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Giuseppe Salvia

Giuseppe Salvia, 38 anni

Il 14 aprile del 1981 Giuseppe Salvia fu ucciso in un agguato sulla tangenziale di Napoli, avvenuto all'altezza dello svincolo Arenella.

Giuseppe Salvia nacque a Capri nel 1943 per poi trasferirsi a Napoli a soli 13 anni per frequentare il convitto Bianchi dove terminò gli studi classici. Conseguì l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato e, superato il concorso, il suo primo incarico (1973) fu' quello di vicedirettore del carcere di Poggioreale.

Nel 1980 si scontrò direttamente con Raffaele Cutolo. Quest'ultimo, determinò la sua condanna a seguito di una perquisizione fatta personalmente dal vicedirettore al boss camorristico, al rientro da un'udienza, in quanto gli agenti penitenziari, temendo ripercussioni, cedettero al rifiuto di Cutolo di essere perquisito. Erano gli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata reclutava manovalanza all'interno del carcere stesso. Giuseppe Salvia lo sapeva e nonostante ciò non volle concedere privilegi. Il boss, trattato come tutti gli altri carcerati, reagì tentando di schiaffeggiarlo.

Storico giuridico

  • 30 gennaio 1986 - inizia il processo davanti alla prima sezione della Corte di Assise. Secondo l’accusa i mandanti sono Raffaele Cutolo e sua sorella Rosetta (all’epoca latitante); Roberto Cutolo, figlio del boss, Mario Iafulli, Carmine Argentato, mentre Mario Incarnato e Salvatore Imperatrice sono indicati come gli esecutori dell’imboscata sulla Tangenziale.
  • 23 febbraio 1987 - Durante l'udienza, Incarnato ricostruisce la dinamica dell’agguato stabilendone ruoli e responsabilità.
  • 6 marzo 1987 -  Il pm Claudio Rodà, con la sua requisitoria, rende ancora più chiare le ragioni che hanno portato alla morte il giovane vicedirettore del carcere.
  • 16 marzo del 1987 - Dopo una riunione di consiglio di cinque ore, i giudici emettono le seguenti pene:
    - Ergastolo per Raffaele e Rosetta Cutolo, riconosciuti colpevoli di essere i mandanti dell’omicidio Salvia, e per Carmine Argentato e Mario Iafulli come componenti del commando d'assalto.
    - 24 anni di reclusione a Mario Incarnato per aver collaborato con la giustizia.
    - 14 anni per Roberto Cutolo.
  • In seguito, per i giudici di secondo grado la ricostruzione del pentito Incarnato non è tutta la verità. Confermano a Raffaele Cutolo l’ergastolo ma assolvono per insufficienza di prove: Rosetta Cutolo, Roberto Cutolo e Carmine Argentato. Inutile il processo per Mario Iafulli, il quale, venne ammazzato il 21 marzo del 1987 mentre era in libertà vigilata.
  • Dicembre del 1988 - La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, conferma l’ergastolo a Raffaele Cutolo e scagiona per sempre gli altri imputati. Anche per la Suprema Corte, quindi, Rosetta Cutolo non ha mai ordinato di uccidere Salvia, e Roberto Cutolo e Carmine Argentato non hanno mai preso parte all’omicidio.

 

Il ricordo di Claudio Salvia, figlio di Giuseppe

"All'epoca ero un bambino, avevo solo 3 anni e mio fratello Antonino 5. Non capivamo e non sapevamo nulla di quanto fosse accaduto e questo fu merito di nostra madre che seppe proteggerci da quei momenti di forte tensione. Ovviamente chiedevamo di papà. Mamma non ci ha mai nascosto che fosse morto ma ebbe la delicatezza di dircelo a piccole pillole rapportate alla maturità dell'età del momento. La verità su chi fosse mio padre, ovvero il suo ruolo presso il carcere e il motivo del perché fu ucciso, arrivò piano piano dopo i 10 anni."

"I primi anni furono complicati tra le sentenze e il contesto storico in cui vivevamo. La mentalità camorristica, l'omertà, era molto forte e presente. Nonostante tutto, il ruolo della famiglia, da ambo i lati, fu determinante affinché crescessimo senza il timore di ritorsioni. Dalla nonna agli zii, non venivamo mai lasciati soli. Sapere tutta la verità mi rese orgoglioso di mio padre. Anche se in un modo barbaro, la sua morte fu per me il più grande insegnamento che un genitore potesse dare al proprio figlio: pagare con la vita la realizzazione di un ideale!"

"Oramai più adulti, e con il sostegno di tante persone che ci erano vicine, volevamo trasformare in qualcosa di buono quanto ci fosse capitato. Così con la compartecipazione di tante realtà associative che trattano la tematica della legalità e la sensibilità delle Istituzioni, noi familiari abbiamo iniziato a portare la nostra testimonianza nelle scuole. Inoltre, a seguito dell'intitolazione della scuola a Capri, decidemmo di fondare una associazione in memoria di papà con la quale, solo con le nostre risorse, consegniamo dei premi agli alunni che si sono contraddistinti per meriti morali. A loro dico sempre:.."

Avremmo potuto farci invadere dall'odio, invece, noi abbiamo fatto di quella sciagura un insegnamento, per noi e per gli altri, che ci guidi verso una strada di giustizia.

#Memoria: eventi, menzioni e intitolazioni a Giuseppe Salvia

  • Aprile 2010 - Intitolazione della scuola elementare e materna di Tiberio, a Capri, approvato all'unanimità dal Consiglio comunale caprese. "Affinché il sacrificio della sua vita, immolata per la difesa dei valori umani, sia di esempio per le nuove generazioni".
  • 2011 - Inaugurazione della scuola con la svelatura di una targa commemorativa apposta sulla facciata della scuola elementare di Tiberio. Evento promosso dall'amministrazione comunale dell'isola in occasione del trentennale.
  • 15 settembre 1984 - Giuseppe Salvia è stato insignito della medaglia d'oro al merito della redenzione sociale dal Ministero di Grazia e Giustizia.
  • 1985 - 1° Torneo di calcio "SALBAT" in memoria di Giuseppe Salvia. 
  • 1987 - Conferita la medaglia d'oro al valore civile dall'amministrazione di Capri (NA).
  • 28 ottobre 2010 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "101 storie di camorra che non ti hanno mai raccontato" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • 29 gennaio 2012Targa alla memoria conferita dalla comunità del "BIANCHI".
  • 2013 - L'associazione "Giuseppe Salvia" consegna borse di studio agli alunni dell'istituto comprensivo "Ippolito Nievo" di Capri perché distintisi "nel rispetto delle regole, nella solidarietà e nell'altruismo".
  • 22 giugno 2013 - Intitolazione del carcere di Poggioreale di Napoli.
  • Settembre 2013 - Intitolazione Sala conferenze del Centro Diurno Time Out, a Somma Vesuviana (NA). Iniziativa promossa dall'Associazione Pioppo Onlus che aderisce alla Federazione Internazionale Città Sociale di Napoli.
  • Marzo 2015 - La storia di Giuseppe p menzionata nel libro: "Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 5 novembre 2015 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "Napoli Criminale" di Bruno de Stefano. Editore Newton Compton Editori.
  • Maggio 2016 - Inaugurazione di una scultura di ferro all'interno della scuola Tiberio. L'opera è stata realizzata e donata dallo scultore avellinese Alfonso Cavaiuolo. L'inaugurazione ha previsto una cerimonia ufficiale alla presenza delle istituzioni locali e dei familiari di Salvia.
  • 11 dicembre 2016 - 27° Natale del Budo, Galà internazionale Arti Marziali in memoria delle vittime innocenti della criminalità. Evento promosso dalla ACSI
  • 4 ottobre 2019 - La storia Giuseppe Salvia è citata nel libro "I grandi delitti che hanno cambiato la storia d'Italia" di Bruno de Stefano. Edizione Newton Compton Editori.
  • 11 dicembre 2019 - Attestato alla Memoria conferito durante il Premio Nazionale per l'Impegno Civile "Marcello Torre".
  • 8 aprile 2021 - La storia di Giuseppe Salvia è romanzata nel libro:"La vendetta del boss. L'omicidio di Giuseppe Salvia" di Antonio Mattone. Guida Editori.
  • 13 aprile 2021 - In occasione del 40° anniversario, evento commemorativo presso il carcere di Poggioreale a lui intitolato. 

 

L'associazione "Giuseppe Salvia. Il coraggio della legalità"

L’Associazione nasce nel 2010 per trasmettere il testamento morale lasciato da Giuseppe Salvia.
Obiettivo generale è quello di rispondere all'esigenza di solidarietà sociale che si concretizza nella diffusione della cultura della legalità, nel recare sostegno alle persone vittime della criminalità organizzata ed ai loro familiari superstiti ed alle persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari.

Tutte le attività dell’Associazione sono realizzate esclusivamente mediante autofinanziamento della famiglia Salvia, senza alcun utilizzo di sovvenzioni pubbliche o di altri soggetti terzi.

Attività:

Iniziative socio-culturali per approfondire, informare e denunciare il fenomeno della criminalità organizzata nazionale. Questi eventi sono promossi sia per essere da stimolo, nei confronti delle istituzioni nazionali di lotta e prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata, sia favorire la cultura della legalità mediante corsi e attività di formazione su tutti gli argomenti affini.

Realizzazione di progetti, iniziative e programmi volti al recupero dei minori a rischio o all'assistenza di familiari vittime delle criminalità.

Resta connesso con Giuseppe Salvia

Per rimanere informato sui prossimi eventi e manifestazioni in memoria di Giuseppe Salvia, iscriviti al gruppo Facebook dedicato a lui!

Giuseppe Salvia...un brav'uomo diventato Eroe

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Gennaro De Angelis

Gennaro De Angelis, 37 anni

Il 15 ottobre 1982 Gennaro De Angelis, agente penitenziario presso il carcere di Poggioreale (NA), venne assassinato dalla camorra per essersi rifiutato di fare favori alla NCO. Quel giorno, nel tardo pomeriggio, s'intratteneva a giocare a carte nel consueto circolo ricreativo 'Madonna dell'Arco' nel centro di Cesa (CE). Alle 20:15 entrarono tre uomini a volto coperto e a mano armata che minacciarono i presenti. Si pensò ad una rapina, invece, i due riconobbero Gennaro ad uno dei tavoli e senza troppe esitazioni si avvicinarono a lui, gli spararono alla testa e al torace e si diedero alla fuga. Gennaro De Angelis morì sul colpo riversandosi dal tavolo. Nell'esecuzione venne ferito anche Pasquale Marino, pensionato di 70 anni, che morirà 4 giorni dopo al Cardarelli di Napoli.

Fu chiaro fin da subito che si trattasse di un'esecuzione di stampo camorristico. L'agente penitenziario era assegnato alla ricezione dei pacchi per i detenuti, mezzo attraverso il quale avvenivano scambi di messaggi o regalie. Gennaro De Angelis fu giustiziato per: la sua onestà e dedizione al lavoro, per non aver ceduto a favori o tangenti, per ogni rifiuto alle richieste della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

A soli 37 anni Gennaro lascia una giovane moglie, Adele, e tre figli piccoli rispettivamente di: nove, cinque e due anni. Il Ministero dell'Interno ha riconosciuto Gennaro De Angelis  "vittima del dovere" ai sensi della legge 466/1980 e successivamente "vittima della criminalità organizzata" ai sensi della 407/1998.

Storico giuridico

  • 1985 - I carabinieri di Aversa(CE) hanno individuato 4 persone appartenenti alla NCO come autori del delitto. Tutti già in carcere per altri motivi.

 

#Memoria: eventi e intitolazioni in ricordo di Gennaro De Angelis

  • 26 agosto 2010 - La storia di Gennaro De Angelis è menzionata nel libro: "Al di là della notte" di Raffaele Sardo. Edito Pironti, promosso dalla Fondazione Polis.
  • 12 maggio 2013 - Intitolazione della sezione Anppe (Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria) di Aversa (CE). L'evento si è svolto presso il Centro culturale "Caianiello" su iniziativa dell'amministrazione locale. 
  • 31 maggio 2013 - La storia di Gennaro De Angeli è raccontata nel libro: "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia". Curatore C. Camarca, Edito Castelvecchi.
  • 13 ottobre 2013 - Convegno alla memoria sui temi della legalità presso la scuola media "F. Bagno" di Aversa (CE). All'incontro hanno partecipato diverse autorità del territorio casertano, tra cui: il magistrato Cesare Sirignano, don Luigi Ciotti e una delegazione del sindacato di Polizia COISP.
  • 19 novembre 2014 - Messa per tutte le vittime di camorra dell'agro-aversano e dell'area nord di Napoli celebrata a Casal di Principe (CE). L'iniziativa è stata sostenuta dalle associazioni tra cui: Comitato Don Peppe Diana, Associazione di volontariato "Jerry Essan Masslo", Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di camorra.
  • 11 settembre 2020 - Intitolazione del carcere  di Arienzo (CE). 
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Pasquale Campanello

Pasquale Campanello, 33 anni 

L’8 febbraio 1993, il sovrintendente Pasquale Campanello venne ucciso con 15 colpi di pistola mentre smonta dal servizio presso la Casa Circondariale di Poggioreale. L'uomo lavorava come agente della polizia penitenziaria presso il braccio Venezia, ovvero, il reparto di massima sicurezza. Il movente più plausibile, per una così brutale esecuzione, è una probabile opposizione alle richieste di favoritismi dei boss in regime di detenzione.

Storico giuridico

  • A distanza di anni non sono stati ancora individuati e condannati i responsabili dell’omicidio.
  • Pasquale Campanello è riconosciuto come Vittima del dovere dal Ministero dell’Interno.

 

Il ricordo di Antonietta Oliva, moglie di Pasquale

"Come tutti i giorni, ero in casa con i miei figli che aspettavo il rientro di Pasquale da lavoro. Da poco erano passate le 17:00 e sentì bussare il campanello di casa. Dallo spioncino vidi un uomo dall'aspetto un po' rude che mi diceva di appartenere alla Polizia di Stato. Ricordando le raccomandazioni di mio marito non aprii subito. Chiesi a quell'uomo di aspettare giù al palazzo, che a breve sarebbe rientrato mio marito e avrebbe potuto parlare direttamente con lui. Invece, dopo circa 10 minuti, l'uomo ritorna con una donna in divisa. Quando li feci entrare, iniziarono a farmi delle domande un po' vaghe su mio marito. Nel frattempo la poliziotta inizia ad aprire a caso tra i cassetti del salone e quando trovò una foto di Pasquale disse «Però, era proprio un bel ragazzo». Lì mi sentii congelare. Mi affacciai al balcone e vidi che c'era una folla sotto al palazzo. Così capii che era successo qualcosa di grave. Prima di tutto ciò, ero convinta che una persona onesta, che svolge con impegno e umiltà il proprio lavoro, non potesse esser messo in discussione o addirittura essere ammazzato".

"I primi anni ho vissuto il mio dolore all'interno delle quattro mura con la mia famiglia. Fin da subito, per amore dei miei figli nascondevo la mia sofferenza per poter dare a loro tutto il mio sostegno. Avevano perso il papà, dovevo rassicurarli che non avrebbero perso anche me. Intanto, nonostante in casa ricordavo Pasquale raccontando di lui ai suoi figli, Silvia e Armando, iniziavo a realizzare che la comunità voleva dimenticare quanto fosse accaduto. Non potevo permetterlo ma all'epoca non sapevo come fare. Ironia della sorte, quando mio figlio Armando iniziò le scuole medie si ritrovò come professore Marco Cillo, allora referente di Libera Avellino. Dalla prima telefona, in cui mi spiegò cosa facesse l'associazione, mi coinvolse per le testimonianze nelle scuole". 

Consegno ai giovani i valori e gli ideali che ho ereditato e insegnato ai miei figli. Come una staffetta amo trasmetterli a chi incontro nelle scuole cosicché, guardando i miei occhi e ascoltando la mia storia, possano comprendere il dolore che provocano le mafie e scegliere di non farne parte.

#Memoria: menzioni e luoghi intitolati a Pasquale Campanello

  • 18 marzo 2013 - Inaugurata una targa nel "Giardino della Legalità-Falcone e Borsellino" presso l'Ateneo di Salerno.
  • Febbraio 2015 - Intitolazione del Centro sociale a Torrette di Mercogliano (AV), Via Nazionale Torrette, 143.
  • 6 luglio 2015 - Intitolazione del Presidio Libera di Atripalda (AV).
  • Marzo 2015 - La storia di Pasquale è menzionata nel libro:"Memoria" pubblicato dall'associazione Libera, a cura di: Marcello Cozzi, Riccardo Christian Falcone, Iolanda Napolitano, Simona Ottaviani, Peppe Ruggiero. Stampato per conto delle Edizioni Gruppo Abele presso Cooperativa La Grafica Nuova.
  • 20 marzo 2017 - Intitolazione di una traversa di via Annarumma (Avellino) con svelatura della targa "vittima del dovere".
  • 24 aprile 2018 - La storia di Campanello è raccontata nella "Pillola NON INVANO" prodotto dalla Fondazione Polis della Regione Campania.
  • 8 febbraio 2020 - Piantumato un albero di ulivo presso l'Istituto Agrario "Francesco De Sanctis" di Avellino.

Eventi per ricordare Pasquale Campanello

  • 8 febbraio 2013 - Fiaccolata organizzata da Libera Avellino.
  • 8 febbraio 2014 - "Una luce per chiedere verità e giustizia", una candela davanti al Tribunale di Avellino accesa dal referente del Presidio di Libera Avellino.
  • 15 novembre 2015 - Primo "Premio Pasquale Campanello - premio per l'impegno quotidiano". Consegnato a Torrette di Mercogliano presso il centro sociale intitolato al sovrintendente.
  • 07 dicembre 2016 - II Edizione del ""Premio Pasquale Campanello" presso la sala consiliare del Palazzo Civico di Atripalda.
  • 19 novembre 2017 - III edizione del "Premio Pasquale Campanello - premio per l'impegno quotidiano" presso la Chiesa di S. Nicola da Tolentino, Atripalda.
  • 16 novembre 2018IV Edizione del "Premio Pasquale Campanello” con la presentazione del docu-film: “Un giorno come tanti”, realizzato da Giovanni Centrella. Il cortometraggio è stato proiettato gratuitamente presso il Teatro D’Europa di Cesinali.
  • 8 febbraio 2020 - Torneo di pallavolo presso l' ISISS "De Luca";
    Dibattito sulle mafie presso l'Istituto Agrario "Francesco De Sanctis" con piantumazione di un ulivo con targa in memoria di Campanello;
    Incontro con gli studenti presso l' IC di Aiello del Sabato.
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