma Mimmo Beneventano era il tipo di uomo che non si arrende".

"All'epoca non esistevano le associazioni e mi rincuora sapere che il sacrificio di Mimmo, come quello di tanti altri prodigati per la giustizia, sia stato di sprono alla fondazione di tante realtà sociali territoriali. Amo definire mio fratello «il primo ambientalista» in fondo è anche grazie a lui se la camorra non ha reso il Vesuvio e il monte Somma una montagna di rifiuti".

 

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Domenico Beneventano

  • 1987 - Pubblicazione della raccolta di poesie scritte da Mimmo con il titolo: "Rabbia e Destino"*
  • 1989 - Nasce il Circolo Legambiente "M.Beneventano" a Ottaviano. L'ente ha sede proprio nel Palazzo Mediceo, ex dimora di Cutolo.
  • 1999 - Intitolazione del Circolo didattico, oggi I.C., a Ottaviano (NA)
  • 26 agosto 2010 - La storia di Mimmo è raccontata nel libro:"Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 2010 - Delibera per intitolare la strada in cui fu barbaramente ucciso ad Ottaviano (NA).
  • N.R. - Intitolata una strada e l'aula Consiliare del Comune di Sasso di Castalda (PZ).
  • Marzo 2015 - La storia di Mimmo è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • N.R. - Intitolazione della scuola elementare I.C.S. Mimmo Beneventano appartenente al plesso scolastico "Lucci" di Ottaviano.
  • Novembre 2016 - Quarta ristampa del libro:"Rabbia e Destino"*. Rilegatura RCEMultimedia.
  • 11 luglio 2018 - Intitolazione della Sala del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Vesuvio con sede presso il Palazzo Mediceo a Ottaviano (NA).
*Il libro "Rabbia e Destino" è acquistabile su richiesta inviando una e-mail alla Fondazione Mimmo Beneventano
devolvendo una quota pari a € 10 (€ 15 se sono previste spese di spedizione)

Eventi in ricordo di Domenico Beneventano

  • Dal 2007 - in occasione dell'anniversario della scomparsa di Mimmo, viene consegnato un riconoscimento dedicato a giornalisti e amministratori del pubblico ufficio che si sono distinti per: la lotta all'illegalità; nel contrastare le mafie di ogni tipo; nella promozione della giustizia sociale. in collaborazione con Libera Basilicata e il Comune di Sasso di Castalda (PZ), città d'origine di Mimmo.

  • 7 novembre 2013 - Marcia partita da via Pentelete fino a via M. Beneventano, luoghi dove trovarono la morte i due consiglieri comunali vittime innocenti della camorra (rif. Pasquale Cappuccio). Presenti i confaloni istituzionali
  • 22 marzo 2014 - La storia di Domenico è raccontata nel monologo intitolato:"Tentata memoria. Orazione di rito civile Beneventano" dell'attore e regista Eduardo Ammendola. La presentazione è avvenuta presso il Centro la Pira di Pomigliano d'Arco (NA) e promossa dalla Fondazione Mimmo Beneventano.
  • 7 novembre 2014 - Consegna delle borse di studio seguita da un omaggio commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 4 novembre 2017 - Messa in suffragio celebrata da don Tonino Palmese, seguita da un incontro/dibattito presso il Palazzo Mediceo, a Ottaviano (NA), concluso con una visita guidata nel bene confiscato.
  • 7 novembre 2017 - Consegna delle borse di studio "Mimmo Beneventano" consegnate ai vincitori tra gli IC di Ottaviano. Nel pomeriggio, un raduno di persone sul luogo del delitto ha letto le poesie di Mimmo e dei vincitori.
  • 7 novembre 2018 - Incontro celebrativo presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano con un incontro dove sono state lette più poesie del "medico buono". In serata, il consueto momento commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 7 novembre 2019 - Manifestazione celebrativa presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano (NA). Segue, nel pomeriggio, la cerimonia di consegna delle borse di studio "Mimmo Beneventano" agli studenti degli IC territoriali. In serata, un momento commemorativo sul luogo dell'omicidio.
  • 11 luglio 2020 - Incontro/dibattito in occasione del compleanno di Mimmo Beneventano presso il bene confiscato Palazzo Mediceo con le testimonianze di imprenditori che si sono ribellati al racket.
  • 6 novembre 2020 - Dibattito in webinair organizzato dalla Fondazione Mimmo Beneventano, Radio Siani, Legambiente.

 

Fondazione Mimmo Beneventano

La Fondazione nasce nel 2012 affinché gli ideali di Mimmo Beneventano non morissero con lui. Ambiente e giustizia sono le linee guida dei percorsi associativi. La difesa e la tutela dell’ambiente trovano la massima espressione nella manifestazione del 21 novembre (ex Festa degli Alberi). In un terreno confiscato alla camorra a Ottaviano, da trent’anni, viene piantato un albero, intitolato a una vittima innocente della criminalità. “Io amo definire mio fratello come il primo ambientalista” dice Rosalba. Mimmo fu il primo a impegnarsi per salvaguardare l’attuale Parco Nazionale del Vesuvio dal malaffare della camorra.

Ogni anno la Fondazione assegna due Premi "Mimmo Beneventano":

Dal 2007 in occasione dell'anniversario della scomparsa di Mimmo, viene consegnato un riconoscimento dedicato a giornalisti e amministratori del pubblico ufficio che si sono distinti per: la lotta all'illegalità; nel contrastare le mafie di ogni tipo; nella promozione della giustizia sociale. in collaborazione con Libera Basilicata e il Comune di Sasso di Castalda (PZ), città d'origine di Mimmo.

Dal 2013, in occasione del memoriale celebrato a Ottaviano, vengono consegnate le borse di studio agli alunni degli I.C. di Ottaviano che premia chi, aldilà dei risultati scolastici, si è distinto per la sua sensibilità verso il sociale e la cultura. “Vedere come dei bambini di 7 anni lavorano su queste tematiche è davvero importante e molto incoraggiante” cit. Rosalba B.

Vuoi saperne di più? Visita il sito:
www.mimmobeneventano.it

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Gianluca Cimminiello

Gianluca Cimminiello, 31 anni 

Il 2 febbraio 2010 Gianluca venne freddato alla porta del suo studio "Zendark tattoo" come vendetta per essersi opposto alla violenza del clan locale che voleva sottometterlo. Come ogni mattina il ragazzo era nel suo centro, sulla Circumvallazione esterna nel tratto di Casavatore. Precedentemente all'accaduto aveva pubblicato, sul suo profilo Facebook, una foto che lo ritraeva con un noto calciatore. Questa foto fu presa come oltraggio da Vincenzo Donniacuo, tatuatore di Melito, che chiese al clan di riferimento di punire lo sgarro. Così, di sabato si presentarono tre persone ma, essendo Gianluca un esperto di arti marziali, quando la discussione degenerò, riuscì a sopraffare i suoi aggressori evitando il pestaggio e a farli scappare. Tre giorni dopo, secondo l'accusa, Vincenzo Russo si presentò allo "Zendark tatoo" e, facendo uscire con una scusa il titolare all'esterno, gli sparò al torace. Nonostante il colpo ricevuto, Gianluca riesce a rientrare nel suo negozio ma il killer lo raggiunse sparando ancora due volte.

Storico giuridico

  • La famiglia di Gianluca, costituita parte civile nel processo, ha seguito ogni evoluzione del caso. Fondamentale nel processo è la testimonianza della fidanzata di Gianluca come testimone di giustizia.
  • Nei giorni a seguire, i carabinieri del nucleo operativo di Castello di Cisterna arrestano: Vincenzo Russo, 29 anni, pregiudicato di Melito ritenuto affiliato al clan degli scissionisti, con l'accusa di omicidio con aggravante mafiosa. «Agito con metodi mafiosi al fine di agevolare le attività dell'associazione camorristica facente capo a Cesare Pagano».
  • Febbraio 2012 - Vincenzo Russo viene condannato all'ergastolo dalla Corte di Assise di Napoli, condanna confermata anche in appello nel 2013.
  • Marzo 2015 - la Corte di Cassazione stabilisce che deve essere nuovamente ricelebrato il processo di secondo grado.
  • 30 giugno 2018 - La Corte di Cassazione conferma l'ergastolo per Arcangelo Abete e Raffaele Aprea, ritenuti mandante e organizzatore dell'omicidio.
  • 25 giugno 2020 - La Quarta Corte di Assise Appello conferma la condanna di ergastolo per:
    Arcangelo Abete, boss degli scissionisti di Secondigliano ritenuto mandante;
    - Raffaele Aprea, ritenuto esecutore materiale del delitto così come era confermata per Russo. 
  • 15 ottobre 2021 - La Corte di Cassazione conferma le condanne di ergastolo.

 

Il ricordo di Susy Cimminiello, sorella di Gianluca

"Quel giorno ero a casa che facevo gli ultimi preparativi del mio matrimonio previsto per il 13 febbraio. Avevo un dolore alla spalla insopportabile così chiamai mia madre per un aiuto. Lei era vaga e agitata e, quando le chiesi cosa avesse, mi disse di far andare mio marito dai carabinieri perché la fidanzata di Gianluca era in caserma. Poco dopo ricevetti anche la telefonata di mia sorella perché mio nipote aveva letto la notizia di un morto fuori al centro di tatuaggi. Presa dal panico, decisi di andare fuori all'attività di Gianluca. Il primo pensiero fu per il litigio di qualche giorno prima. Nella folla non capivo nulla! In mezzo al casino incontrai gli amici di mio fratello a cui chiedevo dove fosse Gianluca. Niente, nessuno mi rispondeva, poi vedendoli piangere intuì:«ma è Gianluca l'uomo a terra?» uno di loro scoppiò in lacrime confermando il mio timore. Per me fu il gelo. Fin dal primo momento raccontammo tutto. Avevamo paura è vero, ma per amore ho imparato a gestire la paura. Mio fratello era un bravo ragazzo ucciso dalla camorra e io ero disposta a morire per lui affinché ottenesse giustizia".

"All'inizio ero piena di rabbia per l'ingiustizia ricevuta, poi però, nell'aula durante il processo, avevo davanti il killer di Gianluca. Lo osservavo e vedevo che, infondo, era un uomo come noi. Nessun segno che potesse far intuire di essere una persona che ammazza per soldi. Così mi chiesi: «Cosa mai può essere successo nella sua vita per fargli prendere questa strada?»
Le risposte che mi davo mi facevano ragionare al punto da far crescere in me la voglia di fare qualcosa per il territorio così ché, nessun altro, abbia quelle mancanze che lo spingano a scegliere la strada della violenza e non quella del lavoro onesto.
Se la nostra società diventa un posto migliore, queste storie non si ripeteranno. Inoltre, il più grande gesto di rivalsa verso chi ti ferisce, è quello di sostituire le parole di odio con parole d'amore".

Siamo tutti parte dello stesso mondo, tutti abbiamo fatto scelte che possono sempre cambiare finché si è vivi. Spero che questo mio messaggio porterà a riflettere queste persone, a capire che esiste anche una giustizia riparativa.

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Gianluca Cimminiello

  • 6 Maggio 2014 - Cerimonia di svelatura di una targa per le vittime innocenti della violenza e della camorra presso la palestra "Gianni Maddaloni", punto di riferimento del quartiere. La mattinata è stata dedicata a Gianluca Cimminiello e a Maurizio Estate.
  • Marzo 2015 - La storia di Gianluca è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 24 novembre 2016 - Menzione nel libro: "La camorra dalla A alla Z" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • 13 dicembre 2016 - Consegnato, simbolicamente alla famiglia, il Diploma come "Maestro di kick boxing". 
  • 13 giugno 2018 - La storia di Gianluca è nel libro: "Un giorno per la Memoria", curatrice Anna Copertino.
  • 15 novembre 2018 - Intitolazione della palestra "Piantedosi" dell'IC "61 Sauro Errico Pascoli" di Secondigliano.
  • 3 febbraio 2020 - Inaugurazione nella medesima scuola, della scultura "Il sogno nel cassetto di Gianluca" realizzata da Maria Cammarota. 
  • 2021 - La storia di Gianluca è raccontata in un capitolo del libro:"I delitti di Napoli" eNewton Saggistica, di Bruno De Stefano.

Eventi in ricordo di Gianluca Cimminiello

  • 2 febbraio 2011 - Fiaccolata organizzata dalla famiglia Cimminiello.
  • Febbraio 2013 - Dedicato lo spettacolo teatrale "Quartieri spagnoli". Autore e Regista: Gianfranco Gallo, messo in scena al Trianon di Napoli.
  • 10 marzo 2013 - Maratona della legalità dedicato oltre alla memoria di Gianluca Cimminiello anche a: Dario Scherillo, Attilio Romanò, Andrea Nollino. organizzata con la collaborazione di Libera Sport, della Nuova Cooperazione Organizzata di don Peppe Diana e della Fondazione Po.li.s. Evento 
  • Novembre 2014 - Inaugurata "la Casa della Cultura" a Pianura. Ognuna delle 15 sale della struttura è intitolata ad una vittima innocente tra cui Cimminiello.
  • 18 dicembre 2014 - Memorial con esibizioni di Judo presso il CSS "Maddaloni", organizzato dal presidio Libera e l'assessorato ai giovani.
  • 2 febbraio 2015 - Prima Edizione del Premio "Gianluca Cimminiello" organizzata dal presidio di Libera Vomero-Arenella di concerto con la famiglia Cimminiello. Il premio si è svolto presso la palestra Fitness Village con l'assegnazione di due borse di studio per lo sport a favore dei giovani napoletani.
  • Il Premio si svolge tutti gli anni in prossimità del 2 febbraio.
  • 26 novembre 2015 - "Iocigioco" , evento ludico in sostegno al II Premio "Gianluca Cimminiello"
  • 27 dicembre 2015 - Tombolata, raccolta fondi per il II Premio "Gianluca Cimminiello"
  • 3 febbraio 2020 - 10 anni di memoria presso il plesso Piantedosi dell'I.C. "61° SAURO ERRICO PASCOLI" con la presentazione della scultura "Il sogno nel cassetto di Gianluca", realizzata da Maria Cammarota.
  • 2 febbraio 2021 Messa in suffragio presso la parrocchia S.Maria della Natività, Secondigliano (NA).
  • 4 novembre 2021 - Susy Cimminiello ospite  nel programma TV "Mattina LIVE"
  • 4 dicembre 2021 - Susy Cimminiello  ospite nel programma TV "A sua immagine" su Rai1.

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Gianluca Cimminiello, Artista Vero, vittima innocente della camorra

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